Lo scostamento deficit al 3,4% lascia margini minimi: solo 3,5 miliardi nel 2027, mentre la spesa per interessi supera i 100 miliardi annui. La maggioranza chiede risorse per Irpef, aiuti under 35, pensioni e abolizione bollo auto, ma il Dpfp rende queste misure difficili da finanziare integralmente.
Manovra in bilico: il Dpfp stringe i margini, tensioni in maggioranza sulle misure
Milioni di italiani non ce la fanno più
Come fa il governo a promettere tutte queste misure se il Dpfp lascia solo 3,5 miliardi di margine nel 2027?
Non è semplice. La maggioranza ha fatto promesse su Irpef, pensioni, bollo auto, aiuti ai giovani. Ma il Dpfp dice che lo spazio c'è solo se le misure si autofinanziano completamente, senza deficit aggiuntivo.
Aspetta, ma il governo non può chiedere uno scostamento all'Europa? Dice che conta su 14,4 miliardi per energia e difesa.
Sì, ma è un negoziato politico, non è garantito. E comunque, anche se lo ottiene, quei soldi sono vincolati a energia e difesa, non a misure di bilancio ordinaria.
Quindi cosa succede se l'Europa dice no?
Allora il governo deve scegliere: taglia altre spese, aumenta le tasse, oppure non finanzia le promesse. Con le elezioni nel 2027, nessuna opzione è comoda.
Un dettaglio: il Dpfp dice che la spesa per interessi supera i 100 miliardi annui. Questo è il vero vincolo, no? Non è una scelta politica, è una conseguenza del debito.
Esatto. Il debito al 138% del Pil mangia risorse che potrebbero andare altrove. Lo spread esercita pressione costante.
E i cittadini? Bonelli dice che milioni di italiani non ce la fanno più.
La Cgil stima che l'inflazione ha drenato 30 miliardi dai lavoratori tra il 2022 e il 2025. Ora se ne aggiungono altri 3,4-8 miliardi. La pressione fiscale è già al 43%.
Ma questo non è un problema della manovra 2027, è un problema strutturale. La manovra può alleviare, non risolvere.
Vero. Per questo il governo chiede flessibilità all'Europa. Spera che il contesto europeo cambi le regole.
El Pulso
- Scostamento deficit al 3,4% con solo 3,5 miliardi di margine nel 2027
- Spesa per interessi supera i 100 miliardi annui; debito pubblico al 138% del Pil
- Misure promesse: Irpef (2,5 miliardi), bollo auto (5 miliardi triennali), pensioni anticipate (1,6 miliardi annui)
- Drenaggio fiscale da inflazione stimato tra 3,4 e 8 miliardi; pressione fiscale al 43% nel 2026
- Governo chiede scostamento Ue di 14,4 miliardi per energia e difesa
Lo scostamento deficit al 3,4% lascia margini minimi: solo 3,5 miliardi nel 2027, mentre la spesa per interessi supera i 100 miliardi annui. La maggioranza chiede risorse per Irpef, aiuti under 35, pensioni e abolizione bollo auto, ma il Dpfp rende queste misure difficili da finanziare integralmente.
Il governo italiano affronta un rebus di risorse per la legge di bilancio 2027 con margini ridotti al 3,4% di scostamento deficit. Misure promesse dalla maggioranza rischiano di restare in sospeso per mancanza di coperture finanziarie.
Il governo italiano si trova di fronte a un dilemma finanziario che non ammette scorciatoie. Venerdì notte il Documento di programmazione finanziaria è stato consegnato al Parlamento, e i numeri che contiene trasformano le promesse della maggioranza in un esercizio di equilibrismo sul filo del rasoio. Lo scostamento di deficit autorizzato si ferma al 3,4%, una cifra che lascia margini minimi per manovrare: appena 3,5 miliardi di spazio nel 2027, mentre la spesa per interessi l'anno prossimo supera i 100 miliardi. Il debito pubblico sfiora il 138% del prodotto interno lordo, e lo spread esercita una pressione costante sui conti dello Stato.
