Kering sotto pressione: crollo del titolo, Gucci in difficoltà e Piccioli verso l'addio da Balenciaga

Dalle parole ai fatti: il mercato chiede risultati a de Meo
Dopo il crollo del titolo Kering del 23 ottobre, gli investitori non concedono più attese al CEO.
Mark

Perché un calo del 17% in un giorno pesa così tanto?

Mimi

Secondo Bloomberg è il peggior calo giornaliero degli ultimi decenni per Kering, e ha quasi azzerato i guadagni dell'effetto de Meo.

Mark

Quindi il mercato aveva scommesso sul nuovo CEO.

Mimi

Sì, per mesi lo ha accolto bene. Ora chiede fatti, e Gucci è il banco di prova.

Luke

Fermiamoci sui numeri: Gucci -6% nel trimestre contro un -3,3% atteso, vendite nei negozi -9%. Questi sono dati concreti. Il resto è lettura.

Mark

Cioè?

Luke

Che la pazienza sia finita e che Demna sia a rischio sono interpretazioni. Bloomberg pone una domanda, non annuncia una decisione.

Mimi

Il confronto con Blazy da Chanel e Anderson da Dior alimenta quella lettura, però.

Mark

E Balenciaga?

Mimi

Si parla di addio di Piccioli e di Martine Rose al suo posto, citando Puck.

Luke

Ed è appunto un'indiscrezione: nessun annuncio ufficiale, per ora. Lo si attende tra qualche settimana.

  • Venerdì 23 ottobre il titolo Kering è crollato fino al 17%, il tonfo giornaliero più pesante degli ultimi decenni.
  • Gucci ha perso il 6% del fatturato nel terzo trimestre, peggio del calo del 3,3% atteso, e le vendite nei negozi sono scese del 9%.
  • La fiducia concessa a de Meo si sta esaurendo e gli investitori chiedono risultati concreti, non promesse.
  • Demna è sotto osservazione mentre il tempo a sua disposizione si restringe e la pressione commerciale rischia di soffocare la sua creatività.
  • A Balenciaga si profila un cambio di guardia, con Martine Rose indicata come nuova stilista e un annuncio atteso nelle prossime settimane.

Nel cuore della stagione del lusso, il gruppo Kering ha visto in una sola seduta svanire gran parte della fiducia accordata al nuovo amministratore delegato Luca de Meo, quando i conti del terzo trimestre hanno deluso le attese. È il segno di una pazienza degli investitori che ha un limite, e di un marchio, Gucci, che fatica a ritrovare il proprio respiro creativo e commerciale. Mentre a Balenciaga si preparano nuovi volti e nuove firme, la domanda che resta sospesa è quanto tempo il mercato, e lo stesso de Meo, siano disposti a concedere perché la bellezza torni a tradursi in risultati.

Venerdì 23 ottobre le azioni di Kering hanno perso fino al 17%, il calo giornaliero più forte degli ultimi decenni secondo Bloomberg. A pesare sono stati i dati trimestrali, sotto le attese del mercato, e la seduta ha cancellato buona parte dei guadagni nati con l'arrivo di Luca de Meo, accolto con favore e a lungo sostenuto dagli investitori.

Il problema più delicato resta Gucci, il marchio di punta del gruppo. Nel terzo trimestre il fatturato è sceso del 6%, più del previsto, e le vendite nei negozi hanno perso il 9%. Su questo risultato si concentra la pressione sul direttore creativo Demna, che non ha ancora trovato una visione convincente, mentre altri marchi del lusso mostrano risultati ben diversi.

Intanto a Balenciaga si parla di un cambio al vertice creativo, dopo le uscite di altri direttori del gruppo. Secondo Puck, la stilista britannica Martine Rose sarebbe la scelta giusta, con un annuncio ufficiale atteso tra qualche settimana, nel tentativo di ringiovanire i volti della creatività e parlare ai consumatori più giovani.

Resta da capire quanto tempo avrà Demna per invertire la rotta e se l'annuncio su Martine Rose arriverà davvero nei tempi previsti.

Venerdì 23 ottobre le azioni di Kering sono arrivate a perdere fino al 17%. Secondo Bloomberg è il calo giornaliero più marcato degli ultimi decenni per il gruppo francese del lusso, e la causa è un'unica: i dati trimestrali, deludenti rispetto alle attese del mercato.

La seduta ha quasi cancellato i guadagni accumulati nella prima fase dell'«effetto de Meo». L'arrivo dell'amministratore delegato Luca de Meo era stato accolto con favore dagli investitori, che per diversi mesi gli hanno concesso fiducia. Ora, scrive La conceria.it, quella pazienza sembra esaurita e il mercato chiede miglioramenti concreti nei risultati economico-finanziari, che finora non si vedono.

Il nodo più complicato è il rilancio di Gucci, il marchio principale del gruppo. Nel terzo trimestre il suo fatturato è sceso del 6% rispetto all'anno precedente, contro un calo del 3,3% previsto dagli analisti. Le vendite nei negozi del marchio sono diminuite del 9%.

La pressione si concentra così sul direttore creativo Demna. L'effetto sperato, per ora, non c'è stato, mentre da Chanel con Blazy e da Dior con Anderson i risultati sono molto diversi. Secondo molti osservatori, Demna non ha ancora delineato una visione convincente del marchio, e l'urgenza commerciale rischia di limitarne la creatività, se non lo ha già fatto. Bloomberg si chiede quanto tempo de Meo intenda concedergli.

Intanto a Balenciaga si parla di un cambio. Dopo le separazioni da Anthony Vaccarello, direttore creativo di Saint Laurent, e da Seán McGirr di Alexander McQueen, anche Pierpaolo Piccioli potrebbe lasciare dopo meno di due anni. Le indiscrezioni circolano da tempo.

Secondo quanto riportato da Puck, la stilista britannica Martine Rose sarebbe stata scelta come sostituta, con un annuncio ufficiale atteso tra qualche settimana. Per gli addetti ai lavori l'aspetto più rilevante è il tentativo di Kering e di de Meo di ringiovanire i volti della creatività, per trovare un linguaggio che parli ai consumatori più giovani.

Resta da vedere quali tempi avrà Demna da Gucci e se l'annuncio su Martine Rose arriverà davvero nelle prossime settimane.

Quanto tempo concederà de Meo a Demna?
— Bloomberg, come riportato da La conceria.it
Möchten Sie die ganze Geschichte? Das Original lesen bei La conceria.it ↗
Kontakt FAQ