Made in Italy Summit 2026: crescita e competitività globale in ottobre

Tracciare una rotta condivisa per rafforzare il valore del brand Italia
L'ambizione dichiarata del summit è contribuire a orientare la crescita delle imprese italiane in un contesto di profonda trasformazione economica globale.
Mark

Perché un summit digitale proprio in questo momento? Cosa rende urgente riunire questi nomi intorno al tema della crescita italiana?

Mimi

L'instabilità geopolitica, le tensioni commerciali, le catene di fornitura che si ridefiniscono — tutto questo crea incertezza. Le imprese italiane hanno bisogno di capire come navigare questo scenario. Un evento così riunisce chi decide e chi produce, per tracciare una strada condivisa.

Luke

Ma è importante notare che il summit è digitale. Non sappiamo quanti parteciperanno effettivamente, né quale sarà il livello di engagement reale rispetto a un evento in presenza. I nomi sono importanti, ma la partecipazione effettiva rimane una variabile non verificata.

Mark

Quali sono i settori che il summit metterà più in evidenza?

Mimi

Agrifood, automazione, lusso, aerospazio — le filiere dove l'Italia ha una posizione di forza riconosciuta. Ma anche finanza ed energia, perché senza resilienza finanziaria e energetica, anche le filiere più forti faticano.

Luke

Il programma è ancora in fase di definizione, almeno per quanto riguarda i dettagli specifici di ogni sessione. Sappiamo i temi generali, ma non ancora come verranno affrontati o quali dati concreti verranno presentati.

Mark

Chi sono i principali attori che porteranno la voce dell'industria italiana?

Mimi

Marcegaglia, ING Italia, FS International, i presidenti di Confindustria Moda e dell'agricoltura — sono figure che rappresentano davvero il tessuto produttivo italiano, dai grandi gruppi alle associazioni di categoria.

Luke

Vero, ma è una selezione. Non sappiamo se altre voci importanti dell'industria italiana saranno presenti, o se questa lista rappresenta una scelta editoriale dei promotori. La rappresentatività è sempre una domanda legittima.

Mark

Qual è l'obiettivo finale del summit?

Mimi

Delineare una rotta condivisa per rafforzare il brand Italia nel mondo e accompagnare la crescita delle imprese italiane mentre gli equilibri economici globali si trasformano profondamente.

Luke

È un obiettivo ambizioso. Rimane da vedere se tre giorni di discussione digitale potranno effettivamente produrre una "rotta condivisa" o se sarà più una raccolta di prospettive diverse. Il documento finale, se ci sarà, sarà importante per misurare l'impatto reale.

  • In un contesto segnato da tensioni geopolitiche, reshoring delle filiere e nuove guerre commerciali, il brand Italia si trova a dover dimostrare la propria resilienza su scala globale.
  • Il Summit convoca un parterre di alto profilo — dal Ministro Urso al Commissario Europeo Jorgensen, dalla Vice Presidente BEI Vigliotti ai vertici di Confindustria e grandi gruppi industriali — a testimonianza dell'urgenza percepita dal sistema.
  • Tre giornate di keynote, tavole rotonde e interviste punteranno a costruire una strategia condivisa su export, energia, finanza, innovazione e filiere d'eccellenza dall'agrifood all'aerospazio.
  • Il sostegno di partner come Enel, Fincantieri, Unicredit, Sace e Simest segnala che l'evento non è solo riflessione, ma anche terreno concreto di coordinamento tra pubblico e privato.
  • La traiettoria attesa è quella di un'agenda operativa capace di rafforzare la posizione italiana nei mercati tradizionali e di aprire nuove rotte verso i mercati emergenti di un mondo sempre più multipolare.

Ogni anno, in un momento preciso dell'autunno, l'Italia si ferma a interrogarsi sul proprio peso nel mondo. Dal 6 all'8 ottobre 2026, il Made in Italy Summit torna alla sua settima edizione con un titolo che è già una domanda: come si sostiene la crescita in un'epoca di instabilità? Ministri, commissari europei, economisti e capitani d'industria si riuniranno in formato digitale per cercare risposte che riguardano non solo le imprese italiane, ma la capacità di un intero sistema-paese di navigare un ordine globale in profonda trasformazione.

Giunto alla sua settima edizione, il Made in Italy Summit torna tra il 6 e l'8 ottobre 2026 con un titolo che cattura lo spirito del momento: "Sustaining growth in an age of instability". Promosso da Il Sole 24 Ore, Financial Times e Sky TG24, l'evento digitale riunisce una platea di decisori politici, imprenditori e studiosi chiamati a ragionare su come il sistema produttivo italiano possa crescere in uno scenario globale segnato da instabilità geopolitica, accelerazione tecnologica e ridefinizione delle catene di fornitura.

