Ucraina, controffensiva in stallo: l'Occidente nasconde le difficoltà di Kiev?

Il testo afferma che a morire sono giovani soldati ucraini e russi, senza dati numerici specifici.
Una controffensiva lenta, per ammissione dello stesso Kiev e di Washington
Il commento di Money.it parte dall'ammissione di lentezza per sostenere che il fronte sia fermo alla primavera.
Mark

Qual è la tesi di fondo del pezzo?

Mimi

Che la controffensiva ucraina sia ferma e che l'Occidente lo nasconda. L'autore dice che la linea del fronte è quella della primavera, e che Kiev e Washington ammettono la lentezza.

Mark

E cita il generale Milley.

Mimi

Sì. Milley dice che molta potenza di combattimento ucraina non è ancora impegnata e che si avanza lentamente tra i campi minati. L'autore gli dà ragione, ma ne trae una conclusione opposta.

Luke

Fermiamoci un momento: è un commento, non un'inchiesta. L'affermazione che i russi avanzino verso Kherson è al condizionale e non ha fonti indipendenti.

Mark

E i numeri sulle forze russe?

Mimi

Cento mila uomini, 900 carri, 555 sistemi d'artiglieria nel settore orientale, attribuiti al Corriere della Sera.

Luke

Appunto: sono numeri riportati, non verificati qui. E il confronto con i 300 carri chiesti da Kiev mette insieme cose diverse: una richiesta e un dispiegamento.

Mark

Che cosa resta davvero solido?

Mimi

Che la controffensiva è lenta, come ammesso dagli stessi ucraini e americani, e che circa il 20% del Paese è occupato.

Luke

Aggiungo che dire che l'Ucraina "sta perdendo" è un giudizio dell'autore. Le perdite non sono quantificate e non sappiamo quanta forza ucraina sia ancora in riserva.

  • La controffensiva ucraina procede lentamente, tra campi minati e trincee russe che non si sono ancora piegate.
  • Il commento accusa media e governi occidentali di minimizzare un possibile stallo sul campo.
  • Mosca avrebbe concentrato circa 100 mila uomini nel settore orientale, verso Lyman e Kupiansk, con centinaia di carri armati.
  • Le sanzioni e le armi inviate a Kiev vengono descritte come strumenti che non hanno prodotto la svolta attesa.
  • Si guarda con attenzione al fronte attorno a Kherson e Bakhmut e a possibili trattative per un cessate il fuoco.

Nell'estate del 2023, mentre la controffensiva ucraina avanza con fatica nel Donbas e nel sud del Paese, un commento di Money.it si domanda se la guerra non si stia trascinando in una posizione di stallo che l'Occidente preferirebbe non vedere. Dietro i numeri contesi e le accuse di propaganda c'è una verità antica che le guerre di logoramento insegnano: le linee del fronte cambiano lentamente, e chi le osserva da lontano tende a leggerle secondo le proprie speranze. Il testo è un'opinione dai dati parziali, ma pone una domanda che resta aperta: quale sia il vero significato di vittoria quando un Paese ha già perso una parte consistente del proprio territorio.

Il 19 luglio 2023 Money.it pubblica un commento sulla guerra in Ucraina, che fin dal titolo sostiene una tesi precisa: la controffensiva di Kiev sarebbe in stallo e l'Occidente cercherebbe di nasconderlo. Si tratta di un'opinione, non di un'inchiesta, con dati parziali e toni polemici.

L'autore si dichiara contrario a Vladimir Putin, che definisce un criminale, ma sostiene che media e governi occidentali stiano camuffando una realtà che a suo giudizio è evidente: l'Ucraina starebbe perdendo. Ripercorre le tappe del conflitto: sanzioni che avrebbero colpito soprattutto la classe media, armi sempre più potenti che avrebbero permesso ai russi di scavare trincee e piazzare artiglieria.

A sostegno della tesi, il commento richiama il generale Mark Milley, secondo cui la prima linea russa non è stata scalfita e Kiev avanza con lentezza attraverso i campi minati. Cita anche il Corriere della Sera, che parla di circa 100 mila uomini russi concentrati nel settore orientale. Le fonti non sono verificate in modo indipendente.

La chiusura ricorda che a morire sono giovani ucraini e russi, senza cifre, e prevede una ricostruzione guidata da grandi gruppi finanziari. Restano da seguire il fronte attorno a Kherson e Bakhmut e le eventuali trattative per una tregua.

