Nuovo Codice della strada: 824 violazioni e sanzioni più severe per comportamenti pericolosi

Concentra gli aumenti sulle condotte più pericolose
La riforma ridisegna le sanzioni per scoraggiare i comportamenti che espongono gli altri utenti della strada a rischi concreti.
Mark

Perché il governo ha deciso di rifare completamente il Codice della strada proprio adesso?

Mimi

Il sistema attuale era diventato troppo frammentato. Aveva 82 fasce di multa diverse, regole sovrapposte, e molte sanzioni erano ricavate da interpretazioni di norme generali piuttosto che essere esplicite. Era confuso sia per i conducenti che per chi doveva applicare le regole.

Luke

Ma la relazione tecnica dice che non sanno nemmeno quale sarà l'impatto sul gettito complessivo. Come fanno a dire che è neutro se non lo sanno?

Mimi

Buona osservazione. Dicono che sarà neutro perché gli aumenti su alcuni comportamenti dovrebbero compensare le riduzioni su altri. Ma è una stima, non una certezza.

Mark

Quali sono i comportamenti che vedranno i maggiori aumenti?

Mimi

Soprattutto quelli considerati più pericolosi: il mancato rispetto della precedenza durante il cambio di corsia, ad esempio, passa da 42-173 euro a 80-320 euro. Stesso aumento per chi non dà precedenza nelle manovre di immissione nel traffico.

Luke

Quindi il governo sta dicendo che questi comportamenti sono più pericolosi di quanto la legge attuale suggerisca?

Mimi

Esattamente. La riforma concentra gli aumenti sulle violazioni che espongono gli altri utenti a rischi concreti.

Mark

E le 124 nuove violazioni? Sono davvero nuove o sono solo cose che erano già vietate?

Mimi

Sono principalmente cose che erano già vietate ma non erano formalmente codificate. La riforma le rende esplicite nella normativa primaria.

Luke

Quindi non ci sono nuovi obblighi sostanziali, solo una riorganizzazione di quello che c'era già?

Mimi

Principalmente sì, anche se la riforma introduce anche sanzioni specifiche per comportamenti che prima erano ricondotti a regole generali.

Mark

Quando entra in vigore?

Mimi

Il 1° gennaio 2028, ma prima deve passare per il Parlamento.

  • Il sistema attuale delle sanzioni stradali è diventato un labirinto: 82 fasce di multa, regole sovrapposte e interpretazioni difformi che creano incertezza sia per i conducenti sia per le autorità.
  • La riforma introduce 124 nuove fattispecie di violazione, molte delle quali già esistevano nella prassi ma non erano mai state formalmente codificate, aumentando così la tensione tra novità apparente e continuità sostanziale.
  • Gli aumenti più duri colpiscono i comportamenti più pericolosi: chi non rispetta la precedenza durante il cambio di corsia vedrà la multa quasi raddoppiare, passando da 42-173 euro a 80-320 euro.
  • Il governo sostiene che l'effetto complessivo sulle entrate sarà neutro, ma la Relazione tecnica ammette che non è possibile quantificarlo con precisione, lasciando aperta una questione finanziaria rilevante.
  • Prima di diventare legge definitiva, il testo dovrà superare l'esame parlamentare, aprendo la strada a possibili modifiche che potrebbero alterarne l'impianto originario entro il 2028.

Ogni società, nel tempo, accumula strati di regole fino a quando il peso della complessità supera quello della chiarezza. Il governo italiano ha risposto a questa deriva approvando un nuovo Codice della strada che ridisegna l'intero sistema sanzionatorio — 824 violazioni, 27 fasce di multa, un principio di proporzionalità — con l'ambizione di restituire coerenza a un corpus normativo che aveva perso leggibilità. L'entrata in vigore è prevista per il 1° gennaio 2028, ma il cammino parlamentare che resta da percorrere ricorda che le riforme, come le strade, si costruiscono un tratto alla volta.

Il governo italiano ha approvato un nuovo Codice della strada che ridisegna dalle fondamenta il sistema delle sanzioni. La riforma, promossa dal ministro Matteo Salvini, conta 824 violazioni complessive — di cui 124 del tutto nuove — e riduce le fasce di importo delle multe da 82 a soltanto 27. L'entrata in vigore è fissata al 1° gennaio 2028, ma il testo dovrà prima affrontare il vaglio parlamentare.

Il cuore della riforma è la lotta alla frammentazione normativa: decenni di stratificazioni hanno reso il sistema attuale opaco e difficile da applicare in modo uniforme. Le nuove fasce seguono uno schema progressivo — si parte da 25-100 euro per le infrazioni minori — con il principio che il massimo non possa superare il quadruplo del minimo. Le 124 nuove fattispecie, in gran parte, non inventano obblighi inediti: portano nella normativa primaria sanzioni già ricavabili da regolamenti secondari o da interpretazioni delle norme generali.