Tra i relatori confermati spiccano il Ministro delle Imprese Adolfo Urso, il Commissario Europeo per l'Energia Dan Jorgensen e la Vice Presidente della Banca Europea per gli Investimenti Gelsomina Vigliotti. Accanto a loro, economisti dell'OCSE, dirigenti del Ministero degli Esteri, la Vice Presidente di Confindustria per l'Export Barbara Cimmino, e i vertici di realtà come Marcegaglia, ING Italia, FS International e il Salone del Mobile di Milano.

Il programma delle tre giornate attraverserà i grandi assi della competitività italiana: scenari economico-finanziari, modernizzazione industriale, ruolo dell'energia e della finanza per la resilienza delle imprese, e la forza delle filiere d'eccellenza — dall'agrifood al lusso, dall'automazione all'aerospazio. Ampio spazio sarà riservato all'internazionalizzazione e alle strategie per consolidare il brand Italia tanto nei mercati maturi quanto in quelli emergenti.

A sostenere l'iniziativa un ecosistema di partner che comprende Accenture, Enel, Fincantieri, Unicredit, Sace e Simest tra i principali, e una serie di realtà del mondo agricolo, fieristico e tecnologico tra gli official partner. L'ambizione dichiarata è contribuire a tracciare una rotta condivisa per le imprese italiane in una fase in cui gli equilibri economici internazionali si stanno ridisegnando in profondità.

Tra il 6 e l'8 ottobre 2026, torna il Made in Italy Summit, l'appuntamento digitale giunto alla sua settima edizione e dedicato al posizionamento del brand Italia sui mercati globali. L'evento è promosso da tre tra le principali realtà editoriali internazionali: Il Sole 24 Ore, Financial Times e Sky TG24. Questa edizione porta il titolo "Sustaining growth in an age of instability" e riunisce un'ampia platea di decisori politici, imprenditori, top manager, economisti ed esperti sia italiani che internazionali, con l'obiettivo di analizzare come il sistema produttivo italiano possa crescere in uno scenario globale caratterizzato da instabilità geopolitica, trasformazioni tecnologiche rapide, nuove tensioni commerciali e una ridefinizione profonda delle catene di fornitura.

Tra i relatori già confermati figura Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, insieme a Dan Jorgensen, Commissario Europeo per l'Energia, e Gelsomina Vigliotti, Vice Presidente della Banca Europea per gli Investimenti. Accanto a loro parteciperanno Tim Bulman, Senior Economist e responsabile del desk Italia presso il Dipartimento di Economia dell'OCSE, Mauro Battocchi, Direttore Generale per la Crescita e la Promozione delle Esportazioni presso il Ministero degli Affari Esteri, e Barbara Cimmino, Vice Presidente di Confindustria per l'Export e l'Attrazione degli Investimenti. La lista dei partecipanti include anche Emma Marcegaglia, Presidente e Amministratore Delegato di Marcegaglia Holding, Andrea Diamanti, CEO di ING Italia, Luigi Corradi, Amministratore Delegato di FS International, e Maria Porro, Presidente del Salone Mobile Milano e di Assarredo.

Il programma delle tre giornate affronterà i principali fattori che determinano la competitività italiana. Verranno analizzati gli scenari economico-finanziari, la modernizzazione del tessuto industriale, il ruolo della finanza e dell'energia per la resilienza delle imprese, e la forza delle filiere di eccellenza che caratterizzano il Made in Italy: dall'agrifood all'automazione, dal lusso all'aerospazio. Ampio spazio sarà dedicato anche all'export e ai mercati esteri, con particolare attenzione alle opportunità di internazionalizzazione in un mondo sempre più multipolare e alla capacità delle imprese italiane di consolidare la propria posizione sia nei mercati tradizionali che in quelli emergenti.

Il format dell'evento prevede keynote speech, interviste e tavole rotonde di alto profilo, pensate per offrire un confronto approfondito sul futuro del Made in Italy e sulle strategie necessarie per sostenere investimenti, innovazione, sviluppo delle competenze, resilienza delle filiere e diversificazione dei mercati di sbocco. L'ambizione dichiarata è contribuire a tracciare una rotta condivisa che rafforzi il valore del brand Italia nel mondo e accompagni la crescita delle imprese italiane in una fase di profonda trasformazione degli equilibri economici internazionali.

L'edizione 2026 conta su un robusto supporto di partner. I main partner sono Accenture, Cerved, Enel, Fincantieri, Gruppo FS, Sace, Simest, Tim Enterprise e Unicredit. Gli official partner includono CIA Agricoltori Italiani, Coldiretti, Confagricoltura, il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana DOP, DHL Express Italy, Excellera, la Fondazione Fiera Milano, ING Italia, Lutech e Sitael.

Sustaining growth in an age of instability
— Titolo della settima edizione del Made in Italy Summit
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