Nel cuore industriale di Torino, lo stabilimento di Mirafiori torna al centro di un dialogo tra Stato e industria che evoca decenni di storia operaia e ambizioni manifatturiere. Il governo italiano, attraverso il ministro Urso, ha aperto alla possibilità di sostenere un secondo modello Stellantis accanto alla Fiat 500, in un momento in cui la produzione nazionale mostra segnali di ripresa ma il futuro dell'auto elettrica rimane incerto. È il racconto ricorrente di un Paese che cerca di tenere insieme la propria identità industriale e le trasformazioni di un mercato globale in rapida evoluzione
Il governo apre a un secondo modello Stellantis a Mirafiori accanto alla 500
Il governo è pronto, ma il progetto rimane ancora da definire
Cosa significa esattamente quando Urso dice che il governo è "pronto a sostenere" questa iniziativa? Sono promesse concrete o solo parole?
È una dichiarazione di apertura, ma volutamente vaga. Urso non specifica quali strumenti userebbe — incentivi fiscali, contributi diretti, agevolazioni energetiche. È il governo che dice: siamo interessati, parliamone. Ma non è un impegno firmato.
Esatto. E qui bisogna essere precisi: non c'è ancora un accordo definitivo. Urso lo dice esplicitamente. Quindi stiamo parlando di interlocuzioni, non di un progetto già approvato.
Belloni parla di un veicolo "di dimensioni molto ridotte" ispirato alla 2CV. Quanto è concreto questo progetto?
Belloni ha detto che i team di progettazione e sviluppo a Torino stanno già lavorandoci, e che potrebbe realizzarsi prima del previsto. Quindi non è solo un'idea, c'è già movimento interno.
Ma "prima del previsto" rispetto a cosa? Non sappiamo quale fosse la scadenza originale. E "ispirato alla 2CV" è una descrizione di filosofia, non di specifiche tecniche. Il progetto esiste, ma i dettagli rimangono nebulosi.
Filosa ha chiesto supporto su energia e logistica. Quanto è realistico che il governo possa intervenire su questi fronti?
Sono questioni strutturali dell'economia italiana. L'energia costa più che in altri paesi europei, e la logistica ha inefficienze storiche. Il governo potrebbe agire su entrambi, ma richiederebbe decisioni politiche significative.
Vero, ma qui Filosa sta ponendo una condizione: il progetto dipende da questi miglioramenti. Non sta dicendo che Stellantis farà comunque l'investimento se il governo fa qualcosa. Sta dicendo che senza supporto pubblico, la competitività degli impianti italiani rimane fragile.
I numeri sulla produzione — crescita del 28,3%, cassa integrazione giù del 30% — quanto sono significativi?
Mostrano una tendenza positiva reale. Significa che Stellantis sta producendo di più in Italia e ha ridotto il ricorso agli ammortizzatori sociali. È un segnale che la situazione sta migliorando.
Sono numeri dei primi nove mesi del 2026. Sono buoni, ma Urso stesso dice che "resta ancora molto da fare". E questi numeri non ci dicono se il secondo modello a Mirafiori è già deciso o ancora ipotetico. La crescita potrebbe essere dovuta ad altri fattori.
El Pulso
- Mirafiori potrebbe ospitare un secondo veicolo Stellantis: un'auto piccola, moderna, ispirata alla filosofia essenziale della Citroën 2CV, ma senza nostalgie retrò.
- Il ministro Urso conferma i colloqui con Stellantis e dichiara la disponibilità del governo a sostenere il progetto, senza però annunciare misure concrete né un accordo già firmato.
- L'amministratore delegato Filosa pone condizioni chiare: servono interventi pubblici sui costi energetici e sulla logistica per rendere competitivi gli stabilimenti italiani.
- I dati incoraggiano: nei primi nove mesi del 2026 la produzione Stellantis in Italia è cresciuta del 28,3% e il ricorso alla cassa integrazione è calato di oltre il 30%.
- Il progetto resta in una fase fluida — la volontà politica c'è, le condizioni industriali sono sul tavolo, ma i passi operativi concreti devono ancora essere definiti.
Nel cuore industriale di Torino, lo stabilimento di Mirafiori torna al centro di un dialogo tra Stato e industria che evoca decenni di storia operaia e ambizioni manifatturiere. Il governo italiano, attraverso il ministro Urso, ha aperto alla possibilità di sostenere un secondo modello Stellantis accanto alla Fiat 500, in un momento in cui la produzione nazionale mostra segnali di ripresa ma il futuro dell'auto elettrica rimane incerto. È il racconto ricorrente di un Paese che cerca di tenere insieme la propria identità industriale e le trasformazioni di un mercato globale in rapida evoluzione.
Il governo italiano ha aperto formalmente alla possibilità di un secondo modello Stellantis nello stabilimento torinese di Mirafiori, dove già viene prodotta la Fiat 500. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha confermato, in un'intervista a Milano Finanza, che nelle ultime settimane sono stati avviati colloqui con l'azienda per rafforzare la presenza produttiva nel polo piemontese, dopo i segnali cauti arrivati dai vertici di Stellantis al Salone dell'Auto di Parigi.
