Marcello Fois vince il Campiello 2026 con 'L'immensa distrazione', dedica a Michela Murgia

Scrivere è un mestiere difficilissimo. C'è tanta differenza tra scrittori e gente che pubblica.
Marcello Fois riflette sulla professione letteraria nel suo discorso di accettazione del premio.
Mark

Perché il margine di tre voti tra Fois e Pierantozzi è significativo? È davvero una vittoria netta o è stata una scelta molto combattuta?

Mimi

È stato un risultato serrato, sì. Ma ricorda che hanno votato duecentottantadue giurati su trecento: il margine di tre voti su quel numero è piccolo, ma comunque decisivo. Entrambi i libri affrontano questioni profonde—uno la riflessione sulla vita intera, l'altro la malattia mentale in prima persona.

Luke

Quello che non sappiamo è come si è distribuito il voto tra i due. Tre voti di differenza potrebbe significare che molti giurati li consideravano equivalenti, oppure che c'era una preferenza chiara ma non schiacciante. I numeri assoluti non ci dicono questo.

Mark

Fois ha dedicato il premio a Michela Murgia. Quanto è stato importante questo gesto nel contesto della serata?

Mimi

È stato un momento di grande umanità. Murgia era una scrittrice importante e una sua amica. Ricordarla pubblicamente in un premio letterario è un modo di mantenere viva la sua memoria nel dibattito culturale italiano.

Luke

Però non sappiamo se questa dedica ha influenzato il voto o se è stata una scelta puramente personale di Fois dopo la vittoria. La fonte non lo chiarisce.

Mark

Perché Fois ha scelto di parlare di Grazia Deledda durante il suo intervento?

Mimi

Perché Deledda è nata a pochi metri dalla sua casa a Nuoro. È un modo di rivendicare una continuità letteraria sarda, ma anche di sottolineare l'importanza storica di una donna che ha osato candidarsi alle elezioni nel 1919, quando era praticamente impossibile. È una lezione di coraggio.

Luke

Però è interessante che Fois abbia dovuto spiegare il trucco legale che Deledda ha usato—che la legge non vietava la candidatura, solo il voto. Questo suggerisce che il gesto di Deledda era più una scappatoia che un vero riconoscimento dei diritti. Comunque, il punto di Fois sulla necessità di ricordare Deledda a scuola è valido.

Mark

'L'immensa distrazione' parla di un uomo che muore e poi si sveglia. È una metafora sulla consapevolezza?

Mimi

Esattamente. È un invito a fermarsi e riflettere su quello che abbiamo costruito, perso e lasciato, senza aspettare la morte. È un bilancio esistenziale.

Luke

La fonte dice che il protagonista "ha la sensazione di essersi svegliato", ma non è del tutto chiaro se questo è realistico o simbolico nel romanzo. È un elemento fantastico o psicologico? Non lo sappiamo dalla descrizione.

Mark

Pierantozzi ha detto che la scrittura è "pericolosissima". Cosa intendeva?

Mimi

Credo che intendesse che scrivere della propria malattia mentale, degli episodi di dissociazione, delle allucinazioni, è un processo che ti espone e ti trasforma. Ha esorcizzato alcuni demoni, ma ne sono arrivati altri. La scrittura lo ha cambiato profondamente.

Luke

Però è una dichiarazione vaga. "Pericolosissima" potrebbe significare molte cose—emotivamente destabilizzante, terapeuticamente rischioso, o semplicemente che il processo di rievocazione è stato difficile. Pierantozzi non lo specifica.

Mark

Come mai la cerimonia si è trasferita al Palazzo del Cinema del Lido di Venezia?

Mimi

È la prima volta che accade. È un segnale che il Campiello vuole associarsi a un luogo simbolo della cultura veneziana, forse per aumentare il prestigio o la visibilità dell'evento.

Luke

La fonte non spiega il motivo del cambio di location. Potrebbe essere una decisione organizzativa, una partnership con la Biennale, o una scelta strategica di comunicazione. Non lo sappiamo.

  • Marcello Fois vince con 83 voti, Alcide Pierantozzi secondo con 80
  • Sessantaquattresima edizione del Premio Campiello
  • Cerimonia al Palazzo del Cinema del Lido di Venezia, prima volta in questa location
  • Oltre 900 ospiti presenti, 282 giurati su 300 hanno votato
  • Dedicato a Michela Murgia, scrittrice morta nel 2023

Fois ha vinto con 83 voti, superando di poco Alcide Pierantozzi fermo a 80 preferenze con 'Lo sbilico'. Lo scrittore sardo ha ricordato Grazia Deledda, unica donna italiana a vincere il Nobel per la Letteratura, sottolineandone l'importanza culturale.

Marcello Fois conquista la 64ª edizione del Premio Campiello con 'L'immensa distrazione', dedicando il riconoscimento a Michela Murgia. La cerimonia si è tenuta per la prima volta al Palazzo del Cinema del Lido di Venezia.

