Nel cuore dell'Europa il legame tra i titoli di Stato dei Paesi più esposti e il riferimento tedesco torna a tendere, come accade quando la fiducia si assottiglia e il credito diventa più costoso. Lo spread tra OAT francesi e BTP italiani e Bund tedeschi si è allargato in una sola giornata, segnale di un mercato che fatica ad assorbire le nuove emissioni tra incertezza politica e liquidità scarsa. Lars Conrad di Flossbach von Storch legge in questo movimento un test per la Banca centrale europea, chiamata a decidere se la parola basterà o se servirà un gesto più grande, mentre il risanamento d
Spread in rialzo per Francia e Italia: cresce la pressione sulla BCE mentre la liquidità si assottiglia
Un ciclo che può autoalimentarsi: vendite, rendimenti in salita, liquidità in calo
Partiamo dai numeri: cosa è successo ieri?
Lo spread OAT-Bund è salito di circa 15 punti base, quello BTP-Bund di circa 10. La Francia, dice Conrad, è il fanalino di coda dell'area euro.
Perché il 5% sugli OAT non ha richiamato abbastanza compratori?
Qualcuno di opportunista è arrivato, e anche acquisti istituzionali rilevanti, ma non hanno frenato l'allargamento. Il problema è la liquidità sottile.
Va detto che tutto questo viene da un solo gestore, Flossbach von Storch, che per di più ha posizioni corte sui futures OAT e BTP. Non è un osservatore neutrale.
Cosa intende con spirale autoalimentata?
Vendite, rendimenti più alti, meno liquidità, e poi di nuovo vendite. I primary dealer devono assorbire più titoli proprio quando la volatilità li rende meno disposti a rischiare.
Conrad parla di ciclo potenzialmente autoalimentante: è una sua valutazione, non un fatto accertato.
E la BCE?
Un intervento verbale gli sembra sempre più probabile, ma non è detto che basti. Servirebbero anche impegni credibili sui conti pubblici.
Resta ignoto se la BCE agirà e come. Lo stesso Conrad dice che è prematuro dare per scontato un allentamento.
Der Puls
- Lo spread OAT-Bund è salito di circa 15 punti base e quello BTP-Bund di circa 10 in una sola giornata.
- Gli OAT decennali sfiorano il 5% e il mercato non riesce ad assorbire l'offerta, nemmeno con acquisti istituzionali consistenti.
- I primary dealer sono schiacciati dal peso delle emissioni proprio mentre la volatilità riduce la loro capacità di assumere rischio.
- Il rischio di un ciclo che si autoalimenta cresce: vendite, rendimenti più alti, liquidità in calo e possibili downgrade dei rating.
- La BCE è attesa in campo con un intervento verbale, ma gli investitori chiedono anche impegni credibili sui conti pubblici.
- Flossbach von Storch mantiene una posizione cauta su Francia e Italia, osservando le aste di Parigi e Roma e le parole della BCE.
Nel cuore dell'Europa il legame tra i titoli di Stato dei Paesi più esposti e il riferimento tedesco torna a tendere, come accade quando la fiducia si assottiglia e il credito diventa più costoso. Lo spread tra OAT francesi e BTP italiani e Bund tedeschi si è allargato in una sola giornata, segnale di un mercato che fatica ad assorbire le nuove emissioni tra incertezza politica e liquidità scarsa. Lars Conrad di Flossbach von Storch legge in questo movimento un test per la Banca centrale europea, chiamata a decidere se la parola basterà o se servirà un gesto più grande, mentre il risanamento dei conti resta la condizione che nessuna banca può sostituire.
Nella giornata di ieri il differenziale tra gli OAT francesi a dieci anni e i Bund tedeschi si è allargato di circa 15 punti base, mentre quello tra i BTP italiani e i Bund è salito di circa 10. Lars Conrad, Portfolio Director Fixed Income di Flossbach von Storch, descrive un mercato obbligazionario europeo sempre più teso, con la Francia che considera il fanalino di coda dell'area euro.
