Sanchez sconfitto sui decreti casa, si apre la strada alle elezioni anticipate

Migliaia di cittadini spagnoli affrontano prezzi della casa alle stelle e rischi di sfratto, alimentando proteste di massa nelle piazze.
O con le persone o con i fondi avvoltoi
La ministra della Casa Isabel Rodriguez durante il dibattito in aula, cercando di convincere i deputati a votare per i decreti.
Mark

Cosa ha spinto esattamente Junts a votare contro, se il governo aveva già incorporato le loro richieste nel decreto?

Mimi

È la domanda che tutti si pongono. Junts ha scelto di allearsi con PP e Vox, tre forze che normalmente non potrebbero essere più distanti politicamente. Suggerisce che il calcolo era più ampio della semplice questione abitativa.

Luke

Ma non sappiamo davvero perché. Potrebbe essere tattica parlamentare pura, potrebbe essere pressione dai loro elettori, potrebbe essere negoziazione per altre questioni. L'articolo non lo chiarisce.

Mark

Sanchez sta davvero considerando le elezioni come una mossa strategica, o è costretto dalla situazione?

Mimi

Sembra un po' entrambe le cose. La sconfitta è reale e dolorosa, ma alcuni nel suo partito vedono un'opportunità: portare il tema della casa agli elettori potrebbe trasformare una perdita parlamentare in un vantaggio elettorale.

Luke

Questo è speculazione, però. L'articolo dice che "per una parte del Psoe" questo potrebbe essere un'occasione, ma non sappiamo se Sanchez la vede così o se semplicemente non ha scelta.

Mark

Quanto è stabile la coalizione di Sumar? Potrebbero rappresentare un problema se si va al voto?

Mimi

Sumar è ancora in costruzione. Non hanno nemmeno un candidato. Se Sanchez scioglie le Camere, li mette in una posizione molto difficile, perché dovranno correre divisi o trovare un'unità che non hanno ancora raggiunto.

Luke

E questo è un rischio reale per il governo. Se Sumar non regge, la sinistra potrebbe frammentarsi ancora di più, e Vox potrebbe guadagnare terreno. Ma è tutto condizionale.

Mark

Le proteste nelle piazze sono davvero così massicce da giustificare elezioni anticipate?

Mimi

Migliaia di persone in cinquanta città, veglie notturne, sciopero generale annunciato. È una mobilitazione seria. Ma Sanchez sta valutando se sia "sufficientemente ampia e duraturo", il che significa che ancora non sa se reggerà.

Luke

Esattamente. L'articolo dice che il governo sta valutando se le proteste siano durature, il che significa che non è ancora chiaro. Potrebbe essere un'ondata che si esaurisce, potrebbe crescere. Non lo sappiamo ancora.

  • Primo decreto respinto con 178 voti contrari e 172 favorevoli
  • Secondo decreto caduto con 184 no e 166 sì
  • PP, Vox e i 7 deputati di Junts hanno votato compatti contro
  • Possibile data per elezioni anticipate: domenica 29 novembre 2026
  • Manifestazioni indette in circa 50 città spagnole

I decreti per affrontare la crisi abitativa sono stati respinti con voti contrari di PP, Vox e Junts, certificando le fragilità della maggioranza parlamentare di Sanchez. Migliaia di manifestanti protestano nelle piazze spagnole contro il Parlamento, scandendo slogan sulla miseria mentre il governo valuta lo scioglimento delle Camere.

Il governo spagnolo subisce una doppia sconfitta parlamentare sui decreti per l'emergenza abitativa. La crisi apre la strada a possibili elezioni anticipate a novembre mentre proteste infiammano le piazze.

La Spagna si trova di fronte a un momento di rottura politica. Giovedì sera, il governo di Pedro Sanchez ha subito una doppia sconfitta parlamentare sui decreti d'urgenza pensati per affrontare la crisi abitativa che sta stringendo il Paese. Il primo decreto è stato respinto con 178 voti contrari e 172 favorevoli. Il secondo, che prevedeva il rinnovo automatico biennale dei contratti di affitto in scadenza nel 2028 e indennizzi ai proprietari pari a dodici mesi di canone in caso di revoca ingiustificata, è caduto con 184 no e 166 sì. La sconfitta è tanto più bruciante perché arriva dopo giorni di proteste nelle piazze spagnole, veglie notturne, manifestazioni di strada e pressioni fuori dal Congresso.