Marcello Fois ha vinto la sessantaquattresima edizione del Premio Campiello con il suo romanzo 'L'immensa distrazione', pubblicato da Einaudi, raccogliendo ottantatré voti. La vittoria è arrivata per un margine sottile: il secondo classificato, Alcide Pierantozzi, sempre con Einaudi e il suo libro 'Lo sbilico', si è fermato a ottanta preferenze. La cerimonia di premiazione si è tenuta per la prima volta nella Sala Grande del Palazzo del Cinema del Lido di Venezia, segnando un cambio di location per uno dei riconoscimenti letterari più importanti d'Italia.

Nel momento dell'annuncio, Fois, sessantaseienne originario di Nuoro che vive a Bologna con la famiglia, ha dedicato il premio a Michela Murgia, la scrittrice e sua amica scomparsa nel 2023. "Scrivere è un mestiere difficilissimo. C'è tanta differenza tra scrittori e gente che pubblica", ha detto lo scrittore sardo, sottolineando la gratitudine verso l'ambiente letterario. Nel suo intervento ha voluto ricordare anche Grazia Deledda, nata a pochi metri dalla sua casa a Nuoro e ancora oggi l'unica donna italiana a vincere il Nobel per la Letteratura. Fois ha evidenziato come Deledda, nel 1919, si candidò alle elezioni in un momento in cui alle donne era impedito votare, sfruttando una lacuna normativa che non vietava esplicitamente la candidatura. "Una donna meravigliosa, di cui avremo bisogno oggi e di cui a scuola dovremmo ricordarci", ha concluso.

'L'immensa distrazione' racconta la storia esistenziale e familiare di Ettore Manfredini, un protagonista ultranovantenne che, appena morto, ha la sensazione di essersi svegliato e ripercorre tutto ciò che ha costruito, perso e lasciato nella sua vita. Il romanzo rappresenta un bilancio complessivo dell'esistenza, un invito a fermarsi e riflettere su quello che facciamo senza aspettare la morte. La narrazione si sposta dalla Sardegna all'Emilia, tracciando un percorso geografico e umano che attraversa decenni.

Pierantozzi, finalista anche al Premio Strega 2026, ha raccontato in prima persona la propria esperienza con la malattia mentale in 'Lo sbilico', affrontando terapie farmacologiche, allucinazioni e alterazioni della percezione della realtà. "Racconto tutti gli episodi clinici di dissociazione in modo cronologico e così sono stati esorcizzati ma, in realtà sono arrivate altre ossessioni, diverse", ha spiegato l'autore. Ha definito la scrittura "pericolosissima" e ha riconosciuto come il libro gli abbia cambiato la vita quotidiana, permettendogli di comunicare qualcosa di profondo.

Al terzo posto si è classificata Elena Varvello con 'La vita sempre' (Guanda), che raccoglie cinquantaquattro voti. Il romanzo è una storia d'amore e ribellione ambientata tra guerra e fascismo, costruita sulla convinzione che "tutto si tenga insieme. Che il passato sia anche il presente", come ha affermato l'autrice. 'La ragazzina' di Valeria Parrella, un romanzo che parla ai giovani di oggi attraverso la figura di una Giovanna d'Arco contemporanea, si è fermata al quarto posto con trentatré voti. Ermanno Cavazzoni ha chiuso la top five con trentadue voti per 'Storia di un'amicizia' (Quodlibet), un racconto del lungo rapporto con lo scrittore Gianni Celati.

La cerimonia, svoltasi davanti a oltre novecento ospiti, ha visto la partecipazione di personalità istituzionali tra cui il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, il sindaco di Venezia Simone Venturini, il presidente della Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone, il presidente della Biennale di Venezia Pietrangelo Buttafuoco e l'assessora alla Cultura della Regione Veneto Valeria Mantovan. La serata è stata condotta da Alessio Viola insieme ad Arianna Porcelli Safonov, con ospiti musicali Margherita Vicario e Matteo Caccia.

Nella stessa occasione sono stati assegnati altri riconoscimenti della Fondazione Il Campiello. Domenico Starnone ha ricevuto il Premio alla Carriera, sottolineando che "vincere premi da giovane è corroborante, da vecchi è confortante". Il Campiello Opera Prima è andato a Nadeesha Uyangoda per 'Acqua sporca' (Einaudi), il Campiello Junior a Rosella Postorino e Daniele Mencarelli, e il Campiello Giovani a Matteo Ghisleri per il racconto 'Ricalcolo percorso'. La giuria dei Lettori Anonimi era composta da duecentottantadue votanti su trecento aventi diritto. La cerimonia sarà trasmessa il dieci ottobre su Sky Arte alle ventitré, su Sky Documentaries alle diciannove e quarantacinque, in streaming su Now e in chiaro su Cielo in seconda serata.

Scrivere è un mestiere difficilissimo. C'è tanta differenza tra scrittori e gente che pubblica.
— Marcello Fois
Vincere premi da giovane è corroborante, da vecchi è confortante.
— Domenico Starnone, Premio alla Carriera
Envie de l'histoire complète ? Lire l'original sur ANSA ↗
Nous contacter FAQ