San Francesco torna a teatro 800 anni dopo, ancora attuale con Pranno e Borzak

L'amore che smuove l'universo
Il nucleo del messaggio di Francesco e Chiara secondo Ksenia Borzak, che interpreta quest'ultima nello spettacolo.
Mark

Perché proprio adesso, a 800 anni dalla morte, si sente il bisogno di rimettere Francesco in scena?

Mimi

Perché il suo messaggio non è mai stato così urgente. Parlava di ecologia, di giustizia economica, di comunicazione che muove le persone. Sono temi che oggi urlano addosso a tutti noi.

Luke

Ma il film di Zeffirelli è del 1972. Perché adattarlo per il teatro proprio ora, e non prima?

Mimi

Forse perché il teatro permette un'intimità che il cinema non sempre raggiunge. E perché gli attori che lo interpretano hanno fatto una ricerca profonda, non solo recitano una storia.

Mark

Cosa ha scoperto Pranno leggendo i libri e parlando con i frati?

Mimi

Che Francesco era un comunicatore geniale, quasi magico nel coinvolgere le persone. Aveva diecimila seguaci senza social network. Era un ragazzo che capiva il potere delle parole.

Luke

Ma quanto di questo è documentato storicamente e quanto è interpretazione? I frati che ha incontrato hanno una visione particolare di Francesco.

Mimi

È vero, ma lo spettacolo non pretende di essere un documento storico. È una lettura contemporanea di una vita che rimane aperta a interpretazioni.

Mark

E Chiara? Perché gli attori insistono tanto sul suo ruolo?

Mimi

Perché è stata completamente dimenticata dalla storia, eppure ha fondato un ordine di suore, girava sola in un'epoca ostile alle donne, sapeva imporsi. Era rivoluzionaria quanto Francesco.

Luke

Borzak dice che ha smesso di mangiare carne mentre preparava il ruolo. È una conseguenza autentica del personaggio o una scelta personale che poi ha attribuito al ruolo?

Mimi

Probabilmente entrambe le cose. Il teatro cambia chi lo fa, non è una finzione pura. Se il personaggio ti tocca davvero, cambi.

Mark

Il parallelo con Greta Thunberg funziona davvero?

Mimi

Funziona perché entrambi erano giovani quando hanno iniziato, entrambi hanno detto cose che le persone avevano bisogno di sentire, entrambi sono stati attaccati dal potere. Ma il contesto è completamente diverso.

Luke

Sì, e il rischio è di appiattire la storia di Francesco su una lettura troppo contemporanea, perdendo quello che era veramente rivoluzionario nel suo tempo.

  • Il 4 ottobre, giorno della festa di San Francesco, debutta ad Assisi uno spettacolo che per la prima volta porta sul palcoscenico il capolavoro cinematografico di Zeffirelli del 1972.
  • La sfida è enorme: restituire umanità a una figura spesso ridotta a devozione, mostrando un giovane pieno di dubbi che affronta guerra, povertà e il potere della Chiesa.
  • Gli attori Giulio Pranno e Ksenia Borzak hanno vissuto trasformazioni personali durante la preparazione, segno che il materiale non lascia indifferenti chi lo abita dall'interno.
  • Lo spettacolo traccia un parallelo esplicito tra Francesco e Greta Thunberg: entrambi giovani che hanno mosso masse senza strumenti di potere, e per questo attaccati da chi il potere lo detiene.
  • La tournée in dodici città italiane punta a verificare se il messaggio di cambiamento radicato nell'amore possa ancora attecchire in un pubblico contemporaneo distratto e stanco.

Ottocento anni dopo la sua morte, Francesco d'Assisi torna a calcare un palcoscenico non come icona sacra ma come giovane inquieto che scelse la povertà contro il potere. Dal 4 ottobre, giorno della sua festa, lo spettacolo 'Fratello Sole Sorella Luna' — prima trasposizione teatrale del film di Zeffirelli — inizia una tournée nazionale che attraverserà dodici città italiane. La domanda che lo spettacolo porta con sé è antica quanto urgente: cosa rimane, in un'epoca di crisi ecologica e disuguaglianza, del messaggio di chi rinunciò a tutto per amore del mondo?

Otto secoli dopo la sua morte, Francesco d'Assisi torna in scena non come santo da venerare ma come ragazzo in cerca di risposte. Il 4 ottobre — giorno della sua festa nazionale — debutta al teatro Guglielmi di Massa 'Fratello Sole Sorella Luna', prima trasposizione teatrale del film di Franco Zeffirelli del 1972, con la regia di Piero Maccarinelli e una drammaturgia di Angela Demattè. Dopo il debutto, lo spettacolo toccherà dodici città italiane, da Milano a Roma, da Torino a Catanzaro.

Protagonisti sono Giulio Pranno nel ruolo di Francesco e Ksenia Borzak in quello di Chiara, affiancati da Massimo Wertmüller e Fabrizia Sacchi. La voce fuori campo di Papa Innocenzo III è affidata a Tullio Solenghi. Lo spettacolo si concentra sugli anni giovanili di Francesco, dal 1202 al 1209: la guerra, la conversione radicale, il viaggio verso Roma per incontrare il Papa. Chiara non è figura di contorno: ha un monologo tutto suo, e Borzak sottolinea come fosse una donna capace di imporsi in un'epoca che non glielo concedeva facilmente.

