Lo sconto Eni del 30% nasce da un listino aumentato nella notte

Lo sconto nasce da un listino aumentato nella notte
Il prezzo di riferimento per il calcolo del 30% è salito del 21% il 1° ottobre rispetto al giorno precedente.
Mark

Allora, se ho capito bene, Eni dice che offre il 30% di sconto, ma il prezzo che paghi davvero non scende quasi per niente. Come è possibile?

Mimi

Perché il 30% è calcolato su un prezzo di listino che è stato aumentato proprio il giorno in cui è partita la promozione. È come se alzassi il prezzo di una maglietta da 10 a 13 euro e poi la vendessi con il 30% di sconto, finendo a 9,10 euro. Formalmente lo sconto è vero, ma il prezzo finale è più basso di quello originale di soli 90 centesimi.

Luke

Aspetta, però. Il comunicato di Eni dice chiaramente in nota che il confronto è con l'offerta base del 1° ottobre, no? Quindi tecnicamente non stanno mentendo.

Mimi

No, non mentono. Ma la nota è in piccolo, e quando leggi "30% di sconto" in grande, la tua mente non immagina che il prezzo di riferimento sia stato cambiato poche ore prima. È una questione di trasparenza, non di legalità.

Mark

Quanto risparmia davvero una famiglia?

Mimi

Dipende. Con l'addebito diretto, che dà un ulteriore 5% di sconto, risparmi circa 4 euro l'anno sulla luce e 6 euro sul gas. Senza addebito diretto, meno di 1 euro per fornitura. Eni dice 100 euro, ma quel numero viene dal confronto con i prezzi del 1° ottobre, non con quelli del giorno prima.

Luke

Ma il prezzo di listino era già salito a metà settembre, giusto? Non è che Eni l'ha inventato dal nulla il 1° ottobre.

Mimi

Vero. In due mesi e mezzo il listino è quasi raddoppiato, seguendo in parte il mercato all'ingrosso. Ma il ritocco del 1° ottobre ha riguardato solo la tariffa a due anni su cui si calcola lo sconto, non la versione a 12 mesi. È una scelta strategica.

Mark

Quindi il valore reale della promozione è quello che conta, non lo sconto percentuale.

Mimi

Esattamente. Se risparmi 4-6 euro l'anno, è un risparmio reale, anche se piccolo. Ma il modo in cui è comunicato suggerisce qualcosa di molto più grande.

Luke

C'è un'altra cosa: il comunicato dice che l'offerta è valida fino al 24 ottobre, ma sul sito ufficiale di ARERA risulta valida fino al 14 ottobre. Quale data è corretta?

Mimi

Buona domanda. Non lo sappiamo. È un'incongruenza che rende ancora meno trasparente tutta la comunicazione.

Mark

Allora, riassumendo: Eni offre un vero sconto, ma il prezzo di riferimento è stato alzato la notte prima, e il risparmio reale è molto più piccolo di quanto la comunicazione suggerisce.

Mimi

Sì. È un'operazione formalmente corretta ma comunicata in modo da creare un'impressione molto diversa dalla realtà.

  • Il 1° ottobre Eni Plenitude lancia una promozione con un taglio del 30% su luce e gas, cavalcando un momento di tensioni energetiche internazionali.
  • Nella notte tra il 30 settembre e il 1° ottobre, il listino base della tariffa Fixa Time 24 aumenta del 21%, gonfiando il prezzo barrato da cui si misura lo sconto.
  • Il prezzo finale che i clienti pagheranno cala in realtà meno del 2% rispetto al giorno precedente, con risparmi reali di 4-6 euro annui per fornitura invece dei circa 100 euro comunicati.
  • Il confronto ufficiale di Eni è tecnicamente corretto — ma confronta la nuova offerta con una versione base della stessa tariffa al prezzo del 1° ottobre, non con i prezzi vigenti il giorno prima.
  • Il listino della Fixa Time 24 è quasi raddoppiato in due mesi e mezzo, con un ritocco del 1° ottobre applicato solo alla tariffa biennale su cui si calcola lo sconto, lasciando invariata quella a 12 mesi.
  • Una discrepanza nelle date — il 24 ottobre nel comunicato stampa contro il 14 ottobre sul Portale Offerte ARERA — aggiunge un'ulteriore opacità a un'offerta già difficile da decifrare.

Nel giorno in cui Eni Plenitude annunciava uno sconto del 30% su luce e gas, il listino di riferimento da cui quello sconto veniva calcolato era già stato silenziosamente aumentato del 21% nella notte precedente. È una storia antica quanto il commercio: la percezione del risparmio e il risparmio reale non sempre abitano lo stesso numero. Per una famiglia tipo, la differenza tra i due ammonta a pochi euro l'anno — non ai cento promessi dalla comunicazione ufficiale.

Il 1° ottobre Eni Plenitude ha presentato la tariffa Fixa Time 24 Smart come un'opportunità di risparmio del 30% su luce e gas, con prezzo bloccato per due anni. L'annuncio è arrivato in un contesto di volatilità energetica, quando altre compagnie stavano introducendo misure di protezione sui costi. Ma confrontando i prezzi effettivi del 1° ottobre con quelli del giorno precedente, lo sconto promesso si dissolve quasi interamente.

Il meccanismo è nel listino di riferimento. Nella notte tra il 30 settembre e il 1° ottobre, il prezzo pieno della tariffa — quello barrato sul sito — è salito del 21%: per la luce da 0,1716 a 0,2079 euro per kWh, per il gas da 0,72 a 0,87 euro per Smc. Il prezzo finale pagato dai clienti è rimasto invece quasi invariato, calando di frazioni di centesimo. Con addebito diretto in conto corrente, il risparmio reale è dell'1,6% sulla luce e dell'1,8% sul gas rispetto al 30 settembre. Senza addebito, si scende sotto l'1%.

