Juventus, Spalletti: "Solidi con questo modulo, ma nel secondo tempo siamo tornati indietro"

Nel secondo tempo siamo calati nella gestione
Spalletti ha spiegato che dopo il 2-0 al Lecce la Juventus ha perso coraggio nella ripresa.
Mark

Vittoria per 2-0, eppure Spalletti parla soprattutto di ciò che non ha funzionato. Perché?

Mimi

Perché per lui il problema è nell'atteggiamento della ripresa. Dice che la squadra ha pensato di gestire e ha perso coraggio. Il risultato non cancella questo.

Luke

Va detto che sono parole sue, rilasciate a Sky. Non abbiamo qui dati sul gioco o sulle occasioni del secondo tempo che le confermino.

Mark

E il cambio a tre centrocampisti? È nato dallo spogliatoio?

Mimi

Lui lo nega. Dice che i giocatori hanno detto cosa serviva di più, ma la modifica è tattica, per avere solidità e chiarezza.

Luke

Attenzione: il testo non dice da quanto la Juventus giochi così né in quali partite. Sappiamo solo che Spalletti la considera una scelta logica.

Mark

Cosa costa questo modulo?

Mimi

Restano fuori alcuni esterni che avevano fatto bene. E l'esempio di Nico Gonzalez mostra il limite: se si fa male, con due punte non entra un'altra punta.

Luke

Resta un'ipotesi illustrativa. Non sappiamo se Gonzalez si sia fatto male in questa gara: il testo non lo dice.

Mark

E Douglas Luiz?

Mimi

Spalletti ne elogia corsa, lotta e pulizia nelle situazioni difficili, ma non risponde direttamente sul ruolo di regista.

  • Un 2-0 che non basta a placare l'allenatore: nel secondo tempo la concentrazione si è incrinata.
  • Il passaggio a tre centrocampisti nasce per dare solidità, ma costringe a sacrificare alcuni esterni.
  • Douglas Luiz emerge come uomo di equilibrio, tra corsa, lotta e pulizia delle situazioni difficili.
  • La sfida ora è riportare la stessa intensità del primo tempo sui novanta minuti, senza cedere alla gestione.

Ogni partita è un piccolo racconto di equilibrio tra la fiducia in ciò che si sa fare e la tentazione di rallentare quando il risultato sembra al sicuro. Alla Juventus, battendo il Lecce per 2-0, è toccato proprio questo esercizio: Spalletti, davanti ai microfoni, ha lodato la solidità costruita con tre centrocampisti e il lavoro di Douglas Luiz, ma ha indicato nella ripresa il punto in cui il coraggio si è affievolito. È la vecchia lezione dello sport: non basta vincere, bisogna saper restare se stessi fino al fischio finale.

Alla fine della partita contro il Lecce, Luciano Spalletti si è presentato davanti ai microfoni di Sky Sport con un giudizio articolato. La sua Juventus ha vinto 2-0, ma il tecnico ha riconosciuto che il Lecce aveva giocato una gara di ritmo e di coraggio, accettando il confronto a viso aperto, e che la squadra bianconera avrebbe potuto gestire meglio la partita.

Il punto dolente, nelle sue parole, è stata la ripresa. Nel secondo tempo la squadra è calata nella gestione: pensando di poter controllare la gara, ha perso coraggio. La conclusione è stata netta: bisognava restare fedeli a ciò che si era fatto nel primo tempo.

Sul fronte del cambio tattico, Spalletti ha spiegato che la scelta di passare a tre centrocampisti è stata dettata dalla necessità di solidità e chiarezza, e non da un confronto con lo spogliatoio. Il prezzo è stato lasciare fuori alcuni esterni che avevano dato un contributo utile. Douglas Luiz, invece, è stato elogiato per una prestazione di lotta e corsa, capace di ripulire molte situazioni in mezzo al campo.

Al termine della partita contro il Lecce, davanti ai microfoni di Sky Sport, Luciano Spalletti ha parlato di una vittoria per 2-0 che la sua Juventus ha portato a casa, ma che a suo giudizio avrebbe potuto essere gestita meglio. Il tecnico ha scelto di cominciare dal merito degli avversari: il Lecce, ha detto, ha giocato una buonissima partita sul piano del ritmo, accettando di affrontare la Juventus a viso aperto.

Il nodo, nelle sue parole, è la ripresa. Nel secondo tempo la squadra è calata nella gestione, e secondo Spalletti da lì in avanti tutto diventa più difficile, perché pensando di poter controllare la gara si perde coraggio. La sua conclusione è netta: bisognava fare le stesse cose del primo tempo.

Su Douglas Luiz, a cui a Spalletti è stato chiesto se stia diventando un ottimo regista, l'allenatore ha risposto parlando della prestazione di giornata. Lo ha definito protagonista di una partita importante: ha lottato e corso, si è battuto in tutte le zone del campo dove serviva e, soprattutto, ha ripulito certe situazioni.

L'altra domanda riguardava il cambio tattico, cioè se fosse arrivato dopo un confronto con lo spogliatoio. Spalletti ha escluso questa lettura: i giocatori hanno parlato di ciò di cui la squadra aveva più bisogno, ma la modifica è stata una scelta sul piano tattico. La Juventus è passata a tre centrocampisti, perché in questa fase, ha spiegato, servono più solidità e più chiarezza. A suo dire è stata la cosa più logica da fare.

Il tecnico non ha nascosto il prezzo della scelta. Con questo assetto bisogna mettere i calciatori nelle posizioni in cui rendono meglio, e restano fuori alcuni giocatori esterni che in precedenza avevano dato un contributo utile alla squadra. Ha fatto un esempio concreto: se si gioca con due punte e si fa male uno come Nico Gonzalez, non entra un'altra punta. Secondo Spalletti, ci sono giocatori che in una situazione simile non rientrano nel sistema.

Il bilancio che ne ha tratto è comunque positivo sul piano della struttura. La squadra ha trovato nella solidità questo sistema e se ne dice contenta, perché si è vista subito una maggiore quadratura. Poi è tornato sul punto che gli sta più a cuore: il secondo tempo, ha detto, è stato un passo indietro rispetto a quanto mostrato prima.

La richiesta per le prossime partite è quindi chiara: tenere nei novanta minuti la stessa intensità e lo stesso coraggio della prima parte, senza lasciarsi andare alla gestione.

Dovevamo fare le stesse cose del primo tempo.
— Luciano Spalletti, allenatore della Juventus
Si è vista subito una maggior quadratura di squadra.
— Luciano Spalletti, allenatore della Juventus
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