iPhone Duo, addio al Face ID: tutte le rinunce del pieghevole Apple

Il pieghevole punta tutto sulla fruizione, non sulla completezza fotografica
Apple ha scelto di privilegiare il grande display interno dell'iPhone Duo rispetto alle ambizioni di fotografia professionale.
Mark

Perché Apple ha tolto il Face ID? Non poteva semplicemente metterlo anche sul pieghevole?

Mimi

Il problema è lo spazio. Quando uno smartphone si piega, l'architettura interna cambia completamente. Il Face ID richiede sensori e componenti che sul pieghevole non trovano posto, almeno non senza compromessi ancora più grandi.

Luke

Ma questo è quello che Apple dice. In realtà, altri produttori hanno messo il riconoscimento facciale su pieghevoli Android. Quindi è una scelta, non un'impossibilità tecnica.

Mark

Allora è una scelta strategica? Tornare al Touch ID?

Mimi

Sì. E in un certo senso ha senso. Il Touch ID funziona bene, è veloce, e molti utenti lo ricordano bene. Non è un passo indietro tecnologico.

Luke

Vero, ma è un passo indietro rispetto a quello che gli utenti Apple si aspettano. Chi ha un iPhone 14 o 15 dovrà riabituarsi completamente.

Mark

E le fotocamere? Perché niente teleobiettivo?

Mimi

Stesso discorso dello spazio. Il pieghevole è già complesso. Apple ha scelto di privilegiare il grande display interno e la fruizione dei contenuti, piuttosto che la completezza fotografica.

Luke

Ma qui il dato importante è che il teleobiettivo è su iPhone 18 Pro, non su tutti i modelli. Quindi non è che Apple non sa come metterlo. È una scelta di posizionamento.

Mark

Insomma, il Duo è un dispositivo per guardare, non per creare.

Mimi

Esattamente. È pensato per chi vuole uno schermo grande e pieghevole, non per chi vuole il miglior comparto fotografico possibile.

  • L'iPhone Duo arriva tra due settimane e porta con sé un elenco di assenze che colpisce chi è abituato ai modelli Pro: niente Face ID, niente teleobiettivo, niente LiDAR.
  • Il ritorno al Touch ID nel tasto laterale richiede agli utenti di riaddestrare riflessi quotidiani consolidati da anni di sblocco con il volto.
  • Il comparto fotografico rinuncia al teleobiettivo e al diaframma meccanico, segnalando che il Duo non vuole competere sul terreno della fotografia avanzata.
  • Apple sembra scommettere tutto sull'esperienza del grande display interno, sacrificando la completezza tecnica in favore di una nuova modalità di fruizione dei contenuti.
  • La vera domanda che il mercato dovrà rispondere è se i compromessi del Duo — reali ma selettivi — siano accettabili per l'utente che cerca qualcosa di più di uno smartphone tradizionale.

Tra due settimane Apple porterà sul mercato il suo primo iPhone pieghevole, l'iPhone Duo, un dispositivo che incarna la tensione eterna tra innovazione formale e completezza funzionale. Il formato ripiegabile impone scelte architetturali che costringono l'azienda a rinunciare a conquiste consolidate — il Face ID, il teleobiettivo, il LiDAR — ridisegnando il profilo di ciò che un iPhone può e non può essere. È il paradosso di ogni salto tecnologico: per aprirsi verso una nuova forma, bisogna lasciare qualcosa indietro.

Tra due settimane arriva l'iPhone Duo, il pieghevole che Apple ha promesso per anni. È un dispositivo audace, ma il formato ripiegabile porta con sé compromessi concreti che chi viene da un iPhone tradizionale dovrà affrontare ogni giorno.

Il più evidente riguarda il riconoscimento biometrico. Il Duo abbandona il Face ID e affida lo sblocco al Touch ID integrato nel pulsante laterale. Non è una novità nel settore, ma per Apple è un ritorno all'indietro: l'ultimo iPhone con lettore di impronte era l'iPhone 8. Chi si è ormai abituato allo sblocco con il volto dovrà cambiare gesti e riflessi, anche per i pagamenti. Un dettaglio che nella routine quotidiana pesa più di quanto sembri.

