Quando la memoria si cristallizza in una targa ma il luogo che l'ha generata rischia di scomparire, il gesto commemorativo può diventare una contraddizione. Tiziana Baudo, figlia del leggendario conduttore Pippo Baudo, ha scelto di non presenziare all'inaugurazione dello studio Rai a lui intitolato a Saxa Rubra, ritenendo che onorare il padre significhi prima di tutto preservare il Teatro delle Vittorie — simbolo vivo della sua carriera — e non accettare in silenzio la sua dismissione in cambio di una cerimonia. La sua assenza non è un atto di ribellione, ma di fedeltà a un principio che il pa
Tiziana Baudo: intitolazione studio a Saxa Rubra è gesto compensativo, non riconoscimento
La memoria non si tutela soltanto con le targhe
Perché Tiziana Baudo ha deciso di non partecipare all'inaugurazione? Non era un modo per onorare suo padre?
Per lei, onorare suo padre significava essere coerente. Partecipare avrebbe significato dare il suo assenso a quello che vede come un gesto compensativo, non un vero riconoscimento. La Rai dismette il Teatro delle Vittorie, il luogo dove suo padre ha fatto la storia della televisione, e contemporaneamente intitola uno studio nuovo a Saxa Rubra. Per Tiziana, questo non è equilibrio.
Ma la Rai sostiene che il Teatro non diventerà un supermercato e che è disponibile per progetti museali. Non è una posizione ragionevole?
Sì, è ragionevole. Ma Tiziana sottolinea che la memoria si tutela preservando i luoghi, non solo con targhe e promesse. Il Teatro è il luogo simbolo della carriera di suo padre.
Quindi il vero problema non è lo studio a Saxa Rubra, ma la vendita del Teatro?
Esattamente. Lo studio è il sintomo, non la malattia. Se il Teatro fosse preservato, l'intitolazione dello studio avrebbe un significato diverso.
Quanti altri hanno protestato contro la vendita del Teatro?
Fiorello e Renzo Arbore hanno preso posizione in modo deciso. Fiorello l'ha definita "un crimine contro lo spettacolo italiano". Il ministro della Cultura ha promesso di fare il possibile.
Quindi c'è ancora speranza che il Teatro sia salvato?
La questione rimane aperta. Il ministro ha garantito personalmente di fare tutto il possibile, ma non è chiaro quale sia il progetto concreto.
Cosa significa esattamente "fare il possibile" in questo contesto? È una promessa vaga o c'è un piano specifico?
Non è ancora chiaro. Quello che sappiamo è che la Rai dice di essere disponibile a fornire contenuti se le istituzioni volessero fare un progetto museale. Ma non c'è ancora un accordo concreto.
Tiziana Baudo ha detto che suo padre considerava la coerenza un valore irrinunciabile. È questo il messaggio che voleva mandare?
Sì. La sua assenza è stata un modo di dire che la coerenza conta più della celebrazione formale. Se celebri qualcuno, devi farlo in modo che sia fedele alla sua storia e ai suoi valori.
Le Pouls
- La Rai inaugura uno studio intitolato a Pippo Baudo mentre parallelamente procede verso la dismissione del Teatro delle Vittorie, il luogo che Baudo stesso aveva difeso strenuamente per tutta la vita.
- Tiziana e Alessandro Baudo disertano la cerimonia: un'assenza silenziosa ma eloquente, che trasforma un evento celebrativo in un caso pubblico sulla coerenza istituzionale.
- Voci pesanti del mondo dello spettacolo — Renzo Arbore e Fiorello — si schierano apertamente contro la vendita del Teatro, con Fiorello che la definisce 'un crimine contro lo spettacolo italiano'.
- Il ministro della Cultura Alessandro Giuli promette di fare 'tutto il possibile', ma le parole restano vaghe e la tensione tra memoria culturale e logica aziendale della Rai rimane irrisolta.
Quando la memoria si cristallizza in una targa ma il luogo che l'ha generata rischia di scomparire, il gesto commemorativo può diventare una contraddizione. Tiziana Baudo, figlia del leggendario conduttore Pippo Baudo, ha scelto di non presenziare all'inaugurazione dello studio Rai a lui intitolato a Saxa Rubra, ritenendo che onorare il padre significhi prima di tutto preservare il Teatro delle Vittorie — simbolo vivo della sua carriera — e non accettare in silenzio la sua dismissione in cambio di una cerimonia. La sua assenza non è un atto di ribellione, ma di fedeltà a un principio che il padre stesso aveva incarnato: la coerenza come forma più alta di rispetto.
Giovedì, mentre la Rai inaugurava a Saxa Rubra il nuovo studio intitolato a Pippo Baudo, né sua figlia Tiziana né suo fratello Alessandro erano presenti. Poche ore prima che quello stesso studio trasmettesse la prima puntata di Ballando con le stelle, Tiziana ha spiegato all'ANSA il senso di quella scelta: non polemica, non dimenticanza, ma coerenza.
"La memoria è nei luoghi, non nelle targhe," ha detto. Riconosce la buona volontà della Rai nel voler ricordare suo padre, ma sostiene che un omaggio autentico non può prescindere dalla storia che intende celebrare. Partecipare, per lei, avrebbe significato avallare un gesto che rischia di apparire compensativo più che genuino.
