Putin apre a colloqui trilaterali, ma insiste: il Donbas è terra storicamente russa

Nuovo attacco russo con decine di missili balistici su Kiev ha colpito infrastrutture energetiche, strutture sanitarie, centri commerciali e aree residenziali.
«Solo la forza può fermare questa guerra»
Il ministro Sybiha ha commentato così l'attacco con decine di missili balistici su Kiev.
Mark

Putin dice che l'accordo è vicino. Cosa significa, davvero?

Mimi

Che a parole c'è apertura ai colloqui trilaterali, ma con una condizione: il Donbas per lui è terra storicamente russa e non si parla di perdite ucraine.

Luke

Attenzione: «vicino» è la sua valutazione, e anche Ushakov ammette che è difficile dire quanto. Non c'è un testo né una data certa.

Mark

E Abu Dhabi?

Mimi

Ushakov dice che la si sta valutando, con l'incontro intorno a metà novembre secondo l'accordo.

Luke

È una dichiarazione russa. Zelensky parla di proposta americana per fare presto, ma una sede confermata non c'è.

Mark

Perché Zelensky insiste sugli intercettori?

Mimi

Perché prevede più attacchi balistici e dice che la fornitura dipende da Washington, anche per gli europei.

Luke

Che gli Usa abbiano mandato la maggior parte degli intercettori in Medio Oriente è la sua opinione, non un dato verificato nel testo.

Mark

E Starlink?

Mimi

Il Wall Street Journal parlava di ripristino, un funzionario ucraino lo smentisce.

Luke

Due versioni opposte; qui il funzionario resta anonimo, quindi non possiamo dire chi abbia ragione.

  • Un nuovo attacco con decine di missili balistici ha colpito Kiev, colpendo centrali energetiche, ospedali, centri commerciali e quartieri residenziali.
  • Zelensky avverte che gli intercettori Patriot scarseggiano e che gli europei possono fornirli solo con il consenso di Washington.
  • Putin afferma che l'accordo è vicino, ma esclude cessioni territoriali e definisce il Donbas terra storicamente russa.
  • Mosca e Kiev guardano ad Abu Dhabi, dove un nuovo ciclo di colloqui trilaterali potrebbe tenersi intorno alla metà di novembre.
  • Il vertice a tre con Trump resta sospeso, e la posizione americana tra Donbas e intercettori è il nodo da seguire.

Mentre la notte tra il 22 e il 23 ottobre riporta Kiev al rumore dei missili balistici, la guerra in Ucraina mostra il suo volto più duro proprio nel momento in cui si parla di accordi. Putin dice che l'intesa è vicina, ma tiene ferma la questione del Donbas, che considera terra storicamente russa, mentre Zelensky chiede un incontro a tre con Stati Uniti e Russia e teme che la scarsità di intercettori Patriot lasci la capitale più esposta. Il filo diplomatico si tende tra Abu Dhabi e la metà di novembre, e il suo esito dipenderà da ciò che Washington sceglierà di fare.

Nella notte tra il 22 e il 23 ottobre Kiev è stata colpita di nuovo da decine di missili balistici. Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha denunciato che l'attacco ha preso di mira infrastrutture energetiche, strutture sanitarie, centri commerciali e case, e che in altre città ucraine la situazione è altrettanto grave. Ha scritto che solo la forza può fermare la guerra, perché appeasement e lusinghe non bastano.

Zelensky, parlando prima di incontrare il premier finlandese Petteri Orpo, si aspetta che gli attacchi aumentino. Secondo lui gli Stati Uniti hanno ridotto le scorte di intercettori e ne hanno inviati molti in Medio Oriente, mentre gli europei possono cederne solo con il via libera di Washington. Resta fiducioso in un dialogo con il segretario di Stato Marco Rubio.

Sul piano diplomatico Putin sostiene che Russia e Ucraina sono vicine a un accordo, ma ribadisce che il Donbas è terra storicamente russa e che non si può parlare di perdite territoriali per Kiev. Zelensky invece si è detto disposto a discuterle. Il Cremlino indica Abu Dhabi, con una data intorno alla metà di novembre, per un incontro trilaterale che Washington vorrebbe organizzare in fretta. Ushakov ritiene che la guerra si stia avvicinando alla fine, senza sapere quanto.

Un vertice con Trump resta invece aperto. Putin ha proposto un incontro in Cina e si è detto pronto a riprendere la cooperazione economica con gli Stati Uniti. A Washington la visita dell'inviato Witkoff, che ha ringraziato Putin per il rilascio di un cittadino americano, ha suscitato polemiche.

Ora tutto ruota attorno alla metà di novembre e ad Abu Dhabi, e il nodo sarà la posizione americana, tra Donbas e intercettori.

