Mentre l'Ucraina continua a contare le sue vittime civili sotto i bombardamenti russi, l'Europa intera si scopre teatro di una guerra che non si combatte solo con le armi convenzionali. I servizi segreti tedeschi denunciano pubblicamente una «guerra ombra» fatta di sabotaggio, disinformazione e intimidazione, mentre l'Estonia risponde con una logica antica quanto la storia: avvicinarsi al pericolo per scoraggiarlo. In questo momento, la linea tra pace e conflitto aperto si assottiglia non solo sul fronte ucraino, ma nei corridoi delle democrazie europee.
Russia conduce «guerra ombra» contro la Germania, Estonia rafforza difesa al confine
La Russia sta conducendo una guerra ombra contro di noi
Cosa intende esattamente l'intelligence tedesca con «guerra ombra»? Suona come una frase di effetto.
No, è una descrizione precisa. Significa sabotaggi, disinformazione, tentativi di attacco come quello del drone all'aeroporto di Lipsia. Non è guerra convenzionale, è destabilizzazione.
Ma quanti di questi attacchi sono stati effettivamente confermati come russi? L'articolo dice «attribuiti a Mosca» — c'è una differenza.
Giusta osservazione. L'attacco al drone di Lipsia è documentato. Le campagne di disinformazione sono più difficili da provare definitivamente, ma i servizi tedeschi le collegano a Mosca.
E perché l'Estonia sta spostando truppe così vicino al confine? Non è rischioso?
È una scelta calcolata. Ritengono che la Russia non sia pronta per una guerra su larga scala contro la Nato nei prossimi due anni, quindi stanno costruendo una deterrenza visibile.
Ma chi ha fatto questa valutazione? Funzionari militari e dell'intelligence estone — non è una fonte indipendente. Potrebbero avere incentivi a minimizzare il rischio.
Vero. Ma il fatto che stiano comunque comprando Himars e Chunmoo con gittata di 300 chilometri suggerisce che non sono così sicuri come dicono.
Zelensky parla di negoziati trilaterali con gli americani e la Russia. Cosa significa?
Significa che ci sono conversazioni dietro le quinte su come potrebbe finire il conflitto. Ma Zelensky avverte che la Russia deve prendere sul serio i negoziati.
Ancora, è tutto attribuito a Zelensky. Non sappiamo cosa dicono effettivamente gli americani o i russi in quelle riunioni.
Esatto. Quello che sappiamo è che Zelensky sta cercando di mantenere aperte le linee diplomatiche mentre continua a rafforzare la difesa aerea.
E i civili? Quasi 24 mila evacuati a settembre, più di 1.800 bambini.
È il costo umano che continua a crescere. Non è una cifra astratta — sono persone che hanno perso le loro case.
Anche qui, è un numero dell'Onu per settembre. Non sappiamo se è aumentato o diminuito nei mesi successivi.
Il Polso
- Gli attacchi russi del fine settimana hanno colpito dieci città ucraine, uccidendo civili, danneggiando un ponte a Kiev e affondando nella paura un membro dell'equipaggio di una nave a Odessa.
- I vertici dell'intelligence tedesca rompono il silenzio in un'audizione pubblica straordinaria: la Russia sta già conducendo operazioni di sabotaggio e assassinio sul suolo europeo, come dimostra il drone esplosivo trovato all'aeroporto di Lipsia.
- L'Estonia risponde spostando il proprio quartier generale militare a 50 km dal confine russo e costruendo una nuova base a Narva, segnalando che la deterrenza richiede presenza fisica, non solo diplomazia.
- Zelensky tratta con i Paesi Bassi sull'uso degli F-16 contro i droni Shahed e apre alla possibilità di colloqui trilaterali tecnici con Stati Uniti e Russia, ma avverte che Mosca cerca pretesti, non pace.
- Quasi 24mila persone — tra cui oltre 1.800 bambini — sono state evacuate dal Donetsk solo a settembre: il costo umano del conflitto continua a crescere in silenzio mentre l'Europa discute di strategie.
