Onit compie 25 anni: il gruppo cesenate raggiunge 30 milioni di fatturato con focus su innovazione responsabile

La vera innovazione non si misura solo da ciò che la tecnologia riesce a fare
Piraccini spiega il significato di "Fare bene" come principio guida per i prossimi 25 anni di Onit.
Mark

Quando un'azienda tech celebra un anniversario con una convention su etica e intelligenza artificiale, invece che su fatturato e crescita, cosa sta realmente comunicando?

Mimi

Sta dicendo che ha imparato qualcosa. Venticinque anni sono abbastanza lunghi per capire che la tecnologia senza una bussola etica diventa un problema. Onit ha scelto di mettere quella bussola al centro della conversazione pubblica, non nasconderla.

Luke

Ma è una scelta comunicativa o una pratica reale? Sappiamo che hanno 320 dipendenti e 30 milioni di fatturato. Sappiamo che hanno tenuto una convention. Non sappiamo ancora come questa "innovazione responsabile" si traduce nelle decisioni quotidiane, nei contratti, negli algoritmi che sviluppano.

Mark

Allora la convention è solo marketing?

Mimi

Non credo. Riunire 300 clienti e partner per discutere di etica e cybersecurity richiede coraggio. Molte aziende preferirebbero evitare il tema. Il fatto che Piraccini parli di responsabilità come qualcosa che cresce con l'azienda suggerisce una riflessione genuina.

Luke

Suggerisce. Ma non lo prova. E il fatto che ci sia un monaco benedettino e un campione di pallavolo accanto a esperti di IA potrebbe essere una scelta di equilibrio narrativo piuttosto che una vera integrazione di prospettive diverse.

Mark

Cosa dovremmo aspettarci di vedere nei prossimi anni per capire se questa dichiarazione di principi è sincera?

Mimi

Trasparenza sui dati, governance chiara su come usano l'IA, investimenti in formazione etica per i dipendenti, forse certificazioni o standard che adottano volontariamente.

Luke

E dovremmo anche ascoltare cosa dicono i loro dipendenti e i loro clienti, non solo quello che dice il fondatore. Una convention è una voce. Le pratiche quotidiane sono un'altra.

  • Mentre l'intelligenza artificiale trasforma ogni settore, Onit ha scelto di fermarsi a chiedersi chi decide come usarla e con quali conseguenze.
  • La convention di Castrocaro Terme ha creato un confronto insolito: ricercatori universitari, un monaco benedettino, esperti di cybersecurity e un campione di pallavolo seduti allo stesso tavolo per parlare di tecnologia responsabile.
  • Il fondatore Piraccini ha messo in discussione un dogma del settore tech: l'innovazione vera non si misura da ciò che un sistema è capace di fare, ma dall'impatto che produce sulle persone.
  • Con oltre 500 clienti che affidano all'azienda processi sempre più critici, la responsabilità di Onit non è più solo commerciale — è sociale e territoriale.
  • Il traguardo dei 25 anni si traduce in uno slogan volutamente semplice, 'Fare bene', che l'azienda intende come programma per il prossimo quarto di secolo.

Nel cuore della Romagna, un'azienda tecnologica nata nel 2001 ha scelto di celebrare i propri venticinque anni non con una festa, ma con una domanda: come si usa bene la tecnologia? Onit, con 320 dipendenti e trenta milioni di fatturato, ha riunito a Castrocaro Terme filosofi, monaci, esperti di sicurezza e campioni sportivi per riflettere su intelligenza artificiale, etica e responsabilità d'impresa. È un anniversario che parla meno di numeri e più di intenzioni — la convinzione che crescere, nel mondo digitale, significhi anche assumersi un peso maggiore verso le persone e la comunità.

Onit, la società tecnologica cesenate fondata nel 2001, ha festeggiato il suo venticinquesimo anniversario con numeri solidi — 320 dipendenti, circa trenta milioni di euro di fatturato, oltre 500 clienti — ma ha scelto di dare all'occasione un significato che va oltre la contabilità. Lo slogan scelto, 'Fare bene', non è un gioco di parole: è una dichiarazione di metodo.

Due giorni prima della data ufficiale, il 2 ottobre 2026, l'azienda ha convocato circa 300 tra clienti e partner al Grand Hotel di Castrocaro Terme per una convention articolata intorno a quattro parole chiave: intelligenza, etica, sicurezza, impegno. Sul palco si sono alternati ospiti provenienti da mondi molto distanti tra loro — la professoressa di IA Michela Milano, il monaco benedettino padre Natale Brescianini, la presidente di Clusit Anna Vaccarelli, il fondatore di IdentifAI Marco Ramilli e il campione di pallavolo Andrea Zorzi. Il giornalista Alessio Jacona ha tenuto insieme i fili di un dibattito che cercava risposte concrete su come la trasformazione digitale possa restare a misura d'uomo.

