Settembre 2026 segna un +10,2% nel mercato auto italiano rispetto allo stesso mese del 2025, con 141.177 nuove immatricolazioni registrate. Le auto elettriche crescono del 49,9%, le plug-in del 43,8% e le ibride non ricaricabili del 23,6%, mentre benzina e gasolio continuano a calare.
Mercato auto italiano in crescita a settembre: +10,2% con boom delle elettriche
L'Italia non ha bisogno di rincorrere l'Europa con bonus temporanei
Cosa significa davvero questo +10,2%? È il segnale che il mercato auto italiano sta tornando alla normalità?
È un segnale positivo, ma incompleto. Sì, cresciamo rispetto a settembre 2025, ma se confrontiamo con il 2019 siamo ancora indietro del 13,6%. Unrae stessa dice che è presto per parlare di normalizzazione.
Esatto. E bisogna capire cosa sta trainando questa crescita. Non è una ripresa generale del mercato: è specificamente l'esplosione delle elettriche e delle ibride. Benzina e gasolio stanno crollando.
Allora il vero dato è che i consumatori italiani stanno cambiando idea sulle motorizzazioni?
Sì, ma con una complicazione. Le elettriche crescono del 49,9% nonostante gli incentivi siano finiti. Questo suggerisce una domanda reale. Però la quota di mercato rimane al 7,6%, ancora bassa rispetto all'Europa.
E qui viene il punto critico: Pressi di Motus-E dice che l'Italia è "molto distante" dai principali mercati europei. Non sappiamo esattamente di quanto, ma il messaggio è che non possiamo stare tranquilli.
Cosa succede con i brand cinesi? Sembrano numeri folli.
Sono numeri reali, ma vanno letti con attenzione. BYD cresce del 108,78%, Leapmotor passa da 398 a 2.199 unità. Però partiamo da basi molto basse. Leapmotor aveva 398 immatricolazioni un anno fa, quindi il raddoppio è impressionante ma in numeri assoluti stiamo ancora parlando di nicchia.
Giusto. E non tutti i cinesi stanno vincendo. SWM perde il 34,52%, DFSK il 75,64%. Quindi non è una marea cinese indifferenziata, è una competizione dove alcuni vincono e altri no.
Stellantis rimane il leader, ma Peugeot cresce del 34,10%. È una sorpresa?
Sì e no. Peugeot è parte di Stellantis, quindi il gruppo nel complesso cresce del 7,33%. Ma dentro il gruppo ci sono storie diverse: Fiat +29%, Maserati +33%, però Alfa Romeo crolla del 58,42% e DS perde il 67,98%.
Questo è il dato che mi interessa. Cosa sta succedendo ad Alfa Romeo? Il comunicato non lo spiega. Potrebbe essere un problema di gamma, di prezzi, di strategia commerciale. Non lo sappiamo.
E il governo? Ha introdotto misure sul bollo auto. Stanno funzionando?
Non lo sappiamo ancora. Unrae chiede che le risorse sul bollo siano "raccordate a una visione capace di stimolare il ricambio dei modelli più obsoleti". È un modo elegante di dire che servono misure più mirate.
Esattamente. E Pressi è ancora più diretto: dice che l'Italia non ha bisogno di "bonus temporanei" ma di una "politica industriale stabile". Quindi il messaggio è che questi numeri positivi potrebbero essere effimeri se non c'è una strategia di lungo termine.
El Pulso
- Settembre 2026: +10,2% con 141.177 immatricolazioni
- Auto elettriche: +49,9%, quota al 7,6%
- Benzina: -13,8%, gasolio: -39,5%
- Stellantis leader con 36.623 unità (+7,33%)
- BYD +108,78%, Leapmotor da 398 a 2.199 unità
Settembre 2026 segna un +10,2% nel mercato auto italiano rispetto allo stesso mese del 2025, con 141.177 nuove immatricolazioni registrate. Le auto elettriche crescono del 49,9%, le plug-in del 43,8% e le ibride non ricaricabili del 23,6%, mentre benzina e gasolio continuano a calare.
Il mercato auto italiano registra a settembre 2026 un incremento del 10,2% con 141.177 nuove immatricolazioni. La crescita è trainata dalle motorizzazioni elettrificate, con le auto elettriche in aumento del 49,9% nonostante la fine degli incentivi.
Settembre ha portato una ventata di ottimismo al mercato automobilistico italiano. Le concessionarie hanno immatricolato 141.177 veicoli nel mese, un balzo del 10,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, quando le registrazioni erano state 128.149. Dopo il già positivo +3,2% di agosto, il trend continua a sorprendere al rialzo, alimentato da una trasformazione profonda nei gusti dei consumatori italiani.
