Nei giorni successivi a un incidente che ha sfiorato la catastrofe su un volo Flydubai tra Dubai e Tel Aviv, il primo aereo israeliano è tornato a solcare quella rotta, atterrando a Ben Gurion nella notte di sabato. Dietro la ripresa cauta dei collegamenti si staglia l'ombra di un copilota omanita di 29 anni, Hamam al-Hammami, sospettato di aver tentato un attentato terroristico, la cui attività sui social media evoca figure del jihadismo globale. La comunità internazionale osserva mentre gli Emirati indagano e i governi israeliano e americano cercano di leggere l'accaduto nel più vasto quadro
Primo volo israeliano dagli Emirati dopo lo stop per l'incidente Flydubai
Rimane incerto chi abbia pubblicato questi contenuti e se fossero stati programmati in anticipo
Cosa sappiamo davvero su quello che è successo mercoledì sul volo Flydubai?
Le autorità dicono che c'è stato un tentativo di attentato, che è stato fermato e ha evitato una catastrofe. Ma i dettagli precisi di come sia stato fermato, cosa abbia fatto esattamente il copilota, non sono stati resi pubblici.
Esatto. Sappiamo che c'è stato un incidente, sappiamo chi è il sospettato, ma le autorità degli Emirati non hanno ancora stabilito il movente. Tutto il resto — i legami con l'estremismo islamista, con l'Iran — sono ipotesi di leader israeliani e americani, non conclusioni ufficiali.
E questi post su LinkedIn? Sembrano piuttosto espliciti.
Sì, i contenuti sono inquietanti: video dalla cabina con aerei israeliani, foto di al-Zawahiri. Ma qui c'è un problema: non è chiaro chi li abbia pubblicati. Potrebbe essere stato il sospettato stesso, potrebbe essere stato qualcun altro che aveva accesso al profilo, potrebbero essere stati programmati in anticipo.
E il timing è strano. Nove ore dopo l'incidente? Se qualcuno voleva rivendicare un attentato, perché aspettare? Se erano programmati, perché proprio quel momento? Ci sono troppe domande senza risposta.
Cosa significa il fatto che Arkia abbia ripreso i voli?
Significa che nonostante l'incidente, il commercio aereo tra Israele e gli Emirati sta ricominciando. È un segnale che le autorità ritengono di aver contenuto la minaccia, almeno per il momento.
Ma è anche un segnale di cautela. Flydubai ha sospeso i voli, El Al ha cancellato i suoi. Solo Arkia sta volando. Non è un ritorno alla normalità, è un ritorno parziale e controllato.
O Pulso
- Un incidente su un volo Flydubai mercoledì ha quasi trasformato una rotta commerciale in tragedia, spingendo le compagnie israeliane a sospendere immediatamente i collegamenti con Dubai.
- Il copilota sospettato, identificato come Hamam al-Hammami, aveva pubblicato su LinkedIn filmati dalla cabina con aerei israeliani e una fotografia del leader di al-Qaeda al-Zawahiri, nove ore prima dell'incidente.
- L'incertezza su chi abbia effettivamente caricato quei contenuti — e se fossero stati programmati in anticipo — alimenta il mistero e complica le indagini degli Emirati.
- Leader israeliani e americani avanzano ipotesi su legami con l'estremismo islamista o con l'Iran, inserendo l'episodio in un contesto geopolitico già ad alta tensione.
- Il volo Arkia atterrato sabato notte a Tel Aviv segna una ripresa graduale e sorvegliata dei collegamenti aerei, con cittadini israeliani rimasti bloccati finalmente rimpatriati.
Nei giorni successivi a un incidente che ha sfiorato la catastrofe su un volo Flydubai tra Dubai e Tel Aviv, il primo aereo israeliano è tornato a solcare quella rotta, atterrando a Ben Gurion nella notte di sabato. Dietro la ripresa cauta dei collegamenti si staglia l'ombra di un copilota omanita di 29 anni, Hamam al-Hammami, sospettato di aver tentato un attentato terroristico, la cui attività sui social media evoca figure del jihadismo globale. La comunità internazionale osserva mentre gli Emirati indagano e i governi israeliano e americano cercano di leggere l'accaduto nel più vasto quadro delle tensioni regionali.
Nella notte tra venerdì e sabato, poco dopo l'una, un aereo della compagnia israeliana Arkia ha toccato terra all'aeroporto Ben Gurion proveniente da Dubai. Era il primo volo operato da una compagnia israeliana a partire dagli Emirati Arabi Uniti da quando, mercoledì, un incidente su un volo Flydubai aveva rischiato di trasformarsi in disastro, costringendo El Al e Flydubai stessa a sospendere le rispettive rotte. A bordo, cittadini israeliani rimasti bloccati dopo gli eventi di quella giornata.
