L'acqua dei ruscelli di montagna: limpida non significa potabile

L'infezione da Giardia provoca diarrea, crampi addominali, nausea e disidratazione con sintomi che compaiono una o due settimane dopo e possono durare settimane.
La limpidezza non dice nulla sulla sicurezza
L'acqua di montagna può sembrare pura ma contenere microrganismi invisibili capaci di causare malattie.
Mark

Allora, se capisco bene, l'acqua di montagna non è automaticamente sicura solo perché è limpida?

Mimi

Esattamente. La limpidezza è solo un'apparenza. Batteri, virus e protozoi come la Giardia sono invisibili. L'acqua può sembrare perfetta e contenere comunque agenti patogeni.

Luke

Ma da dove arrivano questi contaminanti in alta montagna? Non è un'area remota?

Mimi

Remota non significa sterile. Ci sono animali selvatici, bestiame al pascolo, rifugi, insediamenti sparsi. E l'acqua scorre da monte, portando con sé quello che trova.

Mark

Quindi anche una sorgente che sgorga dalla roccia non è sicura?

Mimi

Una sorgente ben protetta può essere più sicura di un torrente superficiale, ma nemmeno questo garantisce la potabilità automaticamente. Senza certificazione, non possiamo saperlo.

Luke

E se qualcuno ha bevuto da quelle sorgenti per anni senza problemi? Non significa che sia sicura?

Mimi

No. Significa solo che è stato fortunato. La Giardia, per esempio, ha un periodo di incubazione di una o due settimane. Potrebbe non manifestarsi subito, o potrebbe non infettare tutti allo stesso modo.

Mark

Qual è il metodo più pratico per un'escursione?

Mimi

Portare acqua sufficiente da casa è la soluzione più semplice. Se devi usare fonti locali, i filtri portatili sono utili, ma devi sapere cosa eliminano. Filtrare e poi disinfettare è ancora più sicuro.

Luke

I filtri non eliminano tutto, giusto?

Mimi

Giusto. Dipende dalla porosità. Quelli da un micron eliminano i protozoi, quelli da zero virgola tre micron eliminano anche molti batteri, ma i virus spesso passano. Per questo la combinazione è migliore.

Mark

E la bollitura?

Mimi

Funziona, ma richiede tempo e attrezzatura. Un minuto a livello del mare, tre minuti sopra i millenovecentottanta metri. Non è sempre pratico in montagna.

Luke

Quindi il consiglio finale è: pianificare prima di partire?

Mimi

Sì. Sapere quanta acqua serve, quali fonti affidabili ci sono, se sono attive. Non affidarsi a una sorgente non verificata come unica fonte.

  • La Giardia provoca diarrea, crampi, nausea e disidratazione con sintomi che compaiono una o due settimane dopo l'infezione
  • L'acqua deve bollire per almeno un minuto al livello del mare, tre minuti sopra i millenovecentottanta metri
  • I filtri da un micron eliminano protozoi, quelli da zero virgola tre micron eliminano anche batteri, ma non garantiscono la rimozione dei virus
  • La contaminazione proviene da feci animali, pascoli, insediamenti umani e ruscellamento dopo piogge

L'acqua limpida non garantisce sicurezza: batteri, virus e protozoi come Giardia possono contaminare torrenti e sorgenti anche in alta montagna. La contaminazione proviene da feci animali, pascoli, insediamenti umani e ruscellamento dopo piogge: fattori invisibili a monte del punto di prelievo.

L'acqua dei torrenti di montagna può sembrare pura ma contenere microrganismi pericolosi invisibili. Esperti consigliano di trattarla sempre prima di berla, sfatando il mito della purezza naturale.

C'è un'immagine che appartiene quasi al romanzo della montagna: l'escursionista che si ferma accanto a un torrente cristallino, immerge la borraccia nell'acqua gelida e beve direttamente dalla sorgente. L'acqua scorre veloce, trasparente, inodore. Sembra il simbolo stesso della purezza. Ma quella limpidezza non dice nulla sulla sua sicurezza.

Secondo il Centers for Disease Control and Prevention americano, se non si conosce con certezza la qualità dell'acqua proveniente da laghi, ruscelli, sorgenti o fiumi, è prudente trattarla prima di berla. L'acqua di un torrente di montagna, per quanto cristallina, non deve essere automaticamente considerata potabile. Questo perché i microrganismi patogeni — batteri, virus, protozoi — sono invisibili. Un'acqua può essere perfettamente limpida e contenere comunque agenti capaci di provocare disturbi gastrointestinali significativi.

