Ci sono casi in cui una sola persona compare sulla carta come proprietaria di centinaia di automobili, senza guidarne alcuna e forse senza sapere dove si trovino: sono le ombre del sistema, intestazioni prestate per nascondere chi davvero usa i mezzi. Il nuovo Codice della Strada prova a fermare questo meccanismo alla sorgente, chiedendo a chi ha già venti vetture di dimostrare solidità economica o un uso concreto prima di registrarne una ventunesima. È una misura che non colpisce il automobilista comune, ma che ridisegna il confine tra la proprietà dichiarata e quella reale, e la sua prova ve
Nuovo Codice della Strada: dalla 21ª auto scatta il controllo sui prestanome
Un uomo risulta intestatario di più di 900 automobili.
Perché fissare il limite proprio al ventunesimo veicolo?
Perché la norma scatta per chi ne possiede già almeno 20 e ne vuole registrare un altro. È una soglia numerica oltre la quale si presume che l'intestazione possa essere simulata.
Quindi chiunque abbia molte auto è sospettato?
In teoria no: chi ha un Isee sopra 50.000 euro, o dimostra un uso economico o di volontariato per un ente iscritto al Runts, può procedere.
Aggiungo una cautela: la presunzione è un meccanismo di controllo, non una prova di reato. Il testo parla di verifica preventiva, non di accertamento di illeciti.
E i casi come quello dei 900 veicoli?
Le cronache li riportano come caso limite, e sono l'immagine del problema che la norma vuole colpire.
Ma la fonte non dà un numero complessivo di prestanome né una stima dell'evasione. Il caso dei 900 veicoli illustra, non misura il fenomeno.
Chi farà i controlli?
Nessun nuovo ufficio: i sistemi di Anagrafe tributaria, Inps e Motorizzazione dialogheranno tra loro.
Ed è qui il punto aperto: la relazione tecnica promette continuità con gli strumenti esistenti, ma se funzionerà davvero non lo sappiamo ancora.
Der Puls
- Un uomo risulta intestatario di oltre 900 automobili, un numero che fa emergere con forza il problema dei prestanome.
- Le auto fantasma sfuggono alle forze dell'ordine perché il nome sul libretto non corrisponde a chi guida.
- Dal ventunesimo veicolo immatricolato scatta un controllo preventivo su chi possiede già venti auto di tipo M1 per uso proprio.
- Per proseguire occorre un Isee superiore a 50.000 euro oppure la prova che i mezzi servono a un'attività economica o a volontariato iscritto al Runts.
- I controlli useranno le banche dati esistenti di Anagrafe tributaria, Inps e Motorizzazione, senza nuove unità ispettive, e la sua efficacia resta tutta da verificare.
Ci sono casi in cui una sola persona compare sulla carta come proprietaria di centinaia di automobili, senza guidarne alcuna e forse senza sapere dove si trovino: sono le ombre del sistema, intestazioni prestate per nascondere chi davvero usa i mezzi. Il nuovo Codice della Strada prova a fermare questo meccanismo alla sorgente, chiedendo a chi ha già venti vetture di dimostrare solidità economica o un uso concreto prima di registrarne una ventunesima. È una misura che non colpisce il automobilista comune, ma che ridisegna il confine tra la proprietà dichiarata e quella reale, e la sua prova verrà dal modo in cui gli archivi dello Stato sapranno parlarsi.
Un uomo risulta intestatario di più di 900 automobili. Non le guida, probabilmente non sa dove si trovino. È il caso estremo che le cronache citano quando si parla di prestanome professionali, persone con reddito zero a cui vengono intestate vetture in serie, e da qui nasce la nuova misura del Codice della Strada.
Le auto fantasma sono uno strumento delle organizzazioni criminali: poiché il proprietario sulla carta non è chi usa il mezzo, risalire ai veri responsabili diventa difficile. Per interrompere il meccanismo alla radice, il legislatore fissa un limite numerico. Chi ha già venti autovetture e vuole immatricolarne un'altra dovrà dimostrare di averne la capacità economica.
La norma riguarda i veicoli M1 per uso proprio, con massimo otto posti oltre al conducente. Le strade previste sono due: un Isee superiore a 50.000 euro, oppure la dimostrazione che i mezzi servono a un'attività economica o al volontariato per un ente iscritto al Runts. Non è una misura che tocca la generalità degli automobilisti.
Sul piano pratico, i controlli si appoggeranno agli archivi già esistenti di Anagrafe tributaria, Inps e Motorizzazione, senza nuove figure ispettive. Resta però da capire se un impianto costruito senza risorse aggiuntive saprà davvero funzionare, e tutto dipenderà dalla capacità di questi sistemi di dialogare al momento della richiesta.
Un uomo risulta intestatario di più di 900 automobili. Non le guida, non le possiede davvero, probabilmente non sa nemmeno dove si trovino. È il caso limite che le cronache riportano quando si parla di prestanome professionali, e da qui parte la nuova misura del Codice della Strada: un controllo che scatta prima dell'immatricolazione del ventunesimo veicolo.
I prestanome professionali sono persone che per il fisco risultano indigenti, o comunque a reddito zero, e a cui vengono intestate fittiziamente decine o addirittura centinaia di vetture. Le cosiddette auto fantasma sono uno degli strumenti usati dalle organizzazioni criminali per commettere reati sul territorio: poiché il proprietario sulla carta non è chi usa il mezzo, le forze dell'ordine non riescono a risalire ai veri responsabili.
Per interrompere il meccanismo all'origine, il legislatore introduce una presunzione di intestazione simulata. In pratica fissa un limite numerico oltre il quale chi vuole registrare un altro mezzo deve dimostrare di avere davvero la capacità finanziaria per sostenerlo. La misura, precisa la fonte, non riguarda la generalità degli automobilisti: è pensata per contrastare l'evasione fiscale e l'uso illecito dei veicoli a motore.
La regola si applica ai veicoli di categoria M1 per uso proprio, cioè quelli destinati al trasporto di persone con un massimo di otto posti oltre al conducente. Secondo il decreto attuativo, una persona fisica che risulti già proprietaria di almeno 20 autovetture di questo tipo e voglia immatricolarne un'altra dovrà dimostrare la propria capacità reddituale.
La norma prevede due strade. La prima: presentare un valore Isee superiore a 50.000 euro, a prova di una solidità economica adeguata a gestire un parco auto così numeroso. La seconda: dimostrare che i veicoli sono strumentali allo svolgimento di un'attività economica, oppure ad attività di volontariato svolte per conto di un ente iscritto al Runts.
Sul piano pratico, la relazione tecnica allegata al provvedimento chiarisce che i controlli seguiranno gli strumenti digitali già in uso alla Pubblica Amministrazione. Non saranno create nuove unità ispettive né banche dati aggiuntive: le verifiche si appoggeranno al dialogo informatico tra Anagrafe tributaria, Inps e Motorizzazione Civile.
Resta da vedere quanto questo impianto, costruito senza nuove risorse, funzionerà nella realtà. L'efficacia dipenderà da come i sistemi esistenti sapranno comunicare tra loro al momento della richiesta di immatricolazione.
Bemerkenswerte Zitate
Non verranno istituite nuove unità ispettive né create banche dati aggiuntive.— Relazione tecnica allegata al provvedimento (parafrasi)