Fabio Piraccini, amministratore delegato e cofondatore, ha usato l'anniversario per articolare una convinzione maturata in venticinque anni: la vera innovazione non si misura dalle capacità tecnologiche, ma dall'impatto che produce su persone, imprese e territorio. Ha ricordato che più un'azienda cresce, più cresce la sua responsabilità — verso i dipendenti, verso i clienti, verso la comunità locale. I prossimi venticinque anni, ha detto, dovranno essere all'altezza degli stessi principi: innovare, ma farlo bene.

Onit, la società tecnologica cesenate nata nel 2001, ha raggiunto un traguardo che racconta una storia di crescita costante e di una riflessione sempre più consapevole su come la tecnologia debba servire le persone. Lunedì 5 ottobre 2026, il gruppo ha celebrato i suoi 25 anni con numeri che testimoniano solidità: 320 dipendenti, circa 30 milioni di euro di fatturato annuale, oltre 500 clienti distribuiti nel mercato. Ma il numero che forse conta più degli altri è il significato che l'azienda ha scelto di attribuire a questo anniversario, racchiuso in uno slogan semplice e denso: "Fare bene".

Questo non è un semplice gioco di parole. Due giorni prima della data ufficiale, il 2 ottobre, Onit ha convocato circa 300 persone al Grand Hotel di Castrocaro Terme per una convention che portava lo stesso titolo e che allargava il concetto in quattro direzioni: intelligenza, etica, sicurezza, impegno. Non era una festa aziendale nel senso tradizionale. Era un'occasione di confronto pubblico su questioni che stanno diventando centrali per qualsiasi organizzazione che lavori con la tecnologia: come si usa l'intelligenza artificiale, chi decide come usarla, come si proteggono i dati, come si mantiene la responsabilità quando i sistemi diventano complessi.

La convention ha riunito ospiti provenienti da mondi molto diversi tra loro. C'era Michela Milano, professoressa all'Università di Bologna e ricercatrice di intelligenza artificiale. C'era padre Natale Brescianini, monaco benedettino, che ha portato una prospettiva etica e spirituale. Anna Vaccarelli, presidente di Clusit, ha rappresentato il versante della cybersecurity. Marco Ramilli, fondatore e amministratore delegato di IdentifAI, ha parlato dal punto di vista di chi costruisce sistemi di intelligenza artificiale. E Andrea Zorzi, campione del mondo di pallavolo, ha portato l'esperienza di chi conosce il lavoro di squadra e la responsabilità verso gli altri. Il giornalista Alessio Jacona ha condotto il dibattito, cercando di tessere insieme questi fili diversi intorno ai temi della trasformazione digitale e del ruolo delle persone al suo interno.

Fabio Piraccini, amministratore delegato e cofondatore del Gruppo Onit, ha usato l'occasione per spiegare il senso di questa scelta di comunicazione. Ha detto che la tecnologia offre possibilità straordinarie, e che l'intelligenza artificiale sta accelerando ulteriormente questa evoluzione. Ma ha insistito su un punto che non è scontato nelle aziende tech: la vera innovazione non si misura solo da quello che la tecnologia riesce a fare, bensì da come si sceglie di usarla e dall'impatto che produce sulle persone, sulle imprese e sulla società. Per Onit, essere innovativi significa anche essere responsabili.

Piraccini ha aggiunto un'osservazione che suona come una consapevolezza maturata nel tempo: più un'azienda cresce, più cresce anche la sua responsabilità. Non è una responsabilità astratta. È rivolta verso le persone che lavorano dentro l'organizzazione, verso i clienti che affidano all'azienda processi sempre più importanti, verso il territorio e la comunità di cui l'azienda fa parte. I primi 25 anni hanno portato Onit fin qui. Nei prossimi, ha detto il fondatore, l'azienda vuole continuare a innovare, ma soprattutto vuole continuare a farlo bene.

La vera innovazione non può essere misurata soltanto da ciò che la tecnologia riesce a fare, ma anche da come scegliamo di utilizzarla e dall'impatto che produce sulle persone, sulle imprese e sulla società
— Fabio Piraccini, Ceo e cofondatore di Onit
Più un'azienda cresce, più cresce anche la sua responsabilità. Verso le persone che lavorano con noi, verso i clienti che ci affidano processi sempre più importanti e verso il territorio e la comunità di cui facciamo parte
— Fabio Piraccini
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