Stretta sulle e-bike irregolari: arrivano i bicivelox e multe fino a 15mila euro

Otto biciclette su dieci controllate risultano irregolari
Nelle città italiane, i controlli delle forze dell'ordine rivelano un tasso altissimo di biciclette elettriche modificate illegalmente.
Mark

Allora, se capisco bene, il problema non è che le e-bike esistono, ma che molte sono state modificate dopo l'acquisto?

Mimi

Esattamente. Escono dalla fabbrica conformi alla legge, poi vengono alterate. Motore più potente, velocità più alta.

Luke

Ma come si fa a modificarle? È complicato?

Mimi

Apparentemente no. Ci sono kit disponibili, modifiche software. Per questo il fenomeno è così diffuso.

Mark

E i rider, quelli che consegnano il cibo, hanno un ruolo in tutto questo?

Mimi

Sì, molti hanno iniziato a modificare le loro biciclette per andare più veloci e fare più consegne. È diventata una pratica comune nel settore.

Luke

Ma aspetta—se otto su dieci sono irregolari in alcune città, come mai nessuno se n'era accorto prima? I controlli non c'erano?

Mimi

I controlli c'erano, ma non erano sistematici. Ora i comuni si stanno dotando di questi bicivelox, che rendono la verifica più veloce e oggettiva.

Mark

E le sanzioni sono davvero così alte? Fino a 15mila euro?

Mimi

Sì, perché legalmente una bicicletta modificata è equiparata a un ciclomotore. Le sanzioni riflettono questa classificazione.

Luke

Però Melluso ha ragione su una cosa: se i monopattini non vengono controllati altrettanto, c'è un'incoerenza nella strategia.

Mimi

È vero. Sembra che i comuni stiano affrontando il problema bicicletta per bicicletta, senza una visione complessiva della mobilità urbana.

  • L'80% delle e-bike controllate nelle città italiane è risultato irregolare: motori potenziati e velocità oltre i limiti trasformano le biciclette in ciclomotori non immatricolati.
  • I bicivelox — pedane con rulli che misurano potenza e velocità reale — introducono per la prima volta un controllo tecnico preciso e non più approssimativo sulle due ruote elettriche.
  • Le sanzioni sono severe: da 5mila a 15mila euro con sequestro immediato del mezzo, colpendo in particolare i rider che hanno modificato le proprie bici per aumentare le consegne.
  • Mentre le autorità stringono sulle e-bike, i monopattini elettrici continuano a circolare in un 'far west' normativo, con obblighi di targa, casco e assicurazione sistematicamente ignorati e scarsamente sanzionati.
  • Il boom del settore — 1,8 milioni di mezzi, cresciuti del 50% in cinque anni — ha superato la capacità di controllo istituzionale, lasciando una mobilità urbana in parte fuori dalla legge.

In un paese che ha visto raddoppiare la propria flotta di biciclette elettriche in meno di un decennio, l'Italia si trova oggi a fare i conti con una mobilità che ha corso più veloce delle sue regole. Otto e-bike su dieci controllate risultano illegalmente modificate, trasformate da strumenti di mobilità sostenibile in veicoli fuorilegge. Con l'introduzione dei bicivelox e sanzioni fino a 15mila euro, i comuni cercano di ricondurre all'ordine una rivoluzione urbana che si è sviluppata nell'ombra normativa.

L'Italia conta oggi 1,8 milioni di biciclette elettriche sulle strade, un numero cresciuto del 50 per cento negli ultimi cinque anni grazie alla spinta verso la mobilità sostenibile e agli incentivi pubblici. Ma dietro questa espansione si nasconde una realtà scomoda: in alcune città, otto biciclette su dieci controllate dalle forze dell'ordine risultano irregolari, modificate dopo l'acquisto con interventi elettronici e meccanici che le rendono illegittime.

Secondo il Codice della strada, una bicicletta a pedalata assistita deve avere un motore da massimo 0,25 kilowatt e smettere di assistere il ciclista oltre i 25 km/h. Chi supera questi limiti non guida più una bicicletta: guida un ciclomotore, con tutti gli obblighi che ne conseguono — immatricolazione, targa, casco e assicurazione. Per rispondere a questa realtà, diversi comuni si stanno dotando di bicivelox, dispositivi con pedane a rulli capaci di misurare con precisione la potenza effettiva e la velocità reale di ogni mezzo. Le sanzioni per chi viene sorpreso vanno da 5mila a 15mila euro, con sequestro immediato della bicicletta.

