Pentagono invia terza portaerei verso il Medio Oriente con 10.000 militari

Tre gruppi d'attacco di portaerei per la prima volta da aprile
La regione ospiterà una concentrazione militare senza precedenti da quando è stato raggiunto il cessate il fuoco con l'Iran.
Mark

Perché il Pentagono sta inviando una terza portaerei proprio adesso? Cosa è cambiato rispetto a settembre?

Mimi

Trump sta considerando di riprendere gli attacchi all'Iran dopo le elezioni di midterm, secondo il Wall Street Journal. Il dispiegamento sembra essere una preparazione per quella possibilità, anche se il timing ufficiale è stato presentato come una missione già programmata.

Luke

Ma qui dobbiamo essere precisi: il Wall Street Journal riporta che Trump ha detto ai collaboratori di pianificare bombardamenti a novembre. Non sappiamo se è una decisione definitiva o una valutazione ancora in corso. E il fatto che la Roosevelt stesse già programmata per partire domenica complica il quadro.

Mark

Cosa significa avere tre portaerei nella stessa regione? È una situazione rara?

Mimi

Sì, è la prima volta da aprile. Allora c'era il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti. Ora avere tre gruppi d'attacco contemporaneamente è un segnale di forza massiccia, con oltre 50.000 soldati totali nella regione.

Luke

Però c'è un caveat importante: la Washington potrebbe tornare in Giappone. Se succede, torniamo a due portaerei. Non sappiamo ancora quale sarà la configurazione finale.

Mark

E l'attacco alla petroliera nello Stretto di Hormuz? Chi l'ha fatto?

Mimi

Non è chiaro. L'agenzia iraniana Fars ha riportato l'incidente, ma non ha identificato l'autore. La nave trasportava 2,5 milioni di barili ed è stata colpita a otto chilometri dalla costa dell'Oman.

Luke

Questo è il punto debole del racconto. Sappiamo che una nave è stata colpita e ha preso fuoco, ma non sappiamo chi ha sparato, da dove, con cosa. Fars dice che la petroliera navigava "illegalmente", ma non abbiamo conferme indipendenti. È un fatto isolato o parte di un pattern? Non lo sappiamo ancora.

  • La Uss Theodore Roosevelt salpa da San Diego mentre Trump discute con i suoi collaboratori la possibilità di colpire di nuovo l'Iran a novembre, subito dopo le elezioni di midterm.
  • Per la prima volta da aprile — quando un fragile cessate il fuoco aveva fermato le ostilità — tre gruppi d'attacco di portaerei potrebbero trovarsi simultaneamente in Medio Oriente.
  • Una petroliera carica di 2,5 milioni di barili prende fuoco nello Stretto di Hormuz, colpita a otto chilometri dalla costa dell'Oman: nessuno rivendica l'attacco.
  • Il contingente americano nella regione supera già i 50.000 soldati e potrebbe crescere di altri 9.000-10.000 entro fine novembre, rendendo la presenza militare USA la più massiccia degli ultimi mesi.
  • La decisione se mantenere la Uss George Washington in posizione o rimandarla in Giappone resta aperta, e da essa dipende se la regione vedrà due o tre portaerei contemporaneamente.
  • Le prossime settimane diranno se questa concentrazione di forze è deterrenza o preludio: il confine tra i due, in questo Golfo, è sempre stato sottile.

In un momento in cui la diplomazia cede il passo alla geometria delle flotte, gli Stati Uniti convergono verso il Golfo Persico con una terza portaerei e decine di migliaia di soldati, mentre una petroliera brucia nello Stretto di Hormuz. La Casa Bianca valuta la ripresa dei bombardamenti sull'Iran dopo le elezioni di novembre, trasformando un dispiegamento 'già programmato' in qualcosa di più gravido di significato. È il vecchio linguaggio della deterrenza che torna a farsi sentire: la presenza come messaggio, la forza come argomento.

Il Pentagono ha disposto l'invio della Uss Theodore Roosevelt in Medio Oriente, partita domenica da San Diego insieme al gruppo anfibio Uss Makin Island con i Marines della 13ª Unità di Spedizione. L'operazione porterà tra i 9.000 e i 10.000 militari aggiuntivi nella regione entro novembre, sommandosi ai più di 50.000 già presenti.

Secondo il Wall Street Journal, la mossa si inserisce in un quadro più ampio: Trump starebbe valutando la ripresa dei bombardamenti contro l'Iran proprio nel mese di novembre, subito dopo le elezioni di metà mandato. La Uss George H.W. Bush e la Uss George Washington sono già schierate nell'area; se la Washington restasse in posizione all'arrivo della Roosevelt, si avrebbe per la prima volta dallo scorso aprile una concentrazione di tre gruppi d'attacco di portaerei — quando Iran e Stati Uniti avevano raggiunto un cessate il fuoco ancora in vigore, seppur fragile.