Mentre l'Ucraina continua a contare le sue vittime civili sotto i bombardamenti russi, l'Europa intera si scopre teatro di una guerra che non si combatte solo con le armi convenzionali. I servizi segreti tedeschi denunciano pubblicamente una «guerra ombra» fatta di sabotaggio, disinformazione e intimidazione, mentre l'Estonia risponde con una logica antica quanto la storia: avvicinarsi al pericolo per scoraggiarlo. In questo momento, la linea tra pace e conflitto aperto si assottiglia non solo sul fronte ucraino, ma nei corridoi delle democrazie europee.
Il 6 ottobre 2026, il conflitto russo-ucraino mostra il suo volto più ampio e inquietante. Gli attacchi del fine settimana hanno colpito Kharkiv, Kiev, Odessa e molte altre città, causando morti tra i civili e danni alle infrastrutture. A Kiev il Ponte Nord è stato messo fuori uso; a Odessa un marinaio ha perso la vita in un attacco a una nave civile. Secondo l'Onu, a settembre quasi 24mila persone sono state evacuate dal Donetsk, più di 1.800 delle quali erano bambini.
Zelensky ha discusso telefonicamente con il premier olandese Rob Jetten delle strategie per abbattere i droni Shahed — in parte già neutralizzati dagli F-16 olandesi — e per proteggere le infrastrutture critiche. Ha anche accennato a possibili incontri tecnici trilaterali tra Ucraina, Stati Uniti e Russia, ribadendo però che la pace richiede interlocutori seri, non tattiche dilatorie.
In Germania, l'audizione pubblica della Commissione parlamentare di controllo del Bundestag ha rivelato qualcosa di raro: i capi dei servizi segreti tedeschi hanno parlato apertamente davanti alle telecamere. Martin Jäger del Bnd ha dichiarato che la Russia «sta conducendo una guerra ombra contro di noi», fatta di sabotaggio, intimidazione e omicidio. Sinan Selen dell'Ufficio per la protezione della Costituzione ha citato il caso del drone esplosivo trovato ad agosto all'aeroporto di Lipsia, accanto a un aereo cargo ucraino, come esempio concreto di questa minaccia silenziosa.
L'Estonia, nel frattempo, ha scelto la strada della deterrenza visibile. La base di Johvi, a 50 km dal confine russo, è stata ampliata e il quartier generale della 1 Brigata di Fanteria vi è stato trasferito da Tapa. A Narva è in costruzione una nuova struttura per mille militari. Il paese ha firmato contratti per nove lanciatori Himars americani e nove sistemi Chunmoo sudcoreani, entrambi con gittata fino a 300 km. L'obiettivo dichiarato è che «l'idea stessa di un'invasione non prenda mai piede» — una filosofia condivisa dai paesi baltici che, dall'estate del 2026, temono provocazioni russe mirate a logorare la coesione della Nato.
Martedì 6 ottobre, mentre i combattimenti in Ucraina proseguono senza tregua, emerge un quadro più ampio di tensione che va ben oltre i confini del conflitto diretto. Gli attacchi russi del fine settimana e dei giorni precedenti hanno colpito città sparse in tutta l'Ucraina — Kharkiv, Sumy, Kiev, Donetsk, Kherson, Dnipro, Zaporizhzhia, Chernihiv, Mykolaiv e Odessa — causando vittime civili e danneggiando infrastrutture critiche. A Kiev, il Ponte Nord è stato colpito, interrompendo i servizi di trasporto pubblico. A Odessa, un attacco contro una nave civile ha ucciso un membro dell'equipaggio e ferito tre persone. Secondo il portavoce dell'Onu Farhan Haq, a settembre quasi 24 mila persone — tra cui più di 1.800 bambini — sono state evacuate dalle zone di combattimento nel Donetsk. Gli operatori umanitari non sono al riparo: tra luglio e agosto tre sono stati uccisi e 18 feriti mentre svolgevano il loro lavoro.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha parlato telefonicamente con il primo ministro olandese Rob Jetten per discutere di come proteggere meglio la popolazione dagli attacchi russi, in particolare dai droni Shahed. Zelensky ha sottolineato che una parte significativa di questi droni viene abbattuta dagli F-16 forniti dai Paesi Bassi, e che ci sono opportunità per migliorare ulteriormente le operazioni con i mezzi necessari. La conversazione ha toccato anche altre strategie per difendere le infrastrutture critiche e rafforzare la difesa aerea. Zelensky ha inoltre informato Jetten dei contatti in corso con gli americani e della possibilità di riunioni trilaterali a livello tecnico tra Ucraina, Stati Uniti e Russia, sottolineando che proposte realistiche per avvicinare la pace sono importanti, ma che la Russia deve prendere sul serio i negoziati invece di cercare continuamente nuovi pretesti per prolungare il conflitto.
