Scontri di Bologna: tre arresti convalidati, uno torna libero e uno studente querela la polizia

Un giovane afferma di aver riportato la frattura del naso durante il fermo del 17 ottobre; un 31enne soffre di ansia legata ai luoghi chiusi.
Tre arresti convalidati, due obblighi di firma, un giovane libero
L'esito delle udienze davanti alla giudice Polifroni dopo gli scontri del 24 ottobre a Bologna.
Mark

Partiamo dall'esito: tre arresti convalidati, ma pene molto diverse.

Mimi

Sì, e in tutti e tre i casi la giudice è rimasta sotto le richieste della Procura: niente braccialetto per i due con obbligo di firma, nessuna misura per il 32enne.

Luke

Va detto che sono misure cautelari, non condanne. Il merito si deciderà dal 25 novembre.

Mark

Il 31enne modenese ha chiesto scusa. Conta?

Mimi

Lo riferisce il suo avvocato, che ha anche parlato di patteggiamento. Il trattamento in Questura, con il corridoio per via dell'ansia, è il dettaglio più umano.

Luke

Ma è la versione della difesa. Non abbiamo altre fonti su quel passaggio.

Mark

Poi c'è la querela dello studente del 17 ottobre.

Mimi

Racconta di un placcaggio, dei capelli afferrati e della testa sbattuta a terra, con frattura del naso.

Luke

Appunto: sono circostanze riferite da lui, da verificare. Nessun accertamento è ancora noto e le telecamere sono solo una richiesta della difesa.

Mark

E l'indagine sull'organizzazione dei cortei?

Mimi

Guarda anche profili social pubblici e dialoga con Milano.

Luke

Ma legami con Milano non risultano accertati, e i fascicoli restano separati. "A quanto si apprende" non è una conferma ufficiale.

  • Tre arresti convalidati dopo la carica del 24 ottobre, con due obblighi di firma bisettimanali e un uomo rimesso in libertà.
  • Uno studente di 21 anni denuncia la polizia: afferma di essere stato placcato sotto i portici e di aver riportato la frattura del naso.
  • La difesa chiede che le registrazioni delle telecamere della zona di viale Masini vengano individuate e conservate prima che svaniscano.
  • La Procura scava nell'organizzazione dei cortei, guardando ai profili social più attivi, mentre il Comune prepara azioni legali.
  • Tutti i fascicoli convergono verso il 25 novembre, quando i processi diranno se le accuse reggono.

In una città come Bologna, dove la piazza è da sempre luogo di voce collettiva, la notte del 24 ottobre la protesta contro il carovita si è trasformata in scontro, lasciando dietro di sé tre arresti e il peso di domande ancora aperte. Lunedì un giudice ha convalidato i fermi, scegliendo misure più miti di quelle chieste dall'accusa e restituendo la libertà a uno dei tre. Accanto a questa vicenda, un altro episodio, avvenuto il 17 ottobre, ricorda come la verità di ciò che accade durante un fermo resti spesso da accertare: uno studente sostiene di essere stato ferito, e chiede che le immagini della zona vengano conservate. Il processo, fissato per il 25 novembre, sarà il luogo in cui questi racconti dovranno trovare un punto di equilibrio.

Sabato 24 ottobre, poco dopo le 18.30, in via Marconi, un uomo di 31 anni proveniente da Modena viene fermato durante le prime fasi degli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine. Incensurato, si presenta lunedì davanti alla giudice Nicolina Polifroni, ultimo dei tre arrestati della giornata a comparire. La Procura aveva chiesto i domiciliari con braccialetto elettronico, ma la giudice sceglie una misura più lieve: l'obbligo di presentarsi due volte alla settimana alla polizia giudiziaria. In aula il giovane chiede scusa e dice di non aver mai vissuto nulla di simile, pur avendo partecipato a molte manifestazioni. Racconta anche di soffrire di ansia legata ai luoghi chiusi, e ringrazia gli agenti che in Questura gli hanno permesso di stare in un corridoio anziché in camera di sicurezza.

Gli altri due arresti seguono un percorso simile. Un 31enne toscano, fermato all'angolo di via Riva di Reno, riceve lo stesso obbligo di firma, mentre un 32enne bolognese di origini sudamericane, bloccato in piazza dei Martiri, viene rimesso in libertà senza alcuna misura. Tutti e tre andranno a processo il 25 novembre. Fuori dal Tribunale, una ventina di persone dei collettivi tiene un presidio in solidarietà.

Nel frattempo, per gli scontri del 17 ottobre vicino alla stazione, uno studente di 21 anni presenta querela assistito dall'avvocato Ettore Grenci. Afferma di essere stato placcato alle spalle sotto i portici di viale Masini, di essere stato afferrato per i capelli e di aver battuto con forza la testa a terra, riportando la frattura del naso. Sono circostanze da verificare, e la difesa chiede che le registrazioni delle telecamere della zona vengano acquisite e conservate. Il giovane è accusato di lancio di oggetti contro agenti, lesioni e resistenza aggravata.

