La Roosevelt verso il Medio Oriente: Usa concentrano tre portaerei nella regione

Tre portaerei nel Medio Oriente non è una rotazione, è una scelta
La concentrazione di forze navali americane rappresenta una dimostrazione di potenza militare in risposta all'escalation delle tensioni con l'Iran.
Mark

Perché gli Stati Uniti stanno concentrando tre portaerei nella regione nello stesso momento? Non è una mossa straordinaria?

Mimi

È straordinaria, sì. Normalmente c'è una portaerei in rotazione nel Medio Oriente. Tre insieme significa che Washington sta preparando opzioni significative — non è una postura difensiva, è una dimostrazione di forza.

Luke

Ma dobbiamo essere chiari: il dispiegamento della Roosevelt era già programmato. Non è una risposta improvvisa alle tensioni di questa settimana. La George Washington era già lì ad agosto. Quello che è nuovo è la velocità con cui vengono aggiunte altre forze.

Mark

E il Makin Island con duemila Marines — cosa cambia con quella nave?

Mimi

Cambia la capacità di intervento rapido. Non è solo fuoco navale. È la possibilità di sbarcare truppe, di evacuare persone, di condurre operazioni anfibie. È un'opzione completamente diversa rispetto a una portaerei.

Luke

Anche qui: il Makin Island è un'unità che esiste, che fa rotazioni. Non è stata costruita per questa crisi. Quello che è nuovo è che parte il giorno dopo la Roosevelt, in coordinamento evidente.

Mark

E l'Iran? Cosa sappiamo di quello che sta preparando?

Mimi

Secondo fonti iraniane citate da Reuters, Teheran sta considerando una risposta più ampia e coordinata attraverso alleati in Libano, Yemen e Iraq. Non è una minaccia vaga — è una preparazione concreta.

Luke

Ma qui siamo su un solo lato della storia. Sappiamo cosa dicono i funzionari iraniani a Reuters. Non sappiamo se questi piani sono reali, se sono bluff, se sono stati effettivamente comunicati agli alleati. È informazione importante, ma è una sola fonte di verità.

Mark

Quindi cosa succede adesso?

Mimi

Adesso aspettiamo novembre. Se il dispiegamento si completa come pianificato, avremo tre Carrier Strike Group e due gruppi da sbarco nel Medio Oriente contemporaneamente. È una postura che non lascia spazio a malintesi.

Luke

O a diplomazia, potremmo aggiungere. Ma sì, novembre è il momento in cui vedremo se questo è teatro o preparazione vera.

  • La Roosevelt ha lasciato San Diego il 27 settembre senza fanfare, spegnendo il transponder AIS poco dopo la partenza — un segnale che questa non è una missione ordinaria.
  • Entro novembre, tre Carrier Strike Group e due gruppi da sbarco con oltre duemila Marines convergeranno nel Medio Oriente, creando una concentrazione di potere militare raramente vista in tempo di pace.
  • L'Iran, secondo fonti citate da Reuters, sta pianificando una risposta più ampia e coordinata attraverso i suoi alleati regionali in Libano, Yemen e Iraq, qualora gli attacchi americani riprendessero su larga scala.
  • Washington risponde alla preparazione iraniana con una dimostrazione di forza navale che riduce deliberatamente lo spazio per l'ambiguità diplomatica.
  • La regione è già sotto pressione: due Carrier Strike Group e un gruppo anfibio erano presenti prima ancora della partenza della Roosevelt, con operazioni attive nel Mar Arabico contro l'Iran.

Nel silenzio insolito di un porto militare, la USS Theodore Roosevelt ha lasciato San Diego il 27 settembre senza cerimonie, portando con sé il peso di una tensione che si accumula da mesi tra Washington e Teheran. Gli Stati Uniti stanno costruendo nel Medio Oriente una presenza navale senza precedenti recenti — tre gruppi da battaglia e due forze anfibie entro novembre — come risposta a una preparazione iraniana che coinvolge alleati dal Libano allo Yemen all'Iraq. In questo momento, il mare diventa il linguaggio della deterrenza, e ogni nave che salpa porta con sé la domanda su dove finisce la dimostrazione di forza e dove comincia la guerra.

La USS Theodore Roosevelt ha lasciato San Diego il 27 settembre senza cerimonie — nessun marinaio schierato sul ponte, nessun saluto ufficiale. Alle 9:10 il transponder AIS si è acceso brevemente, la nave ha accelerato oltre i 24 nodi e poi ha smesso di trasmettere la propria posizione. Un funzionario americano ha confermato ad Al Jazeera la partenza verso il Medio Oriente.