La vera storia dietro questi numeri è l'esplosione delle motorizzazioni alternative. Le auto completamente elettriche hanno registrato 10.782 immatricolazioni a settembre, il 49,9% in più rispetto a settembre 2025, quando erano state 7.192. Questo aumento è particolarmente notevole perché arriva dopo la scadenza degli incentivi governativi dello scorso anno. La quota di mercato delle elettriche è salita al 7,6%, rispetto al 5,6% di un anno prima. Le plug-in hybrid hanno fatto ancora meglio in termini percentuali, crescendo del 43,8% con 15.669 unità, mentre le ibride tradizionali non ricaricabili hanno superato la metà del mercato con una quota del 50,7% e un incremento del 23,6%. Nel frattempo, le motorizzazioni tradizionali continuano il loro declino: le auto a benzina hanno perso il 13,8% della loro quota, scendendo al 17,6% del totale, mentre il gasolio è crollato del 39,5%, passando dall'8,9% al 4,9%.
Su base annuale, il quadro rimane positivo. Nei primi otto mesi del 2026, le immatricolazioni complessive hanno raggiunto 1.282.906 unità, contro 1.177.804 nello stesso periodo del 2025, un aumento dell'8,9%. Tuttavia, il confronto con il 2019 rivela ancora un divario significativo del 13,6%, suggerendo che il mercato non ha ancora raggiunto i livelli pre-pandemia. Secondo l'Unrae, l'associazione che rappresenta i costruttori esteri, è ancora presto per parlare di una vera normalizzazione dei volumi.
Tra i costruttori, Stellantis mantiene la sua posizione dominante con 36.623 immatricolazioni a settembre, un aumento del 7,33% rispetto all'anno precedente. All'interno del gruppo, Fiat ha brillato con un +29,01%, Maserati con un +33%, e Peugeot con un sorprendente +34,10%. Tuttavia, non tutti i marchi del gruppo hanno performato bene: Alfa Romeo ha subito un crollo del 58,42%, mentre DS ha perso il 67,98%. Il gruppo Volkswagen, secondo per dimensioni, ha registrato un leggero calo dello 0,47%, con 20.759 immatricolazioni contro 21.505 dell'anno precedente. Dentro il gruppo, Seat ha brillato con un +30,86%, mentre Volkswagen stessa ha perso il 7,86%. Il gruppo Renault ha subito un lieve arretramento dello 1,43%, anche se il marchio principale ha guadagnato il 15,26%.
I dati più interessanti emergono dai margini del mercato. Toyota ha cresciuto dell'8,56%, mentre Tesla ha registrato un impressionante +47,03%. Tra i costruttori cinesi, il quadro è ancora più drammatico: BYD ha quasi raddoppiato le sue immatricolazioni con un +108,78%, Leapmotor è passata da 398 unità a 2.199, Omoda & Jaecoo ha registrato un straordinario +184,87%, e Lynk & Co ha moltiplicato le sue vendite per 2,48 volte. Geely, che non era presente nel mercato italiano un anno prima, ha immatricolato 778 veicoli. Anche i marchi importati da AT Flow, tra cui Xpeng e KGM, hanno registrato un +542,86%. Dongfeng è passata da 74 a 249 unità, mentre Deepal è entrata nel mercato con 262 immatricolazioni. Tuttavia, non tutti i brand cinesi hanno mantenuto il momentum: SWM ha perso il 34,52% e DFSK il 75,64%.
Roberto Pietrantonio, presidente dell'Unrae, ha sottolineato che il rinnovo del parco circolante deve rimanere una priorità strategica. Ha osservato che mentre i segnali positivi del mercato del nuovo sono importanti, i dati del mercato dell'usato, dove circa la metà dei trasferimenti riguarda veicoli con più di dieci anni, mostrano che la vera sfida è attivare meccanismi capaci di trasformare la ripresa delle immatricolazioni in uno svecchiamento progressivo della flotta. Riguardo all'intervento sul bollo auto introdotto dal governo, Unrae ha chiesto che l'impegno economico sia coordinato con una visione capace di stimolare il ricambio dei modelli più obsoleti.
Fabio Pressi, presidente di Motus-E, ha aggiunto una nota di cautela. Ha riconosciuto i segnali positivi dalla domanda, ma ha sottolineato che il confronto europeo mostra chiaramente che l'Italia non può considerarsi soddisfatta. Ha evidenziato che la penetrazione dei veicoli elettrici rimane molto distante dai principali mercati europei. Secondo Pressi, il punto non è inseguire il mercato con misure emergenziali, ma utilizzare le risorse disponibili per costruire una strategia stabile e selettiva. Ha concluso affermando che l'Italia non ha bisogno di rincorrere l'Europa con nuovi bonus temporanei, ma di una politica industriale stabile sull'elettrificazione, mentre il mercato europeo accelera.
Citas Notables
Il rinnovo del parco circolante deve restare una priorità strategica. I segnali positivi del mercato del nuovo sono importanti, ma letti insieme ai dati dell'usato mostrano con chiarezza che la vera sfida è attivare meccanismi capaci di trasformare la ripresa delle immatricolazioni in un progressivo svecchiamento del parco.— Roberto Pietrantonio, presidente Unrae
L'Italia non ha bisogno di rincorrere l'Europa con nuovi bonus temporanei, ma di una politica industriale stabile sull'elettrificazione.— Fabio Pressi, presidente Motus-E