Iran pronto a colpire diplomatici Usa: il memorandum dell'intelligence e la fuga dalle sedi in Medio Oriente

Almeno 5 morti nella provincia di Hodeida, Yemen, nei bombardamenti della coalizione guidata da Riad.
Tutto è pronto, ma c'è chi parla di piani teorici
Il memorandum di Clayton parla di piani iraniani avanzati; altre fonti ne dubitano.
Mark

Partiamo dal documento: perché è così importante?

Mimi

Perché non è una fuga di notizie. È un memorandum declassificato del direttore dell'Intelligence Jay Clayton a Rubio, datato 23 ottobre. Parla di piani iraniani in fase avanzata contro personale americano.

Luke

Ma "fase avanzata" non dice che l'attacco sia imminente. Del contenuto operativo sappiamo solo ciò che viene citato.

Mark

E le evacuazioni?

Mimi

Secondo la Cnn, che cita fonti, sono caotiche e frustranti. Molti diplomatici erano appena tornati alle sedi lasciate durante la fase più acuta della guerra.

Luke

Notiamo che qui si parla di fonti anonime, sia per la Cnn sia per il New York Times. Non c'è una conferma ufficiale dei numeri o dei nomi delle sedi svuotate per questo motivo.

Mark

C'è chi dubita della minaccia?

Mimi

Sì, altre fonti dicono che i piani sarebbero teorici, perché l'Iran non avrebbe la capacità di colpire così lontano.

Luke

E i precedenti sono solo due: il pachistano condannato a marzo e il caso Bolton del 2022. Sono pochi per dimostrare una rete attiva, anche se non la escludono.

Mark

Che c'entrano gli Houthi?

Mimi

Le riduzioni di personale in sei Paesi, Arabia Saudita compresa, sono ufficialmente legate al conflitto con i ribelli, che hanno colpito aeroporti e impianti petroliferi.

Luke

Resta aperto se le due cose siano collegate: l'articolo non lo stabilisce.

  • Un memorandum dell'intelligence Usa parla di piani iraniani in fase avanzata contro personale americano, e il dubbio su quanto siano reali attraversa ogni riga.
  • Diplomatici e familiari vengono fatti rientrare in fretta dalle sedi mediorientali, partenze descritte come caotiche e frustranti per chi era appena tornato.
  • Gli Houthi colpiscono aeroporti, impianti petroliferi e una base aerea in Arabia Saudita, mentre la coalizione guidata da Riad risponde con bombardamenti incessanti su Sanaa, Mocha e Hodeida.
  • Nella provincia di Hodeida si contano almeno cinque morti, e la crisi regionale sembra scivolare verso un nuovo ciclo di escalation senza un percorso chiaro di tregua.

Un documento declassificato, firmato dal responsabile dell'intelligence americana e indirizzato al segretario di Stato, racconta una minaccia che attraversa confini e stagioni: l'Iran, secondo informazioni raccolte dai servizi, starebbe preparando colpi contro il personale statunitense in Medio Oriente e altrove. Washington risponde ritirando i propri diplomatici dalle sedi della regione, mentre altri osservatori, ricordando che finora i precedenti sono pochi, invitano a distinguere tra intenzioni e capacità. Intanto, nello Yemen e nel Golfo, la guerra tra Houthi e Arabia Saudita torna a farsi sentire con bombe e vittime, in un conflitto che la diplomazia non è riuscita a contenere.

Il documento porta la data del 23 ottobre e porta la firma del direttore dell'intelligence nazionale americana, Jay Clayton, indirizzata al segretario di Stato Marco Rubio. Avverte che l'Iran ha aumentato in modo sostanziale gli sforzi per colpire personale statunitense, con piani letali in fase avanzata in Medio Oriente e in altri Paesi. Se Stati Uniti e Israele tornassero a colpire l'Iran su larga scala, Teheran avrebbe pronto un piano di omicidi mirati affidato a cellule dormienti, anche in Europa e negli Stati Uniti.

La Cnn e il New York Times, citando fonti anonime, raccontano di diplomatici e familiari fatti partire in fretta dalle sedi del Golfo, molti dei quali erano rientrati da poco dopo l'evacuazione della fase più dura della guerra. Washington ha già ridotto il personale in Emirati, Bahrein, Kuwait, Qatar, Giordania, Libano e, da ultimo, Arabia Saudita, ufficialmente per l'escalation con gli Houthi.

