Trump non esclude stato d'emergenza per midterm, Musk torna al Pentagono

Non prendo nessun impegno su misure straordinarie
Trump risponde a Time sulla possibilità di usare l'Insurrection Act durante le elezioni di novembre.
Mark

Perché Trump parla di stato d'emergenza proprio adesso, prima ancora che si votasse?

Mimi

Perché sa che novembre potrebbe andare male. Se i democratici riprendono la Camera o il Senato, lui perde il controllo legislativo. Parlarne pubblicamente è un modo di segnalare che non accetterà passivamente una sconfitta.

Luke

Ma qui bisogna essere precisi: Trump ha detto che non esclude queste misure. Non ha detto che le userà. E i consiglieri della Casa Bianca stanno "valutando" come reagire — il che significa che stanno pensando a scenari, non che hanno un piano.

Mark

E Musk? Come si spiega questo ritorno così repentino?

Mimi

Musk ha bisogno di Trump per i suoi affari — contratti federali, sussidi per SpaceX. E Trump ha bisogno di Musk per finanziare la campagna e mobilitare gli elettori. È un'alleanza di convenienza che si è rotta quando Musk ha criticato la legge fiscale di Trump, ma adesso entrambi hanno interesse a ripararla.

Luke

Vero, ma il Project Meridian è un incarico concreto, non solo una riconciliazione simbolica. Musk avrà voce in capitolo su come il Pentagono pensa la guerra futura. Quello è potere reale.

Mark

Musk aveva minacciato di creare un nuovo partito. Cosa è successo?

Mimi

L'idea è morta subito. Musk non è eleggibile alla presidenza — è nato in Sudafrica — quindi un partito suo non avrebbe avuto un candidato. E comunque, lavorare dentro l'amministrazione è più efficace che stare fuori.

Luke

Aggiungiamo un dettaglio: Musk ha investito 250 milioni nella campagna di Trump nel 2024. Ora sta riattivando America Pac per le midterm. Sta mettendo soldi veri dietro questa riconciliazione.

  • Trump non esclude l'uso dell'Insurrection Act o di uno stato d'emergenza nazionale se i democratici dovessero riconquistare il Congresso a novembre, alimentando timori senza precedenti sulla tenuta del processo elettorale.
  • La Casa Bianca starebbe già pianificando risposte a scenari di sconfitta elettorale, un segnale che l'amministrazione considera le elezioni di metà mandato una partita esistenziale.
  • Elon Musk, che appena un anno fa attaccava la 'One Big Beautiful Bill' come un 'disgustoso abominio' e minacciava di finanziare sfidanti repubblicani, è ora ufficialmente reintegrato nell'amministrazione alla guida del 'Project Meridian' del Pentagono.
  • Il riavvicinamento tra Trump e Musk non è solo personale: America Pac è tornata operativa, con porta a porta, pubblicità digitale e campagne mirate per mobilitare l'elettorato repubblicano in vista di novembre.
  • Il Partito Repubblicano ritrova così il suo principale finanziatore nel momento più delicato della campagna per il controllo del Congresso, mentre la tensione istituzionale sale e i confini tra potere politico e tecnologico si assottigliano.

In un momento in cui le democrazie liberali interrogano se stesse sulla tenuta delle proprie istituzioni, Donald Trump ha dichiarato di non escludere misure straordinarie — tra cui l'Insurrection Act e lo stato d'emergenza nazionale — in occasione delle elezioni di metà mandato di novembre. Parallelamente, Elon Musk rientra nell'orbita dell'amministrazione guidando un progetto del Pentagono sulla guerra futura, segnando una riconciliazione sorprendente dopo mesi di rottura pubblica. Questi due movimenti, apparentemente distinti, convergono verso un unico orizzonte: il controllo del Congresso e la ridefinizione dei confini tra potere politico, economico e tecnologico.

Donald Trump ha dichiarato in un'intervista a Time di non escludere il ricorso all'Insurrection Act o la proclamazione di uno stato d'emergenza nazionale durante le elezioni di metà mandato di novembre. «Non prendo nessun impegno», ha affermato il presidente. Secondo la rivista, i consiglieri della Casa Bianca starebbero già valutando come reagire se i democratici riuscissero a riprendere il controllo di uno o entrambi i rami del Congresso.

Nello stesso frangente, Elon Musk è tornato ufficialmente a lavorare per l'amministrazione. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha annunciato che il fondatore di SpaceX guiderà il 'Project Meridian', un'iniziativa del Pentagono dedicata alle guerre del futuro e alle tecnologie che gli Stati Uniti dovranno sviluppare nei prossimi decenni. Con lui figurano Palmer Luckey di Anduril e l'ex speaker Newt Gingrich.

