Nel corso del 2023, cinema e serialità televisiva hanno smesso di trattare la tecnologia come semplice scenario narrativo, elevandola a protagonista e, al tempo stesso, a strumento di creazione. Dalle distopie sulla memoria divisa alle riflessioni sull'intelligenza artificiale che plasma guerre e identità, queste opere collettivamente ci chiedono dove finisce l'umano e dove comincia la macchina. È un momento raro in cui l'arte non solo racconta il futuro, ma lo abita già nella propria fattura.
Tecnologia protagonista: i 10 migliori film e serie dell'anno
La tecnologia non è più solo il soggetto, ma il mezzo
Perché questi film e serie meritano attenzione? Cosa hanno in comune?
Tutti affrontano il rapporto tra uomini e tecnologia, ma in modi molto diversi. Scissione e Black Mirror lo fanno attraverso la distopia; Oppenheimer e The Creator attraverso il conflitto diretto; altri ancora, come Tetris, lo fanno raccontando come la tecnologia è nata.
Ma qui c'è una confusione di genere. Tetris è una storia di videogiochi, non di intelligenza artificiale. E The Whale non parla di tecnologia affatto, se non per il fatto che Fraser ha rifiutato di usarla.
Giusto. Il tema unificante non è la tecnologia nella trama, ma la tecnologia come elemento centrale della cultura del 2023. Tetris racconta come è nata un'innovazione; The Whale racconta il rifiuto dell'innovazione.
E cosa dice questo sulla direzione che sta prendendo il cinema?
Che il cinema sta iniziando a usare l'IA non solo come soggetto narrativo, ma come strumento di produzione. Indiana Jones e Fall lo dimostrano chiaramente.
Però qui bisogna essere precisi. Indiana Jones ha usato l'IA per ringiovanire un attore di ottantuno anni. Fall l'ha usata per correggere le labbra delle attrici. Sono usi molto diversi, e il secondo è più controverso.
Vero. Uno è una scelta creativa consapevole; l'altro è una correzione tecnica che modifica la performance dell'attrice.
Quindi il 2023 è l'anno in cui abbiamo iniziato a usare l'IA per modificare gli attori?
Almeno nel cinema commerciale, sì. Ma non sappiamo ancora quali saranno le conseguenze a lungo termine di questa pratica.
E forse è per questo che tante di queste storie interrogano il nostro rapporto con le macchine. Stiamo vivendo il momento in cui la tecnologia diventa invisibile, integrata nei processi che non vediamo.
Le Pouls
- Serie come Scissione e Black Mirror ottengono i voti più alti dell'anno perché riescono a trasformare l'angoscia tecnologica in tensione narrativa pura, senza mai rassicurare lo spettatore.
- Oppenheimer e The Creator aprono un fronte urgente: la domanda su chi controlli le armi più potenti — atomiche o artificiali — non appartiene al passato né alla fantascienza, ma al presente immediato.
- Harrison Ford ringiovanito digitalmente in Indiana Jones e le attrici di Fall con le labbra corrette dall'IA segnalano che la post-produzione ha già attraversato una soglia senza ritorno.
- In mezzo a tanta tecnologia, Brendan Fraser sceglie il corpo reale — 130 chilogrammi guadagnati fisicamente — e vince l'Oscar, come se il cinema volesse ricordarsi che l'autenticità ha ancora un peso specifico.
- Il 2023 consegna un catalogo in cui l'IA non è più solo il soggetto delle storie raccontate, ma il mezzo silenzioso attraverso cui quelle storie vengono costruite e rifinite.
Nel corso del 2023, cinema e serialità televisiva hanno smesso di trattare la tecnologia come semplice scenario narrativo, elevandola a protagonista e, al tempo stesso, a strumento di creazione. Dalle distopie sulla memoria divisa alle riflessioni sull'intelligenza artificiale che plasma guerre e identità, queste opere collettivamente ci chiedono dove finisce l'umano e dove comincia la macchina. È un momento raro in cui l'arte non solo racconta il futuro, ma lo abita già nella propria fattura.
Il 2023 ha offerto un catalogo cinematografico e seriale in cui la tecnologia ha smesso di fare da sfondo per diventare il cuore pulsante delle narrazioni. Su Apple TV Plus, Scissione domina la classifica con il massimo dei voti: la sua premessa — un'azienda che divide la memoria dei dipendenti in due compartimenti stagni, separando vita lavorativa e personale — è tanto semplice quanto perturbante. Sulla stessa piattaforma, Silo costruisce il suo fascino su un'umanità rifugiata sottoterra dopo una catastrofe, con Rebecca Ferguson a guidare lo spettatore tra i misteri di un mondo in cui nulla è ciò che appare.
Netflix porta la sesta stagione di Black Mirror, forse la più consapevole di sempre: chi conosce la serie troverà nell'episodio Mazey Day un colpo narrativo che arriva come uno schiaffo. Sempre su Netflix, Nimona sorprende come film d'animazione capace di affrontare temi adulti — amore omosessuale, esclusione sociale — senza semplificare, realizzato dallo stesso studio che ha curato gli effetti speciali di Oppenheimer.
Oppenheimer racconta il Progetto Manhattan senza evitare la riflessione sulle conseguenze dello sviluppo tecnologico incontrollato, mentre The Creator esplora direttamente il conflitto tra umanità e intelligenza artificiale in un futuro post-apocalittico. In controtendenza, The Whale sceglie l'autenticità fisica: Brendan Fraser ha guadagnato davvero peso per il ruolo, rifiutando gli effetti speciali, e ha vinto l'Oscar con una storia di riconciliazione che la tecnologia non avrebbe potuto replicare.