Al centro di tutto c'è il Teatro delle Vittorie. Pippo Baudo si era battuto personalmente perché quel teatro non finisse trasformato in un supermercato, ed era diventato uno dei luoghi simbolo della sua carriera e di un'intera stagione della televisione italiana — tanto da essere scelto anche per l'ultimo saluto. Ora la Rai intende dismettere proprio quel teatro, e per Tiziana è difficile considerare l'intitolazione di uno studio a Saxa Rubra un riconoscimento davvero equivalente.
L'amministratore delegato Giampaolo Rossi ha difeso la scelta, presentando il nuovo studio come risposta alle polemiche sulla cessione degli spazi, e ha ribadito che la Rai sarebbe disponibile a fornire contenuti per un eventuale progetto museale. Ma la questione ha già mobilitato figure di peso: Renzo Arbore e Fiorello si sono opposti con forza alla vendita del Teatro, che ha ospitato i grandi varietà della storia televisiva italiana, da Mina a Raffaella Carrà, da Mike Bongiorno a Corrado. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha promesso di impegnarsi, con parole lette da Fiorello su Radio2: "Siamo poveri, ma ce la mettiamo tutta."
Tiziana Baudo, riservata e misurata, non cerca lo scontro. Vuole solo che la memoria di suo padre sia tutelata con la stessa coerenza che lui ha sempre considerato un valore irrinunciabile. Il futuro del Teatro delle Vittorie resta sospeso, punto di tensione tra la necessità aziendale e la responsabilità culturale verso un patrimonio collettivo.
Tiziana Baudo non era presente giovedì quando la Rai ha inaugurato lo studio di Saxa Rubra intitolato a suo padre, il leggendario conduttore televisivo Pippo Baudo. Nemmeno suo fratello Alessandro ha partecipato alla cerimonia. La scelta, spiega Tiziana all'ANSA poche ore prima che il nuovo studio trasmettesse la prima puntata di Ballando con le stelle, non era una dimenticanza né un gesto di disprezzo. Era, invece, una questione di coerenza.
"La memoria è nei luoghi, non nelle targhe," dice Tiziana. "Io assente non per polemica ma per coerenza." Riconosce che la Rai abbia fatto bene a volere ricordare suo padre, ma sostiene che gli omaggi devono essere coerenti con la storia che intendono celebrare. Partecipare all'inaugurazione, spiega, avrebbe significato dare il suo assenso a un'operazione che rischia di apparire più come un gesto formale e compensativo che come un autentico riconoscimento.
Il nodo della questione è il Teatro delle Vittorie. Pippo Baudo si era battuto personalmente perché quel teatro non diventasse un supermercato e perché la Rai lo acquisisse. Il Teatro è diventato uno dei luoghi simbolo della sua carriera e di un'intera stagione della televisione italiana. È stato persino il luogo scelto per salutarlo l'ultima volta. Ora la Rai intende dismettere proprio quel teatro. Per questo, dice Tiziana, fatica a comprendere come si possa pensare che l'intitolazione di uno studio a Saxa Rubra possa rappresentare un riconoscimento equivalente e realmente all'altezza della storia di suo padre.
L'amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi ha colto l'occasione dell'inaugurazione per affrontare direttamente le polemiche del passato. Ha detto che la risposta alla cessione di locali e spazi non più considerati utili per l'azienda è esattamente questa realizzazione del nuovo studio. Rossi aveva anche ribadito in precedenza che il Teatro delle Vittorie non può diventare un supermercato e che la Rai è disponibile, qualora le istituzioni volessero fare un progetto museale, a fornire i contenuti necessari.
Ma la questione ha attirato l'attenzione di figure importanti della televisione italiana. Renzo Arbore e Fiorello avevano preso posizione in modo deciso contro la vendita del Teatro, che ha ospitato i più importanti varietà della storia della tv, da quelli con Baudo agli show con Mina, Raffaella Carrà, Mike Bongiorno e Corrado. Fiorello aveva definito la vendita "un crimine contro lo spettacolo italiano". Il ministro della Cultura Alessandro Giuli si era allora esposto garantendo personalmente di fare "tutto il possibile". Fiorello aveva letto un messaggio del ministro su Radio2: "Siamo poveri, ma ce la mettiamo tutta e vediamo come va a finire".
Tiziana Baudo, discreta e riservata, pesa ogni parola. Sottolinea che le targhe sono importanti, ma la memoria non si tutela soltanto con le targhe. Si tutela anche preservando i luoghi, la storia e ciò che quei luoghi rappresentano. La sua assenza, dice, non è stata una scelta polemica. È stata una scelta di coerenza, un valore che suo padre ha sempre ritenuto irrinunciabile, facendone uno dei principi cardini della sua vita, personale e professionale. La questione rimane aperta: il Teatro delle Vittorie e il suo futuro continuano a essere al centro di una tensione tra la memoria televisiva italiana e le necessità aziendali della Rai.
Citations marquantes
La memoria è nei luoghi, non nelle targhe. Io assente non per polemica ma per coerenza— Tiziana Baudo
Partecipare avrebbe significato dare il mio assenso ad un'operazione che rischia di apparire più come un gesto formale e compensativo che come un autentico riconoscimento— Tiziana Baudo