La preoccupazione maggiore non riguarda solo il livello dei rendimenti, ma la difficoltà del mercato ad assorbire l'offerta di titoli. Gli OAT decennali sono arrivati intorno al 5% e hanno attirato qualche investitore opportunistico, ma nemmeno gli acquisti istituzionali di dimensioni rilevanti sono bastati a frenare l'allargamento. A pesare sono la liquidità scarsa, le vendite sui futures e un quadro politico e di bilancio incerto.
A soffrire sono soprattutto i primary dealer, costretti ad assorbire volumi maggiori proprio quando la volatilità riduce la loro capacità di rischio. Conrad teme un ciclo che si autoalimenta, con possibili revisioni negative dei rating a complicare ulteriormente la situazione. Intanto le condizioni di finanziamento si irrigidiscono, soprattutto nei Paesi più fragili.
Le attese si concentrano sulla BCE. Conrad ritiene probabile un intervento verbale, ma dubita che basti da solo: per spezzare la spirale servono un impegno politico credibile sul risanamento o una risposta monetaria più incisiva. Flossbach von Storch resta cauta su Francia e Italia, e nei prossimi giorni gli occhi saranno puntati sulle aste di Parigi e Roma, sui giudizi delle agenzie di rating e sulle parole della BCE.
Nella giornata di ieri il differenziale di rendimento tra gli OAT francesi a dieci anni e i Bund tedeschi di pari scadenza si è allargato di circa 15 punti base. Quello tra i BTP italiani e i Bund è salito di circa 10 punti base. A segnalarlo è Lars Conrad, Portfolio Director Fixed Income di Flossbach von Storch SE, che descrive un mercato obbligazionario europeo sempre più sotto pressione, con Francia e Italia in prima linea.
Secondo Conrad, la Francia si conferma chiaramente il fanalino di coda dell'area euro. Il punto che più lo preoccupa non è soltanto il livello dei rendimenti, ma la difficoltà del mercato ad assorbire l'offerta di titoli anche quando i tassi diventano più alti. Gli OAT decennali sono arrivati intorno al 5% e hanno attirato qualche investitore opportunistico. Neppure gli acquisti istituzionali di dimensioni rilevanti, però, sono bastati a fermare la crescita degli spread.
La liquidità scarsa si somma alle vendite sui futures, in un quadro appesantito dall'incertezza politica e dalle difficoltà di bilancio. Conrad ricorda che Francia e Italia collocano regolarmente, ciascuna, oltre 10 miliardi di euro di titoli di Stato tramite aste. Gli investitori di lungo periodo restano intanto prudenti.
A farne le spese sono i primary dealer, gli intermediari che devono assorbire volumi maggiori proprio quando la volatilità riduce la loro capacità di assumere rischi. Per Conrad questo può innescare un ciclo potenzialmente in grado di autoalimentarsi: pressioni di vendita, rendimenti in aumento e liquidità in calo. Anche eventuali revisioni negative dei rating potrebbero aggravare il quadro e alimentare altre vendite.
L'allargamento degli spread irrigidisce le condizioni di finanziamento, soprattutto nei Paesi fiscalmente più fragili, e alimenta le attese di un intervento della Banca centrale europea. Conrad ritiene sempre più probabile una presa di posizione verbale dell'istituto, ma resta da vedere se basterà a restituire fiducia agli investitori. Per spezzare la spirale potrebbero servire un impegno politico credibile al risanamento dei conti pubblici oppure una risposta monetaria più incisiva. Dare per scontato un allentamento della politica della BCE, avverte, sarebbe tuttora prematuro.
Flossbach von Storch, intanto, mantiene un atteggiamento prudente. «Manteniamo una posizione cauta su Francia e Italia», spiega Conrad, citando tra gli strumenti della strategia le posizioni corte sui futures OAT e BTP. Il gruppo guarda inoltre alle possibili distorsioni di mercato che potrebbero aprire opportunità nei titoli di Stato degli emittenti con fondamentali più solidi.
Da osservare nei prossimi giorni: l'esito delle aste di Parigi e Roma, eventuali giudizi delle agenzie di rating e le parole della BCE.
Bemerkenswerte Zitate
Manteniamo una posizione cauta su Francia e Italia.— Lars Conrad, Flossbach von Storch SE