Alla vigilia di un vertice Nato che potrebbe ridisegnare le sorti del conflitto, la Russia ha scelto il linguaggio più antico della guerra — il fuoco sui civili — per affermare la propria presenza al tavolo diplomatico. Nella notte tra il 5 e il 6 luglio, 68 missili e 351 droni si sono abbattuti su Kiev e dintorni, lasciando almeno 22 morti e oltre 70 feriti, tra cui bambini. Mentre Trump sostiene che Putin è pronto alla pace e Rutte legge gli stessi attacchi come segno di disperazione, il mondo si interroga su quale delle due narrazioni guiderà le decisioni ad Ankara.
Russia bombarda Kiev: 22 morti. Trump: Putin vuole finire la guerra
Finché i Patriot rimangono nelle scorte, la Russia continua a colpire
Come interpretiamo questa sequenza di attacchi proprio alla vigilia del vertice Nato? È una coincidenza di tempistica o una scelta deliberata?
Rutte sostiene che sia un segno di disperazione — Putin sta vedendo progressi ucraini sul campo e reagisce con bombardamenti indiscriminati. Ma Trump dice il contrario: che Putin vuole finire la guerra. Entrambi potrebbero avere ragione, in modi diversi.
Aspetta. Rutte parla di progressi ucraini sul campo, ma non vediamo cifre concrete su territorio guadagnato o perso. E quando dice che Putin accetta 35.000 perdite al mese, da dove viene quel numero? È una stima, una valutazione, o è confermato?
Buona domanda. E Trump che dice che Putin vuole finire la guerra — su cosa si basa?
Trump cita una telefonata con Putin di sabato, ma il Cremlino non ha confermato i dettagli. Peskov ha detto solo che è stata una buona opportunità per comunicare la posizione russa. Non sappiamo cosa Putin abbia effettivamente detto.
Esatto. Trump fa un'affermazione forte, ma la fonte è una conversazione privata di cui non abbiamo riscontro indipendente. Ryabkov dice che la Russia aspetta di vedere cosa farà Washington dopo Ankara. Sembra più una posizione di attesa che di apertura.
Zelensky chiede decisioni forti sulla difesa aerea. È una richiesta realistica?
I numeri sono chiari: 68 missili lanciati, 37 intercettati. Significa che il 45% dei missili ha raggiunto il bersaglio. Zelensky dice che i Patriot rimangono nelle scorte alleate, quindi tecnicamente potrebbero essere inviati. Ma è una decisione politica, non solo militare.
E qui il dato che manca è: quanti Patriot ha l'Ucraina già? Quanti ne servirebbero per coprire davvero la capitale? I numeri che abbiamo sono sul numero di armi lanciate, non sulla capacità difensiva reale.
L'attacco ha ucciso 22 persone. Come si colloca questo nel contesto della guerra più ampia?
È il secondo attacco massiccio in una settimana. Zelensky ha proclamato lutto cittadino, il governo sta offrendo alloggi temporanei e sussidi. È un'escalation della pressione sulla popolazione civile.
Vero, ma il numero è importante contestualizzarlo. Ventidué morti in una notte è tragico, ma in una guerra che dura anni, qual è il trend? Sta aumentando, diminuendo? Non lo sappiamo da questo articolo. E sappiamo che anche gli ucraini stanno colpendo obiettivi russi — droni su raffinerie, attacchi a Omsk a 2.500 chilometri dal confine. La guerra aerea è bidirezionale.
Cosa dovremmo aspettarci dal vertice di Ankara?
Zelensky vuole impegni concreti sulla difesa aerea. Trump porterà la questione della pace. Rutte dirà che gli attacchi mostrano disperazione russa. Sarà una tensione tra chi vuole continuare a supportare militarmente l'Ucraina e chi vuole negoziare.
E il vero test sarà se escono con decisioni concrete o solo dichiarazioni. Trump dice che Putin vuole finire la guerra, ma non abbiamo prove pubbliche di questo. Ryabkov dice che la Russia aspetta di vedere cosa fa Washington. Finché non vediamo azioni, non sappiamo se il vertice cambierà davvero qualcosa.
