Nei primi cinque mesi del 2026, l'Italia ha contato 500 casi di morbillo — un ritmo che supera già quello dell'intero anno precedente. A Treviso, il primario di Pediatria del Ca' Foncello lancia un appello che va oltre la medicina: ricorda che la protezione di una comunità dipende dalla scelta di ciascuno, e che tre punti percentuali di copertura vaccinale mancante possono essere la differenza tra un virus fermato e uno che continua a fare del male.
Morbillo in aumento in Italia: appello urgente alla vaccinazione dal Ca' Foncello
Il morbillo può contagiare fino a 18 persone, con complicanze nel 30% dei casi
Perché il morbillo sta tornando proprio adesso, dopo anni in cui sembrava controllato?
Perché la copertura vaccinale è scesa sotto il livello critico. Non è una malattia nuova, è una malattia che torna quando le persone non vaccinate diventano abbastanza numerose da permettere al virus di circolare di nuovo.
Ma il 92% in Veneto è comunque una copertura alta. Come mai tre punti percentuali fanno tanta differenza?
Perché il morbillo è straordinariamente contagioso. Una persona infetta può contagiarne fino a diciotto. A quel livello di trasmissibilità, anche piccole lacune nella copertura creano corridoi per il virus.
E quella bambina ricoverata al Ca' Foncello, era un caso isolato o segnale di qualcosa di più ampio?
Era un segnale. Non grave per lei, fortunatamente, ma significativo: il morbillo stava già circolando abbastanza da arrivare in ospedale con complicanze.
Il dottor Martelossi dice che il 30% dei casi sviluppa complicanze. È una stima basata su dati italiani o è una cifra generale?
Non è specificato nella sua dichiarazione. È una cifra che circola nella letteratura medica internazionale, ma sarebbe utile sapere se corrisponde anche all'esperienza italiana.
Cosa succede se non si raggiunge il 95%?
Il virus continua a circolare. Ogni stagione fredda diventa un'occasione per nuovi focolai, nuovi ricoveri, nuove complicanze.
E i richiami a cinque e tredici anni, quanta gente li fa effettivamente?
Non lo sappiamo dai dati forniti. Martelossi sottolinea che sono necessari, ma non dice quale sia la copertura per quei richiami specifici.
Il Polso
- 500 casi in soli cinque mesi segnalano un'accelerazione preoccupante: il morbillo corre più veloce del 2025, anno in cui l'intera cifra annuale era di 600 casi.
- Una bambina di sette anni è finita in ospedale con una pancreatite scatenata dal virus, simbolo concreto di quanto il morbillo possa colpire in modo inaspettato e grave.
- Il morbillo può infettare fino a 18 persone per ogni malato e causa complicanze nel 30% dei casi — polmoniti, otiti, encefaliti — rendendo ogni focolaio una minaccia seria.
- Il Veneto si ferma al 92% di copertura vaccinale, tre punti sotto la soglia OMS del 95% necessaria per bloccare la trasmissione del virus nella comunità.
- Con l'arrivo della stagione fredda e gli ambienti chiusi, il rischio di nuovi focolai cresce: completare il ciclo vaccinale — tre dosi nel primo anno più richiami a 5 e 13 anni — è l'unica risposta efficace.
Nei primi cinque mesi del 2026, l'Italia ha contato 500 casi di morbillo — un ritmo che supera già quello dell'intero anno precedente. A Treviso, il primario di Pediatria del Ca' Foncello lancia un appello che va oltre la medicina: ricorda che la protezione di una comunità dipende dalla scelta di ciascuno, e che tre punti percentuali di copertura vaccinale mancante possono essere la differenza tra un virus fermato e uno che continua a fare del male.
Nei primi cinque mesi del 2026 l'Italia ha registrato 500 casi di morbillo, un ritmo che preoccupa perché supera già quello dell'intero 2025, quando i casi erano stati 600 in dodici mesi. A sollevare l'allarme è il dottor Stefano Martelossi, direttore della Pediatria all'ospedale Ca' Foncello di Treviso, che ha visto il virus tornare con frequenza crescente nei reparti pediatrici.
