A Parigi, il 6 gennaio, tre leader — Macron, Starmer e Zelensky — hanno firmato una dichiarazione d'intenti che potrebbe segnare una svolta nella storia della sicurezza europea: un impegno legalmente vincolante per schierare una forza multinazionale a protezione dell'Ucraina dopo un eventuale cessate il fuoco con la Russia. Circa 35 Paesi si sono riuniti nella Coalizione dei Volenterosi, con la partecipazione diretta degli emissari americani, segnalando che Washington è pronta a fare la sua parte nel monitoraggio della tregua. Mentre i diplomatici tracciavano i contorni di un futuro possibile,
Macron, Starmer e Zelensky firmano per forza multinazionale dopo tregua
Una forza di riassicurazione, non di combattimento
Allora, cosa è successo veramente a Parigi? È un accordo di pace o solo un'altra dichiarazione?
È una dichiarazione d'intenti, non un accordo di pace vero e proprio. Ma è significativa perché per la prima volta i leader europei e gli americani hanno messo nero su bianco cosa faranno dopo il cessate il fuoco.
Ma il cessate il fuoco non c'è ancora. Zelensky stesso ha detto che le questioni territoriali non sono risolte al 100%. Cosa significa esattamente "impegni legalmente vincolanti" se non sappiamo ancora dove finirà la guerra?
Buona domanda. Gli impegni scattano solo se la Russia attacca di nuovo dopo la tregua. Sono una forma di deterrenza, non una garanzia di pace.
E gli americani cosa garantiscono esattamente?
Guideranno il monitoraggio del cessate il fuoco e forniranno supporto alla forza multinazionale in caso di attacco russo. Inoltre, Witkoff ha detto che tutte le questioni difficili sulle garanzie di sicurezza sono state risolte.
Witkoff ha detto questo, ma non sappiamo cosa Trump pensi veramente. E poi, il monitoraggio guidato dagli americani significa che gli Usa avranno truppe sul terreno in Ucraina?
Non è ancora chiaro. Bloomberg ha scritto che i leader europei e i funzionari Usa mirano a finalizzare un accordo che includa la possibilità di truppe americane, ma non si sa quale ruolo avrebbero o dove sarebbero di stanza.
Quindi gli europei manderanno truppe, ma gli americani forse no?
Esattamente. La Francia parla di "migliaia" di soldati, il Regno Unito e la Francia creeranno hub militari. Ma l'Italia ha detto chiaramente no alle truppe sul terreno.
E la questione territoriale? Quella è il vero nodo. Washington sta pressando Kiev perché ritiri le truppe da Donetsk e Luhansk, ma Zelensky rifiuta.
Sì, e il Cremlino ha detto che conquisterà comunque questi territori militarmente, anche se ci vorranno anni. Quindi il cessate il fuoco potrebbe non risolvere nulla sul lungo termine.
Allora perché Zelensky ha firmato?
Perché almeno ottiene garanzie di sicurezza e una forza multinazionale che lo protegge. È meglio di niente, soprattutto se la Russia continua ad attaccare.
Ma continua ad attaccare adesso. Nella notte hanno lanciato 61 droni. Quindi le garanzie sono teoriche finché non c'è un accordo vero.
Der Puls
- Tre firme a Parigi sanciscono impegni vincolanti per proteggere l'Ucraina da futuri attacchi russi, con migliaia di soldati europei pronti al dispiegamento dopo la pace.
- La partecipazione diretta di Witkoff e Kushner al vertice segna un cambio di rotta di Washington, che si impegna a guidare il monitoraggio del cessate il fuoco.
- Le questioni territoriali su Donetsk e Luhansk restano un nodo irrisolto: la Russia esige il ritiro ucraino, Kiev rifiuta, e Washington preme su Zelensky ad accettare compromessi.
- Mentre i leader negoziano, la guerra non si ferma: tre civili uccisi in raid notturni russi, decine di feriti, e un massiccio attacco ucraino con droni contro obiettivi in territorio russo.
- Trump descrive un accordo come 'vicino', Kushner parla di 'tappa fondamentale', ma Zelensky avverte che le garanzie devono essere ratificate dal Congresso americano per avere piena forza.
