Due decreti legge sulla casa sono stati bocciati al Congresso da una coalizione di destra (Pp, Vox, Junts), scatenando proteste massicce in tutta la Spagna con richieste di sciopero generale. Il 67,5% degli spagnoli sostiene il controllo degli affitti, una posizione che raccoglie consenso anche tra gli elettori di destra, potenzialmente riaprendo la partita politica.
Spagna, marea umana a Madrid per la casa: governo in bilico, sciopero generale all'orizzonte
La strada è chiara ed è lo sciopero generale
Cosa ha spinto esattamente il governo Sanchez a presentare questi decreti sulla casa, e perché sono stati bocciati così rapidamente?
Il governo voleva proteggere gli affittuari con uno scudo sociale: bloccare gli affitti per due anni, impedire gli sfratti alle persone vulnerabili, fermare la speculazione immobiliare. Ma venerdì al Congresso, il Partito Popolare, Vox e Junts hanno votato insieme contro. È stata una coalizione inaspettata, soprattutto perché Junts aveva negoziato per settimane e il 90% delle sue proposte erano state accolte nei decreti.
Aspetta, se il 90% delle proposte di Junts erano nel decreto, perché hanno votato contro? Cosa è successo negli ultimi giorni?
Junts ha scelto di votare contro per ragioni di calcolo politico. I sondaggi mostrano che se si votasse ora, perderebbero metà dei loro seggi. Hanno deciso di frenare lo scenario elettorale e cercare di negoziare di nuovo.
E la gente nelle strade? Cosa chiedono esattamente?
Sciopero generale. Decine di migliaia hanno marciato a Madrid e in altre città gridando vergogna e chiedendo che gli speculatori abbandonassero i quartieri. A Valencia c'è stato anche uno scontro con la polizia, con 5 arresti e 9 agenti feriti.
Ma qui c'è un dato interessante nei sondaggi: il 67,5% degli spagnoli sostiene il controllo degli affitti, e questo consenso supera il 55% anche tra gli elettori del Partito Popolare e di Vox. Come si spiega?
Significa che la questione della casa potrebbe riaprire la partita politica. La sinistra ha un tema su cui raccoglie consenso oltre il suo tradizionale elettorato. Se riuscisse a trasformare questo malcontento in voti, potrebbe cambiare lo scenario.
Sanchez sta pensando di sciogliere le Camere?
Ha annunciato una pausa di riflessione sulla possibilità. Ma la sinistra non è pronta per le elezioni. I sondaggi mostrano che il Partito Popolare e Vox insieme otterrebbero 199 deputati, superando la soglia dei 176 necessari per la maggioranza assoluta.
Quindi il governo è bloccato. Non ha i numeri per approvare le misure sulla casa, e la sinistra non vuole elezioni. Cosa succede adesso?
Junts sta cercando di negoziare di nuovo con il Psoe. Yolanda Diaz parla di un grande campo delle sinistre, un Frente Amplio. Ma tutto dipende da quello che Sanchez decide di fare.
E se non riescono a trovare un accordo?
Allora la piazza ha già detto cosa vuole: sciopero generale. La marea della protesta cresce, e la questione della casa potrebbe diventare il tema che cambia tutto.
El Pulso
- Due decreti legge sulla casa bocciati al Congresso da Pp, Vox e Junts
- Decine di migliaia in piazza a Madrid (70mila secondo la prefettura)
- Il 67,5% degli spagnoli sostiene il controllo degli affitti
- Pp e Vox insieme otterrebbero 199 deputati, superando la soglia dei 176
- Almeno 5 arresti e 9 poliziotti feriti negli scontri a Valencia
Due decreti legge sulla casa sono stati bocciati al Congresso da una coalizione di destra (Pp, Vox, Junts), scatenando proteste massicce in tutta la Spagna con richieste di sciopero generale. Il 67,5% degli spagnoli sostiene il controllo degli affitti, una posizione che raccoglie consenso anche tra gli elettori di destra, potenzialmente riaprendo la partita politica.
Decine di migliaia di spagnoli manifestano a Madrid e altre città contro i decreti abitativi affondati al Congresso. La sinistra cerca di evitare elezioni anticipate mentre cresce la pressione per uno sciopero generale.
