Israele mantiene posizione ferma: nessun ritiro da Gaza finché Hamas non sarà completamente disarmato, secondo Netanyahu in video su Facebook. Usa e Iran vicini ad accordo per riapertura Stretto di Hormuz con mediazione di Oman; petrolio cede il 5% sulle speranze diplomatiche.
Netanyahu: truppe israeliane non si ritireranno da Gaza fino al disarmo completo di Hamas
Non era la nostra bozza. Abbiamo inviato le nostre risposte.
Perché Netanyahu insiste così fermamente sul disarmo completo di Hamas prima di qualsiasi ritiro?
Perché per Israele il disarmo è la condizione per garantire che la Striscia non diventi di nuovo una base per attacchi. È una questione di sicurezza a lungo termine, non solo di controllo territoriale.
Ma qui c'è un problema: non sappiamo esattamente cosa significhi "disarmo completo" secondo Israele. Netanyahu dice che Trump e il suo team credono sia possibile, ma poi dice che non era d'accordo con la bozza ricevuta. Quali sono i dettagli effettivi?
E i negoziati su Hormuz stanno davvero andando bene come sembra?
I segnali sono positivi. Il calo del petrolio del 5% suggerisce che i mercati credono a un accordo imminente. Rubio ha detto che navi e petrolio stanno già transitando, il che è un fatto concreto.
Vero, ma Rubio ha anche detto "non si è ancora giunti a una conclusione definitiva". E le due versioni dell'accordo sono molto diverse: l'Iran parla di "tariffe di servizio" e controllo delle rotte, mentre un funzionario americano dice che la versione iraniana "non è accurata". Sono ancora lontani da un accordo vero.
Cosa significa per gli Stati Uniti aver esaurito l'80% dei Thaad e il 50% dei Patriot?
Significa che gli arsenali americani sono stati gravemente consumati. Questi sono i sistemi di difesa aerea più avanzati. Se gli Usa dovessero affrontare una crisi con la Russia o la Cina, sarebbero vulnerabili.
Però la Casa Bianca nega il problema. Trump dice che gli Usa hanno "molte più munizioni di chiunque altro al mondo". Non sappiamo se questo è vero o se è una semplice rassicurazione. E il Pentagono dice di avere "tutto il necessario", ma non fornisce numeri specifici.
Il funerale a Gaza per le 112 vittime del 2023 è un momento di riconciliazione?
È un momento di chiusura, almeno parziale. Più di 300 persone erano morte in quell'attacco di novembre, e molti corpi erano rimasti sepolti. Ora almeno 112 famiglie possono seppellire i loro morti.
Ma il dato più importante è che 157 corpi sono ancora sotto le macerie. E questo funerale accade mentre Netanyahu dice che le truppe non si ritireranno fino al disarmo completo. Non è chiaro se questo funerale rappresenta una tregua o se è solo un momento di pausa in un conflitto ancora aperto.
O Pulso
- Netanyahu: truppe israeliane non si ritireranno da Gaza finché Hamas non sarà completamente disarmato
- Petrolio cede il 5,81% (Wti) e il 5,35% (Brent) sulle speranze di accordo Usa-Iran su Hormuz
- Usa hanno utilizzato l'80% degli intercettori Thaad e il 50% dei Patriot durante la guerra con l'Iran
- A Gaza funerale di massa per 112 vittime di attacco israeliano del 22 novembre 2023; 157 corpi ancora sepolti
- Colloqui Israele-Libano a Roma sotto mediazione Usa; esercito libanese ha iniziato dispiegamento il 21 luglio
Israele mantiene posizione ferma: nessun ritiro da Gaza finché Hamas non sarà completamente disarmato, secondo Netanyahu in video su Facebook. Usa e Iran vicini ad accordo per riapertura Stretto di Hormuz con mediazione di Oman; petrolio cede il 5% sulle speranze diplomatiche.
Netanyahu rifiuta il ritiro da Gaza senza disarmo completo di Hamas mentre proseguono negoziati Usa-Iran su Hormuz. Tensioni su accordi regionali e esaurimento arsenali americani.
Benjamin Netanyahu ha dichiarato che le truppe israeliane non abbandoneranno le loro posizioni a Gaza fino a quando Hamas non sarà completamente disarmato. In un video pubblicato su Facebook, il primo ministro ha spiegato che l'amministrazione Trump ritiene possibile il disarmo totale di Hamas e la smilitarizzazione della Striscia, ma ha precisato che Israele non era d'accordo con la bozza iniziale ricevuta. "Ci hanno inviato una bozza ma non eravamo d'accordo. Non era la nostra bozza. Abbiamo inviato le nostre risposte", ha detto Netanyahu, sottolineando che le Forze di Difesa israeliane continueranno a fare "tutto il necessario" per difendersi, proteggere il territorio e i civili.