A Parigi, il 6 gennaio, tre leader — Macron, Starmer e Zelensky — hanno firmato una dichiarazione d'intenti che potrebbe segnare una svolta nella storia della sicurezza europea: un impegno legalmente vincolante per schierare una forza multinazionale a protezione dell'Ucraina dopo un eventuale cessate il fuoco con la Russia. Circa 35 Paesi si sono riuniti nella Coalizione dei Volenterosi, con la partecipazione diretta degli emissari americani, segnalando che Washington è pronta a fare la sua parte nel monitoraggio della tregua. Mentre i diplomatici tracciavano i contorni di un futuro possibile, la guerra continuava a mietere vittime civili, ricordando che tra la firma di un documento e la pace vera resta ancora molta strada da percorrere.
A Parigi, il 6 gennaio, Emmanuel Macron, Keir Starmer e Volodymyr Zelensky hanno firmato una dichiarazione d'intenti per la creazione di una forza multinazionale destinata a proteggere l'Ucraina dopo un cessate il fuoco con la Russia. Il documento non è una promessa generica: contiene impegni legalmente vincolanti che scatteranno al termine del conflitto, prevedendo il dispiegamento di soldati europei e americani sul suolo ucraino per scoraggiare nuove aggressioni di Mosca.
Il vertice della Coalizione dei Volenterosi ha riunito circa 35 Paesi, con la partecipazione diretta degli emissari americani Steve Witkoff e Jared Kushner — un segnale concreto del cambio di postura di Washington. Gli Stati Uniti si impegnano a guidare il monitoraggio del cessate il fuoco e a sostenere la forza multinazionale in caso di nuove aggressioni russe. Francia e Gran Bretagna creeranno hub militari permanenti in Ucraina; Berlino ha aperto alla partecipazione di truppe tedesche. L'Italia ha confermato il sostegno politico ma ha escluso l'impiego di soldati italiani sul terreno, mentre la Polonia ha scelto un ruolo di leadership logistica anziché operativa.
Restano però nodi irrisolti. Il più critico riguarda il territorio: la Russia chiede il ritiro ucraino completo da Donetsk e Luhansk, Kiev rifiuta, e Washington esercita pressioni su Zelensky affinché accetti. Zelensky ha riconosciuto che le questioni territoriali non sono state risolte e che i negoziati continueranno. Trump ha definito un accordo 'vicino', ma ha ammesso che rimangono 'uno o due temi spinosi'.
Nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, mentre i leader si preparavano al vertice, la guerra non si è fermata. L'Ucraina ha lanciato un massiccio attacco con droni contro depositi di munizioni e impianti petroliferi russi. La Russia ha risposto con raid aerei che hanno ucciso almeno tre civili — una donna a Sumy, una a Zaporizhzhia, una a Tver — e ferito decine di persone. Zelensky ha ribadito che la diplomazia deve tradursi in risultati concreti: difesa aerea e assistenza militare, non solo firme.
A Parigi, nel pomeriggio del 6 gennaio, tre leader hanno messo la firma su un documento che potrebbe ridisegnare il futuro della sicurezza europea. Emmanuel Macron, Keir Starmer e Volodymyr Zelensky hanno sottoscritto una dichiarazione d'intenti per la creazione di una forza multinazionale destinata a proteggere l'Ucraina dopo un cessate il fuoco con la Russia. Non è una promessa vaga. Il documento contiene impegni legalmente vincolanti che scatteranno nel momento in cui la guerra finirà, e prevede il dispiegamento di migliaia di soldati europei e americani sul territorio ucraino per garantire che Mosca non torni all'attacco.
Il vertice della Coalizione dei Volenterosi ha riunito a Parigi circa 35 Paesi, con rappresentanti di 27 di essi al livello di capi di Stato o di governo. Per la prima volta in questo formato, gli emissari americani Steve Witkoff e Jared Kushner hanno partecipato direttamente ai lavori, segnalando un cambio di postura di Washington. Gli Stati Uniti si impegnano a guidare il monitoraggio del cessate il fuoco e a fornire supporto alla forza multinazionale in caso di ulteriori aggressioni russe. Secondo le bozze della dichiarazione finale, il monitoraggio sarà continuo e affidabile, con una partecipazione internazionale che coinvolgerà diversi membri della coalizione.
