L'Italia tiene testa alla Francia: 1-1 allo Stade de France

Ogni uscita dalla difesa era un potenziale contropiede
L'Italia ha mantenuto una disciplina tattica perfetta, senza sprecare palloni per novanta minuti.
Mark

Cosa significa davvero questo pareggio per l'Italia? È una vittoria mascherata o semplicemente un buon risultato?

Mimi

È entrambe le cose. Contro la Francia di Zidane, in casa loro, con 77.000 persone che osannano il loro allenatore, non concedere la vittoria è significativo. Ma quello che importa di più è come l'Italia l'ha fatto: con organizzazione, disciplina tattica, senza sprecare palloni.

Luke

Però bisogna dire che la Francia nel primo tempo non ha mai veramente minacciato. Donnarumma non ha avuto molto da fare. È nel secondo tempo che i Bleus hanno cambiato passo, e lì l'Italia ha sofferto.

Mimi

Vero. Ma quando la Francia è diventata pericolosa, l'Italia ha trovato il modo di pareggiare. E non è stato un gol fortunato: Bastoni ha letto bene il gioco, ha rubato palla, ha avanzato.

Mark

Kean ha sbagliato due occasioni clamorose nel primo tempo. Se le avesse sfruttate, la storia sarebbe diversa?

Luke

Sì, ma è anche vero che Kean ha ritrovato gli strappi che lo caratterizzano. Non è stato una nullità. E comunque, il merito della Francia è che ha saputo reagire nel secondo tempo.

Mimi

Quello che mi colpisce è la coerenza. Mancini ha dato un'idea di gioco agli azzurri, e loro l'hanno seguita per novanta minuti. Ogni movimento aveva uno scopo. Non è una cosa banale.

Mark

Donnarumma ha fatto tre interventi decisivi. Senza di lui, la Francia avrebbe vinto?

Luke

Probabilmente sì. Ma è anche vero che la difesa davanti a lui è stata solida. Bastoni e Scalvini hanno costruito un muro.

Mimi

E Frattesi in mezzo al campo ha fatto un lavoro sporco ma essenziale. Non è uno che fa notizia, ma è stato fondamentale.

Mark

Cosa aspettarsi dall'Italia da qui in avanti?

Mimi

Che continui su questa strada. Ha dimostrato di saper competere ai massimi livelli, di saper leggere il gioco, di saper reagire quando le cose si mettono male.

Luke

Ma una partita non fa una stagione. Bisogna vedere se l'Italia riesce a mantenere questa coerenza tattica anche contro squadre meno forti, quando il rischio è di rilassarsi.

  • La Francia parte forte nel secondo tempo e sembra travolgere gli azzurri, con Donnarumma costretto a miracoli ripetuti per tenere a galla l'Italia.
  • Olise trasforma una punizione perfetta al 69' e porta i Bleus in vantaggio, lasciando l'Italia a inseguire in uno stadio che ruggisce.
  • Mancini cambia le carte in tavola inserendo Barella e Vergara, cercando di ridare ritmo e coraggio a una squadra che rischiava di spegnersi.
  • Un errore grave di Da Cunha in disimpegno regala il pallone a Bastoni, che avanza e batte Maignan al 68' riportando tutto in parità.
  • Nel finale, con la Francia in dieci per l'espulsione di Upamecano, l'Italia sfiora la vittoria ma il pareggio resiste — e sa di pietra miliare.

Allo Stade de France, davanti a settantasette mila spettatori, l'Italia di Mancini ha strappato un pareggio alla Francia di Zidane che va oltre il semplice risultato: è la conferma che una squadra può ritrovarsi, imparare e tornare a competere con le grandi. In un confronto che non è mai ordinario tra queste due nazioni, gli azzurri hanno mostrato disciplina, identità e la capacità di resistere anche quando la corrente spingeva contro.

Allo Stade de France, davanti a 77.000 spettatori, l'Italia ha conquistato un pareggio che vale molto più di un punto. La Francia di Zinedine Zidane, tornato alla guida dei Bleus con il peso enorme delle aspettative, ha trovato di fronte a sé una squadra che non aveva alcuna intenzione di farsi intimidire. Mancini e Zidane lo avevano anticipato: questa non è una partita ordinaria. La serata ha confermato ogni parola.

Gli azzurri sono arrivati a Parigi dopo un esordio deludente contro il Belgio, riscattato con una netta vittoria sulla Turchia. Stasera hanno confermato la traiettoria ascendente. Per tutto il primo tempo hanno dominato con disciplina tattica: ogni uscita dalla difesa era un potenziale contropiede, ogni movimento aveva uno scopo. Bastoni e Scalvini hanno costruito un muro, Frattesi si è rivelato il più lucido a centrocampo, e Donnarumma ha risposto presente con almeno tre interventi decisivi. Le occasioni più nitide sono state tutte azzurre, ma Kean e Frattesi non hanno saputo concretizzare.

Nel secondo tempo la Francia è tornata in campo con un'intensità diversa. Donnarumma ha compiuto un vero miracolo su Doué, poi ha negato il gol a Olise. Ma al 24' della ripresa Fagioli ha commesso fallo su Cherki, e Olise ha trasformato la punizione con un sinistro incrociato imprendibile. La Francia era avanti, e la partita sembrava mettersi in salita.

Mancini ha risposto con i cambi, inserendo Barella e Vergara. L'Italia ha continuato a spingere e al 68' è arrivato il pareggio: pressione azzurra, errore grave di Da Cunha in disimpegno, Bastoni che ruba il pallone, avanza e batte Maignan. Nel finale, con Upamecano espulso per fallo su Kean, l'Italia ha sfiorato la vittoria senza trovarla. L'uno a uno è il risultato più giusto, e il pareggio a Parigi è una pietra miliare nel percorso di ricostruzione degli azzurri.

Allo Stade de France, davanti a 77.000 spettatori, l'Italia ha strappato un pareggio che sa di vittoria morale. La Francia di Zinedine Zidane, tornato alla guida dei Bleus con tutto il peso delle aspettative che circondano il suo ritorno, ha trovato un'Italia che non aveva intenzione di farsi intimidire. Mancini e Zidane lo avevano detto in modi diversi: Francia-Italia non è una partita ordinaria. La serata ha confermato ogni parola.

Gli azzurri sono arrivati a Parigi dopo un percorso altalenante. L'esordio contro il Belgio era stato deludente, ma quattro giorni dopo avevano demolito la Turchia, segnalando una squadra capace di imparare e correggere. Stasera hanno confermato quella traiettoria ascendente. Per novanta minuti hanno mantenuto una solidità difensiva quasi perfetta, con Gigio Donnarumma costretto a interventi decisivi almeno tre volte, e un'organizzazione tattica che non ha mai concesso spazi. Bastoni e Scalvini al centro della difesa hanno costruito un muro che la Francia ha faticato a sfondare, protetti da un centrocampo che non sprechiava palloni e che in Frattesi trovava il suo interprete più lucido. Kean in attacco ha ritrovato gli strappi che lo caratterizzano, anche se sotto porta ha commesso errori che in altre circostanze avrebbero potuto costare caro.

Il primo tempo è stato una lezione di disciplina tattica. L'Italia ha interpretato lo spartito di Mancini con precisione: ogni uscita dalla difesa era un potenziale contropiede, ogni movimento aveva uno scopo. Le occasioni più nitide sono state tutte azzurre. Al nono minuto Esposito ha lanciato Kayode sulla destra, il cross era perfetto sul secondo palo per Kean, ma l'attaccante del Como ha sparato il pallone addosso a Maignan a porta spalancata. Poco dopo, Frattesi si era trovato il pallone in area dopo due mischia a quattro minuti dalla fine della frazione, ma il suo destro è uscito di poco. Kean aveva anche esultato per un gol che però è stato annullato per fuorigioco evidente. La Francia aveva avuto l'iniziativa per lunghi tratti, ma non era mai riuscita a creare pericoli reali. Si andava al riposo con gli azzurri soli a recriminare.

Il secondo tempo ha cambiato il volto della partita. La Francia è tornata in campo con un'intensità diversa, e dopo quattro minuti Donnarumma ha dovuto fare un vero miracolo su Doué, non trattenendo il tiro e poi negando il gol a Dembelé da due passi. La Francia sembrava incontenibile. Olise è andato via e ha tirato, Donnarumma si è disteso per negargli il gol. Ma al ventiquattresimo minuto del secondo tempo non c'è stato nulla da fare: Fagioli ha commesso fallo su Cherki e ha preso l'ammonizione. Olise si è presentato dal dischetto e ha battuto una punizione perfetta, il sinistro incrociato lontanissimo da Donnarumma. La Francia era in vantaggio, e per un momento la partita sembrava in salita per gli azzurri.

Mancini ha provato a cambiare le cose, togliendo Pio Esposito e Fagioli per inserire Vergara e Barella. L'Italia ha continuato ad annaspare, la Francia sembrava padrona della situazione. Ma al sessantottesimo minuto è arrivato il pareggio. L'Italia si era riaffacciata nella metà campo avversaria pressando i difensori francesi, e la Francia ha commesso un errore grave in disimpegno. Da Cunha si è addormentato, Bastoni è arrivato come un bolide sulla tre quarti, ha rubato il pallone, ha avanzato e ha battuto Maignan. Un minuto dopo Donnarumma ha fatto un altro intervento strepitoso su Rabiot. Nel finale, quando Upamecano ha lasciato i suoi in dieci per un fallo su Kean, l'Italia avrebbe potuto segnare ancora, ma un altro miracolo di Donnarumma nel recupero ha salvato il risultato.

L'uno a uno è il risultato più giusto. La Francia ha campioni e ha vinto tre mondiali senza l'Italia, che li guardava dalla televisione. Stasera gli azzurri hanno dimostrato che credono nello spartito del loro allenatore, che sanno leggere il gioco e che sono capaci di competere ai massimi livelli. Non hanno mai sprecato un pallone, ogni movimento aveva uno scopo. Bastoni si è confermato goleador e difensore solido. Donnarumma è stato decisivo. L'Italia si conferma sulla strada giusta, e il pareggio a Parigi è una pietra miliare in questo percorso di ricostruzione.

Francia-Italia non è mai una partita come le altre
— Mancini e Zidane
L'Italia ha dimostrato solidità difensiva e organizzazione tattica, senza mai sprecare un pallone
— Dalla prestazione della squadra
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