A far crollare i decreti è stata una coalizione inaspettata: il Partito Popolare conservatore, l'ultradestra di Vox e i sette deputati della formazione indipendentista catalana Junts hanno votato compatti contro le misure. È lo stesso copione che si era ripetuto a febbraio, quando gli stessi tre gruppi avevano affondato un provvedimento analogo contro gli sfratti. Il voto di Junts è risultato decisivo nel certificare quanto fragile sia l'equilibrio parlamentare su cui Sanchez ha costruito la legislatura iniziata nel 2023 in un Parlamento estremamente frammentato. Fino all'ultimo momento, l'esecutivo aveva cercato di convincere almeno all'astensione i deputati catalani, ricordando che il principale decreto conteneva numerose richieste avanzate dal partito di Carles Puigdemont.

Durante il dibattito in aula, la ministra della Casa Isabel Rodriguez ha lanciato un appello diretto: "O con le persone o con i fondi avvoltoi", ha tuonato, cercando di spingere i deputati verso il sì. Lo stesso Sanchez è intervenuto a sorpresa poco prima dello scrutinio, chiedendo ai parlamentari di "mettere da parte i calcoli politici" e di pensare alle famiglie che affrontano prezzi della casa alle stelle e il rischio concreto di sfratto. Ha rivolto un avvertimento diretto ai tre gruppi che si apprestavano a votare contro: "La storia vi giudicherà prima di quanto crediate e in maniera più dura di quanto immaginiate". Gli appelli non hanno sortito effetto.

Nelle piazze spagnole, intanto, migliaia di manifestanti di tutte le età hanno ripreso le proteste con rinnovata energia. A Puerta del Sol e in altre città, gli "Indignados" hanno scandito slogan carichi di rabbia: "I vostri guadagni, la nostra miseria!". Le mobilitazioni si sono intensificate, con manifestazioni indette per il giorno successivo in circa cinquanta città e l'annuncio di uno sciopero generale. La crisi della casa, che tocca direttamente la vita quotidiana di milioni di spagnoli, rischia di diventare il punto di rottura della legislatura.

La sconfitta parlamentare apre ora la strada a elezioni anticipate. Sanchez sta valutando se sciogliere le Camere e portare il Paese al voto, probabilmente a fine novembre. Secondo fonti governative citate da elDiario.es, la data più probabile sarebbe domenica 29 novembre. Per arrivare a quella scadenza, il premier dovrebbe formalizzare lo scioglimento già la prossima settimana. All'interno del Psoe, alcuni vedono nella sconfitta un'opportunità: portare la questione della casa davanti agli elettori potrebbe trasformare il voto contrario delle destre e di Junts in un'arma politica contro forze che i sondaggi danno in ascesa, soprattutto dopo la crisi migratoria a Ceuta e le numerose inchieste per presunta corruzione che coinvolgono alcuni dirigenti socialisti.

Ma la strada verso le urne non è priva di rischi. Sanchez deve valutare le condizioni dei suoi alleati, in particolare di Sumar, che non ha ancora completato il progetto del "Fronte Ampio", la coalizione che dovrebbe riunire tutte le forze alla sinistra del Psoe per cercare di contenere l'ascesa di Vox. Sumar non ha nemmeno ancora individuato un candidato, dato che al suo interno convivono anime diverse: Movimento Sumar, Mas Madrid, Izquierda Unida, Comuns e altre formazioni. Il premier intende anche valutare se le mobilitazioni di questi giorni rappresentino un fenomeno sufficientemente ampio e duraturo da giustificare il ricorso alle urne anticipate. La decisione finale arriverà dopo il fine settimana, mentre le proteste continuano a infiammarsi in tutto il Paese.

Mettere da parte i calcoli politici e pensare alle famiglie alle prese con i prezzi della casa alle stelle e gli sfratti
— Pedro Sanchez, durante l'intervento in aula prima dello scrutinio
La storia vi giudicherà prima di quanto crediate e in maniera più dura di quanto immaginiate
— Pedro Sanchez, rivolgendosi a PP, Vox e Junts
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