A Madrid, decine di migliaia di persone hanno invaso le strade con le chiavi in mano, il suono metallico delle pentole e delle casseruole a scandire la loro rabbia. Secondo la prefettura erano 70mila; il Sindacato de Inquilinas ne contava oltre mezzo milione. Convergevano da ogni direzione verso Plaza Cibeles, gridando vergogna e chiedendo che gli speculatori abbandonassero i quartieri. La protesta era una risposta diretta al fallimento di due decreti legge sulla casa, affondati venerdì al Congresso dei deputati da una coalizione inaspettata: il Partito Popolare, Vox e il partito catalanista Junts per Catalunya avevano votato insieme contro le misure del governo Sanchez, bloccando quello che avrebbe dovuto essere uno scudo sociale per gli affitti e gli sfratti.
La marea non si è fermata nella capitale. Da Bilbao a Malaga, da Alicante a Palma di Maiorca, fino alle Canarie, gli spagnoli sono scesi in piazza con lo stesso messaggio. A Valencia la tensione è salita quando i manifestanti hanno cercato di sfondare il cordone di polizia intorno al Palau de las Artes, dove era in corso un congresso di immobiliaristi. La polizia antisommossa ha risposto con lacrimogeni e pallottole di gomma. Il bilancio è stato di almeno 5 arresti e 9 agenti feriti. Nel frattempo, a Madrid, gli indignados occupavano la Puerta del Sol da una settimana, sfidando anche la pioggia torrenziale.
Il governo si trova in una posizione precaria. Pedro Sanchez ha annunciato una pausa di riflessione sulla possibilità di sciogliere le Camere e convocare elezioni anticipate, ma la sinistra non è pronta per il voto. I sondaggi mostrano che il Partito Popolare e Vox insieme otterrebbero 199 deputati, superando la soglia dei 176 necessari per la maggioranza assoluta. Sumar e Podemos, le forze della sinistra radicale, raccoglierebbero rispettivamente il 6% e il 3% dei voti. Eppure c'è una frattura nei numeri che potrebbe riaprire tutto: il 67,5% degli spagnoli sostiene il controllo degli affitti, e questo consenso supera il 55% anche tra gli elettori del Partito Popolare e di Vox.
Junts, il partito di Carles Puigdemont con i suoi 7 deputati, sta cercando di frenare lo scenario elettorale. La portavoce Miriam Nogueras ha detto di sperare che il Psoe si sieda di nuovo al tavolo per negoziare. I sondaggi spiegano questa prudenza: se si votasse ora, Junts perderebbe metà dei suoi seggi, superato da Aliança Nacional, la forza sovranista di ultradestra guidata in Catalogna da Silvia Orriols. Anche a sinistra il quadro non è pronto per le urne. Yolanda Diaz, vicepremier e fondatrice di Sumar, assicura che la sinistra è pronta, ma precisa che la decisione spetta esclusivamente al presidente. Nel frattempo, sta prendendo forma un Frente Amplio, una sorta di grande campo delle sinistre che riunirebbe Movimiento Sumar, Izquierda Unida, Mas Madrid e Comunes, anche se il candidato e la formula definitiva non sono ancora stati definiti. Podemos rimane fuori dal progetto unitario, anche se il nome della ministra della Sanità Monica Garcia comincia a circolare.
Irene Montero di Podemos, marciando nel corteo di Madrid, ha messo la casa davanti alle urne: prima le misure, poi le elezioni. Ha chiesto un nuovo decreto per ridurre il prezzo degli affitti, vietare la speculazione e espropriare i fondi avvoltoio. Il ministro di Presidenza e Giustizia, Felix Bolanos, ha garantito che il governo continuerà a lavorare per approvare un pacchetto di misure abitative. I decreti bocciati avrebbero bloccato gli affitti per due anni, impedito gli sfratti alle persone vulnerabili, fermato la speculazione immobiliare e limitato l'espansione degli affitti turistici. Il 90% delle proposte di Junts erano state accolte nei decreti, come ha ricordato la ministra dell'Edilizia abitativa Isabel Rodriguez durante il dibattito alla Camera.
La piazza non aspetta Sanchez. Valeria Racu, portavoce del Sindicato de Inquilinas, ha dichiarato al termine della manifestazione nella capitale che la strada è chiara: lo sciopero generale. La marea della protesta cresce da un capo all'altro del Paese, e la questione della casa, secondo l'analisi dei sondaggi, potrebbe spostare l'agenda politica e sociale dalla crisi migratoria di Ceuta, dove a fine luglio erano entrati oltre 72mila migranti, alla crisi abitativa. Se la sinistra riuscisse a trasformare questo malcontento in voti, potrebbe riaprire una partita che i numeri attuali sembrano già decisa.
Citas Notables
Spero che il Psoe si sieda di nuovo al tavolo— Miriam Nogueras, portavoce di Junts per Catalunya
Prima le misure, poi le elezioni— Irene Montero, Podemos