Nella notte tra il 22 e il 23 ottobre Kiev ha sentito di nuovo il rumore dei missili balistici. Secondo il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha, l'attacco è stato condotto con decine di missili e ha preso di mira infrastrutture energetiche, strutture sanitarie, centri commerciali e aree residenziali. Anche altre città ucraine sono state colpite. Sybiha ha scritto su X che i cittadini della capitale hanno sentito come suona davvero l'«umanesimo» russo, e ha aggiunto che appeasement, sottomissione e lusinghe non fermeranno la guerra: solo la forza può farlo.

Il presidente Volodymyr Zelensky, parlando con i giornalisti prima di incontrare il primo ministro finlandese Petteri Orpo, ha detto di aspettarsi un'intensificazione degli attacchi balistici. La ragione, a suo dire, è la diminuzione dei missili intercettori: gli americani hanno ridotto le scorte e i russi rafforzeranno la balistica. Zelensky ha spiegato che la fornitura di intercettori per i Patriot, anche da parte dei partner europei, dipende dagli Stati Uniti, e che gli europei possono darli solo se Washington è d'accordo. Ha aggiunto che, secondo lui, gli Usa hanno mandato la maggior parte degli intercettori in Medio Oriente. Si aspetta comunque un dialogo positivo con la parte americana, in particolare con il segretario di Stato Marco Rubio.

Sul fronte diplomatico, Vladimir Putin ha detto al giornalista di Vesti Pavel Zarubin che Russia e Ucraina sono abbastanza vicine a un accordo. Ha ribadito che russi e ucraini sono di fatto un unico popolo, ma ha tracciato una linea: il Donbas, ha detto, non è territorio ucraino bensì terra storicamente russa, e dunque è inappropriato parlare di perdite territoriali per Kiev, come aveva fatto Zelensky mostrandosi disposto ad accettarle. Putin ha anche affermato che i negoziati trilaterali riguarderanno la sicurezza di Ucraina, Russia ed Europa. Ha sostenuto che i Paesi europei non vogliono combattere contro la Russia e che Mosca non si prepara a una guerra con l'Europa. E ha aggiunto che, se qualcuno vuole che le cose vadano diversamente, andranno diversamente.

Zelensky si è detto favorevole a un incontro trilaterale tra Ucraina, Russia e Stati Uniti il prima possibile, dopo i colloqui bilaterali tra un inviato americano e le due parti. Ha osservato che la Russia sarebbe d'accordo e che Washington propone di organizzarlo rapidamente. Il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov ha indicato Abu Dhabi come possibile sede, con una data intorno alla metà di novembre, come previsto dall'intesa. Ushakov ritiene che il conflitto si stia avvicinando alla fine, pur ammettendo che è difficile dire quanto.

Un vertice a tre con Trump resta invece aperto. Il viceministro degli Esteri russo Serghei Ryabkov, citato da Interfax, ha detto che il tema è stato sollevato nell'incontro di San Pietroburgo tra Putin e l'inviato Steve Witkoff, ma che non c'è ancora una chiara comprensione né un accordo completo: la discussione è in corso. Secondo la tv di stato russa, Putin ha proposto a Trump di incontrarsi in Cina e si è detto pronto a discutere il ripristino della cooperazione economica tra Mosca e Washington. Il Cremlino aveva già evocato colloqui con Xi Jinping al vertice APEC, il mese prossimo.

A Washington la visita ha provocato polemiche. Witkoff ha ringraziato Putin e lo ha definito «compassionevole» per il rilascio di Stephen Hubbard, americano detenuto in Russia da quattro anni. Il senatore John Corbyn ha risposto che Putin è un assassino spietato, mentre il deputato repubblicano Don Bacon ha parlato di «un altro imbarazzo». Trump ha difeso Witkoff, dicendo che il termine si può capire in quel contesto, perché ha permesso a un uomo che pensava di restare in carcere a vita di uscire.

Altre notizie riguardano il contorno della guerra. Un funzionario ucraino ha smentito al Kyiv Independent che le velocità di Starlink siano state ripristinate, come aveva scritto il Wall Street Journal il 22 ottobre dopo una telefonata tra Musk e Trump: il limite di 161 chilometri orari resta in vigore. Il Telegraph riferisce poi che la Russia usa pescherecci a strascico per spiare i cavi sottomarini britannici; la sua analisi conta oltre 500 episodi di pescherecci fermi sopra cavi o al loro seguito per chilometri. Londra presenterà misure con lunghe pene detentive e multe illimitate. Infine l'Osservatorio Milex stima in 17 miliardi la spesa italiana per gli strumenti europei di sostegno a Kiev, di cui almeno 4 per il sostegno militare, oltre a circa 3 miliardi in armi inviate con dodici pacchetti.

Ora si guarda alla metà di novembre e ad Abu Dhabi: il nodo sarà la posizione americana, tra Donbas e intercettori.

Il Donbas non è territorio dell'Ucraina, ma una terra storicamente russa.
— Vladimir Putin a Vesti
Gli americani hanno ridotto le scorte e i russi rafforzeranno la balistica.
— Volodymyr Zelensky
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