Israele, risultati definitivi: il blocco di Netanyahu è in testa ma senza maggioranza alla Knesset

Nessuno dei due blocchi ha i 61 seggi per governare
Con 53 e 48 seggi, né Netanyahu né Eisenkot raggiungono la maggioranza alla Knesset.
Mark

Partiamo dai numeri: chi ha vinto, davvero?

Mimi

Il blocco di Netanyahu è davanti, con 53 seggi su 120, e il Likud è il primo partito con 27 deputati. Ma la maggioranza è a 61.

Luke

Quindi "in testa" non significa "al governo". Vincere il confronto tra blocchi non dà automaticamente la possibilità di governare.

Mark

E l'opposizione di Eisenkot?

Mimi

Si ferma a 48 seggi, cinque meno del blocco del premier. Anche lei è lontana dalla soglia.

Mark

Che ruolo hanno le liste arabe?

Mimi

Raam e Lista Unita insieme hanno 19 seggi. Sono descritte come potenziale ago della bilancia.

Luke

Attenzione: "potenziale" è la parola chiave. Il resoconto non dice che si siederanno al tavolo con qualcuno, né che qualcuno le inviterà. È un'ipotesi aritmetica.

Mark

Cosa sappiamo su cosa accadrà adesso?

Mimi

Poco: le alleanze sono ancora da definire.

Luke

Esatto. I seggi sono confermati dalla Commissione elettorale; tutto il resto, compresi gli scenari di governo, per ora non è documentato.

  • Il blocco di Netanyahu si ferma a 53 seggi su 120, otto sotto la soglia necessaria per governare.
  • Il Likud resta la prima forza del Paese con 27 deputati, ma da solo non basta a sbloccare lo stallo.
  • L'opposizione di Eisenkot raccoglie 48 seggi, cinque in meno del governo uscente e ben lontana dalla maggioranza.
  • Raam e la Lista Unita conquistano 19 seggi, trasformandosi nell'ago della bilancia di qualunque futura coalizione.
  • Nessun accordo è ancora delineato: la formazione del governo resta sospesa tra trattative incerte e alleanze da costruire.

Nella notte si sono chiusi i conti delle elezioni legislative israeliane, e il responso è un parlamento frammentato in cui nessuno può dirsi davvero padrone del gioco. Il blocco di Benjamin Netanyahu resta il primo, ma si ferma otto seggi sotto la soglia della maggioranza, mentre l'opposizione guidata da Gadi Eisenkot non riesce a colmare il divario. Come spesso accade quando il potere si divide, a fare la differenza diventano le forze che fino a ieri stavano ai margini: le liste arabe, ora chiamate a pesare sul destino del Paese.

Nella notte sono arrivati i risultati definitivi delle elezioni legislative israeliane, e raccontano una situazione senza vincitori netti. Il blocco del premier Benjamin Netanyahu è in testa, ma resta lontano dalla maggioranza di 61 seggi nella Knesset monocamerale.

La coalizione uscente di destra ed estrema destra ottiene 53 seggi su 120, con il Likud che si conferma primo partito con 27 deputati. Dall'altra parte, il blocco guidato dal centrista Gadi Eisenkot si ferma a 48 seggi, cinque in meno.

Il dato decisivo arriva dalle liste arabe Raam e Lista Unita, che insieme conquistano 19 seggi. Con questi numeri nessuno dei due schieramenti ha una strada semplice verso la maggioranza, e ogni futuro governo dovrà fare i conti con accordi ancora tutti da definire.

Nella notte sono arrivati i risultati definitivi delle elezioni legislative israeliane, e consegnano un quadro senza un vincitore netto. Lo schieramento del primo ministro Benjamin Netanyahu è risultato davanti al principale blocco di opposizione, ma è rimasto molto lontano dalla maggioranza necessaria per controllare la Knesset.

I numeri sono quelli diffusi dalla Commissione elettorale israeliana. La coalizione uscente, formata da forze di destra e di estrema destra e guidata da Netanyahu, ha ottenuto 53 dei 120 seggi del parlamento, che in Israele è monocamerale. Per governare ne servono almeno 61, il che significa che il blocco del premier resta otto seggi sotto la soglia.

Dentro quella coalizione, il Likud, il partito di Netanyahu, si conferma la prima forza politica del Paese con 27 deputati. Il dato lo colloca in testa tra le singole liste, ma da solo non basta a cambiare l'equilibrio complessivo dei blocchi.

Dall'altra parte, il blocco di opposizione guidato dal centrista Gadi Eisenkot ha conquistato 48 seggi. Si ferma dunque cinque seggi sotto la coalizione di governo uscente e, a sua volta, molto lontano dai 61 necessari.

Il terzo elemento della serata è l'exploit delle due liste arabe, Raam e la Lista Unita. Insieme si sono aggiudicate 19 seggi. Con questi numeri, nessuno dei due grandi schieramenti ha una strada semplice verso la maggioranza, e le formazioni arabe si collocano come potenziale ago della bilancia nella formazione del governo.

Il conto dei seggi, del resto, spiega la situazione: sommando 53, 48 e 19 si arriva a 120, cioè all'intero parlamento. Qualunque esecutivo dovrà quindi dipendere da accordi che al momento non sono definiti.

Resta da vedere quali alleanze prenderanno forma nei prossimi giorni e se uno dei due blocchi riuscirà a costruire una maggioranza coinvolgendo, in qualche modo, le liste arabe.

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