A dare concretezza all'ipotesi è stato Arnaud Belloni, dirigente di Fiat, che ha descritto il futuro veicolo come un'auto di dimensioni molto ridotte, pensata per essere altamente competitiva. L'ispirazione filosofica richiama la Citroën 2CV — minimalista ed essenziale — ma il design sarebbe completamente contemporaneo, senza rimandi nostalgici. Belloni ha anche lasciato intendere che il progetto potrebbe avanzare prima del previsto, grazie al lavoro già in corso tra i team di Torino.
Urso ha dichiarato la disponibilità del governo a sostenere l'iniziativa con gli strumenti a sua disposizione, senza tuttavia specificare misure concrete né confermare un accordo definitivo. Dal canto suo, l'amministratore delegato Antonio Filosa ha tracciato le condizioni necessarie: Stellantis chiede supporto pubblico sui costi dell'energia e sulla logistica per garantire la competitività degli stabilimenti italiani.
Nel frattempo, i dati sulla produzione offrono uno sfondo incoraggiante: nei primi nove mesi del 2026, la produzione Stellantis in Italia è cresciuta del 28,3% e il ricorso alla cassa integrazione è diminuito di oltre il 30%. Urso ha citato anche contratti per almeno sette miliardi di euro destinati alla filiera italiana. La strada verso un secondo modello a Mirafiori è aperta, ma il percorso è ancora da costruire: il governo ha mostrato disponibilità, Stellantis ha posto le sue condizioni, e ora si attende il passo successivo.
Il governo italiano sta aprendo le porte a un secondo modello Stellantis nello stabilimento di Mirafiori, accanto alla Fiat 500 già in produzione. Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha confermato in un'intervista a Milano Finanza che negli ultimi mesi il governo ha avviato colloqui con l'azienda per aumentare la produzione nel polo torinese. L'annuncio arriva dopo che i vertici di Stellantis hanno fatto cenni cauti al Salone dell'Auto di Parigi riguardo a possibili espansioni.
Un segnale incoraggiante è venuto da Arnaud Belloni, che ha descritto il progetto con una certa concretezza. Secondo il dirigente di Fiat, il nuovo veicolo sarebbe un'auto di dimensioni molto ridotte, pensata per essere altamente competitiva sul mercato. L'ispirazione filosofica richiama la Citroën 2CV — quella minimalista, essenziale — ma il design sarebbe completamente moderno, senza nostalgia retrò. Belloni ha anche suggerito che il progetto potrebbe realizzarsi prima delle scadenze inizialmente previste, grazie al lavoro già in corso tra i team di progettazione e sviluppo a Torino.
Uro ha dichiarato che il governo è pronto a sostenere questa opportunità con gli strumenti a sua disposizione, ma ha evitato di specificare quali misure concrete potrebbero essere attivate e non ha lasciato intendere che un accordo definitivo sia già stato raggiunto. Il progetto rimane dunque in una fase di definizione, con il governo che segnala disponibilità senza ancora impegnarsi su dettagli operativi.
Antonio Filosa, amministratore delegato di Stellantis, ha però tracciato le condizioni necessarie per procedere. L'azienda chiede il supporto delle istituzioni pubbliche per migliorare la competitività degli stabilimenti italiani del gruppo, con particolare attenzione ai costi dell'energia e alla logistica. Queste richieste riportano il dibattito sulla sostenibilità economica dell'iniziativa: ampliare le attività a Mirafiori non è solo una questione di volontà industriale, ma dipende da un contesto economico favorevole.
Nel quadro più ampio, Urso ha citato dati che mostrano una ripresa della produzione Stellantis in Italia. Nei primi nove mesi del 2026, la produzione è cresciuta del 28,3%, mentre il ricorso alla cassa integrazione ha registrato una diminuzione superiore al 30%. Il governo ha inoltre segnalato contratti per un valore di almeno sette miliardi di euro destinati ad aziende italiane nella filiera di Stellantis. Urso ha definito questa ripresa significativa, pur riconoscendo che resta ancora molto lavoro da fare.
Il ministro ha colto l'occasione per ribadire le sue critiche alle normative europee e alla transizione verso un modello esclusivamente elettrico, questioni che rimangono centrali nel dibattito sulla sostenibilità dell'industria automobilistica italiana. La strada verso un secondo modello a Mirafiori è dunque aperta, ma ancora ricca di incognite: il governo ha mostrato la sua disponibilità, Stellantis ha espresso le sue condizioni, e ora il progetto attende i prossimi passi concreti.
Citas Notables
Siamo pronti a sostenere questa opportunità con gli strumenti a nostra disposizione— Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy
Fiat sta lavorando a un secondo modello da affiancare alla 500, di dimensioni molto ridotte e altamente competitivo, potenzialmente realizzabile prima del previsto— Arnaud Belloni, dirigente Fiat