Nel frattempo, lo Stretto di Hormuz torna al centro della crisi: l'agenzia iraniana Fars ha riferito che una petroliera con 2,5 milioni di barili a bordo è stata colpita e ha preso fuoco a otto chilometri dalla costa dell'Oman. I media iraniani non hanno identificato i responsabili né la bandiera della nave. L'incidente ricorda quanto sia vulnerabile questa rotta, attraverso cui transita una quota cruciale del petrolio mondiale.

La combinazione tra il dispiegamento navale, le indiscrezioni sulle intenzioni di Trump e l'attacco alla petroliera disegna uno scenario in cui la deterrenza e l'escalation si sfiorano pericolosamente. Nelle prossime settimane si capirà se questa concentrazione di forze è un messaggio o l'inizio di qualcosa di più.

Il Pentagono sta preparando il dispiegamento di una terza portaerei verso il Medio Oriente, una mossa che porterà tra i 9.000 e i 10.000 militari aggiuntivi nella regione entro la fine di novembre. La Uss Theodore Roosevelt ha lasciato la sua base di San Diego domenica scorsa per una missione già programmata, mentre il gruppo navale anfibio Uss Makin Island, che trasporta i Marines della 13ª Unità di Spedizione su tre navi anfibie, è partito il giorno successivo. Secondo quanto riferito dal Wall Street Journal, questa concentrazione di forze avviene in un momento delicato: il presidente Donald Trump sta valutando con i suoi collaboratori la possibilità di riprendere i bombardamenti contro l'Iran proprio nel mese di novembre, subito dopo le elezioni di metà mandato.

La regione si troverebbe così a ospitare tre gruppi d'attacco di portaerei contemporaneamente per la prima volta dallo scorso aprile, quando Iran e Stati Uniti avevano raggiunto un fragile cessate il fuoco. La Uss George H.W. Bush e la Uss George Washington sono già schierate in Medio Oriente, insieme alle navi del gruppo anfibio Uss Boxer. Se la Washington dovesse rimanere in posizione dopo l'arrivo della Roosevelt, il numero di portaerei nella regione raggiungerebbe il picco di tre unità. Tuttavia, esiste la possibilità che la Washington faccia rotta verso la sua base a Yokosuka, in Giappone, riportando il numero di portaerei a due.

L'arrivo di questo contingente aggiuntivo si sommerà ai più di 50.000 soldati già presenti nell'area, secondo quanto affermato da un funzionario del Pentagono. La tempistica del dispiegamento coincide con una rinnovata tensione nel Golfo Persico: l'agenzia di stampa iraniana Fars ha riferito che una petroliera è stata colpita nello Stretto di Hormuz e ha preso fuoco. La nave, che trasportava 2,5 milioni di barili, stava navigando nello stretto quando è stata colpita a otto chilometri dalla costa dell'Oman. Secondo l'agenzia Fars, la petroliera stava viaggiando in modo irregolare nella zona, ma i media iraniani non hanno immediatamente identificato chi fosse responsabile dell'attacco né sotto quale bandiera navigasse la nave.

L'incidente della petroliera rappresenta un segnale di escalation in una delle rotte marittime più critiche del mondo. Lo Stretto di Hormuz rimane un collo di bottiglia essenziale per il commercio petrolifero globale, e qualsiasi interruzione del traffico ha ripercussioni immediate sui mercati energetici internazionali. L'attacco alla nave arriva mentre le tensioni tra Washington e Teheran rimangono elevate, nonostante il cessate il fuoco raggiunto in primavera.

Il timing del dispiegamento militare americano, combinato con le dichiarazioni di Trump sulla possibilità di riprendere le operazioni offensive contro l'Iran, suggerisce una strategia di deterrenza attraverso la presenza militare massiccia. Tuttavia, la situazione rimane fluida: la decisione finale sulla permanenza della Uss Washington nella regione non è ancora stata presa, e gli sviluppi nel Golfo Persico potrebbero accelerare o modificare i piani già in corso. Le prossime settimane saranno cruciali per comprendere se questa concentrazione di forze rappresenta una mossa puramente difensiva o il preludio a un'escalation più significativa.

Trump ha detto ai collaboratori di prevedere la ripresa dei bombardamenti contro l'Iran nel mese di novembre
— Wall Street Journal, citando fonti anonime
La petroliera stava viaggiando illegalmente nello stretto ed è stata colpita a otto chilometri dalla costa dell'Oman
— Agenzia Fars, citando fonti locali
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