Milano accelera grazie al rilancio di Intesa su Mps: Unipol e Bper brillano, mentre Mediobanca cede il 5-7% per il fallimento della fusione con Rocca Salimbeni. L'euro scivola ai minimi da maggio 2025 a 1,12 dollari per l'allarme sul debito pubblico francese; Parigi cede l'1% con il decennale francese al 4,85%.
Piazza Affari chiude positiva (+0,66%), spread stabile a 113 punti tra incertezze francesi
Il mercato ha capito che il progetto di Mediobanca è ormai quasi morto
Cosa significa esattamente che Intesa ha "rilanciato" l'offerta su Mps? È una mossa che cambia tutto?
Intesa ha aumentato il prezzo che offre per ogni azione di Monte dei Paschi di 25 centesimi, aggiungendolo alla componente in contanti. È un segnale che vuole accelerare e chiudere la partita prima che Mediobanca riesca a convincere i soci della fusione difensiva.
Ma quanto pesa davvero l'impegno di Delfin? È una promessa vincolante o può ancora cambiare idea?
Delfin è il primo azionista del Monte con una quota significativa. Se aderisce all'offerta di Intesa, è un segnale molto forte, ma tecnicamente l'assemblea del 29 ottobre dovrà ancora votare.
E Mediobanca? Perché ha perso il 5-7 per cento in una sola seduta?
Perché il mercato ha capito che il suo progetto di fusione con Rocca Salimbeni è ormai quasi morto. Se Intesa acquisisce il Monte, Mediobanca perde quella partita.
Aspetta, però. L'assemblea non si è ancora riunita. Lovaglio potrebbe ancora convincere i soci a votare per la fusione. Perché il mercato ha già dato per vinta Mediobanca?
Perché l'impegno di Delfin è pesante. Se il primo azionista aderisce all'offerta di Intesa, è difficile che l'assemblea voti per la fusione difensiva. Ma hai ragione, tecnicamente non è ancora deciso.
E Unipol e Bper? Perché salgono?
Perché nel nuovo scenario, Unipol riceve gli sportelli in eccesso dal Monte e li gira a Bper. È una soluzione che il mercato prezza come positiva per entrambe.
Ma questo significa che Intesa ha già deciso come distribuire gli sportelli? O è ancora tutto in negoziazione?
Intesa ha annunciato il piano, ma la distribuzione finale dipenderà da come si svilupperanno i negoziati con le autorità di vigilanza. Non è ancora scritto nella pietra.
Qual è il prossimo evento decisivo?
L'assemblea del Monte il 29 ottobre. Lì i soci voteranno sulla fusione difensiva proposta da Lovaglio. Se la bocciano, Intesa avrà praticamente vinto.
E se la approvano? Cosa succede?
Allora la partita continua. Mediobanca avrebbe ancora una chance, anche se il mercato sembra già scettico su questo scenario.
El Pulso
- Piazza Affari chiude a +0,66% a 50.818 punti
- Spread Btp-Bund stabile a 113 punti base
- Intesa rilancia l'offerta su Mps di 25 centesimi, Delfin aderisce
- Mediobanca cede il 5-7%, Unipol e Bper salgono oltre il 2-4%
- Assemblea del Monte fissata per il 29 ottobre
Milano accelera grazie al rilancio di Intesa su Mps: Unipol e Bper brillano, mentre Mediobanca cede il 5-7% per il fallimento della fusione con Rocca Salimbeni. L'euro scivola ai minimi da maggio 2025 a 1,12 dollari per l'allarme sul debito pubblico francese; Parigi cede l'1% con il decennale francese al 4,85%.
Piazza Affari chiude in lieve progresso dello 0,66% a 50.818 punti, con lo spread Btp-Bund stabile a 113 punti. I mercati rimangono cauti per le incertezze politiche in Francia e Spagna, mentre il risiko bancario italiano anima gli scambi.