La contaminazione in alta montagna non richiede la presenza di città a monte. Arriva da fonti che non vediamo: feci di animali selvatici, bestiame al pascolo, attività umane sparse, rifugi e insediamenti, sistemi di smaltimento, acqua di ruscellamento dopo forti precipitazioni. Un torrente può attraversare per chilometri un territorio dove questi fattori sono presenti, e noi non lo sappiamo finché non beviamo.

Tra i microrganismi più noti agli escursionisti c'è la Giardia, un parassita microscopico trasmesso attraverso materiale fecale umano o animale. L'infezione provoca diarrea, crampi addominali, nausea e disidratazione. I sintomi compaiono generalmente una o due settimane dopo l'infezione e possono durare settimane. Un altro protozoo da considerare è il Cryptosporidium, anch'esso potenzialmente presente nelle acque superficiali contaminate. Nessuno di questi organismi rende l'acqua visibilmente diversa.

Molti escursionisti si affidano a criteri intuitivi che non funzionano: "scorre veloce", "è freddissima", "viene direttamente dalla montagna", "siamo a duemila metri", "l'ho sempre bevuta e non mi è mai successo nulla". Una forte corrente rende un torrente visivamente più pulito e impedisce alcuni fenomeni dell'acqua stagnante, ma non certifica l'assenza di contaminazione microbiologica. Nessuna di queste condizioni, da sola, permette di stabilire che l'acqua sia sicura.

Quando non si dispone di acqua sicura, uno dei metodi più affidabili è la bollitura. L'acqua limpida dovrebbe essere portata a bollore pieno per almeno un minuto. Al di sopra di circa millenovecentottanta metri di quota, la raccomandazione sale a tre minuti, perché la temperatura di ebollizione diminuisce con l'altitudine. Questo metodo richiede però fornello, combustibile, recipiente e tempo — non sempre pratico per un'escursione giornaliera. I filtri portatili sono estremamente utili, ma non tutti eliminano gli stessi contaminanti: quelli con porosità assoluta di un micron o inferiore possono rimuovere protozoi come la Giardia; quelli da circa zero virgola tre micron o inferiori possono rimuovere anche molti batteri; i comuni filtri portatili non garantiscono necessariamente la rimozione dei virus. Quando la qualità dell'acqua è incerta, una strategia particolarmente efficace è filtrare e poi disinfettare.

Le pastiglie disinfettanti a base di cloro o biossido di cloro hanno efficacia diversa a seconda del contaminante. Il biossido di cloro può essere efficace contro la Giardia e avere efficacia anche contro il Cryptosporidium, ma i tempi di trattamento possono essere lunghi. I sistemi portatili a raggi ultravioletti possono inattivare batteri, virus e protozoi, ma funzionano correttamente soprattutto con acqua limpida: particelle sospese e torbidità possono schermare i microrganismi dalla radiazione. Se non esistono alternative e si deve utilizzare un corso d'acqua, scegliere il punto più favorevole può ridurre alcuni rischi: conviene evitare acqua stagnante, punti immediatamente a valle di pascoli, zone con evidenti tracce di animali, acqua vicina a insediamenti, corsi d'acqua torbidi dopo temporali, pozze con alghe o odori insoliti. Neppure neve e ghiaccio garantiscono automaticamente la potabilità: possono essere contaminati, e mangiare direttamente grandi quantità di neve non è un buon sistema per idratarsi.

La strategia migliore rimane pianificare. Per una normale escursione, la soluzione più semplice consiste nel sapere quanta acqua servirà, quali fonti affidabili esistono lungo il percorso, se quelle fonti sono effettivamente attive, se sarà necessario portare un sistema di trattamento. Molte persone hanno bevuto per anni da sorgenti e corsi d'acqua senza alcuna conseguenza. Il problema è diverso: guardando l'acqua non possiamo sapere se sia microbiologicamente sicura. Per questo, in assenza di indicazioni affidabili sulla potabilità, la scelta prudente è trattarla. La montagna può far apparire l'acqua purissima. Ma "sembra pulita" e "si può bere" non sono la stessa cosa.

Se non si conosce la sicurezza di un'acqua proveniente da laghi, ruscelli, sorgenti o fiumi, è opportuno trattarla prima di berla
— Centers for Disease Control and Prevention
Guardando l'acqua non possiamo sapere se sia microbiologicamente sicura. Per questo, in assenza di indicazioni affidabili sulla potabilità, la scelta prudente è trattarla
— Fonte dell'articolo
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