Per una famiglia tipo con consumi annui di 2.000 kWh di luce e 600 Smc di gas, il risparmio concreto è di circa 4,40 euro sulla luce e 6,30 euro sul gas — non i cento euro per fornitura stimati da Eni. Quei cento euro emergono da un confronto con la versione base della stessa tariffa al prezzo del 1° ottobre, un termine di paragone citato solo in una nota a piè di pagina del comunicato del 29 settembre.

Sul sito, l'effetto visivo amplifica ulteriormente la distanza: il prezzo barrato sale mentre quello finale resta fermo, facendo apparire lo sconto intorno al 32% quando il valore reale della promozione è ben inferiore. Gli aumenti del listino non sono nuovi: dal 13 luglio al 1° ottobre il prezzo della luce è quasi raddoppiato, seguendo in parte il mercato all'ingrosso — il PUN a settembre è salito del 15% rispetto ad agosto — ma con ritocchi specifici applicati solo alla tariffa biennale. Resta anche un'incongruenza nelle date di scadenza dell'offerta: il 24 ottobre nel comunicato, il 14 ottobre sul Portale Offerte ARERA.

Eni Plenitude ha annunciato il 1° ottobre una promozione che prometteva il 30% di sconto su luce e gas con la tariffa Fixa Time 24 Smart, un'offerta a prezzo bloccato per due anni. La comunicazione è arrivata in un momento di tensioni geopolitiche che avevano spinto altre compagnie energetiche a introdurre tetti sui costi dei carburanti. Ma quando si confrontano i prezzi effettivi che i clienti pagheranno il 1° ottobre rispetto al giorno precedente, lo sconto annunciato svanisce quasi completamente.

Il trucco sta nel listino di riferimento. Il prezzo pieno da cui si calcola lo sconto del 30% — quello che appare barrato sul sito — è salito proprio nella notte tra il 30 settembre e il 1° ottobre. Per la luce, il listino è passato da 0,1716 euro per kWh a 0,2079 euro, un aumento del 21%. Per il gas, da 0,72 euro per Smc a 0,87 euro, lo stesso 21% in più. Nel frattempo, il prezzo finale che i clienti pagheranno è rimasto quasi invariato: per la luce è sceso di soli 0,22 centesimi per kWh, per il gas di 1,05 centesimi per Smc.

I numeri reali del risparmio sono molto diversi da quelli comunicati. Con l'addebito diretto in conto corrente, che offre un ulteriore 5% di sconto, il prezzo della luce cala dell'1,6% e quello del gas dell'1,8% rispetto al 30 settembre. Senza addebito diretto, la riduzione scende allo 0,2% per la luce e allo 0,5% per il gas. Per una famiglia tipo che consuma 2.000 kWh di luce e 600 Smc di gas all'anno, il risparmio reale è di 4,40 euro sulla luce e 6,30 euro sul gas con addebito diretto, scendendo a meno di 1 euro per fornitura senza addebito. Eni stima invece un risparmio di circa 100 euro l'anno per ciascuna fornitura, ma quel calcolo confronta la nuova offerta con la versione base della stessa tariffa al prezzo del 1° ottobre, non con i prezzi in vigore il giorno prima.

Formalmente, il confronto è corretto: l'offerta base esiste e si può sottoscrivere. Ma il comunicato stampa del 29 settembre, in una nota a piè pagina, specifica che il termine di paragone è la "Fixa Time 24 base dal 1° ottobre", un dettaglio che difficilmente emerge quando si legge "30% di sconto". Chi consulta il sito vede il prezzo barrato salire e il prezzo finale restare quasi uguale, creando una distanza visiva che amplifica lo sconto mostrato da circa il 16% a circa il 32%, quando in realtà il valore reale della promozione è molto inferiore.

Gli aumenti del listino non sono una novità. Secondo i dati del Portale Offerte di ARERA, il sito pubblico dove i venditori comunicano le loro tariffe, il prezzo pieno della Fixa Time 24 era già salito a metà settembre. In due mesi e mezzo, dal 13 luglio al 1° ottobre, il listino della luce è quasi raddoppiato, passando da 0,1100 a 0,2079 euro per kWh, e quello del gas è cresciuto da 0,465 a 0,87 euro per Smc. Una parte di questi aumenti ha seguito il mercato all'ingrosso: a settembre il PUN, il prezzo medio dell'elettricità in Italia, è salito del 15% rispetto ad agosto, e il PSV del gas è cresciuto del 13%. Ma il ritocco del 1° ottobre ha riguardato soltanto la tariffa a due anni su cui si calcola lo sconto, mentre la vecchia Fixa Time a 12 mesi è rimasta ai prezzi fissati il 16 settembre.

C'è anche un'incongruenza nei dettagli della promozione. Il comunicato di Plenitude indica il 24 ottobre come ultimo giorno per aderire, ma sul Portale Offerte la versione attuale della Fixa Time 24 Smart risulta valida fino al 14 ottobre. L'iniziativa rimane comunque un'offerta a prezzo fisso per due anni in un momento di volatilità dei mercati energetici, ma il valore effettivo della promozione è molto inferiore a quanto la comunicazione suggerisce.

Il prezzo pieno da cui si calcola lo sconto, quello che sul sito compare barrato, è salito proprio il giorno in cui è partita la promozione
— Analisi di dday.it
Eni stima un risparmio di circa 100 euro l'anno sulla luce e altrettanti sul gas, ma quel calcolo confronta la Smart con l'offerta base del 1° ottobre, cioè con prezzi che fino al giorno prima non erano in vigore
— Analisi di dday.it
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