Il virus varicella-zoster può coinvolgere le arterie e causare infiammazione vascolare, aumentando il rischio cardiovascolare soprattutto nei pazienti con malattie cardiache preesistenti. Uno studio del 2026 su Nature Medicine ha rilevato che il vaccino ricombinante è associato a un carico cardiovascolare inferiore del 9% in sette anni negli adulti dai sessant'anni.
Il vaccino contro il Fuoco di Sant'Antonio protegge anche il cuore
Un'infezione può mettere alla prova un organismo che ha già un equilibrio delicato
Allora, il vaccino contro il Fuoco di Sant'Antonio protegge il cuore? È una cosa già provata?
La ricerca sta andando in quella direzione, ma non è ancora una conclusione definitiva. Sappiamo che il virus può infiammare i vasi sanguigni, e gli studi recenti mostrano segnali favorevoli nei vaccinati. Ma servono ancora studi clinici più robusti.
Aspetta. Quell'aumento del 59% di rischio di infarto che cita lo studio sudcoreano: quanto è reale per una singola persona? E il 23% di riduzione del rischio nello studio coreano del 2025: chi erano le persone vaccinate rispetto a quelle non vaccinate?
Buone domande. L'aumento relativo del 59% non significa che il 59% avrà un infarto. Significa che il rischio era più alto nel gruppo con zoster rispetto al gruppo di controllo. E sì, nello studio del 2025 c'è il problema che chi sceglie di vaccinarsi potrebbe avere anche altre abitudini più salutari.
E allora come facciamo a sapere se il vaccino funziona davvero per il cuore?
Lo studio di Nature Medicine del 2026 ha provato a risolvere questo problema confrontando persone vaccinate subito prima e dopo il cambio dal vaccino vivo a quello ricombinante. È un metodo più intelligente. Ma anche lì, il risultato è un carico cardiovascolare inferiore del 9% in sette anni. Non è poco, ma non è nemmeno una protezione drammatica.
Esatto. E gli autori stessi dicono che servono ancora studi clinici per confermare l'effetto. Quello che sappiamo con certezza è che il vaccino protegge dal Fuoco di Sant'Antonio con efficacia del 97% negli adulti dai cinquant'anni. Il beneficio al cuore è una possibilità che merita attenzione, non una promessa.
Per chi ha già una malattia cardiaca, dovrebbe vaccinarsi?
L'Istituto Superiore di Sanità lo raccomanda per le persone con patologia cardiovascolare, previa valutazione del rischio. È una conversazione da fare con il medico, non una decisione automatica.
E le reazioni al vaccino? Sono importanti da considerare soprattutto per chi è già fragile.
Le reazioni più comuni sono dolore nel punto dell'iniezione, stanchezza, dolori muscolari, mal di testa e febbre, generalmente per due o tre giorni. Niente di grave, ma il medico deve valutare se il momento è opportuno per quella persona specifica.
Der Puls
- Il virus varicella-zoster può infiammare le arterie cerebrali e aumentare il rischio cardiovascolare
- Studio Nature Medicine agosto 2026: vaccino ricombinante associato a carico cardiovascolare inferiore del 9% in sette anni
- Efficacia del vaccino ricombinante: 97% negli adulti dai 50 anni, 91% in quelli dai 70 anni
- L'Istituto Superiore di Sanità raccomanda la vaccinazione per persone con patologia cardiovascolare, previa valutazione del rischio
Il virus varicella-zoster può coinvolgere le arterie e causare infiammazione vascolare, aumentando il rischio cardiovascolare soprattutto nei pazienti con malattie cardiache preesistenti. Uno studio del 2026 su Nature Medicine ha rilevato che il vaccino ricombinante è associato a un carico cardiovascolare inferiore del 9% in sette anni negli adulti dai sessant'anni.
La ricerca rivela che la vaccinazione contro il Fuoco di Sant'Antonio potrebbe offrire benefici cardiovascolari oltre alla protezione dal dolore, con studi che mostrano riduzioni del rischio di eventi cardiaci nei vaccinati.
Il Fuoco di Sant'Antonio è una malattia che la maggior parte delle persone associa al dolore sulla pelle e al bruciore delle vescicole. Ma il virus varicella-zoster, che rimane nascosto nei gangli nervosi dopo una varicella infantile e si riattiva decenni dopo, può fare molto più danno di quanto appaia in superficie. Quando le difese immunitarie si indeboliscono con l'età o per altre ragioni, il virus si risveglia e può coinvolgere anche i vasi sanguigni, in particolare le arterie cerebrali, provocando infiammazione e modificazioni vascolari che aumentano il rischio di eventi cardiovascolari.
