Da secoli l'uomo cerca di strappare un vantaggio alla natura attraverso la conoscenza delle sue leggi. Vincenzo Schettini, fisico e divulgatore, ha applicato il principio della dilatazione termica alla domanda quotidiana di milioni di automobilisti: conviene fare il pieno di notte? La scienza dice sì, ma la realtà dei serbatoi sotterranei ben isolati riduce il risparmio teorico di circa 2 euro a pochi centesimi, ricordandoci che tra la legge fisica e la sua applicazione pratica si apre spesso un abisso silenzioso.
Schettini spiega: rifornirsi di notte fa risparmiare? La risposta della fisica
La benzina cala sì, ma non così tanto
Quindi Schettini dice che di notte si risparmia, ma poi dice che non si risparmia quasi niente. Come funziona?
No, dice che la teoria dice una cosa, ma la pratica è diversa. La benzina si contrae davvero al freddo, è fisica vera. Solo che i serbatoi sotterranei isolano il carburante, quindi la temperatura non cala quanto il calcolo teorico presuppone.
Ma quanto cala davvero? L'articolo dice che il risparmio è "pochi centesimi", ma non dà un numero. È una stima o è misurato?
È una deduzione logica da quello che Schettini spiega. Se i serbatoi isolano bene, la variazione termica è minore, quindi il risparmio è minore. Ma hai ragione, non c'è un numero preciso.
E se la temperatura esterna scende molto, tipo in inverno? Il risparmio aumenta?
Teoricamente sì. L'articolo dice che il risparmio dipende dal calo termico effettivo. Se fa molto freddo, la differenza tra giorno e notte potrebbe essere maggiore.
Ma i serbatoi sotterranei sono isolati apposta per evitare variazioni. Quindi anche in inverno, la benzina dentro rimane più stabile di quanto suggerirebbe la temperatura esterna.
Allora il consiglio è: non uscire appositamente di notte per risparmiare?
Esatto. Se sei già in giro, ok. Ma il guadagno è troppo piccolo per giustificare uno spostamento.
E il gasolio? L'articolo dice che si contrae meno della benzina. Significa che il risparmio è ancora più piccolo?
Sì, a parità di calo di temperatura, il gasolio varia meno. Quindi il risparmio è ancora più contenuto.
Le Pouls
- Il caro carburante spinge gli automobilisti a cercare ogni strategia possibile per risparmiare, anche scegliere l'orario del rifornimento.
- La fisica della dilatazione termica sembra dare ragione a chi fa il pieno di notte: benzina più fredda significa volume contratto e più carburante per lo stesso prezzo.
- Un calcolo concreto su un pieno da 50 litri con calo di 15°C promette un risparmio di circa 2 euro, alimentando la convinzione popolare.
- Ma i serbatoi sotterranei isolano termicamente il carburante, vanificando quasi completamente il vantaggio teorico e riducendolo a pochi centesimi.
- Il risparmio reale esiste solo se si è già in movimento: uscire appositamente di notte per fare rifornimento non giustifica lo sforzo.
Da secoli l'uomo cerca di strappare un vantaggio alla natura attraverso la conoscenza delle sue leggi. Vincenzo Schettini, fisico e divulgatore, ha applicato il principio della dilatazione termica alla domanda quotidiana di milioni di automobilisti: conviene fare il pieno di notte? La scienza dice sì, ma la realtà dei serbatoi sotterranei ben isolati riduce il risparmio teorico di circa 2 euro a pochi centesimi, ricordandoci che tra la legge fisica e la sua applicazione pratica si apre spesso un abisso silenzioso.
Il prezzo della benzina è da sempre un nervo scoperto per gli automobilisti, che cercano ogni occasione per spendere meno. Tra le strategie più diffuse c'è quella di fare il pieno di notte, quando le temperature sono più basse. Vincenzo Schettini, fisico e divulgatore, ha deciso di esaminare questa abitudine con gli strumenti della scienza.