La Francia ha annunciato che potrebbe dispiegare migliaia di soldati francesi una volta firmata la pace. Macron ha precisato che non si tratta di forze di combattimento, ma di una "forza di riassicurazione" destinata a operare nei cieli, nei mari e a terra. La Gran Bretagna e la Francia creeranno hub militari permanenti in Ucraina per sostenere le necessità di difesa di Kiev nel lungo termine. La Germania ha aperto la porta alla partecipazione di truppe tedesche, mentre la Spagna si è mostrata possibilista. L'Italia, rappresentata dalla presidente Giorgia Meloni, ha confermato il suo sostegno alla sicurezza ucraina ma ha ribadito con chiarezza l'esclusione dell'impiego di truppe italiane sul terreno. La Polonia, invece, ha dichiarato che non invierà forze di peacekeeping, ma assumerà un ruolo di leadership logistica e organizzativa.
Le garanzie di sicurezza previste nel documento sono pensate per essere attivate nel momento in cui la Russia lanciasse un nuovo attacco armato. Possono includere l'impiego di capacità militari, supporto logistico e di intelligence, iniziative diplomatiche e l'adozione di ulteriori sanzioni. Una Commissione Speciale, composta da membri della coalizione, avrà il compito di gestire eventuali violazioni della tregua, attribuire responsabilità e determinare i provvedimenti da adottare. Zelensky ha sottolineato che queste garanzie devono essere ratificate dal Congresso americano per avere piena validità.
Nonostante i progressi, restano questioni spinose irrisolte. La più critica riguarda il territorio: la Russia chiede che l'Ucraina ritiri completamente le sue truppe dalle regioni di Donetsk e Luhansk nell'est, mentre Kiev rifiuta questa posizione. Washington sta esercitando pressione su Zelensky affinché accetti, sostenendo che altrimenti un accordo di pace non sarà possibile. Il Cremlino ha dichiarato che conquisterebbe comunque militarmente questi territori, anche se a un ritmo che richiederebbe anni. Zelensky ha affermato che le questioni territoriali "non sono state risolte al 100%" e che i negoziatori ucraini continueranno i colloqui.
Macron ha descritto la giornata come "storica per l'Ucraina e per l'Europa", sottolineando che per la prima volta c'è stato un lavoro coordinato tra la Coalizione dei Volenterosi, gli ucraini e gli americani, con gli Stati Uniti che hanno chiarito cosa sono pronti a fare. Kushner ha definito il vertice una "tappa fondamentale" verso un accordo di pace, affermando che tutte le questioni più difficili sulle garanzie di sicurezza sono state risolte durante gli incontri tra Trump e Zelensky a Mar-a-Lago a dicembre. Trump stesso ha dichiarato che un accordo è "vicino" e che se le cose procedono bene potrebbe arrivare entro poche settimane, anche se ha ammesso che restano "uno o due temi spinosi".
Mentre i leader europei e americani negoziavano a Parigi, la guerra continuava. Nella notte del 5-6 gennaio, le forze ucraine hanno lanciato un massiccio attacco con droni contro obiettivi russi, colpendo depositi di munizioni, impianti petroliferi e strutture militari in diverse regioni. La Russia ha dichiarato di aver intercettato 129 droni ucraini. Nel frattempo, gli attacchi aerei russi hanno continuato a colpire l'Ucraina: almeno tre civili sono stati uccisi in raid notturni, una donna a Sumy, una a Zaporizhzhia e una a Tver, in Russia occidentale. Zelensky ha ribadito che la diplomazia e l'assistenza concreta devono andare di pari passo, e che ogni incontro deve produrre risultati concreti in termini di difesa aerea e pacchetti di assistenza militare.
Bemerkenswerte Zitate
Una giornata storica per l'Ucraina e per l'Europa— Emmanuel Macron
Le questioni territoriali non sono state risolte al 100%— Volodymyr Zelensky
Abbiamo compiuto progressi significativi su diverse aree di lavoro cruciali, tra cui il nostro quadro di garanzie di sicurezza bilaterali— Steve Witkoff, inviato speciale di Trump