Tra promesse di pace e smentite diplomatiche, Donald Trump annuncia un accordo con l'Iran 'ampiamente negoziato', mentre Teheran contesta la narrazione e rivendica il controllo dello Stretto di Hormuz. Il Medio Oriente si trova sospeso in quel momento fragile in cui la parola di un leader può precedere — o tradire — la realtà dei tavoli negoziali. Sullo sfondo, il conflitto continua a mietere vittime tra Gaza, Libano e Israele, ricordando che la distanza tra un annuncio e la pace vera si misura in vite umane.
Trump annuncia accordo Iran in fase finale, Teheran smentisce: "Propaganda incompleta"
L'accordo è stato ampiamente negoziato, ma nessuno sa ancora se esisterà
Allora, Trump dice che l'accordo è praticamente fatto. Perché Teheran dice il contrario?
Perché quello che Trump annuncia pubblicamente e quello che effettivamente viene negoziato sono due cose diverse. L'Iran sostiene che l'annuncio di Trump è incompleto e non riflette la realtà dei colloqui.
Ma su cosa esattamente divergono? Trump dice che lo Stretto di Hormuz sarà aperto. L'Iran dice che rimarrà sotto il suo controllo. Sono due affermazioni incompatibili.
Esattamente. E questo è il punto: non sanno ancora come gestire lo Stretto. L'Iran vuole mantenerlo sotto il suo controllo, gli Stati Uniti vogliono garantire la libertà di navigazione.
E Netanyahu? Che ruolo ha?
Secondo i rapporti, Netanyahu è stato praticamente escluso dai negoziati. È passato da co-pilota a passeggero, come dice il New York Times. È profondamente preoccupato per l'accordo.
Ma aspetta: se Netanyahu è preoccupato, significa che l'accordo potrebbe non essere favorevole a Israele. Eppure Trump dice che non farebbe un accordo non vantaggioso per Israele. Sono affermazioni contraddittorie.
Sì, è una contraddizione. Trump rassicura Israele, ma Netanyahu non è rassicurato. Questo suggerisce che c'è una frattura tra Washington e Gerusalemme su come dovrebbe essere strutturato l'accordo.
Quindi potrebbe non esserci accordo?
Trump stesso ha detto che le possibilità di un accordo o di un attacco sono fifty-fifty. E sta preparando opzioni militari nel caso i negoziati falliscano.
Qui bisogna essere chiari: Trump sta dicendo che potrebbe lanciare un attacco finale per dichiarare vittoria. Non è una minaccia vaga, è una pianificazione concreta. Membri dell'intelligence hanno annullato i weekend.
Quindi siamo al punto di rottura?
Sì. I negoziati sono ancora in corso, ma il tempo sta per scadere. Entro il fine settimana Trump dovrebbe decidere se firmare un accordo o ordinare nuovi attacchi.
E nel frattempo, le persone muoiono. Dodici morti negli ultimi giorni tra Gaza, Libano e Israele. Questo non è uno sfondo astratto, è quello che sta accadendo mentre loro negoziano.
Il Polso
- Trump dichiara su Truth Social che un accordo con l'Iran è 'ampiamente negoziato' e che lo Stretto di Hormuz sarà riaperto, creando aspettative immediate sui mercati e tra gli alleati regionali.
- Teheran smentisce con forza: l'agenzia Fars definisce l'annuncio 'incompleto e incoerente', e un portavoce del ministero degli Esteri iraniano precisa che nessun accordo definitivo è stato raggiunto.
- Netanyahu, escluso di fatto dai negoziati e ridotto da 'co-pilota' a 'semplice passeggero', preme su Trump affinché lanci nuovi attacchi contro l'Iran, approfondendo le tensioni all'interno del fronte occidentale.
- Trump valuta le opzioni con i suoi consiglieri per la sicurezza nazionale: le probabilità di accordo o attacco militare sono, secondo lui stesso, 'fifty-fifty', con una decisione attesa entro ore.
- Mentre la diplomazia vacilla, almeno dodici persone sono morte in attacchi aerei e droni tra Gaza, Libano e Israele, e l'esercito israeliano ordina l'evacuazione di dieci villaggi nel sud del Libano.
Tra promesse di pace e smentite diplomatiche, Donald Trump annuncia un accordo con l'Iran 'ampiamente negoziato', mentre Teheran contesta la narrazione e rivendica il controllo dello Stretto di Hormuz. Il Medio Oriente si trova sospeso in quel momento fragile in cui la parola di un leader può precedere — o tradire — la realtà dei tavoli negoziali. Sullo sfondo, il conflitto continua a mietere vittime tra Gaza, Libano e Israele, ricordando che la distanza tra un annuncio e la pace vera si misura in vite umane.
Sabato mattina Donald Trump ha annunciato su Truth Social che un accordo con l'Iran è stato 'ampiamente negoziato', promettendo imminenti comunicazioni ufficiali e indicando la riapertura dello Stretto di Hormuz come elemento centrale dell'intesa. L'annuncio è arrivato dopo una conference call con i leader di Arabia Saudita, Emirati, Qatar, Egitto, Turchia, Pakistan, Giordania e Bahrein, e dopo una conversazione con Netanyahu, descritta da Trump come andata 'bene'.
Teheran ha però respinto la narrazione americana. L'agenzia Fars ha definito le dichiarazioni di Trump 'incomplete e incoerenti con la realtà', mentre un portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha chiarito che i colloqui sui punti di disaccordo sono ancora in corso e che i testi circolati in Occidente sui dettagli dell'accordo non sono accurati. Secondo fonti iraniane, lo Stretto di Hormuz rimarrebbe sotto controllo di Teheran.
