Julia 3.0, l'assistente IA di Roma rilascia certificati in trenta secondi con la nuova app

Da 4 minuti e otto passaggi a 30 secondi, secondo il Campidoglio
La stima del Comune sul tempo per ottenere un certificato anagrafico con Julia 3.0.
Mark

Qual è la novità vera di Julia 3.0 rispetto a prima?

Mimi

Prima rispondeva a domande. Ora esegue pratiche: 30 servizi, compresi certificati con valore legale, dentro una sola conversazione.

Mark

E il guadagno di tempo?

Mimi

Il Campidoglio parla di 30 secondi per un certificato anagrafico, contro quattro minuti e otto passaggi. Per le segnalazioni, circa 50 secondi invece di 2-6 minuti al telefono.

Luke

Va detto che sono stime del Comune, non misurazioni indipendenti. Nel testo non c'è un controllo esterno.

Mark

Anche il 5% di errore viene dal Comune?

Luke

Sì, dai tecnici del Campidoglio, e parla di un «al momento». Non sappiamo cosa conti come errore, né se riguardi i certificati o le risposte informative.

Mimi

Per le segnalazioni c'è però una cautela: Julia chiede conferma prima di avviare la procedura.

Mark

E i dati personali?

Mimi

Si entra con Spid, Cie o Cns, la geolocalizzazione dura al massimo 24 ore e solo su richiesta. I dati restano sotto controllo di Roma Capitale, anche se l'infrastruttura è Microsoft Azure con modelli OpenAI.

Luke

Il primato mondiale, poi, è un'affermazione del sindaco: dice di aver confrontato Julia con Seul, Dubai e Buenos Aires, ma non vediamo i criteri del confronto.

  • Julia 3.0 passa da semplice chatbot a piattaforma che eroga 30 servizi comunali, certificati con valore legale compresi.
  • Il sindaco Gualtieri la presenta a Maker Faire, scrivendole davanti al pubblico per dimostrarne la facilità.
  • Un certificato anagrafico scenderebbe da quattro minuti a trenta secondi, ma il tasso di errore stimato resta intorno al 5%.
  • L'accesso richiede Spid, Cie o Cns, e la tutela dei dati e l'affidabilità reale sono ancora da verificare.
  • Il servizio si allargherà nei prossimi mesi: la città attende di capire se quel margine di errore calerà davvero.

Nel cuore di Roma, durante una fiera dedicata a chi costruisce il futuro con le proprie mani, il Comune ha mostrato come la tecnologia possa farsi interlocutrice diretta dei cittadini. Julia, l'assistente virtuale nata per orientare turisti e residenti, diventa ora uno sportello che rilascia certificati con valore legale, quasi a ricordare che la burocrazia è da sempre un modo di fidarsi delle parole scritte. Resta da vedere se la promessa di rapidità reggerà la prova del tempo e dell'errore, e se la fiducia dei cittadini saprà seguire la velocità dello schermo.

Al Gazometro, durante Maker Faire Rome, il sindaco Roberto Gualtieri ha provato dal vivo la nuova versione di Julia, l'assistente virtuale del Comune di Roma. Con la versione 3.0 non è più soltanto una guida tra informazioni e uffici: ora accompagna i cittadini nelle pratiche e rilascia certificati con valore legale, tramite una app già disponibile.

Julia era nata nel 2025 per il Giubileo, ma il progetto risale al 2021, quando ChatGpt non esisteva ancora. Oggi copre trenta servizi, sedici legati all'anagrafe e sette alla scuola: dai certificati di matrimonio e di residenza Aire alle graduatorie degli asili nido, fino al buono libro digitale. Anche le segnalazioni su alberi e ceppi passano dalla chat, con una risposta via email entro sette giorni.

I tempi promessi sono rapidi: trenta secondi per un certificato anagrafico, contro quattro minuti e otto passaggi. Ma il Campidoglio stima anche un errore intorno al 5%, che dovrebbe ridursi con il tempo. Julia lavora solo con fonti e dati dell'amministrazione, si appoggia a infrastrutture Microsoft Azure e modelli OpenAI, e richiede l'identità digitale per accedere ai servizi.