Il principio fisico alla base è reale: quando un liquido si raffredda, la sua densità aumenta e il volume si contrae. Di notte, la benzina più fredda occupa meno spazio, il che significa teoricamente più carburante per lo stesso prezzo. Schettini lo dimostra con un esempio: con un calo di 15°C su un pieno da 50 litri, la differenza di volume è di circa un litro, pari a un risparmio di 2 euro.
Tuttavia, entra in gioco un fattore decisivo: la benzina è conservata in serbatoi sotterranei ben isolati termicamente, che limitano drasticamente le variazioni di temperatura del carburante. La fisica rimane corretta nei suoi principi, ma la realtà operativa la ridimensiona: il risparmio effettivo scende a pochi centesimi. Lo stesso vale per il gasolio, che peraltro si dilata e si contrae meno della benzina.
La conclusione è pragmatica: fare rifornimento di notte conviene solo se si è già in giro e si passa davanti a un distributore. Uscire appositamente per guadagnare qualche centesimo non vale lo sforzo. Il vantaggio reale dipende dal calo termico effettivo e dalle condizioni di stoccaggio, e nella maggior parte dei casi rimane simbolico.
Tutti sanno che il prezzo della benzina fa notizia. Le code ai distributori si allungano quando il costo scende di pochi centesimi, e i conducenti cercano costantemente il modo di spendere meno. Una domanda ricorrente circola tra gli automobilisti: conviene davvero fare il pieno di notte? Vincenzo Schettini, fisico e divulgatore, ha deciso di affrontare la questione con il rigore della scienza.
La risposta iniziale sembra affermativa. Quando la temperatura di un liquido cala, la sua densità aumenta e il volume si contrae: è il fenomeno della dilatazione termica. Di notte, la temperatura esterna è generalmente più bassa rispetto al giorno. Seguendo questa logica, riempire il serbatoio quando fa freddo dovrebbe permettere di ottenere più carburante a parità di prezzo, o lo stesso carburante a prezzo inferiore.
Schettini propone un esempio concreto per quantificare il vantaggio. Immaginiamo che la temperatura della benzina scenda da 15 gradi Celsius di giorno a 0 gradi di notte. Se facciamo un pieno da 50 litri, calcolando la densità della benzina a entrambe le temperature, la differenza di volume risulta di circa un litro. Questo si tradurrebbe in un risparmio di circa 2 euro. La teoria, dunque, sostiene l'ipotesi del risparmio notturno.
Ma qui Schettini introduce un dettaglio cruciale che cambia tutto. La benzina, nella maggior parte dei casi, è conservata in serbatoi sotterranei ben isolati termicamente. Questi serbatoi non permettono grandi variazioni di temperatura del carburante. La fisica rimane corretta nel suo principio, ma la realtà operativa è molto diversa. La benzina si contrae sì, ma non nella misura suggerita dall'esempio teorico. Il risparmio reale su un pieno si riduce a pochi centesimi, non ai 2 euro del calcolo iniziale.
Lo stesso principio vale anche per il gasolio, anche se con caratteristiche leggermente diverse. Il gasolio, a parità di variazione termica, si dilata e si contrae meno della benzina. Se la temperatura del carburante cala, un risparmio c'è, ma rimane contenuto.
La conclusione pratica è che fare rifornimento di notte può essere una scelta conveniente, ma solo in determinate circostanze. Se si è già in movimento e si passa davanti a un distributore, il piccolo guadagno vale la pena. Se invece bisogna uscire appositamente per fare il pieno di notte, il risparmio di pochi centesimi non giustifica lo sforzo. Il vantaggio dipende inoltre dal calo termico effettivo: se la temperatura scende meno dei 15 gradi dell'esempio, il risparmio diminuisce ulteriormente. La fisica offre una spiegazione solida, ma la pratica dei serbatoi sotterranei isolati ridimensiona significativamente le aspettative.
Citations marquantes
La benzina nella maggior parte dei casi è conservata in serbatoi sotterranei ben isolati e quindi non subisce grandi variazioni termiche— Vincenzo Schettini