Pranno ha studiato a fondo il personaggio, leggendo, ascoltando podcast, incontrando frati francescani. Quello che ha trovato è un comunicatore straordinario: quando morì, contava diecimila seguaci senza social network né mezzi di massa. Fu il primo ecologista della storia, e parlò di potere economico e diritti dei deboli con un'urgenza che non ha perso forza. Borzak, preparando il ruolo, ha smesso di mangiare carne — un gesto che ha poi contagiato fratello e amici, come un piccolo contagio d'amore.

Il parallelo con Greta Thunberg emerge naturalmente: una bambina scesa in piazza che ha mosso il mondo, attaccata dai potenti proprio perché le sue parole funzionavano. È questo il cuore dello spettacolo: il cambiamento radicato nell'amore è sempre stato difficile, sempre necessario, e ogni generazione deve decidere se ha ancora il coraggio di tentarlo.

Otto secoli dopo la morte di Francesco d'Assisi, il santo torna in scena non come figura di devozione ma come giovane in cerca di risposte, figlio di mercanti che scopre nella povertà l'unica vera ricchezza. Questa settimana, il 4 ottobre — giorno della festa nazionale a lui dedicata — debutta al teatro Guglielmi di Massa uno spettacolo intitolato Fratello Sole Sorella Luna, adattamento teatrale del capolavoro cinematografico di Franco Zeffirelli del 1972. È la prima volta che il film viene tradotto per il palcoscenico, con la regia di Piero Maccarinelli e una drammaturgia di Angela Demattè costruita sulla sceneggiatura originale di Zeffirelli, Suso Cecchi D'Amico e Lina Wertmüller.

Lo spettacolo è una co-produzione che coinvolge International Music and Arts, Agidi, Fondazione Sipario Toscana Onlus e altre realtà, con musiche originali di Riz Ortolani e Donovan. Dopo il debutto ad Assisi con il patrocinio del Comitato Nazionale San Francesco 1226-2026, la tournée toccherà dodici città italiane: Novara, Milano, Aosta, Bergamo, Firenze, Roma, Torino, Genova, Bologna, Varese, Catanzaro e Vicenza. I protagonisti sono Giulio Pranno nel ruolo di Francesco e Ksenia Borzak in quello di Chiara, affiancati da Massimo Wertmüller, Fabrizia Sacchi e altri attori. La voce fuori campo di Papa Innocenzo III è affidata a Tullio Solenghi.

Pranno ha affrontato il ruolo con una ricerca che va oltre le leggende tramandate. Ha letto libri, ascoltato podcast, e ha incontrato frati francescani per comprendere chi fosse veramente Francesco. Quello che ha scoperto è un uomo dotato di una capacità di comunicazione straordinaria, quasi magica nel suo modo di coinvolgere le persone su temi che non erano all'ordine del giorno ma che rimangono pienamente attuali. Francesco parlava di fede, sì, ma anche di potenza economica. Fu il primo ecologista della storia. Quando morì, contava diecimila seguaci in un'epoca in cui non esistevano mezzi di comunicazione di massa né social network.

La pièce si concentra sugli anni giovanili di Francesco, dal 1202 al 1209, quando si recò per la prima volta dal Papa per chiarire i suoi dubbi. In questo arco di tempo accadono la guerra, l'orrore, e il cambiamento radicale di vita a favore dei più deboli. È un percorso non solo spirituale ma di trasformazione esistenziale, nel quale Chiara gioca un ruolo fondamentale con un monologo che le appartiene interamente. Borzak ha sottolineato come della storia di Francesco si sappia molto, mentre di Chiara pochissimo. Erano due ragazzi che, contro tutto e tutti, riuscirono a cambiare le cose. Chiara dovette essere anche dura: in un'epoca difficile per le donne, girava sola, sapeva imporsi, fondò un ordine di suore.

Mentre preparava il ruolo, Borzak stessa ha subito una trasformazione personale: ha smesso di mangiare carne come gesto d'amore verso gli animali e la Terra, e questo pensiero ha continuato a germinare anche in suo fratello e in alcuni amici. È questo, secondo lei, il tentativo di Francesco e Chiara: l'amore che smuove l'universo. Pranno aggiunge che il loro percorso è pieno anche di ombre e dubbi. Si immagina Francesco come un ragazzo geniale, capace di gesti straordinari: quando andò dall'imperatore turco per fermare le guerre combattute in nome di Dio, rimase alla sua corte un anno e mezzo, e il sovrano — che non parlava nemmeno la sua lingua — lo ascoltò.

Ma oggi esistono ancora ragazzi rivoluzionari come Chiara e Francesco? Borzak risponde che paradossalmente è mille volte più faticoso. Pranno cita Greta Thunberg: era una bambina quando è scesa in piazza la prima volta, eppure tanti l'hanno ascoltata. È stata attaccata dai politici più potenti al mondo, proprio perché le sue parole attecchivano sulle persone. In questo parallelo tra il santo medievale e l'attivista contemporanea emerge il nucleo dello spettacolo: il messaggio di cambiamento radicato nell'amore rimane difficile ma necessario, allora come oggi.

Era qualcosa quasi di 'magico', per come riusciva a coinvolgere le persone anche su temi che non erano all'ordine del giorno e ancora attualissimi
— Giulio Pranno, sulla capacità comunicativa di Francesco
Erano due ragazzi che contro tutto e tutti sono riusciti a cambiare le cose
— Ksenia Borzak, su Francesco e Chiara
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