Treasury e Gilt in fiamme: rendimenti ai massimi, fuga verso i rifugi tedeschi

Gli investitori hanno iniziato a distinguere tra rischi
La crisi che aveva colpito indistintamente il debito avanzato ha mostrato contorni più selettivi, con spread che si allargano in modo diverso per paese.
Mark

Cosa ha innescato questa fuga dal rischio? È stata una notizia specifica o una combinazione di fattori?

Mimi

Le indicazioni macro dei giorni precedenti negli Stati Uniti erano contraddittorie. C'è stata una revisione della metodologia del calcolo dell'indice dei prezzi al consumo, e i dati sulla crescita hanno sorpreso al rialzo. Gli operatori hanno iniziato a ricalcolare le probabilità di ulteriori tagli della Fed.

Luke

Ma aspetta — le aspettative di un taglio a fine ottobre sono passate dal 60% al 30%. Questo significa che il mercato ha completamente invertito la rotta in poche ore. Quanto di questo è basato su dati nuovi e quanto è panico puro?

Mimi

È una domanda giusta. De Bellis di Equita sostiene che il rialzo rifletta crescita solida, non perdita di controllo dell'inflazione. Ma è un'interpretazione, non un fatto.

Mark

E allora perché la Francia e l'Italia hanno subito pressioni così diverse dalla Germania?

Mimi

Perché gli investitori hanno iniziato a distinguere tra rischi. La Germania è vista come un rifugio, la Francia e l'Italia come più esposte. Gli spread si sono allargati di conseguenza.

Luke

Ma quali sono i fondamentali che giustificano questa distinzione? Il documento non lo dice. Sappiamo che gli spread si sono allargati, ma non sappiamo se è razionale o se è panico contagioso.

Mimi

È vero. Quello che sappiamo è che il decennale francese ha raggiunto il massimo di 18 anni e quello italiano il massimo da quando? Non è specificato.

Mark

E il vero rischio prospettico? Qual è?

Mimi

Se il Treasury trentennale si stabilizza sopra il 5,5%, il costo del capitale per i big tech potrebbe superare i rendimenti attesi. Questo potrebbe frenare gli investimenti e generare revisioni negative sugli utili.

Luke

Ma questo è uno scenario ipotetico. Sappiamo che il trentennale ha raggiunto quale livello ieri? Non è detto nel documento.

Mimi

No, non è specificato. Sappiamo solo del decennale al 5,24% e del trentennale britannico oltre il 6%.

  • Treasury decennale Usa al 5,24%, massimo da aprile 2002
  • Gilt britannici a 30 anni oltre il 6%, fermati al 5,94%
  • Spread Francia 140 punti base, Italia 119 punti base rispetto alla Germania
  • Piazza Affari -2,21%, dollaro a 1,1233 contro euro
  • Aspettative di stretta Fed a fine ottobre dimezzate al 30%

Il Treasury decennale Usa ha raggiunto il 5,24%, il massimo dall'aprile 2002, mentre i Gilt britannici a 30 anni hanno sfondato il 6%. Gli spread si allargano selettivamente: Francia e Italia vedono rendimenti ai massimi di 18 anni con differenziali di 140 e 119 punti base rispetto alla Germania.

I rendimenti dei bond globali hanno toccato massimi pluridecennali con il Treasury decennale al 5,24% e i Gilt britannici oltre il 6%, mentre gli investitori fuggono verso i titoli tedeschi e olandesi.

I mercati obbligazionari globali hanno attraversato una seduta convulsa il primo ottobre, con i rendimenti che hanno toccato livelli non visti da decenni prima di ritirarsi in modo selettivo, tracciando una mappa della paura degli investitori che rivela fratture profonde tra i debitori sovrani avanzati.

Il Treasury decennale americano ha raggiunto il 5,24% dopo essersi spinto fino al 5,34% durante la mattinata, il picco più alto da aprile 2002. I Gilt britannici a trent'anni hanno sfondato la soglia del 6%, fermandosi poi al 5,94%. Nel frattempo, il decennale tedesco è salito al 3,50% dopo aver toccato il 3,64%, il massimo dal 2009. Questi numeri raccontano una storia di volatilità estrema: i rendimenti sono volati verso l'alto in apertura, spinti da una ricerca frenetica di rendimento, poi hanno subito una parziale correzione nel corso della giornata, ma non uniformemente.

La geografia della fuga dal rischio è diventata evidente nel modo in cui i mercati si sono divisi. I Treasury americani e i Bund tedeschi hanno limitato i danni, così come i titoli olandesi all'interno dell'Eurozona. Ma i bond francesi e italiani hanno subito una pressione molto più forte. Il decennale francese ha sfiorato il 5% terminando al 4,92%, il livello più elevato degli ultimi diciotto anni, mentre il decennale italiano si è fermato al 4,69%. Questi movimenti hanno allargato gli spread: la Francia ora sconta 140 punti base di differenziale rispetto alla Germania, l'Italia 119. La crisi che fino a quel momento aveva colpito indistintamente il debito dei principali Paesi avanzati ha iniziato a mostrare contorni più selettivi, con gli investitori che chiaramente distinguevano tra rischi diversi.

Le Borse europee hanno pagato un prezzo più salato di Wall Street. Piazza Affari è crollata del 2,21%, affossata soprattutto dalle banche, mentre il dollaro ha avanzato tornando ai livelli di maggio 2025 e spingendo il cambio con l'euro sotto quota 1,13 fino a 1,1233 in serata. La volatilità ha attraversato tutte le asset class, ma il fulcro della giornata è rimasto il mercato obbligazionario.

Gli analisti hanno iniziato a offrire interpretazioni diverse di quello che stava accadendo. Luigi De Bellis, amministratore delegato di Equita, ha suggerito che il recente rialzo dei rendimenti riflettesse una crescita più solida del previsto piuttosto che una perdita di controllo dell'inflazione. Stephen Juneau, economista di BofA Securities, ha riconosciuto che i nuovi dati sulla metodologia del calcolo dell'indice dei prezzi al consumo potrebbero rendere la Federal Reserve meno preoccupata per l'inflazione marginale, ma ha osservato che i dati sulla crescita dovrebbero indurre la Banca centrale a interrogarsi sulla possibilità che negli ultimi anni si sia mai trovata in territorio restrittivo.

Le aspettative degli operatori su un'altra stretta della Federal Reserve nella riunione di fine ottobre si sono dimezzate al 30%, ma la tensione rimane elevata. Il rischio principale da monitorare, secondo Equita, è il livello del rendimento del Treasury trentennale. Se si stabilizzasse sopra il 5,5%, il costo del capitale per i grandi operatori tecnologici potrebbe superare il rendimento atteso dei loro investimenti, aumentando il rischio di un rallentamento degli investimenti e di revisioni negative sugli utili del settore. È questo il numero da tenere d'occhio nei giorni a venire: non solo per i mercati obbligazionari, ma per l'intera economia.

Il recente rialzo dei rendimenti riflette una crescita più solida del previsto e non una perdita di controllo dell'inflazione
— Luigi De Bellis, amministratore delegato di Equita
Se il Treasury trentennale si stabilizzasse sopra il 5,5%, il costo del capitale per i grandi operatori tecnologici potrebbe superare il rendimento atteso dei loro investimenti
— Luigi De Bellis, Equita
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