Non tutti però credono alla minaccia. Altre fonti la considerano teorica, perché Teheran non avrebbe la capacità di colpire in profondità in America o in Europa. Finora i casi documentati sono due: un cittadino pachistano condannato a marzo per aver pianificato, su mandato dei Pasdaran, l'uccisione di Donald Trump, e un membro dei Guardiani accusato nel 2022 di voler uccidere John Bolton.

Nel frattempo lo scontro nello Yemen e nel Golfo si è riacceso. Gli Houthi hanno colpito lo scalo della capitale saudita, Damman, Najran, impianti petroliferi e una base aerea, e hanno ripreso di mira Aden. La coalizione di Riad risponde con bombardamenti su Sanaa, Mocha e la provincia di Hodeida, dove si contano almeno cinque morti. Resta da vedere se le evacuazioni diplomatiche saranno solo una misura prudenziale o il segnale di una crisi più ampia.

Il documento porta la data del 23 ottobre ed è stato declassificato: è un memorandum firmato dal direttore dell'Intelligence nazionale americana, Jay Clayton, e indirizzato al segretario di Stato Marco Rubio. Avverte che i servizi hanno ricevuto informazioni secondo cui l'Iran avrebbe "aumentato in modo sostanziale gli sforzi per colpire il personale statunitense". I piani letali sarebbero in "fase avanzata" in Medio Oriente e in altri Paesi.

La rivelazione non nasce dalla stampa ma da una carta ufficiale. Il quadro che ne emerge, per ora, è quello di una possibile campagna di omicidi mirati affidata a cellule dormienti. Se Stati Uniti e Israele riprendessero gli attacchi su larga scala contro l'Iran, Teheran avrebbe pronto un piano per colpire personale americano e alleati, anche negli Stati Uniti, in Europa e dove possibile.

La Cnn, citando diverse fonti ben informate, scrive che Washington si sta affrettando a evacuare alcuni diplomatici e i loro familiari dalle sedi in Medio Oriente. Le partenze sono descritte come "frustranti" e "caotiche": molti erano rientrati da poco, dopo essere stati evacuati nel momento di massima tensione della guerra con l'Iran.

Il New York Times, sempre con fonti anonime, riferisce che nelle ultime settimane sono state valutate minacce contro funzionari americani, ambasciatori compresi, e che l'Iran avrebbe individuato possibili obiettivi in Europa. Secondo gli 007, inoltre, agenti iraniani sarebbero già attivi sul territorio statunitense.

C'è però un'altra lettura. Altre fonti ritengono i piani del tutto teorici, perché Teheran non avrebbe la capacità di colpire così in profondità in territorio americano o europeo. I precedenti, del resto, sono pochi: a oggi si contano due soli progetti criminali in suolo Usa attribuiti all'Iran. Il primo riguarda un cittadino pachistano, condannato lo scorso marzo per aver pianificato, al soldo dei Pasdaran, l'uccisione del presidente Donald Trump e di altri politici americani. Il secondo è un membro dei Guardiani accusato nel 2022 di voler assassinare l'allora consigliere per la sicurezza John Bolton, per vendetta dopo l'uccisione a Baghdad del capo delle forze al Quds Qassem Soleimani, avvenuta due anni prima in un raid ordinato da Trump.

In Medio Oriente la situazione è diversa. Con maggiore discrezione, Washington ha già ordinato la riduzione del personale nelle sedi diplomatiche di Emirati, Bahrein, Kuwait, Qatar, Giordania e Libano, e da ultimo dell'Arabia Saudita. Ufficialmente la ragione, per Riad, è la recrudescenza del conflitto tra l'Arabia Saudita e i ribelli Houthi.

Nelle ultime 24 ore gli Houthi sono tornati a colpire l'aeroporto internazionale della capitale saudita. Sono stati attaccati anche gli scali di Damman e Najran, due impianti petroliferi, un oleodotto e una base aerea. I ribelli hanno poi ripreso di mira Aden, sede del governo filo-saudita.

La coalizione guidata da Riad ha risposto con bombardamenti su Sanaa, diventati incessanti sul porto strategico di Mocha, che domina il Mar Rosso, e sulla provincia di Hodeida, dove si contano almeno cinque morti.

Da seguire, ora, le evacuazioni diplomatiche in corso e l'evoluzione dello scontro tra Houthi e Arabia Saudita, tra Yemen e Golfo.

L'Iran avrebbe aumentato in modo sostanziale gli sforzi per colpire il personale statunitense.
— Memorandum del direttore dell'Intelligence Jay Clayton
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