Anche il comparto fotografico racconta una storia precisa. Il Duo monta due fotocamere da 48 megapixel — principale e ultra grandangolare — ma manca il teleobiettivo presente su iPhone 18 Pro. Scompaiono anche il Controllo fotocamera, il diaframma meccanico e il sensore LiDAR. Messi insieme, questi tagli rivelano una filosofia chiara: il pieghevole punta tutto sull'esperienza del grande display interno, non sull'ambizione fotografica.

Persino la fotocamera frontale segna una distanza, fermandosi a 12 megapixel contro i 18 del Pro. L'elenco delle rinunce è lungo, ma non tutte hanno lo stesso peso. Chi sceglie un pieghevole sa già di stare scegliendo un formato diverso. La domanda vera è se questi compromessi specifici — soprattutto l'assenza del teleobiettivo e il ritorno al Touch ID — siano accettabili per il proprio uso quotidiano.

Tra due settimane arriva l'iPhone Duo, il pieghevole che Apple ha promesso per anni. È un dispositivo originale, forse il più audace che l'azienda abbia lanciato di recente. Ma il formato ripiegabile porta con sé una serie di compromessi che chi passa da un iPhone tradizionale dovrà affrontare. Non tutti peseranno allo stesso modo, ma alcuni potrebbero farsi sentire ogni giorno.

La ragione è strutturale. Piegare uno smartphone significa ripensare completamente come è costruito dentro. Questo costringe a scelte che sui modelli classici non servono. L'iPhone Duo non sfugge a questa logica e abbandona diverse funzioni che gli utenti Apple ormai considerano scontate. La più evidente è il Face ID. Il nuovo pieghevole non usa il riconoscimento facciale. Invece, affida lo sblocco biometrico al Touch ID, integrato nel pulsante di accensione laterale. Non è una novità nel settore — diversi pieghevoli Android già lo fanno — ma per Apple rappresenta un ritorno. L'ultimo iPhone con lettore di impronte è stato l'iPhone 8, escludendo i modelli SE. Molti utenti ricorderanno bene questa tecnologia. Qualcuno potrebbe perfino preferirla al Face ID, per comodità o abitudine. Chi invece si è ormai adattato allo sblocco con il volto dovrà cambiare i propri gesti e riflessi, sia per accedere al telefono sia per autorizzare i pagamenti. Sembra un dettaglio minore sulla carta, ma nella routine quotidiana pesa più di quanto si pensi.

Il comparto fotografico racconta una storia ancora più chiara. L'iPhone Duo monta due fotocamere da 48 megapixel sul retro — una principale e una ultra grandangolare — ma manca il teleobiettivo presente su iPhone 18 Pro. Per chi ama gli scatti a distanza o i ritratti con zoom ottico, è un'assenza tutt'altro che trascurabile. Insieme a questa mancanza, scompaiono anche il Controllo fotocamera, il pulsante dedicato allo scatto che Apple ha introdotto sui modelli recenti, il diaframma meccanico e il sensore LiDAR. Chi non ha mai usato il Controllo fotocamera probabilmente non se ne accorgerà nemmeno. Ma messi insieme, questi tagli raccontano una filosofia precisa: il pieghevole punta tutto sulla fruizione dei contenuti e sull'esperienza del grande display interno, molto più che sull'ambizione di essere il modello più completo per foto e video.

Anche la fotocamera frontale segna una distanza. Quella per i selfie, collocata sul display esterno del pieghevole, si ferma a 12 megapixel, mentre su iPhone 18 Pro arriva a 18 megapixel. L'elenco delle rinunce è lungo, ma non tutte hanno lo stesso impatto. Chi compra un pieghevole sa già che sta scegliendo un formato diverso, e accetta i compromessi che ne derivano. La domanda vera è se questi compromessi specifici — soprattutto l'assenza del teleobiettivo e il ritorno al Touch ID — sono accettabili per il proprio uso quotidiano.

L'ultimo iPhone ad avere il lettore di impronte è stato iPhone 8, quindi parliamo di una tecnologia che molti ricordano bene
— Analisi della fonte
Il pieghevole punta tutto sulla fruizione dei contenuti e sull'esperienza offerta dal grande display interno, molto più che sull'ambizione di essere il modello più completo per foto e video
— Posizionamento strategico di Apple
Fale Conosco FAQ