Il riavvicinamento tra i due è tanto strategico quanto sorprendente. Appena un anno fa il rapporto sembrava irrecuperabile: Musk aveva investito oltre 250 milioni di dollari nella campagna presidenziale del 2024 e guidato il Dipartimento per l'efficienza governativa, salvo poi attaccare frontalmente la 'One Big Beautiful Bill' di Trump, definendola un «disgustoso abominio». Lo scontro era degenerato: Trump aveva minacciato di cancellare contratti federali alle aziende di Musk, mentre il miliardario aveva evocato la sostituzione di Trump con Vance e persino la nascita di un nuovo partito, l'America Party.

Oggi quel conflitto sembra archiviato. Musk ha partecipato a un incontro alla Casa Bianca sull'intelligenza artificiale e ha riattivato America Pac per mobilitare l'elettorato repubblicano. Il tempismo non appare casuale: il Partito Repubblicano ritrova il suo più importante finanziatore proprio mentre la campagna per il controllo del Congresso entra nella fase decisiva, e Trump consolida attorno a sé le risorse — politiche, economiche e tecnologiche — necessarie per affrontare novembre.

Donald Trump ha dichiarato a Time di non escludere il ricorso all'Insurrection Act o la proclamazione di uno stato d'emergenza nazionale nel corso delle elezioni di metà mandato previste per novembre. "Non prendo nessun impegno", ha affermato il presidente americano. Secondo quanto riportato dalla rivista, consiglieri della Casa Bianca stanno già valutando come reagire qualora i democratici riuscissero a riprendere il controllo della Camera, del Senato o di entrambi i rami del Congresso.

Nello stesso momento, Elon Musk è tornato ufficialmente a lavorare per l'amministrazione Trump. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha annunciato che il fondatore di SpaceX guiderà il 'Project Meridian', un'iniziativa del Pentagono volta a studiare le guerre del futuro e identificare le tecnologie e i sistemi d'arma che gli Stati Uniti dovranno sviluppare nei prossimi decenni. Accanto a Musk nel progetto figurano Palmer Luckey, fondatore di Anduril, e Newt Gingrich, ex speaker della Camera. Si tratta del primo incarico ufficiale che Musk ricopre nell'amministrazione Trump dopo aver guidato il Dipartimento per l'efficienza governativa.

Il riavvicinamento tra Trump e Musk rappresenta una svolta sorprendente. Appena un anno fa, nell'estate del 2025, il rapporto tra i due sembrava irrimediabilmente compromesso. Musk aveva investito oltre 250 milioni di dollari per sostenere la campagna presidenziale repubblicana del 2024 e aveva assunto un ruolo di primo piano come consigliere del presidente alla guida del Department of Government Efficiency. Tuttavia, quando Trump propose la 'One Big Beautiful Bill', una grande legge fiscale e di spesa, Musk attaccò frontalmente il provvedimento, definendolo un "disgustoso abominio" che avrebbe fatto esplodere il debito nazionale.

Lo scontro che ne seguì fu durissimo. Trump minacciò di cancellare contratti e sussidi federali alle aziende del miliardario. Musk, dal canto suo, arrivò a suggerire che il vicepresidente JD Vance avrebbe dovuto sostituire Trump alla presidenza e successivamente ventilò la creazione di un nuovo partito, l'America Party, con l'obiettivo di sfidare il sistema bipartitico e conquistare seggi chiave al Congresso. L'ipotesi non suscitò particolare clamore, dato che Musk, nato in Sudafrica, non è costituzionalmente eleggibile alla presidenza degli Stati Uniti.

Negli ultimi giorni, il miliardario ha partecipato a un incontro presso la Casa Bianca tra Trump e i vertici delle principali aziende tecnologiche dedicato all'intelligenza artificiale e alla "superintelligenza". Durante l'incontro, i partecipanti hanno sottoscritto un accordo volontario sui principi e sulle responsabilità nello sviluppo delle tecnologie più avanzate. Il tempismo del riavvicinamento non sembra casuale. Musk ha riattivato America Pac, la macchina politica già utilizzata nel 2024, con l'obiettivo di mobilitare l'elettorato repubblicano attraverso porta a porta, pubblicità digitale e campagne mirate. Nel momento più acuto dello scontro, il patron di Tesla aveva persino ventilato la possibilità di sostenere sfidanti dei parlamentari repubblicani; ora il suo gruppo è tornato a lavorare saldamente nello stesso campo politico di Trump.

Il riavvicinamento è particolarmente strategico per il Partito Repubblicano, che ritrova così uno dei suoi più importanti finanziatori proprio mentre la campagna per il controllo del Congresso entra nella fase decisiva. Le elezioni di novembre rappresentano un momento cruciale per entrambi gli attori: Trump vuole mantenere il controllo legislativo, mentre Musk ha dimostrato di voler giocare un ruolo centrale nella politica americana, sia attraverso il finanziamento che attraverso incarichi ufficiali nell'amministrazione.

Non prendo nessun impegno
— Donald Trump, intervista a Time
Disgustoso abominio che avrebbe fatto esplodere il debito
— Elon Musk, sulla 'One Big Beautiful Bill' di Trump
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