Medici, oggi l'accordo sul contratto: aumenti medi da 560 euro al mese

Gli aumenti non entreranno interamente in busta paga da subito
Il contratto prevede una progressione graduale nel triennio, con la fase finale il 1° gennaio 2027.
Mark

Perché questo accordo arriva così in fretta rispetto al passato? Sette mesi dalla firma precedente sembra molto veloce.

Mimi

Sì, è un ritmo completamente nuovo. Le trattative vere sono durate poco più di quattro mesi, al netto della pausa estiva. È diventato lo standard di questa tornata, anche se per la storia dei rinnovi contrattuali è inedito.

Luke

Ma gli aumenti arrivano subito in busta paga, o no?

Mimi

No, ecco il punto. Il contratto prevede una progressione nel triennio. L'ultimo terzo degli aumenti scatta il 1° gennaio 2027. Quindi niente di immediato.

Mark

E questi 560 euro al mese — sono uguali per tutti i medici?

Mimi

No, è più complicato. 393 euro sono uguali per tutti, dal 5,4% di aumento base. Ma i restanti 167 euro dipendono dalle indennità, che variano da persona a persona.

Luke

Quindi il numero di 560 è una media. Alcuni prenderanno di più, altri di meno.

Mimi

Esatto. E non tutti insieme, ma distribuiti nel tempo.

Mark

Quali sono le novità più importanti oltre agli aumenti?

Mimi

Supporto psicologico e patrocinio legale in caso di aggressioni, come già hanno gli infermieri. E il riconoscimento delle indennità nei giorni di ferie, che era un contenzioso legale.

Luke

Su quest'ultimo punto — il contratto lo risolve davvero, o serve ancora una legge?

Mimi

Probabilmente serve ancora una norma primaria. Il contratto lo affronta, ma per chiudere il contenzioso completamente potrebbe servire un intervento legislativo.

Mark

E l'unanimità nella firma — è scontata?

Mimi

Secondo le indiscrezioni sì, dovrebbe arrivare all'unanimità. La Cgil è rientrata dopo non aver firmato il precedente accordo.

  • Dopo sette mesi dall'ultimo accordo, la sanità pubblica italiana torna al tavolo contrattuale con 968 milioni di euro da distribuire tra quasi 138.000 dirigenti, in un clima di attesa che si è protratto per anni.
  • I 560 euro di aumento medio mensile non arriveranno tutti insieme: il contratto li distribuisce nel triennio, con l'ultimo terzo che scatterà solo il 1° gennaio 2027, lasciando i medici in una progressione lenta ma definita.
  • Le aggressioni al personale sanitario, diventate un'emergenza ricorrente, trovano risposta nel testo con l'introduzione del supporto psicologico e del patrocinio legale — misure già sperimentate nel contratto degli infermieri.
  • La questione delle indennità nei giorni di ferie, oggetto di sentenze dei tribunali amministrativi, viene affrontata nel contratto ma rischia di restare irrisolta senza una norma di legge primaria che chiuda definitivamente il contenzioso.
  • L'accordo si avvia verso una firma unanime delle organizzazioni sindacali, segnale di una stagione contrattuale più coesa rispetto al triennio precedente, quando la Cgil aveva scelto di non sottoscrivere l'intesa.

Nel ciclo sempre più accelerato dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego italiano, circa 137.871 dirigenti sanitari si avvicinano a una nuova intesa triennale che traduce in cifre concrete — 560 euro lordi mensili in più — il riconoscimento di un lavoro spesso svolto sotto pressione crescente. L'accordo 2025-2027, atteso oggi, non è solo una questione di buste paga: riflette un tentativo più ampio di ridefinire le condizioni in cui la medicina pubblica viene esercitata, dalla tutela psicologica dopo le aggressioni al riconoscimento delle indennità durante le ferie. È un passo in avanti che si compie per gradi, come spesso accade quando si cerca di conciliare le aspettative di chi lavora con i vincoli di chi governa la spesa pubblica.

Circa 137.871 dirigenti sanitari italiani — per la quasi totalità medici — si preparano a firmare il rinnovo contrattuale per il triennio 2025-2027. Sul tavolo ci sono 968 milioni di euro e un aumento medio di 560 euro lordi mensili: 393 derivano dagli stanziamenti di base, che traducono in sanità l'incremento del 5,4% previsto per tutto il pubblico impiego, mentre i restanti 167 euro provengono da risorse destinate alle indennità, con variazioni in base alla posizione di ciascun dirigente.

La trattativa ha seguito tempi inediti per la storia contrattuale italiana: avviata il 29 aprile scorso, si è conclusa in poco più di quattro mesi effettivi, superata in velocità solo dall'accordo per infermieri e personale del comparto, firmato il 29 luglio dopo appena tre mesi di negoziazione presso l'Aran, guidata da Antonio Naddeo.

Gli aumenti non entreranno tutti in busta paga da subito: il contratto prevede una progressione graduale, con l'ultimo 33% degli incrementi che scatterà il 1° gennaio 2027. Parallelamente, l'accordo introduce novità significative: supporto psicologico e patrocinio legale per chi subisce aggressioni — misura già presente nel contratto degli infermieri — e riconoscimento delle indennità nei giorni di ferie, questione che i tribunali amministrativi avevano già affrontato bocciando le vecchie restrizioni. Per chiudere definitivamente il contenzioso servirà però una norma di legge primaria, finora non riuscita.