O Pulso
- Un attacco senza precedenti per intensità colpisce Kiev nella notte: 68 missili balistici e 351 droni seminano morte in più di dieci quartieri residenziali della capitale.
- Il bilancio umano è devastante — 22 morti, oltre 70 feriti, tre bambini tra le vittime — e la città proclama lutto cittadino mentre i senzatetto attendono alloggi e sussidi d'emergenza.
- Zelensky lancia un appello urgente agli alleati Nato: i sistemi Patriot fermi nei magazzini dei paesi partner equivalgono, a suo dire, a una complicità silenziosa nel terrore russo.
- Rutte e Trump offrono letture opposte dello stesso scenario: disperazione di Mosca di fronte ai progressi ucraini, oppure volontà genuina di Putin di chiudere il conflitto.
- Il vertice Nato di Ankara si apre in un clima di massima tensione, con Mosca che osserva e attende di capire dove si posizionerà Washington dopo i colloqui.
Alla vigilia di un vertice Nato che potrebbe ridisegnare le sorti del conflitto, la Russia ha scelto il linguaggio più antico della guerra — il fuoco sui civili — per affermare la propria presenza al tavolo diplomatico. Nella notte tra il 5 e il 6 luglio, 68 missili e 351 droni si sono abbattuti su Kiev e dintorni, lasciando almeno 22 morti e oltre 70 feriti, tra cui bambini. Mentre Trump sostiene che Putin è pronto alla pace e Rutte legge gli stessi attacchi come segno di disperazione, il mondo si interroga su quale delle due narrazioni guiderà le decisioni ad Ankara.
Nella notte tra il 5 e il 6 luglio, la Russia ha scatenato uno dei raid più intensi dall'inizio del conflitto: 68 missili e 351 droni hanno investito Kiev e la regione circostante. Le difese aeree ucraine hanno intercettato la maggior parte dei vettori, ma non abbastanza: 22 persone hanno perso la vita — 12 solo nella capitale — e oltre 70 sono rimaste ferite. Tra i feriti, tre bambini. I missili balistici impiegati, difficili da abbattere, hanno colpito edifici residenziali in più di dieci zone della città, distruggendo case e infrastrutture civili.
Le autorità di Kiev hanno risposto proclamando una giornata di lutto nazionale, con bandiere a mezz'asta e divieto di eventi pubblici. Per chi ha perso la propria abitazione, il governo ha predisposto alloggi temporanei, un contributo una tantum di circa 780 euro e un sussidio mensile per un anno destinato all'affitto.
Zelensky ha trasformato la tragedia in un appello politico diretto agli alleati riuniti ad Ankara: finché i sistemi Patriot restano inutilizzati nelle scorte dei paesi Nato, ha detto, la Russia continuerà a colpire i civili. Il segretario generale Rutte ha letto gli attacchi come un segnale di debolezza di Mosca, sottolineando che l'Ucraina sta reggendo militarmente nonostante perdite russe stimate fino a 35.000 uomini al mese.
Dall'altra parte dell'Atlantico, Trump ha offerto una lettura radicalmente diversa: Putin, ha dichiarato dallo Studio Ovale, vuole fortemente la pace, e lo stesso vale per Zelensky. Questa narrativa si scontra con quella di Rutte e alimenta l'incertezza su quale posizione prevarrà ad Ankara. Mosca, intanto, osserva in silenzio: il viceministro Ryabkov ha annunciato che la Russia valuterà attentamente le mosse americane dopo il vertice, mentre il portavoce Peskov ha definito la recente telefonata Putin-Trump una buona occasione per far sentire la voce russa, senza rivelare altro.
