Negoziati cruciali iniziano oggi a Islamabad con delegazione iraniana guidata dal presidente del Parlamento Ghalibaf e team USA guidato dal vicepresidente Vance. Trump minaccia nuovi raid se non si raggiunge intesa; Teheran pone condizioni su Libano e sblocco asset prima di negoziare.
Iran-Usa, negoziati a Islamabad mentre Trump minaccia nuovi raid
Non ci prendano in giro. Se vogliono giocare, noi non ci staremo.
Perché questi negoziati a Islamabad sono così importanti? Cosa cambia se falliscono?
Se falliscono, Trump ha già detto che lancerà nuovi raid. Ma il vero problema è che il conflitto si allarga: il Libano continua a bruciare, gli aeroporti europei rischiano di restare senza carburante tra tre settimane, l'inflazione sale. Non è solo una questione di Iran e Stati Uniti.
Ma aspetta: Trump minaccia raid, però i negoziati stanno accadendo. Significa che entrambi i lati vogliono davvero un accordo, o è solo teatro?
Probabilmente entrambe le cose. L'Iran ha mandato 71 persone, inclusi i suoi migliori negoziatori. Non lo fanno se non credono che sia possibile.
E il Libano? Perché l'Iran lo mette come condizione?
Perché Hezbollah è alleato dell'Iran. Se Israele continua a bombardare il Libano, Hezbollah continua a combattere, e il conflitto non finisce mai.
Ma Israele ha detto che Hezbollah non parteciperà ai negoziati. Quindi come si risolve?
Questo è il vero nodo. Israele negozia con il Libano, non con Hezbollah. Ma Hezbollah è il vero attore sul terreno.
E se i negoziati falliscono, cosa succede all'Europa?
Gli aeroporti restano a terra. Il cherosene finisce tra tre settimane. È una crisi parallela che nessuno sta risolvendo.
Quindi il fallimento dei negoziati non è solo una questione mediorientale, è una crisi energetica globale?
Esattamente. Per questo Trump minaccia raid ma anche negozia. Non può permettersi che falliscano.
E Hegseth che licenzia tutti questi generali? Come si collega?
Non è chiaro se si collega direttamente. Potrebbe essere solo una pulizia interna del Pentagono. Austin dice che è un errore, ma non sappiamo se influenzerà i negoziati.
Der Puls
- Delegazione iraniana di 71 persone guidata da Ghalibaf arriva a Islamabad per negoziati con gli USA
- Trump minaccia nuovi raid se non si raggiunge un accordo; Teheran chiede cessate il fuoco in Libano e sblocco asset prima di negoziare
- Aeroporti europei avvertono che le riserve di cherosene si esauriranno tra tre settimane
- Israele accetta colloqui di pace con il Libano martedì a Washington, ma Hezbollah non parteciperà
Negoziati cruciali iniziano oggi a Islamabad con delegazione iraniana guidata dal presidente del Parlamento Ghalibaf e team USA guidato dal vicepresidente Vance. Trump minaccia nuovi raid se non si raggiunge intesa; Teheran pone condizioni su Libano e sblocco asset prima di negoziare.
Delegazione iraniana di 71 persone arriva a Islamabad per negoziati con gli USA su cessate il fuoco permanente. Trump minaccia nuovi raid mentre Teheran chiede il rilascio di asset bloccati e cessate il fuoco in Libano.
A Islamabad, capitale pakistana blindata per l'occasione, iniziano oggi i colloqui che potrebbero ridisegnare l'equilibrio del Medio Oriente. Una delegazione iraniana di 71 persone, guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, è arrivata ieri sera per negoziare un cessate il fuoco permanente con gli Stati Uniti. Il vicepresidente americano JD Vance guida la controparte statunitense. Ma l'atmosfera è tutt'altro che serena: prima ancora che i delegati si siedessero al tavolo, Donald Trump ha lanciato un avvertimento esplicito. Il presidente ha accusato Teheran di bloccare i negoziati nello Stretto di Hormuz e di violare gli accordi esistenti, minacciando nuovi raid aerei se non si raggiungerà un'intesa. "Stiamo caricando le navi con armi e munizioni migliori di prima", ha detto, trasformando la minaccia in una dichiarazione di fatto. Vance ha raddoppiato la pressione: "Non ci prendano in giro. Se vogliono giocare, noi non ci staremo".