Al centro delle indagini c'è Hamam al-Hammami, un cittadino omanita di 29 anni identificato dalle autorità emiratine come il copilota sospettato di aver tentato un attentato terroristico. La sua figura è emersa attraverso un profilo LinkedIn poi rimosso, sul quale erano comparsi due post nelle nove ore precedenti all'incidente: il primo conteneva riprese dalla cabina di pilotaggio con aeromobili di compagnie israeliane come El Al e una fotografia di Ayman al-Zawahiri, successore di bin Laden alla guida di al-Qaeda; il secondo mostrava immagini di Mecca, Medina e Gerusalemme. Resta aperta la questione su chi abbia pubblicato quei contenuti e se fossero stati programmati in anticipo.
Le autorità degli Emirati proseguono le indagini senza aver ancora stabilito un movente definitivo. Nel frattempo, esponenti israeliani e americani hanno avanzato ipotesi che collegano l'episodio all'estremismo islamista o a possibili influenze iraniane, riflesso delle tensioni che attraversano l'intera regione. La ripresa cauta dei voli commerciali suggerisce una volontà di tornare alla normalità, ma sotto la vigilanza attenta di chi sa quanto fragile possa essere quella normalità.
Sabato mattina presto, un aereo della compagnia israeliana Arkia ha toccato terra a Tel Aviv proveniente da Dubai, segnando il primo collegamento aereo israeliano a partire dagli Emirati Arabi Uniti da quando i voli erano stati sospesi dopo un incidente che aveva rischiato di trasformarsi in tragedia. L'aeromobile è atterrato all'aeroporto Ben Gurion poco dopo l'una di notte, riportando a casa cittadini israeliani rimasti bloccati dopo gli eventi di mercoledì sulla rotta Dubai-Tel Aviv.
Quell'incidente di mercoledì aveva coinvolto un volo Flydubai e, secondo le ricostruzioni delle autorità, aveva sfiorato il disastro. Nel corso dell'indagine, le autorità degli Emirati hanno identificato il copilota sospettato di aver tentato un attentato terroristico: Hamam al-Hammami, un cittadino omanita di 29 anni. La scoperta è stata riportata da diversi media statunitensi, inclusa la Cnn.
Ciò che ha attirato l'attenzione degli investigatori è stata l'attività sui social media associata al nome del sospettato. Su un profilo LinkedIn, poi rimosso, erano stati pubblicati due post a soli nove ore dall'incidente. Il primo conteneva filmati girati dalla cabina di pilotaggio di un Boeing 737 Max, con riprese di aeromobili appartenenti a compagnie israeliane come El Al, accompagnati da una fotografia di Ayman al-Zawahiri, il leader di al-Qaeda che succedette a Osama bin Laden. Il secondo post mostrava immagini della Mecca, Medina e Gerusalemme. Rimane tuttavia incerto chi abbia effettivamente pubblicato questi contenuti e se fossero stati programmati in anticipo.
Le autorità degli Emirati continuano a indagare sul movente dell'aggressore, senza aver ancora raggiunto conclusioni definitive. Tuttavia, leader israeliani e statunitensi hanno avanzato ipotesi che collegano l'accaduto all'estremismo islamista o a possibili legami con l'Iran. Queste speculazioni riflettono le tensioni geopolitiche più ampie che caratterizzano la regione e le preoccupazioni circa la sicurezza dei voli civili.
Il volo Arkia di sabato rappresenta un passo verso il ripristino della normalità nei collegamenti aerei tra i due paesi. L'aeromobile era decollato da Dubai venerdì, diventando il primo operato da una compagnia israeliana a partire dagli Emirati dopo che Flydubai aveva sospeso la sua rotta per Israele ed El Al aveva cancellato i voli programmati per rimpatriare i cittadini israeliani. La ripresa graduale dei servizi aerei suggerisce che, nonostante l'incidente e le indagini in corso, le operazioni commerciali stanno lentamente tornando a funzionare, anche se con cautela e sotto stretto controllo delle autorità di sicurezza.
Citações Notáveis
Le autorità degli Emirati stanno indagando sull'accaduto e non hanno ancora stabilito il movente dell'aggressore— Autorità degli Emirati Arabi Uniti
Leader israeliani e statunitensi hanno ipotizzato collegamenti con l'estremismo islamista o con l'Iran— Leader israeliani e statunitensi