Tetris ricostruisce la nascita di uno dei videogiochi più amati della storia con qualche libertà narrativa, ma cattura perfettamente lo spirito di un'innovazione epocale. Indiana Jones e il quadrante del destino non è il miglior capitolo della saga, ma rappresenta l'uso più sofisticato del ringiovanimento digitale: Harrison Ford a ottantun anni appare trentacinquenne grazie alla tecnologia. Fall, infine, merita menzione non per la trama ma per l'uso estensivo dell'IA in post-produzione, impiegata persino per sincronizzare il movimento delle labbra delle attrici.
Il quadro complessivo è inequivocabile: nel 2023, l'intelligenza artificiale e la tecnologia avanzata non sono più elementi del futuro immaginato, ma strumenti già presenti nel processo stesso di creazione delle storie che guardiamo.
Negli ultimi dodici mesi, le piattaforme di streaming e i cinema hanno offerto un catalogo straordinario di storie in cui la tecnologia non è solo sfondo, ma protagonista assoluto. Dalla distopia alla fantascienza pura, dal ringiovanimento digitale alla riflessione sull'intelligenza artificiale, il 2023 ha consegnato ai telespettatori e agli spettatori una collezione di opere che interrogano il nostro rapporto con le macchine e il futuro che stiamo costruendo.
Su Apple TV Plus, Scissione si impone come la serie di fantascienza più riuscita del momento. La premessa è semplice e terrificante: un'azienda misteriosa divide la memoria dei suoi dipendenti in due compartimenti stagni. Chi lavora dentro non ricorda nulla della vita esterna; chi è fuori ignora completamente cosa accade negli uffici. Mentre il pubblico attende la seconda stagione, questa prima parte merita il massimo dei voti. Sulla stessa piattaforma, anche Silo costruisce il suo fascino su una premessa classica della fantascienza: l'umanità si è rifugiata in una struttura sotterranea dopo una catastrofe, e Rebecca Ferguson guida lo spettatore attraverso i misteri di questo mondo isolato, dove nulla è quello che sembra.
Netflix propone la sesta stagione di Black Mirror, una raccolta di episodi che rappresenta forse il momento più consapevole della serie. Sebbene possa sembrare meno caratteristica rispetto alle stagioni precedenti, chi avrà visto almeno quattro o cinque episodi degli anni scorsi troverà in Mazey Day un momento di pura tensione, un colpo che arriva come uno schiaffo. Anche questa merita il massimo dei voti. Su Netflix arriva anche Nimona, un film d'animazione che trascende il genere per bambini: realizzato con straordinaria cura da Double Negative, gli stessi che hanno curato gli effetti speciali di Oppenheimer, affronta temi adulti come l'amore omosessuale e l'esclusione sociale in un mondo fantasy che non sceglie di semplificare la realtà.
Oppenheimer, disponibile su Amazon Prime a pagamento, racconta il Progetto Manhattan e la figura del fisico teorico che aiutò gli Stati Uniti a creare un'arma capace di terminare la Seconda Guerra Mondiale. Il film non evita di riflettere sulle conseguenze di quella scelta e, implicitamente, su dove potrebbe portarci lo sviluppo incontrollato dell'intelligenza artificiale. The Creator, su Google Play, esplora direttamente questo conflitto: in un futuro post-apocalittico, il regista Gareth Edwards racconta la caccia a un'intelligenza artificiale pericolosa che ha assunto le sembianze di una bambina. The Whale, su Prime Video, rappresenta un approccio completamente diverso: in un'epoca dominata dagli effetti speciali, Brendan Fraser ha scelto di seguire una dieta specifica per pesare 130 chilogrammi e interpretare il ruolo in modo fisico e autentico. Ha vinto l'Oscar per questa scelta, e la storia della riconciliazione con sua figlia tocca il cuore con una semplicità che la tecnologia non potrebbe mai replicare.
Tetris, su Apple TV Plus, racconta la nascita di uno dei videogiochi più popolari di sempre. Sebbene la storia sia leggermente romanzata e il regista Jon S. Baird abbia preso libertà narrative, il film cattura perfettamente l'atmosfera di quegli anni e offre uno sguardo dietro le quinte di un'innovazione che ha cambiato l'intrattenimento. Indiana Jones e il quadrante del destino, su Disney Plus, non è il miglior capitolo della saga, ma rappresenta l'uso più sofisticato della tecnologia: Harrison Ford, a ottantuno anni, è stato ringiovanito digitalmente per apparire trentacinquenne e mostrare come era Indy quando lo abbiamo conosciuto nel 1989. Fall, su Paramount Plus, racconta due ragazze bloccate in cima a una torre radio di seicento metri. Il film non entrerà nella storia del cinema, ma merita menzione per l'uso estensivo dell'intelligenza artificiale nella post-produzione: non solo per correggere le parole pronunciate dalle attrici, ma anche per sincronizzare il movimento delle loro labbra.
Questo panorama rivela una tendenza inesorabile: l'intelligenza artificiale e la tecnologia avanzata non sono più elementi futuri, ma strumenti presenti nella creazione stessa delle storie che guardiamo. Dalle trame che interrogano il nostro rapporto con le macchine ai processi di produzione che usano l'IA per modificare le performance degli attori, il 2023 ha dimostrato che la tecnologia non è più solo il soggetto delle nostre storie, ma il mezzo attraverso cui le raccontiamo.
Citations marquantes
Scissione è probabilmente la serie sci-fi migliore del momento— Critica della rassegna
In una Hollywood dominata dagli effetti speciali, Brendan Fraser ha scelto di seguire una dieta specifica per pesare 130 chilogrammi e interpretare il ruolo in modo fisico e autentico— Osservazione sulla produzione di The Whale