Dall'altra parte del tavolo, l'Iran ha fissato i suoi paletti con altrettanta fermezza. Teheran chiede il cessate il fuoco in Libano, dove i bombardamenti israeliani continuano a cadere sulle città, e il rilascio immediato degli asset iraniani congelati dalle sanzioni internazionali. La delegazione iraniana include figure di primo piano: il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, il governatore della Banca Centrale Abdolnaser Hemmati, il Segretario del Consiglio Supremo di Difesa Nazionale Ali Akbar Ahmadian, il Vice Ministro degli Affari Esteri Kezem Gharibabadi e il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei. Non è una delegazione di negoziatori minori, ma un'assemblea di decisori che segnala quanto Teheran consideri cruciali questi colloqui.
Il nodo del Libano rimane il più spinoso. Israele ha accettato di avviare colloqui di pace formali con il Libano martedì prossimo a Washington, ma con una condizione che complica tutto: Hezbollah non parteciperà ai negoziati. L'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Michael Leiter, ha dichiarato che Israele si rifiuta di discutere un cessate il fuoco direttamente con l'organizzazione, descrivendola come "il principale ostacolo alla pace tra i due Paesi". Questo significa che mentre i colloqui Iran-Usa procedono a Islamabad, il conflitto in Libano continua senza una via d'uscita immediata, e le bombe israeliane continuano a cadere.
Mentre i negoziatori si preparano a settimane di trattative, una crisi parallela si sviluppa in Europa. Gli aeroporti del continente hanno inviato una lettera d'allarme alla Commissione europea: le riserve di cherosene si stanno esaurendo. Hanno tre settimane prima che gli aerei rischino di restare a terra. La guerra nel Golfo ha già fatto salire i prezzi dell'energia, alimentando l'inflazione americana e mandando la fiducia dei consumatori ai minimi storici. In Italia, il ministro della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha frenato sui tagli alle accise sui carburanti, avvertendo che ogni sconto costa un miliardo di euro al mese. Una valutazione su eventuali proroghe arriverà a fine aprile, se i prezzi rimarranno elevati.
Sul fronte militare americano, intanto, il nuovo capo del Pentagono Pete Hegseth ha avviato una serie di licenziamenti di alti ufficiali che ha allarmato la precedente amministrazione. Lloyd Austin, il Segretario alla Difesa di Biden, ha descritto le rimozioni come "epurazioni inquietanti", sottolineando che gli ufficiali licenziati erano "le persone migliori disponibili" e che la loro partenza porta con sé "un'incredibile quantità di esperienza e una solida capacità di leadership". Hegseth ha già licenziato più di una decina di alti ufficiali, tra cui il capo della Defense Intelligence Agency, il capo delle operazioni navali e il vice capo di stato maggiore dell'aeronautica. Austin ha inoltre sostenuto che un cambio di regime in Iran sarebbe possibile solo con l'invio di truppe di terra, una prospettiva che nessuno dei negoziatori a Islamabad sembra contemplare.
I colloqui di oggi rappresentano un momento critico. Non è solo una questione di diplomazia regionale: il prezzo del petrolio, la stabilità energetica globale, il futuro del Libano e la configurazione del potere nel Golfo dipendono da quello che accadrà nei prossimi giorni in una capitale pakistana blindata. Trump ha già mostrato le sue carte con le minacce. L'Iran ha fissato le sue condizioni. Ora tocca ai negoziatori trovare uno spazio comune, se esiste.
Bemerkenswerte Zitate
Stiamo caricando le navi con armi e munizioni migliori di prima— Donald Trump
Erano le persone migliori disponibili per ricoprire quelle posizioni e, quando escono di scena, portano con sé un'incredibile quantità di esperienza e una solida capacità di leadership— Lloyd Austin, ex Segretario alla Difesa