Intanto, i negoziati tra Stati Uniti e Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz stanno registrando progressi significativi. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha confermato che sono stati compiuti passi avanti nei colloqui mediati dall'Oman, anche se non è stata ancora raggiunta una conclusione definitiva. "Speriamo che ciò avvenga a brevissimo", ha dichiarato Rubio, aggiungendo che navi e petrolio stanno già transitando attraverso lo stretto. Le speranze di un accordo imminente hanno fatto crollare i prezzi del petrolio: il Wti ha ceduto il 5,81% a 75,67 dollari al barile, mentre il Brent ha perso il 5,35% a 79,29 dollari.
La prospettiva di una soluzione diplomatica con l'Iran riflette gli sforzi coordinati di mediatori regionali. Il Qatar ha confermato che gli sforzi per una soluzione diplomatica continuano, con l'obiettivo principale di de-escalation e apertura dello stretto. Trump ha dichiarato che i negoziati si svolgono "su richiesta" dell'Iran e con il "sostegno" di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar, descrivendo l'offerta di colloqui come "l'ultima possibilità" per Teheran. Secondo fonti iraniane citate dal New York Times, un accordo in via di definizione prevederebbe che le navi dirette nel Golfo Persico transitino in un canale controllato dall'Iran, mentre quelle in uscita viaggerebbero in un canale vicino all'Oman. L'Iran sostiene che l'accordo includerebbe "tariffe di servizio" per coprire l'impatto ambientale e la sicurezza, con i ricavi divisi equamente tra Iran e Oman.
Sotto il profilo militare, gli Stati Uniti affrontano una situazione critica riguardante le proprie scorte di armamenti. Secondo quanto riportato da Reuters e confermato da fonti a conoscenza dei dati, le forze armate americane hanno utilizzato quasi l'80% degli intercettori Thaad e circa il 50% dei Patriot durante i cinque mesi di guerra con l'Iran. Ancora più preoccupante è l'esaurimento dei missili di precisione a lungo raggio: gli Atacms e i più moderni Precision Strike Missile sono stati utilizzati "praticamente in totalità". Il Pentagono ha inoltre consumato quasi la metà del suo arsenale globale di missili da crociera Tomahawk. Questi dati hanno sollevato interrogativi sulla capacità americana di affrontare eventuali crisi con Russia e Cina. La Casa Bianca ha respinto le preoccupazioni, con Trump che ha affermato che gli Stati Uniti dispongono di "molte più munizioni di chiunque altro al mondo" e che le aziende della difesa stanno producendo a livelli record.
A Gaza, intanto, si è tenuto un funerale di massa per 112 vittime di un attacco israeliano risalente al novembre 2023. Il 22 novembre di quell'anno, aerei da combattimento avevano raso al suolo un isolato residenziale nel quartiere di Sabra nella città di Gaza, uccidendo più di 300 persone. Circa 40 salme erano state recuperate immediatamente dopo, ma la maggior parte era rimasta sepolta sotto le macerie. Durante il fine settimana precedente, i soccorritori hanno scavato tra gli edifici distrutti e recuperato i resti di 112 vittime, tra cui 40 bambini, secondo la Difesa Civile. L'agenzia ha dichiarato che 157 corpi non sono ancora stati ritrovati.
Sul fronte diplomatico regionale, si sono aperti colloqui tra Israele e Libano a Roma sotto la mediazione degli Stati Uniti. La nuova tornata negoziale, che proseguirà fino a giovedì, segue quella ospitata nella capitale italiana il 14 e 15 luglio e affronta l'attuazione del quadro trilaterale concordato dai due paesi il mese scorso. L'Italia continua a svolgere un ruolo attivo: il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto colloqui telefonici con i capi delegazione di Libano e Israele, esprimendo apprezzamento per i primi risultati registrati nelle "zone pilota" e incoraggiando le parti a proseguire con spirito costruttivo. Il 21 luglio, l'esercito libanese aveva iniziato il proprio dispiegamento nella località meridionale di Zawtar al-Gharbiya, la prima "zona pilota", autorizzando gli abitanti a farvi ritorno.
Mentre i negoziati procedono, le tensioni rimangono alte. Hezbollah ha criticato i colloqui tra Libano e Israele, definendoli fonte di "vergogna e umiliazione". In Iran, il presidente Masoud Pezeshkian ha smentito voci sulle sue dimissioni, affermando che rimarrà "fermo sulla mia posizione" e che è in "pieno coordinamento con le forze armate". Ha inoltre dichiarato che l'Iran non intende "estendere la guerra né prolungarla", sottolineando la necessità di costruire una società sana per evitare che i nemici siano tentati di penetrare il tessuto sociale iraniano.
Citações Notáveis
Trump ritiene, e il suo team ritiene, che Hamas possa essere completamente disarmato e Gaza smilitarizzata. Stiamo valutando la questione.— Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano
Sono stati compiuti progressi nei colloqui con l'Iran per la riapertura dello stretto di Hormuz, ma non si è ancora giunti a una conclusione definitiva.— Marco Rubio, segretario di Stato americano