Nel cielo sopra Brčko, in Bosnia-Erzegovina, un elicottero militare italiano CH-47 impegnato nella missione europea Eufor Althea è precipitato, lasciando quattro morti tra militari dell'Esercito e volontari della Croce Rossa e undici feriti. È una di quelle ferite che tornano a ricordare quanto la pace, anche quando viene costruita con pazienza da decenni, poggi sul coraggio concreto di uomini e donne che volano, vigilano e prestano soccorso lontano da casa. Le cause restano ancora da accertare, e a ricostruire ciò che è accaduto saranno ora le indagini avviate dalla Difesa italiana e da Eufor
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Quattro caduti, undici feriti, nessuno in pericolo di vita
Cosa sappiamo con certezza di questo incidente?
Che un CH-47 italiano dell'operazione Eufor Althea è precipitato a Brcko il 29 ottobre. Su 15 persone a bordo, quattro sono morte e undici ferite.
Chi sono le vittime?
Due militari dell'Esercito e due operatori del Corpo militare volontario della Croce Rossa italiana. I nomi non sono riportati.
Ed è giusto dirlo: le fonti non li indicano, quindi non possiamo aggiungere altro.
Le condizioni dei feriti?
Secondo la Difesa nessuno è in pericolo di vita, e un'équipe medica italiana è stata inviata a sostenerli.
È una dichiarazione del ministero, riportata dall'agenzia. Non c'è una verifica indipendente nel testo.
E le cause?
Non si sa. La Difesa ha avviato accertamenti ed Eufor un'indagine approfondita.
Quindi qualunque ipotesi sulla dinamica oggi sarebbe senza fondamento. Si può solo aspettare gli aggiornamenti promessi.
Perché Eufor è lì?
È in Bosnia-Erzegovina dal 2004, dopo la forza Nato seguita alla guerra del 1992-1995, con diverse centinaia di militari di 24 Paesi europei.
O Pulso
- Un CH-47 con quindici persone a bordo precipita e il Paese si ferma nell'attesa dei nomi.
- Quattro vite spezzate: due militari dell'Esercito e due volontari della Croce Rossa non tornano a casa.
- Undici feriti, nessuno in pericolo di vita, ricevono cure mentre un'équipe medica italiana viene inviata sul posto.
- Ministero, Farnesina ed Eufor avviano indagini parallele per capire la dinamica, mentre le famiglie vengono informate per prime.
- Le cause restano sospese: la risposta arriverà solo quando i fatti saranno verificati.
Nel cielo sopra Brčko, in Bosnia-Erzegovina, un elicottero militare italiano CH-47 impegnato nella missione europea Eufor Althea è precipitato, lasciando quattro morti tra militari dell'Esercito e volontari della Croce Rossa e undici feriti. È una di quelle ferite che tornano a ricordare quanto la pace, anche quando viene costruita con pazienza da decenni, poggi sul coraggio concreto di uomini e donne che volano, vigilano e prestano soccorso lontano da casa. Le cause restano ancora da accertare, e a ricostruire ciò che è accaduto saranno ora le indagini avviate dalla Difesa italiana e da Eufor.
Il 29 ottobre un elicottero militare italiano CH-47, con quindici persone a bordo, è precipitato in Bosnia-Erzegovina, nei pressi di Brčko. Nello schianto hanno perso la vita quattro persone: due militari dell'Esercito e due operatori del Corpo militare volontario della Croce Rossa italiana. Undici sono rimasti feriti, ma nessuno è in pericolo di vita. La Difesa ha comunicato la notizia dopo aver informato le famiglie dei caduti, e ha inviato un'équipe medica italiana per assistere i feriti.
Il velivolo era impegnato nell'operazione Eufor Althea, la missione europea presente in Bosnia dal 2004, quando subentrò alla forza Nato dispiegata dopo la guerra del 1992-1995. Oggi vi operano alcune centinaia di militari di 24 Paesi europei. L'ambasciatore italiano a Sarajevo si è recato subito sul luogo, e la Farnesina ha garantito il massimo supporto.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha parlato di una perdita per cui non esistono parole, ricordando la riconoscenza del Paese verso chi è morto servendo l'Italia. Il presidente Sergio Mattarella ha fatto giungere il proprio cordoglio ai familiari, mentre Giorgia Meloni ha espresso dolore per le vittime e per quanti vivono ore di angoscia nella missione.
Le cause dello schianto non sono ancora note. Difesa ed Eufor hanno aperto indagini approfondite e promettono aggiornamenti appena i fatti saranno verificati.
Il 29 ottobre un elicottero militare italiano CH-47 è precipitato in Bosnia-Erzegovina. A bordo c'erano 15 persone. Quattro sono morte: due militari dell'Esercito e due operatori del Corpo militare volontario della Croce Rossa italiana. Gli altri undici sono rimasti feriti. Lo ha comunicato il ministero della Difesa con una nota.
Il velivolo era impegnato nell'operazione Eufor Althea. Secondo il ministero, nessuno degli undici feriti è in pericolo di vita e tutti ricevono le cure necessarie. La Difesa ha disposto l'invio di un'équipe medica italiana per garantire loro assistenza. Il luogo dell'incidente è Brcko: lo ha indicato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, spiegando che l'ambasciatore d'Italia a Sarajevo si stava già recando lì e che la Farnesina avrebbe fornito tutto il supporto necessario.
Le cause non sono note. La Difesa precisa che sono in corso accertamenti e che sono state avviate le attività di indagine per ricostruire la dinamica. Anche Eufor ha annunciato un'indagine approfondita e ha fatto sapere che darà ulteriori informazioni quando saranno verificate. La Difesa ha inoltre reso noti i dettagli solo dopo aver informato le famiglie dei caduti.
Eufor è presente in Bosnia-Erzegovina dal 2004, quando prese il posto della forza di peacekeeping della Nato dispiegata dopo la guerra del 1992-1995. Oggi conta diverse centinaia di militari provenienti da 24 Paesi europei.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha espresso il cordoglio personale e di tutta la Difesa alle famiglie delle vittime, sostenendo che non esistono parole per colmare una perdita così grande. Ha parlato della riconoscenza dell'Italia verso chi è morto servendo il Paese e della vicinanza ai feriti e ai loro cari. Ha aggiunto che la Difesa è una comunità e che, nei momenti più difficili, deve mostrarsi unita e capace di prendersi cura dei propri uomini e delle proprie donne.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio al capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, chiedendogli di farsi interprete del suo cordoglio presso l'Esercito e il Corpo militare della Croce Rossa e di far giungere ai familiari la sua vicinanza. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scritto sui social di un motivo di profondo dolore, rivolgendo il pensiero alle vittime, alle famiglie e a quanti, impegnati nella missione per la pace e la stabilità della regione, vivono ore di angoscia. Tajani, su X, ha parlato di una terribile disgrazia che scuote il cuore degli italiani.
Resta da capire che cosa abbia causato lo schianto: sarà l'esito delle indagini avviate dalla Difesa e da Eufor a chiarirlo, e Eufor ha promesso aggiornamenti una volta verificati i fatti.
Citações Notáveis
La Difesa è una comunità e, nei momenti più difficili, deve dimostrare di saper essere unita e prendersi cura dei propri uomini e delle proprie donne.— Guido Crosetto, ministro della Difesa
Una terribile disgrazia che scuote il cuore di tutti gli italiani.— Antonio Tajani, ministro degli Esteri