Da decenni la Croazia accumula medaglie mondiali senza mai stringere tra le mani un trofeo: la semifinale di Nations League contro l'Olanda a Rotterdam, mercoledì sera, apre una finestra rara su ciò che la storia ha finora negato a una nazione calcisticamente orgogliosa. L'ultimo titolo internazionale risale al 1967, quando la Dinamo Zagabria sollevò la Coppa delle Fiere sotto la bandiera jugoslava. Ora, con la saggezza di chi ha imparato a convivere con l'incompiuto, i croati cercano di trasformare l'esperienza accumulata in qualcosa di definitivo.
La Croazia insegue il primo trofeo contro l'Olanda in Nations League
Sarebbe ora di mettere un trofeo in bacheca
Perché questa Nations League è così importante per la Croazia? Non hanno già dimostrato di essere una grande squadra con i loro piazzamenti mondiali?
Perché non hanno mai vinto nulla. Un argento e due bronzi mondiali sono straordinari, certo, ma un trofeo è diverso. È quello che rimane nella bacheca, quello che la gente ricorda. Per la Croazia, l'ultimo successo internazionale risale al 1967.
Aspetta — il 1967 era ancora la Jugoslavia, giusto? Quindi tecnicamente non è nemmeno un trofeo della Croazia moderna come nazione indipendente.
Esatto. Quindi questa Final Four rappresenta davvero l'occasione per scrivere una storia nuova.
E l'Olanda? Quanto sono forti?
Molto forti. Giocano in casa, a Rotterdam, e stanno cercando di tornare ai vertici del calcio europeo. Dalic l'ha chiamata «il rivale più duro in assoluto».
Ma Kovacic ha detto qualcosa di interessante — che la gente dà per scontato un successo croato facile. È davvero così il sentimento?
Sembra di sì. I giocatori come Pasalic e Kramaric parlano di fiducia nei propri mezzi, di progressi fatti negli ultimi anni. Ma Kovacic ricorda che affronteranno le migliori squadre d'Europa.
Quindi è una squadra che crede in sé stessa, ma consapevole del rischio.
Esattamente. E c'è anche il fattore stanchezza — siamo a fine stagione, i giocatori sono affaticati.
Dalic ha detto che sono sicuro avranno ancora energie. Ma è una speranza, non una certezza.
Quando giocano?
Mercoledì sera a Rotterdam, alle 20.45.
Le Pouls
- Più di cinquant'anni senza un trofeo pesano come un'assenza silenziosa nel cuore del calcio croato, nonostante argenti e bronzi mondiali che raccontano una grandezza mai del tutto coronata.
- L'Olanda gioca in casa propria a Rotterdam e punta a riconquistare l'élite europea, rendendo la semifinale un ostacolo di altissimo profilo per la delegazione balcanica.
- Pasalic, Kramaric e il ct Dalic esprimono fiducia collettiva: la consapevolezza dei propri mezzi si mescola al desiderio di scrivere finalmente una pagina nuova nella storia della nazionale.
- Kovacic frena gli entusiasmi e ricorda che le Final Four riuniscono le squadre migliori del continente: l'ottimismo, se non temperato, rischia di diventare una trappola.
- La semifinale è fissata per mercoledì alle 20.45 a Rotterdam; il giorno dopo, a Enschede, Spagna e Italia si contenderanno l'altro posto in finale.
Da decenni la Croazia accumula medaglie mondiali senza mai stringere tra le mani un trofeo: la semifinale di Nations League contro l'Olanda a Rotterdam, mercoledì sera, apre una finestra rara su ciò che la storia ha finora negato a una nazione calcisticamente orgogliosa. L'ultimo titolo internazionale risale al 1967, quando la Dinamo Zagabria sollevò la Coppa delle Fiere sotto la bandiera jugoslava. Ora, con la saggezza di chi ha imparato a convivere con l'incompiuto, i croati cercano di trasformare l'esperienza accumulata in qualcosa di definitivo.
La Croazia arriva alla Final Four di Nations League con un peso specifico che va oltre il calcio: nonostante un argento mondiale nel 2018 e due bronzi nel 1998 e nel 2022, la nazionale balcanica non ha mai vinto un trofeo internazionale. L'ultimo successo risale al 1967, quando la Dinamo Zagabria — ancora sotto la bandiera jugoslava — conquistò la Coppa delle Fiere. Mercoledì sera a Rotterdam, contro un'Olanda che gioca in casa e vuole tornare ai vertici europei, si apre una possibilità storica.