Nella notte tra il 5 e il 6 luglio, la Russia ha lanciato un attacco massiccio contro Kiev e la regione circostante, dispiegando 68 missili e 351 droni. Le difese aeree ucraine hanno intercettato 37 missili e 326 droni, ma il bilancio umano è stato pesante: almeno 22 persone uccise e oltre 70 ferite. Nella capitale sono morti 12 residenti e oltre 50 sono rimasti feriti; nella regione circostante altri 10 morti. Tra i feriti figurano tre bambini. L'attacco ha colpito edifici residenziali in più di dieci zone della città, causando danni diffusi alle infrastrutture civili. Il capo dell'amministrazione militare di Kiev, Tymur Tkachenko, ha confermato che il nemico stava utilizzando missili balistici, armi difficili da intercettare e che rappresentano una sfida crescente per le difese ucraine.
L'attacco è arrivato alla vigilia del vertice della Nato ad Ankara, previsto per il 7 e l'8 luglio. In risposta, le autorità di Kiev hanno proclamato una giornata di lutto per il giorno successivo all'attacco, durante la quale le bandiere nazionali sarebbero state ammainate in tutta la regione e gli eventi di intrattenimento vietati. Per i residenti che hanno perso le abitazioni, il governo ha annunciato alloggi temporanei, un contributo una tantum di 40.000 grivnie (circa 780 euro) e un sussidio mensile di 20.000 grivnie per un anno destinato al pagamento dell'affitto.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha utilizzato l'occasione per esortare gli alleati della Nato a prendere decisioni forti durante il vertice di Ankara, in particolare riguardo al rafforzamento della difesa aerea. Ha sottolineato che finché i sistemi Patriot rimangono nelle scorte dei paesi alleati, la Russia continuerà a colpire gli edifici residenziali. Zelensky ha invocato un impegno concreto da parte degli Stati Uniti e dei partner europei per fermare quello che ha definito un terrore sistematico.
Dal canto suo, il segretario generale della Nato Mark Rutte ha interpretato gli attacchi come un segno della disperazione di Putin di fronte ai progressi ucraini sul campo di battaglia. Ha osservato che gli ucraini stanno andando bene militarmente e che la Russia, pur accettando perdite significative — fino a 35.000 uomini al mese secondo le sue valutazioni — continua a ricorrere a bombardamenti indiscriminati contro civili. Rutte ha ribadito che questo non è il modo in cui la Russia potrà mai vincere la guerra.
Intanto, il presidente americano Donald Trump ha dichiarato dallo Studio Ovale che Putin vuole fortemente terminare la guerra in Ucraina e che anche Zelensky lo desidera. Trump ha annunciato che questo tema sarà al centro della discussione al vertice della Nato. La dichiarazione di Trump contrasta con l'interpretazione di Rutte degli attacchi come segno di disperazione russa, suggerendo una lettura diversa della situazione e delle intenzioni di Mosca.
La Russia, attraverso il viceministro degli Esteri Sergei Ryabkov, ha dichiarato che osserverà attentamente la posizione degli Stati Uniti dopo il vertice della Nato per comprendere come Washington intende procedere sui negoziati per risolvere il conflitto. Ryabkov ha notato che le recenti dichiarazioni americane segnalano un progressivo allontanamento dalla Casa Bianca rispetto agli accordi precedentemente raggiunti sulle modalità di risoluzione della crisi. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha definito la telefonata tra Putin e Trump di sabato una buona opportunità per comunicare la posizione russa sull'Ucraina, senza però fornire dettagli sulla reazione del presidente americano.
L'attacco della notte rappresenta il secondo raid massiccio in una settimana in cui la Russia ha utilizzato missili balistici difficili da intercettare. La situazione rimane fluida, con il vertice della Nato che si profila come un momento cruciale per definire le prossime mosse diplomatiche e militari nel conflitto.
Citações Notáveis
Putin vuole finire la guerra in Ucraina, lo vuole fortemente. Anche Zelensky lo vuole, ne parleremo al vertice della Nato.— Donald Trump, presidente degli Stati Uniti
Penso che il messaggio di ieri sera fosse di nuovo la disperazione di Putin perché voi ucraini state andando bene sul campo di battaglia.— Mark Rutte, segretario generale della Nato