Gli aumenti più significativi riguardano i comportamenti più pericolosi. Il mancato rispetto della precedenza durante il cambio di corsia, ad esempio, passa da 42-173 euro a 80-320 euro. Anche le sanzioni per eccesso di velocità diventano più graduate e proporzionali alla gravità dell'infrazione.

Sul piano finanziario, il governo parla di «generalizzata neutralità»: gli aumenti su alcune voci dovrebbero bilanciarsi con le riduzioni su altre. La Relazione tecnica, tuttavia, ammette che l'effetto netto sul gettito non è quantificabile con precisione. Resta ora il percorso parlamentare, che potrebbe ancora modificare l'impianto della riforma prima che essa entri in vigore.

Il governo italiano ha approvato martedì un nuovo Codice della strada che riorganizza completamente il sistema delle sanzioni. La riforma, guidata dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, introduce 824 violazioni stradali complessivamente, di cui 124 completamente nuove e assenti dalla normativa attuale. Contemporaneamente, riduce drasticamente le fasce di importo delle multe, passando da 82 categorie a soltanto 27. L'entrata in vigore è fissata per il 1° gennaio 2028, ma il testo dovrà ancora affrontare l'esame parlamentare prima dell'approvazione definitiva.

L'obiettivo dichiarato della riforma è superare quella che la Relazione tecnica del decreto legislativo definisce una «frammentazione e stratificazione della disciplina vigente». In altre parole, il sistema attuale è diventato troppo complesso, con regole sovrapposte e interpretazioni difformi. Il nuovo Codice intende razionalizzare tutto questo, creando una mappa più coerente delle violazioni stradali e delle relative conseguenze economiche.

La struttura delle nuove fasce di multa segue uno schema progressivo e proporzionato. Si parte da 25-100 euro per le infrazioni meno gravi, si prosegue con 40-160 euro, poi 80-320 euro, 150-600 euro, e così via. Il principio sottostante è che il massimo della sanzione non può superare il quadruplo del minimo, che rappresenta l'importo ordinariamente applicato nei verbali quando il trasgressore sceglie il pagamento in misura ridotta. Questo approccio mira a rendere il sistema più trasparente e prevedibile.

Le 124 nuove fattispecie aggiunte non rappresentano obblighi completamente inediti. Piuttosto, la riforma porta nella normativa primaria sanzioni che erano già previste da regolamenti secondari o ricavate attraverso interpretazioni delle norme generali. In molti casi, si tratta di esplicitare obblighi, limiti o divieti che erano già desumibili dalle regole generali ma non erano stati formalmente codificati. Questo processo di chiarificazione serve a eliminare ambiguità e a dare certezza ai conducenti e alle autorità di controllo.

Gli aumenti più significativi riguardano i comportamenti considerati più pericolosi. Il mancato rispetto della precedenza durante il cambio di corsia, ad esempio, passa da una fascia di 42-173 euro a 80-320 euro. La stessa fascia viene applicata a chi non dà precedenza nelle manovre di immissione nel traffico, retromarcia o inversione di marcia. Questi aumenti riflettono la volontà di scoraggiare comportamenti che espongono gli altri utenti della strada a rischi concreti.

Per quanto riguarda gli eccessi di velocità, il nuovo Codice introduce un calcolo più graduale e proporzionato alla violazione. Questo significa che le sanzioni aumenteranno in modo più coerente con la gravità dell'infrazione, evitando salti improvvisi tra una fascia e l'altra.

Un aspetto rilevante della riforma riguarda le sue implicazioni finanziarie. La Relazione tecnica chiarisce che non è possibile quantificare con precisione le conseguenze della riforma sul gettito complessivo dello Stato. Tuttavia, il governo sostiene che la riorganizzazione comporterà una «generalizzata neutralità» rispetto agli importi vigenti, il che significa che l'effetto complessivo sulle entrate dovrebbe essere sostanzialmente neutro. In altre parole, se alcuni comportamenti vedranno aumenti di sanzione, altri vedranno riduzioni, e l'effetto netto dovrebbe bilanciarsi.

Il testo approvato dal Consiglio dei ministri dovrà ora affrontare il vaglio del Parlamento. Solo dopo l'esame parlamentare tornerà in Consiglio dei ministri per l'approvazione definitiva. Questo significa che la riforma potrebbe ancora subire modifiche prima di entrare in vigore il 1° gennaio 2028.

L'obiettivo è superare la frammentazione e la stratificazione della disciplina vigente
— Relazione tecnica del decreto legislativo
Ne deriva una generalizzata neutralità della riorganizzazione rispetto agli importi vigenti
— Relazione tecnica del governo
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