Mario Pasalic ha sintetizzato il sentimento dell'intera delegazione: «Sarebbe ora di mettere un trofeo in bacheca». Il ct Zlatko Dalic, artefice della finale mondiale in Russia e del terzo posto in Qatar, condivide il desiderio ma mantiene lucidità: «Non abbiamo pressioni, ma ci attendono avversari di grande qualità. L'Olanda è il rivale più duro in assoluto». Anche Andrej Kramaric ha ricordato i progressi compiuti negli ultimi anni, lasciando intendere che la squadra sa di poter fare cose importanti.
A smorzare gli entusiasmi ci pensa Mateo Kovacic, che avverte contro chi dà per scontata una facile vittoria croata: in questi giorni si affrontano le squadre migliori del mondo, e la prudenza è l'unica alleata affidabile. La semifinale è in programma mercoledì alle 20.45; giovedì, a Enschede, sarà il turno di Spagna e Italia.
La Croazia si presenta alla semifinale di Nations League di mercoledì a Rotterdam con un obiettivo che le sfugge da decenni: vincere un trofeo internazionale. I balcanici arrivano a questa Final Four forti di una storia recente di grandi piazzamenti mondiali — un argento nel 2018, bronzi nel 1998 e nel 2022 — ma senza mai aver sollevato un titolo. Contro di loro ci sarà l'Olanda, una squadra che gioca in casa e che cerca di tornare ai vertici del calcio europeo e mondiale.
Mario Pasalic, centrocampista dell'Atalanta, ha espresso il sentimento che attraversa l'intera delegazione croata. «Sarebbe ora di mettere un trofeo in bacheca», ha detto, ricordando quei due bronzi mondiali e quell'argento che hanno caratterizzato il percorso della nazionale negli ultimi venticinque anni. «Essere giunti fin qui è già un successo, ma ora tanto vale tentare di arrivare fino in fondo». Il selezionatore Zlatko Dalic, che ha portato la Croazia in finale mondiale in Russia cinque anni fa e che ha chiuso terzo a Qatar lo scorso inverno, ha fatto eco a questo desiderio. «Vincere la Nations League sarebbe davvero bellissimo», ha detto il commissario tecnico.
Per comprendere il peso di questa opportunità, basta guardare indietro nella storia del calcio croato. L'ultimo trofeo internazionale risale al 1967, quando la Dinamo Zagabria — ancora sotto il nome della Jugoslavia — conquistò la Coppa delle Fiere, l'antenata della Coppa Uefa e dell'Europa League. Sono passati più di cinquanta anni. Dalic ha però mantenuto i piedi per terra nel descrivere la sfida che attende. «Non abbiamo pressioni, e certo non siamo obbligati a vincere», ha spiegato. «Ci attendono due partite difficili, contro avversari di grande qualità. L'Olanda, poi, è il rivale più duro in assoluto: giochiamo in casa sua, ed è una squadra intenzionata a tornare nell'élite del football continentale e planetario».
Anche Andrej Kramaric, attaccante dell'Hoffenheim, ha sottolineato la consapevolezza della propria forza. «Siamo coscienti dei nostri mezzi, della nostra forza», ha affermato. «Negli ultimi cinque o sei anni abbiamo confermato di avere fatto enormi progressi. Se sapremo ripeterci anche stavolta, potreste vedere cose belle da parte nostra». Dalic ha aggiunto una considerazione pratica: i giocatori arrivano a giugno stanchi, perché la stagione è appena terminata, ma ha espresso fiducia che avranno ancora energie e motivazioni per affrontare un paio di partite decisive.
Non tutti, però, condividono lo stesso ottimismo. Mateo Kovacic, centrocampista del Chelsea, ha lanciato un avvertimento. «Ho l'impressione che la gente dia per scontato un nostro facile successo in queste Final Four», ha detto. «Ma la verità è che in questi giorni giocheremo contro le squadre migliori». La sua prudenza risuona come un contrappeso necessario alle speranze che circondano la delegazione croata. La semifinale contro l'Olanda è in programma mercoledì sera a Rotterdam alle 20.45. Giovedì sera, a Enschede, Spagna e Italia si affronteranno nell'altra semifinale.
Citations marquantes
Sarebbe ora di mettere un trofeo in bacheca, dopo i due bronzi e l'argento ai Mondiali— Mario Pasalic, centrocampista dell'Atalanta
Ho l'impressione che la gente dia per scontato un nostro facile successo, ma la verità è che giocheremo contro le squadre migliori— Mateo Kovacic, centrocampista del Chelsea