Ma il conflitto ucraino non è l'unica preoccupazione. I servizi di intelligence tedeschi hanno lanciato un allarme più ampio durante un'audizione pubblica della Commissione parlamentare di controllo del Bundestag. Martin Jäger, presidente del Servizio federale di informazione (Bnd), ha dichiarato che la Russia «sta conducendo una guerra ombra contro di noi». Questa guerra non è fatta di carri armati e battaglie convenzionali, ma di intimidazione, sabotaggio e omicidio. Sinan Selen, capo del servizio di intelligence interna (Ufficio federale per la protezione della Costituzione), ha confermato che Mosca sta dimostrando l'intenzione di ricorrere ad atti di sabotaggio e assassinio. Le azioni attribuite alla Russia includono campagne di disinformazione e tentativi di attacco, come quello scoperto all'aeroporto di Lipsia ad agosto, quando un drone carico di esplosivi è stato trovato accanto a un aereo cargo ucraino. Selen ha ammesso che i servizi tedeschi hanno già ottenuto alcuni successi nel contrastare queste minacce, ma ha avvertito che la situazione sta peggiorando. Ha sottolineato la necessità che i servizi di intelligence tedeschi allineino le loro capacità a quelle dei partner europei. L'audizione pubblica è stata inusuale — normalmente questi funzionari rispondono alle domande solo in sedute a porte chiuse, e un'audizione pubblica si svolge una sola volta all'anno.
Mentre la Germania si prepara a questa guerra ombra, l'Estonia sta prendendo misure più visibili e concrete. Il paese baltico si sta preparando a possibili provocazioni russe spostando truppe più vicino al confine russo e acquisendo armamenti avanzati. La base di Johvi, situata a soli 50 chilometri dal confine con la Russia, è stata ampliata e modernizzata. Il quartier generale della 1 Brigata di Fanteria è stato trasferito lì da Tapa, la principale base militare estone che si trova a circa 150 chilometri dal confine. Inoltre, a Narva è in costruzione una nuova base militare progettata per ospitare 1.000 militari, con 200 soldati stanziati in modo permanente e la capacità di accogliere altri 800 in caso di crisi al confine.
Nell'ambito di quella che l'Estonia chiama «difesa attiva», il paese ha firmato contratti per l'acquisto di nove lanciatori Himars di fabbricazione americana — capaci di lanciare missili fino a 300 chilometri di distanza — e nove sistemi lanciarazzi multipli sudcoreani Chunmoo con una portata analoga. Secondo le valutazioni di funzionari militari e dell'intelligence, la Russia non è pronta per una guerra su larga scala contro la Nato nel prossimo biennio, ma le autorità estoni intendono fare tutto il possibile per garantire che «l'idea stessa di un'invasione non prenda mai piede». Il ministero della Difesa estone ha dichiarato: «Il nostro obiettivo è chiaro: tenere il nemico e la devastazione della guerra lontani dal territorio estone». Negli ultimi mesi, i paesi europei confinanti con la Russia — in particolare quelli baltici — hanno ripetutamente espresso il timore che Mosca possa tentare provocazioni volte a esercitare pressioni sulla Nato e a costringerla ad abbandonare il sostegno all'Ucraina. I servizi di intelligence lettoni avevano manifestato tali preoccupazioni nell'estate del 2026.
Citazioni salienti
Il nostro obiettivo è chiaro: tenere il nemico e la devastazione della guerra lontani dal territorio estone— Ministero della Difesa estone
La Russia sta conducendo una guerra ombra contro di noi— Martin Jäger, presidente del Servizio federale di informazione tedesco