Per chi convive già con una malattia del cuore, questa connessione nascosta acquista un peso particolare. Un'infezione può mettere alla prova un organismo che ha già un equilibrio delicato, soprattutto quando a una coronaropatia o a un precedente infarto si aggiungono diabete, problemi renali e altre condizioni. Gli studi sull'influenza hanno da tempo stabilito il legame tra infezioni e complicanze cardiache; lo zoster sta aggiungendo un capitolo nuovo a questa storia. Una ricerca sudcoreana pubblicata sul Journal of the American College of Cardiology ha rilevato nelle persone con zoster un aumento relativo del rischio del 41% per gli eventi cardiovascolari complessivamente considerati, del 35% per l'ictus e del 59% per l'infarto. Questi numeri attirano l'attenzione, ma richiedono una lettura attenta: un aumento relativo del 59% non significa che il 59% delle persone con zoster avrà un infarto, bensì che il rischio era più alto rispetto a chi non aveva avuto la malattia. Il significato reale dipende dal rischio iniziale di ciascuna persona.
La ricerca sulla vaccinazione contro lo zoster sta allargando lo sguardo oltre la protezione dal dolore persistente, esplorando un possibile beneficio cardiovascolare. Uno studio pubblicato nel 2025 sull'European Heart Journal, condotto in Corea del Sud su oltre 1,27 milioni di persone dai cinquant'anni, ha osservato nei vaccinati un rischio relativo di eventi cardiovascolari complessivi inferiore del 23%. Il dato è significativo, ma il confronto può risentire delle differenze tra chi sceglie di vaccinarsi e chi non lo fa: chi si vaccina potrebbe avere anche altre abitudini favorevoli alla salute o un diverso rapporto con i servizi sanitari. Le analisi statistiche cercano di correggere queste differenze, senza poterle eliminare con certezza.
Un passo ulteriore è arrivato nell'agosto 2026, con una ricerca pubblicata su Nature Medicine negli adulti dai sessant'anni. Gli studiosi hanno sfruttato il rapido passaggio negli Stati Uniti dal vaccino vivo attenuato a quello ricombinante, confrontando persone vaccinate immediatamente prima e dopo il cambiamento. Il vaccino ricombinante è risultato associato a un carico cardiovascolare inferiore del 9% nell'arco di sette anni, secondo una misura che considera il tempo perso per la comparsa degli eventi studiati. Le associazioni favorevoli riguardavano la cardiopatia ischemica e lo scompenso cardiaco; per l'ictus ischemico il risultato significativo emergeva negli uomini. Il metodo limita alcune distorsioni del confronto tra vaccinati e non vaccinati, ma gli autori chiedono ancora studi clinici per confermare il possibile effetto protettivo.
Il vaccino ricombinante adiuvato contro lo zoster stimola le difese specifiche contro il virus e non contiene virus vivo. Negli studi clinici principali ha mostrato un'efficacia contro la malattia di circa il 97% negli adulti dai cinquant'anni e del 91% in quelli dai settant'anni. È autorizzato negli adulti dai cinquant'anni e, dai diciotto anni, in quelli con aumentato rischio di zoster. Il ciclo prevede due dosi, normalmente a distanza di due mesi, con intervalli adattabili secondo le indicazioni cliniche. Tra le reazioni più comuni ci sono dolore nel punto dell'iniezione, stanchezza, dolori muscolari, mal di testa e febbre, generalmente per due o tre giorni.
In Italia, l'Istituto Superiore di Sanità raccomanda la vaccinazione contro lo zoster per le persone con patologia cardiovascolare, esclusa l'ipertensione isolata, previa valutazione del rischio. I documenti delle società cardiologiche europee e americane riconoscono il ruolo delle vaccinazioni nella cura cardiovascolare e discutono le evidenze emergenti sul Fuoco di Sant'Antonio. Per chi ha già una cardiopatia, la vaccinazione merita una conversazione dedicata con il medico: una domanda breve come «Con le malattie che ho e le medicine che prendo, questa vaccinazione è indicata per me?» apre una valutazione utile che chiarisce il momento opportuno, le precauzioni e le condizioni di accesso previste nel territorio.
Proteggere il cuore rimane un lavoro fatto di più scelte: controllare pressione e colesterolo, gestire il diabete, muoversi, evitare il fumo e seguire le terapie. Verificare le vaccinazioni può trovare posto in questo percorso. Il Fuoco di Sant'Antonio ha già abbastanza ragioni per essere prevenuto dal dolore persistente che può disturbare il sonno e limitare i movimenti. La possibilità di offrire un vantaggio anche al cuore ne aggiunge una che merita attenzione, anche se la ricerca sta ancora mettendo alla prova questa ipotesi con confronti sempre più informativi.
Bemerkenswerte Zitate
Con le malattie che ho e le medicine che prendo, questa vaccinazione è indicata per me?— Domanda suggerita per aprire una valutazione utile con il medico