Il 19 luglio 2023 Money.it pubblica un commento sulla guerra in Ucraina, che ha una tesi dichiarata fin dal titolo: la controffensiva di Kiev è in stallo e l'Occidente cercherebbe, con scarsa abilità, di nasconderlo. Va detto subito che si tratta di un'opinione, non di un'inchiesta: i dati sono parziali e i toni polemici.

L'autore premette di non fare il tifo per la Russia e definisce Vladimir Putin un criminale, aggiungendo di pensarlo da prima che molti suoi attuali critici lo accogliessero con tappeti rossi. Subito dopo sostiene che negli ultimi tempi media, apparati militari e governi occidentali tentino di camuffare ciò che a suo giudizio è evidente: l'Ucraina starebbe perdendo la guerra, anche se sul significato di una "vittoria" russa, scrive, ci sarebbe molto da discutere. Il paragone scelto è Winston Smith, il protagonista di 1984 di George Orwell, impiegato al ministero della Verità.

La ricostruzione dell'autore procede per tappe. Prima le sanzioni, che avrebbero dovuto "spezzare le reni" alla Russia e che invece, a suo dire, hanno svuotato le tasche della classe media e dei più poveri. Poi l'invio di armi sempre più potenti, che avrebbe dovuto consentire a Kiev di vincere con una controffensiva annunciata con mesi di anticipo. Secondo il commento, questo avrebbe permesso ai russi di scavare trincee, minare il terreno e piazzare l'artiglieria che colpisce ogni giorno le truppe ucraine all'assalto.

Il punto centrale è che, per ammissione di Kiev e di Washington, la controffensiva è lenta. L'autore aggiunge che, nonostante le molte perdite da entrambe le parti, la situazione territoriale sarebbe quella della primavera: l'Ucraina ha preso alcuni villaggi vicino a Bakhmut, mentre i russi, si legge, starebbero avanzando verso Kherson. Il condizionale è del testo, che non cita fonti indipendenti.

Per misurare il successo, l'articolo usa l'unico obiettivo dichiarato di Kiev: riconquistare tutti i territori occupati, Crimea compresa. Con quel metro la vittoria è lontana, perché quasi il 20% del Paese è in mano russa. A Putin, ragiona l'autore, potrebbe bastare conservare le aree annesse e firmare una tregua che di fatto ne certifichi le conquiste e sbarri a Kiev la strada della Nato: l'Alleanza, ricorda, di norma non accoglie Paesi con questioni territoriali aperte, come ribadito al recente vertice di Vilnius.

Sul fronte opposto c'è la valutazione del generale Mark Milley, presidente del Joint Chiefs of Staff, riportata dal commento. Ai giornalisti americani ha detto che la prima linea difensiva russa non è stata ancora scalfita, che una quantità significativa di potenza di combattimento ucraina non è stata impegnata e che Kiev avanza lentamente, in modo deliberato e costante, attraverso i campi minati, in una lotta dura. L'autore riconosce che è vero: non tutte le armi occidentali né tutte le truppe d'élite addestrate all'estero sarebbero state schierate. Ma ricorda che anche la Russia ha in magazzino armi ipersoniche e nucleari mai usate.

Cita poi il Corriere della Sera, secondo cui Mosca, in una sorta di contro-controffensiva, avrebbe concentrato circa 100 mila uomini nel settore orientale, verso Lyman e Kupiansk, con 900 carri armati e 555 sistemi d'artiglieria, di cui 370 semoventi. L'autore lo confronta con i 300 tank che l'Ucraina ha chiesto per mesi, ottenendone probabilmente la metà.

La chiusura ricorda che a morire sono giovani ucraini e russi, senza fornire cifre. L'autore prevede inoltre che, a cessate il fuoco raggiunto, grandi gruppi finanziari e industriali ricostruiranno l'Ucraina con accordi già stretti con Kiev e in gran parte con denaro europeo. Da seguire restano il fronte attorno a Kherson e a Bakhmut e le eventuali trattative per una tregua.

Una quantità significativa di potenza di combattimento ucraina non è stata ancora impegnata; Kiev avanza lentamente, deliberatamente e costantemente tra i campi minati, ed è una dura lotta.
— Generale Mark Milley, presidente del Joint Chiefs of Staff (come riportato da Money.it)
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