La Roosevelt è la nave ammiraglia del Carrier Strike Group 9, che include il Carrier Air Wing 11, il Destroyer Squadron 23 e l'incrociatore lanciamissili USS Chosin. Secondo lo US Naval Institute, andrà a sostituire la USS George Washington — già operativa nel Mar Arabico a sostegno delle operazioni contro l'Iran — in un teatro dove erano già presenti due Carrier Strike Group e il Boxer Amphibious Ready Group.

Il giorno successivo, il 28 settembre, anche il Makin Island Amphibious Ready Group ha lasciato San Diego con oltre duemila Marines a bordo. Questa forza di risposta rapida è capace di condurre operazioni anfibie, evacuazioni e supporto aereo, autonomamente o in coordinamento con un gruppo da battaglia. L'obiettivo americano è concentrare nell'area tre Carrier Strike Group e due gruppi da sbarco entro la fine di novembre — un dispiegamento che offrirebbe ai comandanti un ventaglio straordinariamente ampio di opzioni.

Il movimento navale si inserisce in un'escalation concreta: Reuters ha riferito che l'Iran starebbe pianificando una risposta più dura e coordinata in caso di nuovi attacchi americani su larga scala, con richieste ai gruppi alleati in Libano, Yemen e Iraq di tenersi pronti. La concentrazione di forze navali americane è una risposta diretta a questa preparazione — una dimostrazione di potenza che lascia deliberatamente poco spazio all'ambiguità.

La USS Theodore Roosevelt ha lasciato il porto di San Diego domenica 27 settembre, iniziando una navigazione che la porterà nel teatro mediorientale sotto il comando del CENTCOM. Non c'è stata cerimonia di partenza, nessuno dei marinai schierato lungo il ponte a salutare l'uscita dalla baia — una discrezione insolita per una nave di questa importanza. Alle 9:10 del mattino il transponder AIS si è acceso, la Roosevelt ha accelerato oltre i 24 nodi e poco dopo ha smesso di trasmettere pubblicamente la propria posizione. Un funzionario americano ha confermato ad Al Jazeera che la portaerei ha lasciato il porto insieme al suo Strike Group, diretto verso il Medio Oriente.

La Roosevelt è la nave ammiraglia del Carrier Strike Group 9, un'unità che comprende il Carrier Air Wing 11, il Destroyer Squadron 23, l'Information Warfare Squadron 9 e l'incrociatore lanciamissili USS Chosin, responsabile della difesa aerea del gruppo. Secondo lo US Naval Institute, la Roosevelt dovrebbe raggiungere l'area della Quinta Flotta americana per sostituire la USS George Washington, entrata nel teatro mediorientale ad agosto. Al momento del dispiegamento, nella regione erano già presenti due Carrier Strike Group — quelli della George Washington e della USS George H.W. Bush — oltre al Boxer Amphibious Ready Group. La George Washington non era semplicemente in transito: operava attivamente nel Mar Arabico a sostegno delle operazioni statunitensi contro l'Iran, insieme al Carrier Air Wing 5.

Un giorno dopo la Roosevelt, lunedì 28 settembre, il Makin Island Amphibious Ready Group ha lasciato San Diego diretto verso il Medio Oriente con oltre duemila Marines a bordo. Si tratta di una forza d'intervento rapido dal mare, capace di trasportare e sbarcare personale, mezzi e rifornimenti, condurre operazioni anfibie ed evacuazioni, e fornire supporto aereo. La Marina americana la definisce una forza di «ready response», in grado di operare autonomamente oppure in coordinamento con un Carrier Strike Group. Entro la fine di novembre, Washington punta a concentrare nell'area tre Carrier Strike Group e due gruppi da sbarco — un dispiegamento che darebbe ai comandanti americani un ventaglio straordinariamente ampio di opzioni nei confronti dell'Iran.

Il movimento navale coincide con un'escalation delle tensioni tra Washington e Teheran. Reuters ha riferito che l'Iran starebbe preparando piani per una risposta più ampia e dura qualora gli Stati Uniti riprendessero attacchi su larga scala. Secondo tre alti funzionari iraniani e un'altra fonte citate dall'agenzia, Teheran starebbe considerando una gamma di obiettivi più vasta rispetto alle precedenti risposte. L'Iran ha inoltre chiesto a gruppi alleati in Libano, Yemen e Iraq di prepararsi a sostenere una risposta coordinata in caso di un nuovo grande attacco statunitense. La concentrazione di forze navali americane nel Medio Oriente rappresenta una risposta diretta a questa preparazione iraniana, una dimostrazione di potenza militare che lascia poco spazio all'ambiguità.

La concentrazione di queste forze darebbe ai comandanti americani un enorme ventaglio di opzioni nei confronti dell'Iran
— Analisi della postura strategica americana
L'Iran starebbe considerando una gamma di obiettivi più vasta e avrebbe chiesto a gruppi alleati in Libano, Yemen e Iraq di prepararsi a sostenere una risposta coordinata
— Tre alti funzionari iraniani citati da Reuters
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