Nei primi cinque mesi del 2021, il mercato automobilistico europeo ha venduto 5,2 milioni di auto nuove — un quarto in meno rispetto allo stesso periodo del 2019 — rivelando quanto fragile rimanga la domanda in un settore già alle prese con una transizione energetica incompiuta. L'Italia, sostenuta da incentivi statali ora scaduti, ha retto meglio degli altri grandi mercati, ma la fine delle agevolazioni ad aprile proietta un'ombra lunga sui mesi a venire. Il settore dell'auto europeo si trova così sospeso tra il rimbalzo post-pandemico e l'incertezza strutturale di un cambiamento che nessun m
Mercato auto europeo in calo del 25%, l'Italia resiste grazie agli incentivi
Senza incentivi, il mercato rischia un crollo
Perché l'Italia ha resistito meglio degli altri Paesi europei quando il mercato generale è crollato del 25 per cento?
Gli incentivi statali. Il governo italiano ha finanziato l'acquisto di auto con emissioni contenute, fino a 135 grammi di CO2 per chilometro. Questo ha mantenuto la domanda viva mentre altri Paesi vedevano i loro mercati contrarsi molto più rapidamente.
Ma gli incentivi sono terminati ad aprile, nel mezzo del periodo che stiamo analizzando. Quindi il dato italiano del 19,2 per cento di calo riflette solo i primi tre mesi di sostegno pieno. Non sappiamo ancora quale sarà l'impatto reale della loro assenza.
Quali sono stati i Paesi che hanno sofferto di più?
La Spagna ha subito il colpo peggiore tra i grandi mercati: meno 35,9 per cento. Il Regno Unito ha registrato meno 30,8 per cento. La Germania, nonostante sia il mercato più grande, ha perso il 26,7 per cento.
Vale la pena notare che Norvegia e Svezia sono cresciute leggermente, rispettivamente dell'1,1 e dello 0,7 per cento. Questi Paesi hanno politiche di incentivazione molto aggressive per i veicoli elettrici, il che suggerisce che gli incentivi funzionano — ma il dato europeo complessivo rimane negativo.
Cosa significa per le case automobilistiche questa dipendenza dagli incentivi?
Significa che non possono permettersi di perdere il sostegno pubblico. Le auto tradizionali continuano a generare i profitti che finanziano la transizione verso l'elettrico. Senza incentivi, la domanda crolla e i bilanci soffrono.
Il Centro studi Promotor lo dice chiaramente: le case automobilistiche hanno bisogno delle vendite di veicoli tradizionali per continuare a investire nell'elettrico. È un equilibrio precario. Se gli incentivi non vengono rinnovati, il presidente di Promotor prevede un crollo — ma è una previsione, non un dato confermato.
Volkswagen e Stellantis hanno dominato il mercato. Cosa significa per la competizione?
Volkswagen ha venduto 1,35 milioni di auto, Stellantis 1,12 milioni. Insieme controllano una quota enorme del mercato europeo. Gli altri costruttori sono molto più indietro.
Stellantis è un dato particolarmente importante per l'Italia, dato che il gruppo include Fiat e altri marchi italiani. Ma il numero complessivo di 1,12 milioni riflette le vendite di tutto il gruppo in tutta Europa, Regno Unito e Paesi Efta. Non possiamo sapere da questo dato quanto sia stato il contributo specifico dell'Italia.
O Pulso
- Il mercato auto europeo ha perso 1,73 milioni di immatricolazioni rispetto al 2019, un segnale che la ripresa post-pandemia è più apparente che reale.
- La Spagna ha subito il crollo più pesante tra i grandi Paesi (-35,9%), mentre la Germania e il Regno Unito registrano flessioni superiori al 26% e al 30%.
- L'Italia ha limitato i danni grazie agli incentivi statali per auto a basse emissioni, chiudendo il periodo con il calo minore tra i cinque maggiori mercati europei (-19,2%).
- Ma quegli incentivi sono scaduti ad aprile, e gli analisti del Centro studi Promotor avvertono: senza un rinnovo, le vendite rischiano un nuovo crollo nei mesi successivi.
- Il settore rimane intrappolato tra la necessità di finanziare la transizione elettrica e la dipendenza dai veicoli tradizionali per tenere i bilanci in equilibrio.
Nei primi cinque mesi del 2021, il mercato automobilistico europeo ha venduto 5,2 milioni di auto nuove — un quarto in meno rispetto allo stesso periodo del 2019 — rivelando quanto fragile rimanga la domanda in un settore già alle prese con una transizione energetica incompiuta. L'Italia, sostenuta da incentivi statali ora scaduti, ha retto meglio degli altri grandi mercati, ma la fine delle agevolazioni ad aprile proietta un'ombra lunga sui mesi a venire. Il settore dell'auto europeo si trova così sospeso tra il rimbalzo post-pandemico e l'incertezza strutturale di un cambiamento che nessun mercato, da solo, sembra in grado di affrontare senza il sostegno pubblico.
Nei primi cinque mesi del 2021, l'Europa ha immatricolato 5,2 milioni di auto nuove, contro i 6,9 milioni dello stesso periodo del 2019: una contrazione del 25%, certificata dall'Acea. Il confronto con il 2020 mostra una crescita del 31%, ma si tratta di un rimbalzo tecnico dopo i lockdown — la fotografia biennale racconta un mercato ancora fragile.