La maggioranza ha investito capitale politico su una serie di misure che ora appaiono difficili da finanziare integralmente. C'è l'aumento della soglia di reddito per l'aliquota Irpef al 33%, che porterebbe da 50.000 a 60.000 euro il limite e costerebbe circa 2,5 miliardi. C'è la flat tax al 5% per i giovani neoassunti under 35, stimata intorno ai 350 milioni. C'è la promessa di una pensione anticipata a 64 anni, che comporterebbe una spesa di 1,6 miliardi annui. E c'è l'abolizione del bollo auto, una misura che richiede 2,3 miliardi già stanziati per il 2027 attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza, ma che per una stabilizzazione triennale ne comporterebbe circa 5 in totale. Il responsabile economico del Partito democratico Antonio Misiani sostiene che l'aumento della soglia Irpef costerà meno di quanto il fiscal drag porterà via, ma il Dpfp non lascia molto spazio a interpretazioni ottimistiche.
La pressione viene anche da altre direzioni. I sindacati hanno lanciato un allarme sul drenaggio fiscale provocato dall'inflazione, stimato tra 3,4 e 8 miliardi di euro che si aggiungono ai 30 miliardi che, secondo la Cgil, hanno pesato sui lavoratori tra il 2022 e il 2025. Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, ha denunciato una protesta sociale crescente: milioni di italiani non riescono più a stare al passo con i costi della vita. Maurizio Lupi di Noi Moderati propone di concentrare le risorse anche sui giovani, con zero tasse per gli under 30 e aiuti concreti per chi cerca casa attraverso una cedolare secca al 5% per gli affitti a lungo termine.
Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha lanciato un avvertimento venerdì sulla necessità di "maggiore attenzione" ai conti pubblici, un messaggio che il Dpfp ha reso concreto. Il parametro-chiave del nuovo patto di stabilità europeo, la spesa netta, non concede margini di ulteriore deficit nel 2027, lascia invece circa 3,5 miliardi di spazio di manovra nel 2028 e 6,5 miliardi nel 2029. Il governo conta su negoziati con l'Unione europea per ottenere scostamenti aggiuntivi attivando la clausola di salvaguardia nazionale: 14,4 miliardi di extra-deficit tra il 2027 e il 2028 per ciascuna delle due voci, energia e difesa. Uno stratagemma potrebbe essere utilizzare la clausola salvaguardia per spese già programmate in difesa o nella sicurezza energetica, reindirizzandole verso altri obiettivi.
Nella relazione al Parlamento sul Dpfp, sulla necessità energetica sono stati individuati interventi sul trasporto pubblico per gli studenti, aiuti alle imprese per rinnovabili e decarbonizzazione, e misure di energy release. Si parla di ecobonus e colonnine di ricarica, ma le richieste sono elevate. Aurelio Regina, vicepresidente di Confindustria per l'Energia, ha sottolineato che aiutare le famiglie è necessario, ma ridurre le bollette per le imprese deve essere una priorità.
Senza risorse aggiuntive dall'Europa, il governo dovrebbe ricorrere a rimodulazioni di spesa, cioè tagli, oppure a maggiori entrate. La tassazione degli extraprofitti rimane un nodo di tensione all'interno della coalizione, con la Lega che spinge e Forza Italia che frena. Un ulteriore aumento delle accise sui tabacchi è sempre possibile, ma arriva in un momento in cui la pressione fiscale ha già raggiunto il 43% nel 2026 secondo il Dpfp stesso. È uno scenario che spiega l'urgenza con cui l'Italia, insieme ad altri paesi europei, chiede all'Unione europea una maggiore "flessibilità" nei vincoli di bilancio. Con le elezioni alle porte nel 2027, il governo si trova stretto tra la necessità di mantenere i conti pubblici sotto controllo e la pressione politica di consegnare misure concrete ai cittadini.
Citas Notables
Le risorse devono concentrarsi anche sui giovani: proponiamo zero tasse per gli under 30 e un aiuto concreto per chi cerca casa— Maurizio Lupi, Noi Moderati
Sta crescendo una protesta sociale profonda perché milioni di italiani non ce la fanno più— Angelo Bonelli, Alleanza Verdi e Sinistra