Il fenomeno è cresciuto in parallelo al boom dei rider urbani, corrieri che hanno modificato le proprie e-bike per aumentare velocità e autonomia, spesso senza considerare le conseguenze legali. Luigi Menna, presidente della Federazione italiana ambiente e bicicletta, accoglie positivamente l'inasprimento dei controlli. Resta però una contraddizione evidente: mentre le autorità si concentrano sulle biciclette elettriche, i monopattini continuano a circolare in un vero e proprio far west normativo. Come sottolinea Gabriele Melluso di Assoutenti, gli obblighi di targa, assicurazione e casco per i monopattini vengono sistematicamente ignorati in tutte le città, con una vigilanza che rimane molto più blanda.

L'Italia conta oggi 1,8 milioni di biciclette elettriche sulle strade. Negli ultimi cinque anni il numero è cresciuto del 50 per cento, spinto dalla ricerca di mobilità sostenibile e da incentivi pubblici. Ma dietro questa espansione si nasconde un problema che i comuni italiani hanno iniziato ad affrontare con serietà: otto biciclette su dieci controllate dalle forze dell'ordine in alcune città risultano irregolari, modificate dopo l'acquisto in modi che le rendono illegittime.

Queste biciclette non sono più quello che il produttore ha costruito. Sono state alterate con interventi elettronici e meccanici che le trasformano in qualcosa di diverso, più potente, più veloce. Secondo il Codice della strada, una bicicletta a pedalata assistita deve avere un motore ausiliario con potenza massima di 0,25 kilowatt e deve smettere di fornire assistenza quando raggiunge i 25 chilometri orari. Se non rispetta questi limiti, non è più una bicicletta: è un ciclomotore, e come tale deve essere immatricolato, deve avere una targa, chi la guida deve indossare il casco, e il proprietario deve sottoscrivere un'assicurazione.

Diversi comuni italiani hanno deciso di fare chiarezza. Si stanno dotando di strumenti chiamati bicivelox, dispositivi che funzionano come una sorta di autovelox per le due ruote. Una pedana dotata di rulli misura la potenza effettiva del motore e la velocità reale di utilizzo. Non è un controllo visivo approssimativo: è una verifica tecnica precisa. Chi viene sorpreso con una bicicletta irregolare rischia una multa che va da 5mila a 15mila euro, oltre al sequestro del mezzo.

Luigi Menna, presidente della Federazione italiana ambiente e bicicletta, accoglie positivamente l'inasprimento dei controlli. Ma c'è una contraddizione che non sfugge a chi osserva il fenomeno con attenzione. Mentre le autorità si concentrano sulle e-bike, i monopattini elettrici continuano a circolare in una sorta di far west normativo. Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti, lo sottolinea con chiarezza: gli obblighi di targa, assicurazione e casco che dovrebbero valere per i monopattini vengono sistematicamente violati in tutte le città, eppure la vigilanza rimane molto più blanda.

Il fenomeno delle biciclette modificate è cresciuto insieme al boom dei rider, quei corrieri che consegnano cibo e pacchi nelle città. Molti di loro hanno sostituito le biciclette tradizionali con le versioni elettriche, cercando di aumentare la velocità e l'autonomia per fare più consegne. Ma il passaggio da un mezzo legale a uno modificato è spesso avvenuto senza considerare le conseguenze legali. Ora i comuni cominciano a fare i conti con questa realtà: una mobilità che si è espansa rapidamente, ma in modo disordinato, con una parte significativa dei mezzi che circolano in violazione della legge.

Positivo incrementare i controlli, ma non possiamo non evidenziare un paradosso: si inasprisce la vigilanza contro le e-bike ma si consente il totale far west dei monopattini
— Gabriele Melluso, presidente Assoutenti
I recenti obblighi di targa, assicurazione e casco vengono sistematicamente violati in tutte le città
— Gabriele Melluso, presidente Assoutenti
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