Il sindaco ne parla con orgoglio, ma la vera prova sarà nei prossimi mesi: quanti servizi si aggiungeranno e se quel cinque per cento di errori scenderà davvero.

Sul palco di Maker Faire Rome, al Gazometro, il sindaco Roberto Gualtieri ha fatto una cosa semplice: ha scritto a Julia. Davanti al pubblico ha provato la nuova versione dell'assistente virtuale del Comune di Roma, ora disponibile come app e già scaricabile dagli store digitali. Con la versione 3.0, presentata ieri, il chatbot smette di essere solo uno strumento di informazione e diventa una piattaforma che eroga servizi, fino a rilasciare certificati con valore legale.

Julia è stata inaugurata nel 2025, in occasione del Giubileo, per aiutare cittadini e turisti a orientarsi tra informazioni e servizi della Capitale. Il progetto, ricorda Gualtieri, era però stato pensato già nel 2021, quando ChatGpt non era ancora stato pubblicato. Per il sindaco il risultato è «la più completa IA di un'amministrazione pubblica nel mondo». Dice di averla confrontata con le omologhe di Seul, Dubai e Buenos Aires: la romana, sostiene, è l'unica a mettere insieme informazioni e servizi in un'unica conversazione.

I servizi sono 30, e secondo quanto detto dal palco aumenteranno nei prossimi mesi. Sedici riguardano l'anagrafe e sette la scuola. Chi deve cambiare residenza viene indirizzato al sito, guidato nell'avvio della pratica e accompagnato nella compilazione, anche nei campi meno intuitivi; poi la domanda viene inviata. Si possono ottenere il certificato di matrimonio o quello di residenza Aire, consultare le graduatorie degli asili nido e chiedere il buono libro digitale. Un genitore può anche domandare che cosa ha mangiato il figlio a pranzo: nell'esempio mostrato, per la primaria nel Municipio I, il venerdì c'erano crema di fagioli con pasta, ricotta, zucchine gratinate, pane e frutta.

Le segnalazioni sono un altro capitolo: alberi secchi, ceppi da rimuovere, tazze arboree vuote, con una fotografia allegata. Poiché la segnalazione avvia una procedura amministrativa, Julia chiede sempre una conferma. Entro sette giorni, spiega il sindaco, arriva una risposta via email che indica se e quando, per esempio, sarà rimossa la ceppaia. Entrano tra i servizi integrati anche Atac e Ama: l'assistente può localizzare un autobus o indicare il centro di raccolta rifiuti più vicino.

I numeri sui tempi sono stime diffuse dal Campidoglio. Un certificato anagrafico richiede oggi in media quattro minuti e otto passaggi; con Julia bastano 30 secondi. Per una segnalazione, i 2-6 minuti del canale telefonico diventano circa 50 secondi in chat. Il risultato atteso è meno code agli sportelli e meno chiamate ai centralini di Palazzo Senatorio.

Il campo d'azione resta la città. Julia usa «fonti ufficiali e certificate» e i dati dell'amministrazione capitolina, senza navigare sul web. «Non le si può chiedere di fare delle slide giuridiche», ha ironizzato Gualtieri. L'infrastruttura poggia su Microsoft Azure e su modelli OpenAI, ma fonti, regole di funzionamento e dati restano sotto il controllo di Roma Capitale. Per accedere ai servizi serve l'autenticazione con Spid, Cie o Cns; la geolocalizzazione viene usata solo su richiesta dell'utente e per un massimo di 24 ore.

Resta il tema dell'affidabilità. Secondo i tecnici del Campidoglio il tasso di errore è oggi intorno al 5%, e dovrebbe scendere con il miglioramento dell'algoritmo e l'aumento dell'uso. Julia, che al debutto era già poliglotta, oggi parla 80 lingue, comprese il gaelico e alcune lingue minoritarie indiane o africane. Da seguire nei prossimi mesi: l'allargamento dei servizi e se quel 5% calerà davvero.

È la più completa IA di un'amministrazione pubblica nel mondo.
— Roberto Gualtieri, sindaco di Roma
Non le si può chiedere di fare delle slide giuridiche.
— Roberto Gualtieri, sindaco di Roma
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