La Procura intanto ricostruisce come siano state organizzate le due manifestazioni, in un quadro che al momento non mostra collegamenti accertati con l'inchiesta milanese sul Movimento 17 ottobre. Il sindaco Matteo Lepore ha annunciato risorse per i commercianti danneggiati e azioni contro i responsabili, ribadendo il diritto a manifestare pacificamente. Il prossimo appuntamento è il 25 novembre.

Sabato 24 ottobre, verso le 18.30, in via Marconi a Bologna, un uomo di 31 anni di Modena, incensurato, viene fermato con l'accusa di resistenza durante le prime fasi degli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine. Lunedì si è presentato davanti alla giudice del Tribunale Nicolina Polifroni, ultimo dei tre arrestati della giornata a comparire per la convalida.

La Procura aveva chiesto per lui i domiciliari con braccialetto elettronico. La giudice ha scelto una misura più lieve: l'obbligo di presentarsi due volte alla settimana alla polizia giudiziaria. Il suo avvocato, Massimo Fiorillo, ha riferito che in aula il giovane ha chiesto scusa e si è rammaricato, spiegando che non gli era mai successo nulla di simile, pur avendo partecipato a molte manifestazioni. Ha anche ringraziato gli agenti: soffre di una patologia d'ansia legata ai luoghi chiusi e in Questura gli è stato permesso di stare in un corridoio, non soltanto in camera di sicurezza.

La difesa ha chiesto un termine a difesa e il processo si aprirà il 25 novembre. Fiorillo ha anticipato la strategia: se il pubblico ministero è d'accordo, si cercherà un patteggiamento con la pena più bassa possibile, altrimenti si andrà con il rito abbreviato.

Nella stessa giornata si sono svolte le altre due udienze, con l'accusa sostenuta dal pm Luca Guerzoni. Un 31enne toscano, assistito dall'avvocata Marina Prosperi, era stato fermato intorno alle 18.40 all'angolo di via Riva di Reno, accusato di resistenza e di lesioni a un poliziotto. Anche per lui la Procura chiedeva i domiciliari con braccialetto; la giudice ha convalidato l'arresto e disposto l'obbligo di firma due volte a settimana, con processo a rito ordinario il 25 novembre.

Il terzo è un 32enne nato a Bologna, di origini sudamericane, incensurato e residente in città, bloccato in piazza dei Martiri durante la prima carica verso via Marconi. La Procura aveva chiesto l'obbligo di firma quotidiano, ma la giudice non ha applicato alcuna misura e lo ha rimesso in libertà. Assistito dall'avvocata Immacolata Tropiano, andrà a processo anche lui il 25 novembre. Il bilancio: tre arresti convalidati, due obblighi di firma bisettimanali, nessuna misura per il terzo. Fuori dal Tribunale, una ventina di esponenti dei collettivi ha tenuto un presidio con striscioni e megafoni in solidarietà con gli arrestati.

Sul fronte degli scontri del 17 ottobre, nella zona della stazione, uno studente di 21 anni arrestato dalla polizia ha presentato querela, assistito dall'avvocato Ettore Grenci. Racconta di essere stato placcato da dietro sotto i portici di viale Masini, afferrato per i capelli e di aver sbattuto con violenza la testa a terra, riportando la frattura del naso. Sono circostanze riferite dal giovane, che dovranno essere verificate: la difesa chiede che siano individuate, acquisite e conservate le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza della zona.

Il 21enne, incensurato, è accusato di violenza per lancio di oggetti contro le forze dell'ordine, lesioni e resistenza aggravata. Il 20 ottobre il giudice aveva convalidato l'arresto con obbligo di firma quotidiano, mentre la Procura chiedeva i domiciliari; nel provvedimento era stata esclusa la gravità indiziaria per la resistenza contestata al momento dell'arresto.

La Procura sta intanto accertando come sono state organizzate le due manifestazioni, anche guardando ad alcuni profili social pubblici tra i più attivi nel promuoverle, in collegamento con la Procura di Milano che indaga sul Movimento 17 ottobre e sui suoi vertici. Al momento non risultano connessioni accertate tra Bologna e Milano, e i fascicoli sui due cortei non sono stati riuniti.

Il 24 ottobre la protesta, legata alla mobilitazione contro il carovita, era degenerata a partire dalle 18 in piazza dei Martiri, con cariche, cassonetti incendiati, barricate di bici in condivisione, un autobus preso di mira in via Marconi e le vetrine del negozio Nike spaccate in via Rizzoli, da cui è stato portato via un iPad. Si è chiusa in piazza Maggiore dopo oltre quattro ore. Il sindaco Matteo Lepore ha annunciato in Consiglio comunale risorse per i commercianti danneggiati, denunce e richiesta di danni ai responsabili, ribadendo il diritto a manifestare pacificamente. Il prossimo appuntamento è il 25 novembre, con i tre processi.

Se il pm sarà d'accordo, si cercherà un patteggiamento con la pena più bassa possibile, altrimenti rito abbreviato.
— Massimo Fiorillo, avvocato del 31enne modenese
Sporgeremo denuncia verso chi ha distrutto beni pubblici e privati, chiedendo anche i danni.
— Matteo Lepore, sindaco di Bologna
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