Tra i grandi Paesi, la Spagna ha sofferto di più con un calo del 35,9%, seguita dal Regno Unito (-30,8%) e dalla Germania (-26,7%). La Francia ha perso il 22,7%. L'Italia, con 735.125 immatricolazioni e una flessione del 19,2%, ha fatto meglio di tutti grazie agli incentivi statali per veicoli con emissioni fino a 135 grammi di CO2 per chilometro, attivi tra la fine del 2020 e i primi mesi del 2021.
Tra i costruttori, Volkswagen ha guidato il periodo con 1,35 milioni di targhe, seguita da Stellantis — il gruppo nato dalla fusione tra Fca e Psa — con 1,12 milioni. Renault, Hyundai e Bmw completano la classifica dei principali gruppi.
Il nodo centrale, però, è la scadenza degli incentivi italiani, avvenuta all'inizio di aprile. Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor, ha messo in guardia: senza un rinnovo delle agevolazioni, le vendite potrebbero crollare nei mesi restanti dell'anno. Il mercato europeo dell'auto rimane così in bilico tra la ripresa e l'incertezza di una transizione energetica che nessun Paese sembra ancora in grado di sostenere senza l'aiuto dello Stato.
Nei primi cinque mesi del 2021, il mercato automobilistico europeo ha perso terreno in modo significativo. Sono state immatricolate 5,2 milioni di auto nuove tra gennaio e maggio, rispetto ai 6,9 milioni dello stesso periodo nel 2019: una contrazione di 1,73 milioni di veicoli, pari al 25 per cento. I dati certificati dall'Acea, l'associazione europea dei costruttori di automobili, mostrano però un quadro variegato quando si guarda ai singoli Paesi. Mentre il confronto con il 2020 rivela una crescita del 31,1 per cento — effetto del rimbalzo dopo i lockdown della pandemia — il confronto biennale racconta una storia di mercato ancora fragile e dipendente dal sostegno pubblico.
In Germania, il maggiore mercato europeo, sono state vendute 1,12 milioni di auto nuove, con un calo del 26,7 per cento rispetto a due anni prima. La Francia ha registrato 723.257 immatricolazioni, in diminuzione del 22,7 per cento. Nel Regno Unito il numero è sceso a 723.845 veicoli, con una flessione del 30,8 per cento. La Spagna ha subito il colpo più duro tra i grandi mercati: 360.057 auto nuove, un calo del 35,9 per cento. L'Italia, invece, ha mostrato una resilienza relativa. Con 735.125 immatricolazioni, il mercato italiano ha registrato una diminuzione del 19,2 per cento, il migliore tra i cinque maggiori Paesi europei.
La ragione di questa performance italiana risiede negli incentivi statali. Tra la fine del 2020 e i primi mesi del 2021, il governo ha sostenuto l'acquisto di auto con emissioni contenute, fino a 135 grammi di CO2 per chilometro. Questi incentivi hanno mantenuto la domanda a livelli relativamente stabili, permettendo al mercato italiano di resistere meglio della media europea. Tuttavia, il programma di agevolazioni è terminato all'inizio di aprile, proprio nel mezzo del periodo analizzato, segnalando un possibile punto di rottura nei mesi successivi.
Tra i grandi costruttori, Volkswagen ha dominato il periodo con 1,35 milioni di targhe nuove. Stellantis, il nuovo gruppo nato dalla fusione tra Fca e Psa, ha raggiunto 1,12 milioni di immatricolazioni, posizionandosi al secondo posto. Seguono Renault con 434.297 veicoli, Hyundai con 388.711 e Bmw con 381.526. Il dato di Stellantis è particolarmente rilevante per l'Italia, dato che il gruppo ha una forte presenza nel Paese.
Secondo il Centro studi Promotor, la pandemia ha colto il settore automobilistico in un momento critico: la transizione verso i veicoli elettrici era già in corso, ma la crisi ha complicato ulteriormente il passaggio. Le auto elettriche beneficiano di incentivi generosi in tutta Europa, ma le case automobilistiche continuano a dipendere dalle vendite di veicoli tradizionali per mantenere i bilanci in equilibrio e finanziare gli investimenti nella mobilità sostenibile. L'Italia ha compreso questa dinamica meglio di altri Paesi, estendendo gli incentivi anche ai modelli con alimentazioni tradizionali purché rispettassero soglie di emissione contenute.
Gian Primo Quagliano, presidente di Promotor, ha sottolineato il rischio implicito nella scadenza degli incentivi italiani. Senza un rinnovo delle agevolazioni per i mesi rimanenti del 2021, ha avvertito, è ragionevole attendersi un crollo delle vendite. Il dato italiano di maggio — il primo mese intero senza incentivi — potrebbe fornire le prime indicazioni su quanto profonda sarà questa caduta. Il mercato europeo dell'auto rimane dunque sospeso tra la ripresa post-pandemica e l'incertezza strutturale di una transizione energetica ancora incompiuta, con gli incentivi pubblici che fungono da unico ammortizzatore della domanda.
Citações Notáveis
In mancanza di un rinnovo degli incentivi per i mesi che mancano alla fine del 2021 è lecito prevedere un crollo— Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor