Legge elettorale, primo scoglio superato: maggioranza compatta nel voto segreto

La battaglia si trasferirà fuori da queste aule, nel paese e nelle piazze
L'opposizione promette di mobilitare il paese contro la riforma, come accadde con il referendum di marzo.
Mark

Cosa significa esattamente che la maggioranza ha "superato il primo scoglio"? Cosa potrebbe ancora andare storto?

Mimi

Il primo scoglio era convincere i propri deputati a votare compatto in un voto segreto. Quando il voto è segreto, i deputati possono votare diversamente da quello che il partito si aspetta. Qui invece sono rimasti uniti: 229 voti contrari alle pregiudiziali. Ma ci sono ancora tre settimane di fiducie al governo, e poi il voto finale dell'8 ottobre, sempre segreto. E dopo, la Corte Costituzionale potrebbe bloccare tutto.

Luke

Ma aspetta: quei 229 voti includono anche Futuro Nazionale, giusto? Quindi non è proprio la maggioranza originaria che tiene compatta. E poi, il fatto che il governo metta tre fiducie separate suggerisce che non è così sicuro di avere i numeri su ogni singolo articolo, no?

Mimi

Esatto. Futuro Nazionale ha votato con loro, ma non è formalmente parte della coalizione. E sì, le tre fiducie sono una strategia per evitare che i deputati insoddisfatti votino contro in segreto su articoli specifici. Se non mettessero la fiducia, potrebbero perdere.

Mark

E l'opposizione cosa può ancora fare?

Mimi

Continuerà a votare contro, ma sa che non ha i numeri in Parlamento. Punta tutto su una mobilitazione popolare dopo l'approvazione, come è successo con il referendum di marzo. E naturalmente spera che la Corte Costituzionale blocchi la legge.

Luke

Ma qui c'è una cosa che non è chiara dal reporting: quanti deputati della maggioranza potrebbero effettivamente votare contro se non ci fosse la fiducia? Tre fiducie su tre articoli suggerisce che il governo è preoccupato, ma non sappiamo di quanto.

Mimi

Vero. Il numero esatto dei "malpancisti" potenziali non emerge dal racconto. Sappiamo che il governo è preoccupato abbastanza da usare la fiducia, ma non sappiamo se parliamo di 5 deputati o di 30.

Mark

E Azione? Perché ha votato con l'opposizione se è un partito di centro?

Mimi

Azione critica sia il contenuto della riforma che il metodo. Dice che è incostituzionale e che il governo sta forzando i tempi. Ha deciso di stare con l'opposizione su questa questione specifica.

Luke

Ma il reporting non spiega bene quali siano le critiche specifiche di Azione. Sappiamo che critica "metodo e tempistica", ma cosa significa esattamente? È una critica di merito o procedurale?

Mimi

Il pezzo non lo specifica. Sappiamo che Azione ha votato no, ma i dettagli delle sue obiezioni rimangono vaghi.

Mark

Riccardo Magi e lo sciopero della fame: è una cosa seria o è più una protesta simbolica?

Mimi

È una protesta seria. Magi chiede che le firme per candidarsi possano essere raccolte digitalmente, non solo cartacee. Dice che l'innalzamento delle sottoscrizioni richieste è antidemocratico perché favorisce i partiti grandi. Lo sciopero della fame è il suo modo di mantenere l'attenzione sulla questione.

Luke

Ma il reporting non dice se lo sciopero sta avendo effetto, se altri deputati lo stanno sostenendo, o se il governo sta considerando di cambiare questa norma. È una protesta isolata o ha seguito?

Mimi

Non lo sappiamo dal pezzo. Sappiamo che Magi la continua, ma non sappiamo se sta guadagnando trazione.

  • 229 voti contrari alle pregiudiziali in voto segreto
  • Solo 7 deputati assenti su 233 della maggioranza
  • Voto finale fissato per l'8 ottobre alle 12.30
  • Tre fiducie governative previste la settimana precedente

La maggioranza ha respinto tutte e 5 le pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni, con solo 7 deputati assenti su 233. Futuro Nazionale ha votato con il centrodestra, mentre Azione si è schierata con le opposizioni criticando metodo e tempistica della riforma.

Il centrodestra approva a scrutinio segreto le pregiudiziali sulla riforma elettorale con 229 voti contrari, dimostrando compattezza. Il voto finale è fissato per l'8 ottobre.

La maggioranza ha superato il primo ostacolo sulla strada della riforma elettorale. Mercoledì a Montecitorio, in un voto a scrutinio segreto che ha riempito l'aula come accade solo nelle occasioni più importanti, il centrodestra ha respinto tutte e cinque le pregiudiziali di costituzionalità sollevate dalle opposizioni. I numeri sono stati netti: 229 voti contrari, con una compattezza che ha sorpreso persino gli stessi deputati della coalizione. Su 233 deputati della maggioranza, solo 7 erano assenti e 3 in missione ufficiale, tra cui la premier e il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin. Anche dalle opposizioni i banchi erano pieni: tutti i leader si sono presentati in aula dalla mattina presto, consapevoli dell'importanza del momento.

A sorprendere è stato anche il voto di Futuro Nazionale, che ha deciso di schierarsi con il centrodestra rifiutando di votare quelle che ha definito "pregiudiziali ridicole". Il partito ha così dimostrato di voler restare compatto con la maggioranza su una questione che Giovanni Donzelli, responsabile dell'organizzazione di Fratelli d'Italia, ha descritto come avente "un valore politico enorme". Diversa la posizione di Azione, che ha criticato sia il testo della riforma che il metodo e la tempistica con cui viene portata avanti, votando insieme alle altre opposizioni contro il provvedimento.

L'atmosfera in aula è stata tesa. I deputati dell'opposizione hanno moltiplicato gli attacchi. Il Movimento Cinque Stelle ha accusato la maggioranza di essere "disperata" e di cercare di "imbullonarsi al potere". Nicola Fratoianni di Avs ha definito la riforma "l'ennesima forzatura incostituzionale". Roberto Giachetti ha puntato il dito sulla questione della predeterminazione dei candidati da parte dei partiti, mentre Riccardo Magi ha rinnovato le sue critiche sull'innalzamento delle sottoscrizioni necessarie per candidarsi, proseguendo nel suo sciopero della fame per chiedere la possibilità di raccogliere firme digitali.

Ma il vero banco di prova arriverà l'8 ottobre, quando è fissato il voto finale sulla riforma. Prima di quella data, però, il governo dovrà affrontare una settimana decisiva. Lunedì mattina metterà tre fiducie sui primi tre articoli del provvedimento che sono stati modificati al Senato. I primi due articoli, sui quali sono stati presentati circa sessanta emendamenti in aula, riguardano le preferenze e le firme dei candidati. Il terzo articolo, che verrà votato mercoledì sempre con fiducia, riguarda una revisione territoriale dei collegi di Merano, Bolzano e Bressanone. Sebbene su questo articolo non siano stati presentati emendamenti, il governo ha deciso comunque di mettere la fiducia per evitare sorprese dovute a possibili voti segreti di deputati insoddisfatti della maggioranza.

Un altro articolo verrà votato senza fiducia ma a scrutinio palese: si tratta della modifica all'articolo 8 riguardante l'estensione del voto dei fuorisede ai caregiver. Su questa materia, che non è direttamente legata alla trasformazione dei voti in seggi, non è possibile richiedere il voto segreto. L'articolo era stato votato all'unanimità al Senato, quindi non presenta particolari rischi. Dopo l'esame degli ordini del giorno nel pomeriggio del 7 ottobre, il voto finale si terrà l'8 ottobre alle 12.30.

Se la maggioranza ha tirato un sospiro di sollievo dopo il risultato di mercoledì, l'opposizione si prepara a proseguire la battaglia. Gianni Cuperlo del Partito Democratico ha promesso che "se questo scempio sarà approvato, dal giorno successivo la battaglia si trasferirà fuori da queste aule nel paese e nelle piazze", facendo riferimento al successo del referendum del marzo scorso che aveva visto l'Italia mobilizzarsi contro le politiche del governo. L'opposizione conta di ricreare quello stesso spirito referendario, trasformando la riforma elettorale in una questione che vada oltre i confini del Parlamento.

Intanto, gli occhi della maggioranza sono già rivolti a un altro ostacolo: la Corte Costituzionale. Un esponente della Lega, commentando il risultato di mercoledì, ha detto che "a livello parlamentare è andata", ma ha aggiunto che "bisognerà vedere la Consulta". La strada verso l'approvazione definitiva della riforma è ancora lunga, e il voto del 8 ottobre rappresenta solo una tappa intermedia di un percorso che potrebbe ancora riservare sorprese.

Ha un valore politico enorme
— Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d'Italia, sul voto finale dell'8 ottobre
Se questo scempio sarà approvato, dal giorno successivo la battaglia si trasferirà fuori da queste aule nel paese e nelle piazze
— Gianni Cuperlo, Partito Democratico
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