Sul tavolo negoziale, l'Iran avrebbe proposto di sospendere l'arricchimento dell'uranio oltre il 3,6% per dieci anni e di diluire le scorte più arricchite, in cambio di un risarcimento da Washington. Ma una fonte iraniana di alto livello ha ammesso che la proposta attuale è ancora inaccettabile per gli Stati Uniti, che insistono su garanzie più ampie riguardo all'arricchimento e al destino delle scorte nucleari.
Israele osserva con crescente inquietudine. Netanyahu, secondo Axios, è 'profondamente preoccupato' dall'accordo in discussione e ha esortato Trump a colpire militarmente l'Iran. Il New York Times descrive il premier israeliano come di fatto escluso dai negoziati, in una 'battuta d'arresto umiliante' per Gerusalemme.
Trump ha riunito i suoi consiglieri per la sicurezza nazionale e ha dichiarato che le probabilità di accordo o attacco sono 'fifty-fifty'. Alcuni media americani riferiscono che l'amministrazione sta preparando un'operazione militare 'decisiva e di grande portata', e che membri delle forze armate hanno annullato i piani per il weekend del Memorial Day. Nel frattempo, il conflitto continua: almeno dodici morti tra Gaza, Libano e Israele, con Israele che ha ordinato l'evacuazione di dieci villaggi nel sud del Libano in previsione di nuovi raid.
Donald Trump ha annunciato sabato mattina che un accordo con l'Iran è stato "ampiamente negoziato" e che gli aspetti finali sono in discussione, con promessa di annunci imminenti. Nel suo messaggio su Truth Social, il presidente ha sottolineato che lo Stretto di Hormuz sarà riaperto come parte dell'intesa, dopo aver condotto una conference call con i leader di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Egitto, Turchia, Pakistan, Giordania e Bahrein. Ha aggiunto di aver parlato anche con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, riferendo che la conversazione "è andata bene".
Ma Teheran ha immediatamente respinto la narrazione di Trump. L'agenzia di stampa iraniana Fars ha definito l'annuncio del presidente americano "incompleto e incoerente con la realtà", precisando che secondo gli ultimi scambi di messaggi tra Iran e Stati Uniti, lo Stretto di Hormuz rimarrebbe sotto il controllo dell'Iran. I media iraniani hanno sottolineato la distanza tra ciò che Trump dichiara pubblicamente e quello che effettivamente emerge dai negoziati ancora in corso. Un portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che "i colloqui e le consultazioni sui punti di disaccordo sono ancora in corso e non è stato ancora raggiunto un accordo definitivo", aggiungendo che i testi diffusi da fonti occidentali sui dettagli dell'accordo non sono accurati.
I negoziati rimangono precari. Secondo quanto riportato da Al Arabiya, l'Iran ha proposto di sospendere l'arricchimento dell'uranio oltre il 3,6% per dieci anni, di diluire l'uranio arricchito oltre il 20%, di aprire lo Stretto di Hormuz e di sospendere temporaneamente il pagamento dei pedaggi in cambio di un risarcimento da Washington. Tuttavia, una fonte iraniana di alto livello ha dichiarato che ciò che l'Iran ha proposto finora è inaccettabile per gli Stati Uniti. Trump ha ribadito che accetterà solo un accordo che affronti l'arricchimento dell'uranio e il destino delle sue scorte, e ha assicurato che non farebbe un accordo non vantaggioso per Israele.
Netanyahu, però, è "profondamente preoccupato" dalla proposta di accordo in discussione, secondo quanto riferito da Axios citando funzionari israeliani. Il primo ministro ha esortato Trump a lanciare una nuova ondata di attacchi contro l'Iran. Il New York Times ha scritto che Netanyahu è stato di fatto messo da parte nei negoziati, passando da un ruolo di "co-pilota" a quello di "mero passeggero", una "battuta d'arresto umiliante" per Israele che comporta rischi significativi per il Paese.
Intanto, Trump ha incontrato i suoi consiglieri per la sicurezza nazionale per valutare le opzioni disponibili. Secondo Axios, il presidente ha detto che le possibilità di un accordo o di un attacco sono "fifty-fifty" e che prenderà una decisione entro il giorno successivo. Alcuni media americani riferiscono che l'amministrazione Trump sta preparando un nuovo round di attacchi militari contro l'Iran, e che il presidente ha parlato di lanciare un'operazione militare finale, di grande portata e "decisiva", dopo la quale potrebbe dichiarare vittoria. Membri delle forze armate e della comunità di intelligence americana hanno annullato i propri programmi per il weekend del Memorial Day in previsione di eventuali attacchi.
Mentre i negoziati procedono in modo incerto, il conflitto continua a causare vittime. Almeno dodici persone sono state uccise negli ultimi giorni tra Gaza, Libano e Israele in attacchi aerei e droni. L'esercito israeliano ha annunciato raid imminenti contro dieci villaggi nel sud del Libano, invitando la popolazione ad evacuare immediatamente. Un sergente maggiore dell'Idf di 23 anni è stato ucciso da un drone di Hezbollah al confine con il Libano, mentre cinque agenti di polizia palestinesi sono stati uccisi in un attacco israeliano nel nord di Gaza. La situazione rimane in bilico tra la possibilità di una soluzione diplomatica e il rischio di una nuova escalation militare.
Citazioni salienti
Gli aspetti finali e i dettagli dell'accordo sono attualmente in fase di discussione e saranno annunciati a breve. Lo Stretto di Hormuz sarà aperto.— Donald Trump, su Truth Social
L'annuncio di Trump che riaprirà lo stretto come parte di un accordo ampiamente negoziato è incompleto e incoerente con la realtà.— Agenzia di stampa iraniana Fars