Perché si sospetta della Corea del Nord per l'enorme furto a Binance

Il solo colpo a Binance varrebbe quasi tutti i furti nordcoreani fino al 2025
Se l'attribuzione a TraderTraitor fosse confermata, il furto eguaglierebbe le stime di Chainalysis fino a fine 2025.
Mark

Partiamo dai numeri. Quanto è stato rubato a Binance?

Mimi

Circa 5,6 miliardi di euro, ma più o meno la metà è stata congelata in tempo. Quindi la parte effettivamente sfuggita è minore.

Mark

E chi è il sospettato?

Mimi

Un gruppo nordcoreano chiamato TraderTraitor, secondo TRM Labs e Chainalysis, due società che analizzano le transazioni in criptovalute.

Luke

Fermiamoci un attimo: è un'attribuzione, non una prova. L'articolo lo dice chiaramente: prove su chi abbia fatto il furto non ce ne sono ancora.

Mark

Perché allora si guarda subito alla Corea del Nord?

Mimi

Perché il paese non ha accesso al mercato finanziario internazionale e il furto di criptovalute è diventato uno dei modi per procurarsi valuta estera e finanziare i programmi missilistico e nucleare.

Luke

E c'è un precedente: TraderTraitor, parte del Lazarus Group, avrebbe rubato 1,3 miliardi di euro a Bybit nel febbraio 2025. Ma il precedente rende plausibile il sospetto, non lo dimostra.

Mark

I numeri complessivi sono solidi?

Luke

Sono stime di Chainalysis: almeno 2,02 miliardi di dollari nel 2025, più 51% sul 2024, e 6,75 miliardi dal 2017. Sono una fonte sola, e il numero di hacker, migliaia, è anch'esso una stima.

Mimi

Se l'attribuzione fosse confermata, il colpo a Binance varrebbe quasi tutti i furti nordcoreani stimati fino a fine 2025.

Luke

Quel "se" è la parte importante. Per ora si attendono conferme ufficiali.

  • Un colpo da circa 5,6 miliardi di euro ha svuotato parte dei fondi della piattaforma più grande del settore.
  • Due società di analisi puntano il dito su TraderTraitor, unità del gruppo nordcoreano Lazarus, senza ancora una prova definitiva.
  • Metà dei fondi è stata congelata in tempo, ma il resto è uscito dal perimetro di sicurezza e sta attraversando percorsi tortuosi tra piattaforme e reti diverse.
  • Se l'attribuzione fosse confermata, il solo attacco peserebbe quanto quasi tutti i furti nordcoreani stimati fino alla fine del 2025: si attendono conferme ufficiali.

Venerdì un furto di circa 5,6 miliardi di euro ha colpito Binance, la più grande piattaforma di scambio di criptovalute al mondo, e metà del bottino è stata bloccata in tempo. Dietro il gesto, per ora, c'è solo un'ipotesi autorevole: due società di analisi indicano il gruppo nordcoreano TraderTraitor, ma le prove definitive mancano ancora. È una storia che si inserisce in un lungo filo di necessità: un paese escluso dai mercati finanziari che, per sopravvivere e finanziare le proprie ambizioni, ha trovato nel furto digitale una strada alternativa.

Venerdì qualcuno ha svuotato una parte dei fondi di Binance, la più grande piattaforma di scambio di criptovalute del mondo. Il bottino ammonta a circa 5,6 miliardi di euro, ma circa la metà è stata congelata in tempo. Ancora nessuna prova chiara sul responsabile.

Due società specializzate nell'analisi delle transazioni, TRM Labs e Chainalysis, indicano già un nome: TraderTraitor, gruppo di hacker legato al regime nordcoreano. È un'attribuzione, non una conferma, e va letta con questa cautela.

Il sospetto ha una sua logica. La Corea del Nord, isolata e quasi priva di accesso a internet per i suoi cittadini, forma da anni squadre di hacker reclutando i suoi studenti più brillanti. Il motivo è economico: rubare criptovalute è diventato un canale essenziale per ottenere valuta estera, con cui acquistare ciò che serve e finanziare i programmi militari, dopo le vie tradizionali come la falsificazione di banconote e il traffico di droga.

