Midterm USA 2026: la Camera è data ai democratici, il Senato resta in bilico

La Camera è data ormai per certa ai democratici, il Senato resta in bilico
Il quadro dei sondaggi alla vigilia dei midterm: previsioni, non ancora risultati.
Mark

Partiamo dai numeri: cosa serve davvero ai democratici?

Mimi

Alla Camera un guadagno netto di tre seggi, perché la soglia è 218. Al Senato ne servono quattro in più, dato che i repubblicani sono 53 contro 47.

Mark

Quindi la Camera è la parte facile.

Mimi

Sì, viene data ormai per certa ai democratici. Il Senato invece è in bilico, e si guardano Maine, North Carolina, Ohio, Alaska, Kansas, più Georgia, Michigan, Iowa e Texas.

Luke

Fermiamoci su «per certa». È una valutazione basata sui sondaggi, non un risultato. Nessun voto è ancora stato scrutinato.

Mimi

Giusto. Il testo riporta che i sondaggi favoriscono i democratici e che i repubblicani temono la disfatta, ma resta una previsione.

Mark

E il voto anticipato cosa dice?

Mimi

Che c'è molta partecipazione: 54 milioni di persone, 7 milioni in più rispetto al 2022, secondo Nbc News.

Luke

Però quella cifra è di una sola fonte, e non dice per chi abbiano votato. Non si può leggere come un vantaggio per un partito.

Mark

Vale lo stesso per il «referendum su Trump»?

Luke

È la lettura di molti osservatori, non un dato. Il risultato dirà se è fondata.

  • La Camera sembra già orientata verso i democratici, mentre al Senato servono quattro seggi strappati ai repubblicani per capovolgere gli equilibri.
  • Tra i repubblicani cresce il timore di una sconfitta, e il comizio finale di Trump ha alzato i toni dello scontro.
  • Il voto anticipato ha toccato 54 milioni di americani, sette milioni in più rispetto al 2022, segno di una partecipazione che incalza.
  • Stati chiave come Maine, North Carolina, Ohio, Alaska e Kansas decideranno il Senato, con lo spoglio che si chiuderà solo dopo la mattina di mercoledì in Italia.

Negli Stati Uniti gli elettori tornano alle urne per le elezioni di metà mandato, chiamati a rinnovare tutti i 435 seggi della Camera e 35 del Senato, oltre a 36 governatorati. In un Paese che vota a ritmi diversi lungo sei fusi orari, l'attesa si concentra su un equilibrio che molti leggono come un giudizio sull'uomo che siede alla Casa Bianca. I sondaggi premiano i democratici, con la Camera ormai considerata quasi acquisita, mentre il Senato resta una partita aperta, da decidere stato per stato nelle ore che precedono l'alba di mercoledì.

Gli Stati Uniti sono chiamati alle urne per le elezioni di metà mandato. In palio ci sono tutti i 435 seggi della Camera dei Rappresentanti, 35 dei 100 seggi del Senato e 36 governatorati, oltre a migliaia di incarichi locali.

Le soglie sono nette: 218 seggi alla Camera, 51 al Senato. Oggi i repubblicani controllano entrambi i rami del Congresso, ma al Senato hanno solo quattro seggi di vantaggio sul blocco democratico, mentre alla Camera il margine è sottile. I sondaggi danno i democratici favoriti: la Camera è considerata quasi certa, il Senato ancora in bilico.

Per molti osservatori il voto è un referendum su Donald Trump. Nell'ultimo comizio a Washington il presidente ha parlato di una resa dei conti, promettendo di non lasciarsi portare via l'età dell'oro. Intanto il voto anticipato ha superato i 54 milioni di americani, sette milioni in più rispetto al 2022.

La notte sarà lunga. Le prime chiusure arrivano alle 19 sulla costa orientale, mezzanotte in Italia, mentre l'ultimo seggio chiuderà in Alaska alle 7 di mercoledì. Resta da capire se il vantaggio dei sondaggi reggerà davvero, soprattutto nei singoli Stati che decideranno il Senato.

Gli Stati Uniti sono chiamati alle urne per le elezioni di medio termine. In palio ci sono tutti i 435 seggi della Camera dei Rappresentanti e 35 dei 100 seggi del Senato, oltre a 36 governatori e a migliaia di incarichi statali e locali.

Le soglie sono chiare. Per ottenere la maggioranza alla Camera servono 218 seggi, al Senato ne occorrono 51. Oggi i repubblicani controllano entrambi i rami del Congresso. Al Senato hanno 53 seggi contro i 47 del blocco democratico, che comprende due indipendenti: per ribaltare gli equilibri, i democratici devono strapparne quattro ai rivali. Alla Camera il margine repubblicano è molto più stretto, e ai democratici basterebbe un guadagno netto di tre seggi.

I sondaggi indicano i democratici come favoriti, e tra i repubblicani cresce il timore di una disfatta. La Camera viene data ormai per certa ai democratici, mentre il Senato resta in bilico. Secondo un'analisi di Reuters, gli Stati da tenere d'occhio sono Maine, North Carolina, Ohio, Alaska e Kansas, a cui si aggiungono le sfide in Georgia, Michigan, Iowa e Texas.

Per molti osservatori questo voto è un referendum su Donald Trump. Il presidente, nell'ultimo comizio a Washington, ha usato toni da resa dei conti: «Non consentiremo ci portino via l'età dell'oro: fermiamo jihadisti e comunisti».

La notte elettorale sarà lunga, perché il Paese si estende su sei fusi orari. I primi seggi chiuderanno alle 19 sulla costa orientale, mezzanotte in Italia. Le ultime chiusure arriveranno in Alaska, alle 7 del mattino italiano di mercoledì 4 novembre.

Intanto il voto anticipato ha avuto un'impennata. Secondo Nbc News, 54 milioni di americani hanno già votato di persona o per posta, 7 milioni in più rispetto al precedente midterm, quello del 2022.

Resta da vedere se il vantaggio indicato dai sondaggi si tradurrà in risultati, soprattutto al Senato, dove la partita si deciderà stato per stato nelle prime ore di mercoledì.

Non consentiremo ci portino via l'età dell'oro: fermiamo jihadisti e comunisti
— Donald Trump, ultimo comizio a Washington
Vuoi la storia completa? Leggi l'originale su Sky Tg24 ↗
Contattaci Domande frequenti