All'inizio dell'estate, proprio al Ca' Foncello è stata ricoverata una bambina di sette anni: quello che sembrava una pancreatite era in realtà una complicanza del morbillo. La situazione si è risolta senza conseguenze gravi, ma il caso ha spinto Martelossi a tornare pubblicamente sul tema, soprattutto con l'avvicinarsi dei mesi freddi.
Il messaggio del primario è chiaro: chi si ammala oggi non è vaccinato. Il morbillo ha un tasso di contagiosità altissimo — fino a 18 persone infettate da un solo malato — e causa complicanze nel 30% dei casi: polmoniti, otiti, encefaliti. In Veneto la copertura vaccinale è al 92%, tre punti sotto l'obiettivo OMS del 95% necessario per bloccare davvero la circolazione del virus.
Martelossi ricorda che il ciclo vaccinale non si esaurisce con le tre dosi del primo anno: servono richiami a cinque e a tredici anni. Con l'arrivo della stagione fredda, quando i bambini trascorrono più tempo in ambienti chiusi, il rischio di nuovi focolai aumenta. Il suo appello a genitori e istituzioni è diretto: colmare quel tre per cento non è una scelta personale, ma un atto di protezione collettiva.
Nei primi cinque mesi del 2026, l'Italia ha registrato 500 casi di morbillo. È un numero che preoccupa, soprattutto se confrontato con l'intero anno precedente: nel 2025 i casi erano stati 600 in dodici mesi. A lanciare l'allarme è il dottor Stefano Martelossi, direttore della Pediatria all'ospedale Ca' Foncello di Treviso, che vede il virus circolare con una frequenza crescente nei reparti pediatrici.
All'inizio dell'estate scorsa, proprio al Ca' Foncello è arrivata una bambina di sette anni con sintomi che inizialmente sembravano quelli di una pancreatite. Il ricovero si è rivelato necessario perché il morbillo aveva scatenato questa complicanza. Fortunatamente la situazione si è risolta senza conseguenze gravi, ma il caso ha spinto Martelossi a tornare pubblicamente sul tema della vaccinazione, soprattutto ora che la stagione fredda si avvicina.
Il messaggio del primario è diretto: chi contrae il morbillo oggi non è vaccinato. Il virus continua a circolare perché la protezione di comunità non è ancora stata raggiunta. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha fissato un obiettivo preciso: il 95% dei bambini deve essere vaccinato per bloccare effettivamente la trasmissione. In Veneto, la copertura vaccinale si ferma al 92%, tre punti percentuali sotto il traguardo.
Martelossi sottolinea quanto sia contagioso il morbillo rispetto ad altri virus. Il Covid aveva un tasso di trasmissibilità di uno a tre: una persona infetta poteva contagiarne tre. Con il morbillo il dato è drammaticamente diverso. Un bambino malato può infettare fino a dodici persone, in alcuni casi persino diciotto. E non si tratta di un'infezione banale: il 30% dei casi sviluppa complicanze. Polmoniti, otiti, encefaliti. Sono conseguenze che possono cambiare la vita.
Per una protezione efficace, Martelossi ricorda che il ciclo vaccinale non si esaurisce con le tre dosi del primo anno di vita. I bambini hanno bisogno di richiami a cinque anni e a tredici anni. Solo completando questo percorso si può sperare di bloccare completamente la possibilità che il virus circoli. La vaccinazione contro il morbillo è obbligatoria in Italia, eppure quella percentuale del 92% in Veneto rimane insufficiente.
Con l'arrivo dei mesi più freddi, quando i bambini trascorrono più tempo in ambienti chiusi e il contatto tra loro aumenta, il rischio di nuovi focolai cresce. L'appello di Martelossi è un invito a genitori e istituzioni a colmare quel tre per cento di differenza tra la copertura attuale e l'obiettivo mondiale. Non è una questione di scelta personale: è una questione di protezione collettiva, di quella immunità di comunità che protegge anche chi non può essere vaccinato.
Citazioni salienti
Chi oggi prende il morbillo è perché non è vaccinato— Dottor Stefano Martelossi, direttore della Pediatria al Ca' Foncello
Il morbillo è una malattia terribile, con un tasso di trasmissione altissimo. Se un bambino lo contrae può arrivare a contagiare fino a 12 se non addirittura 18 persone, con complicanze nel 30% dei casi— Dottor Stefano Martelossi