Lunedì mattina a Piazza Affari, mentre i mercati europei si interrogavano sui rischi politici che attraversavano il continente, Milano ha chiuso in lieve progresso dello 0,66%, portando l'indice Ftse Mib a 50.818 punti. Lo spread tra i titoli di Stato italiani e i Bund tedeschi è rimasto sostanzialmente piatto a 113 punti base, con il rendimento del decennale italiano fermo al 4,62%. Era un risultato modesto, ma in linea con le altre piazze europee, tutte alle prese con un'incertezza che veniva soprattutto da Parigi, dove il decennale francese aveva raggiunto il 4,85% e gli investitori stavano abbandonando i titoli di Stato del paese.
La vera storia della giornata, però, non era nella stabilità dello spread italiano ma nel movimento che agitava il settore bancario. Intesa Sanpaolo aveva annunciato un rilancio della propria offerta pubblica di acquisto su Monte dei Paschi, aumentando di 25 centesimi la componente in contanti per azione. La mossa era stata accompagnata da un impegno cruciale: Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio e primo azionista del Monte, aveva deciso di aderire all'offerta. Era un segnale forte, quasi definitivo, che poteva cambiare il corso della partita per il controllo dell'istituto senese. Mediobanca, che aveva sperato di fondere il Monte con Rocca Salimbeni in una manovra difensiva, ha visto evaporare quel progetto. Il titolo è crollato, perdendo tra il 5 e il 7 per cento a seconda del momento della seduta.
Mentre Mediobanca arretrava, altri nomi brillavano. Unipol, che avrebbe ricevuto gli sportelli in eccesso dal Monte per poi girarli a Bper, ha guadagnato oltre il 4 per cento. Bper stessa è salita di quasi il 2 per cento. Mps ha chiuso in lieve rialzo, intorno all'1 per cento, mentre Intesa ha registrato un progresso dello 0,57 per cento. Era il mercato che prezzava il nuovo scenario: una soluzione che sembrava ormai più probabile, con l'assemblea dei soci del Monte fissata per il 29 ottobre a decidere il destino della fusione difensiva proposta da Luigi Lovaglio, l'amministratore delegato di Mediobanca.
Al di fuori del risiko bancario, Tenaris aveva guadagnato il 5,25 per cento, Fincantieri il 4,66 per cento e Amplifon il 4,59 per cento. Trevi aveva fatto un balzo ancora più marcato, salendo del 5,81 per cento dopo che Webuild era salita al 18,9 per cento del capitale, pagando le azioni a 5,165 euro, un prezzo superiore a quello dell'offerta pubblica di acquisto.
Su tutto il continente, però, il clima rimaneva cauto. L'euro aveva perso lo 0,34 per cento sul dollaro, scendendo a 1,1212, pressato dall'allarme sul debito pubblico francese e dalle incertezze politiche che attraversavano la Spagna, dove il leader Pedro Sanchez aveva chiesto elezioni anticipate. Parigi aveva ceduto lo 0,80 per cento, arrivando a perdere oltre l'1 per cento nel corso della seduta. Francoforte era rimasta quasi piatta, con il Dax che aveva guadagnato lo 0,10 per cento. Londra aveva registrato un progresso dello 0,29 per cento, mentre Amsterdam e Madrid avevano fatto meglio, rispettivamente con lo 0,64 e l'1,16 per cento.
Il petrolio era rimasto poco mosso, con il Brent indicato a 101,76 dollari al barile, in calo dello 0,4 per cento. Il gas naturale ad Amsterdam era sceso del 2,06 per cento a 73,27 euro per megawattora. Sullo sfondo, i mercati continuavano a monitorare la situazione in Brasile, dove Flavio Bolsonaro aveva sorpreso gli analisti vincendo il primo turno delle presidenziali, e il Medio Oriente, dove la guerra continuava a rappresentare un elemento di incertezza.
La seduta aveva riflesso il carattere dei mercati in questo momento: cauti, attenti ai rischi politici e fiscali che attraversavano l'Europa, ma non ancora in panico. Milano aveva tenuto, il risiko bancario aveva trovato una possibile soluzione, e gli investitori stavano aspettando i prossimi sviluppi, in particolare l'assemblea del Monte fissata per il 29 ottobre, quando i soci avrebbero dovuto decidere se approvare o bocciare la fusione difensiva con Mediobanca.
Citas Notables
Intesa ha vincolato il rilancio della sua Opas alla bocciatura dell'intero piano difensivo messo in campo da Luigi Lovaglio— Corriere della Sera