Tra le altre innovazioni, un percorso di incremento delle retribuzioni di posizione legato all'esperienza a partire dal terzo anno, la possibilità di destinare i residui dei fondi per la contrattazione integrativa al welfare aziendale, e una riscrittura delle regole sull'attività libero-professionale intramoenia. L'accordo dovrebbe essere sottoscritto all'unanimità dai sindacati, in linea con la maggior parte dei rinnovi di questa tornata. Il prossimo fronte sarà quello dei dirigenti delle Funzioni locali, per i quali l'atto di indirizzo è già pronto.

Dopo sette mesi dalla firma dell'ultimo accordo, i dirigenti della sanità italiana — circa 137.871 persone, in stragrande maggioranza medici — si apprestano a sottoscrivere il rinnovo contrattuale per il triennio 2025-2027. L'intesa, attesa oggi salvo sorprese, mette sul tavolo 968 milioni di euro e garantisce un aumento medio di 560 euro lordi mensili per ciascun dirigente. Di questi, 393 euro derivano direttamente dagli stanziamenti contrattuali di base, che traducono nel settore sanitario l'incremento del 5,4% previsto per l'intero pubblico impiego. I restanti 167 euro provengono da risorse destinate alle indennità, e la loro distribuzione nelle singole buste paga varierà a seconda della posizione e della categoria di appartenenza di ciascun medico.

La trattativa ha seguito i ritmi accelerati ormai consueti in questa tornata di rinnovi contrattuali del pubblico impiego. Le vere e proprie negoziazioni sono cominciate il 29 aprile scorso e hanno richiesto poco più di quattro mesi di lavoro effettivo, al netto della pausa estiva. Si tratta di un'accelerazione senza precedenti nella storia dei rinnovi contrattuali italiani, superata soltanto dalla velocità con cui è stato sottoscritto l'accordo per infermieri e altro personale del comparto, firmato il 29 luglio dopo soli tre mesi di discussione presso l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, guidata da Antonio Naddeo.

Una caratteristica importante di questo contratto, come di tutti quelli della tornata 2025-2027, è che gli aumenti non entreranno interamente in busta paga da subito. Il testo prevede una progressione graduale nel corso dei tre anni, con la fase finale — che corrisponde all'ultimo 33 per cento degli aumenti contrattuali — che scatterà il 1° gennaio 2027. Questo significa che i dirigenti sanitari vedranno crescere i loro stipendi per gradi, non in un'unica soluzione.

Oltre agli aspetti economici, l'accordo introduce diverse novità che rispecchiano tendenze già emerse in altri contratti del pubblico impiego. Una di queste riguarda il supporto psicologico e il patrocinio legale per i dirigenti che subiscono aggressioni, una misura già presente nel contratto degli infermieri. Un'altra novità significativa è il riconoscimento delle indennità nei giorni di ferie, una questione trasversale a tutto il pubblico impiego che era stata al centro di sentenze dei tribunali amministrativi, le quali avevano bocciato le vecchie restrizioni su questo punto. Per chiudere definitivamente il contenzioso legale che circonda questa materia, i contratti probabilmente avranno bisogno di una norma di legge primaria, un tentativo già fatto senza successo durante la conversione dell'ultimo decreto sulla pubblica amministrazione.

Il contratto introduce anche un percorso di incremento delle retribuzioni di posizione basato sull'esperienza, a partire dal terzo anno, subordinato a una valutazione non negativa. Un'altra innovazione riguarda l'utilizzo dei residui dei fondi per la contrattazione integrativa, che potranno essere destinati al finanziamento del welfare aziendale — una mossa che mira a incentivare questo strumento, sempre più centrale nelle trattative contrattuali nonostante i vincoli imposti dalle norme di finanza pubblica.

Un aspetto più tecnico, ma rilevante per la pratica medica, è la riscrittura della disciplina relativa alla definizione delle tariffe dell'attività libero-professionale intramoenia, cioè l'attività svolta dai medici pubblici presso strutture private convenzionate. Questa modifica è contenuta negli articoli finali del testo contrattuale.

Secondo le indiscrezioni che circolano alla vigilia della firma, l'accordo dovrebbe essere sottoscritto all'unanimità dalle organizzazioni sindacali. Questo risultato sarebbe in linea con quanto accaduto nella maggior parte dei rinnovi di questa tornata, dopo il rientro della Cgil, che non aveva firmato l'accordo precedente relativo al triennio 2022-2024. Nel frattempo, il prossimo fronte di negoziazione riguarda i dirigenti delle Funzioni locali, per i quali l'atto di indirizzo ha già assunto forma definitiva e si prepara a entrare in fase di discussione contrattuale.

L'accordo introduce supporto psicologico e patrocinio legale in caso di aggressioni, mutuato dal contratto degli infermieri
— Testo dell'accordo
Per chiudere il contenzioso sulle indennità nei giorni di ferie, i contratti avranno probabilmente bisogno di una norma primaria
— Fonte dell'accordo
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