Lo schema è ricorrente: colpire una piattaforma, spostare i fondi tra servizi e reti diverse per confondere le tracce, poi convertirli in denaro o beni. TraderTraitor è considerato un'unità del più ampio Lazarus Group e nel 2025 aveva già rubato 1,3 miliardi di euro a Bybit. Gli esperti ritengono molto probabile che sia di nuovo lo stesso gruppo.

Per ora la responsabilità nordcoreana resta un'ipotesi autorevole ma non dimostrata, in attesa di conferme ufficiali.

Venerdì qualcuno ha svuotato una parte dei fondi di Binance, la più grande piattaforma di scambio di criptovalute del mondo. Il bottino ammonta a 5,6 miliardi di euro, anche se circa la metà è stata congelata in tempo e non è uscita dal perimetro dell'attacco. Non ci sono ancora prove su chi sia il responsabile.

Due società specializzate nell'analisi delle transazioni in criptovalute, TRM Labs e Chainalysis, hanno però già indicato un nome: TraderTraitor, un gruppo di hacker nordcoreani. Si tratta di un'attribuzione, non di una conferma, e va letta come tale.

Il sospetto ha una sua logica. La Corea del Nord è tra i paesi più isolati al mondo, governata da un regime comunista brutale, e quasi tutti i suoi cittadini non hanno accesso a internet. Eppure da anni lo Stato forma gruppi di hacker specializzati: recluta in modo sistematico gli studenti più abili delle università e li inserisce in squadre che rispondono ai servizi di intelligence.

Il motivo è economico. Il furto di criptovalute è diventato negli ultimi anni uno dei principali canali con cui Pyongyang ottiene la valuta estera necessaria per comprare all'estero ciò che le serve e per finanziare i programmi missilistico e nucleare. Il paese non ha accesso al mercato finanziario internazionale e deve quindi ricorrere a stratagemmi. In passato sono stati la falsificazione sofisticatissima di banconote da 100 dollari, i cosiddetti superdollari, e la vendita di droghe come la metanfetamina.

Si stima che la Corea del Nord abbia a disposizione migliaia di hacker e che dal 2017 abbia compiuto decine di attacchi. Secondo Chainalysis, nel 2025 i gruppi nordcoreani hanno rubato almeno 2,02 miliardi di dollari in criptovalute, il 51 per cento in più rispetto al 2024. Il totale dei furti attribuiti al paese dal 2017 sale così ad almeno 6,75 miliardi di dollari. Se l'attribuzione a TraderTraitor fosse confermata, il solo colpo a Binance varrebbe quasi quanto tutto ciò che Chainalysis stima sia stato rubato dai nordcoreani fino alla fine del 2025.

Lo schema di questi attacchi, semplificando, è sempre lo stesso. Gli hacker colpiscono una piattaforma di scambio come Binance. Poi spostano più volte le criptovalute, facendole passare per diversi servizi e piattaforme, a volte anche su reti differenti, per rendere più difficile seguirne il percorso e risalire ai responsabili. Infine cercano di convertirle in denaro tradizionale o di usarle per acquistare beni e servizi.

TraderTraitor è considerato una delle unità del più ampio Lazarus Group. Nel febbraio del 2025 aveva messo a segno quello che allora era il più grande furto di sempre ai danni di una piattaforma di criptovalute, rubando 1,3 miliardi di euro a Bybit. Secondo gli esperti è molto probabile che lo stesso gruppo sia dietro l'attacco a Binance.

Resta da vedere se arriveranno conferme ufficiali: finché mancano, la responsabilità nordcoreana rimane un'ipotesi autorevole ma non dimostrata.

Non ci sono ancora prove su chi abbia fatto il furto, ma l'attacco è attribuito al gruppo nordcoreano TraderTraitor.
— Sintesi della posizione di TRM Labs e Chainalysis, riportata da Il Post
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