Un unico pixel, ma abbastanza per segnare un passaggio: per la prima volta la sonda Hera dell'Agenzia spaziale europea distingue Dimorphos dal suo compagno Didymos, a circa 1280 chilometri di distanza. È un gesto minuscolo nella scala del cosmo, eppure racconta una storia più grande, quella di un'umanità che dopo aver colpito un asteroide per deviarne la rotta torna a osservarne le conseguenze con pazienza e precisione.
Hera isola Dimorphos: la prima immagine che lo distingue da Didymos
Un solo pixel. Ma basta per vedere Dimorphos brillare da solo.
Perché un solo pixel fa notizia?
Perché finora Dimorphos si confondeva con Didymos. A circa 1280 km Hera riesce a vederlo come punto luminoso distinto: è il primo passo verso lo studio ravvicinato.
Cosa ha reso possibile lo scatto?
Le manovre di frenata iniziate a inizio ottobre, che hanno portato la sonda a circa 20 metri al secondo rispetto alla coppia.
Va detto che un pixel non mostra nulla della forma o del cratere. Per ora è una conferma di distinzione, non un dato scientifico sull'impatto.
E l'impatto di DART quanto conta?
Moltissimo. Nel 2022 colpì Dimorphos a 6,1 km/s e ne rallentò l'orbita di circa 33 minuti. Hera deve studiarne le conseguenze.
Su cosa Hera troverà, per esempio i cambiamenti di forma, l'articolo non anticipa risultati: parla solo di ciò che verrà osservato.
Cosa succede ora?
Il 25 novembre l'Esa pubblicherà le prime immagini dettagliate di Dimorphos, e i due cubesat arriveranno a osservazioni ancora più ravvicinate fino all'atterraggio.
Quelle sono le date e i piani dichiarati; il resto dipenderà dalla missione.
Il Polso
- Un solo pixel separa Dimorphos da Didymos: la sonda Hera vede il piccolo asteroide per la prima volta come punto autonomo.
- Dopo settimane di frenate, la sonda ha ridotto la velocità a circa 20 metri al secondo rispetto alla coppia di asteroidi.
- Il cratere lasciato dall'impatto della sonda DART nel 2022 è il bersaglio di un'indagine ravvicinata che deve misurare forma e orbita cambiate.
- Il 25 novembre arriveranno le prime immagini dettagliate di Dimorphos, e ogni avvicinamento renderà il quadro più nitido.
Un unico pixel, ma abbastanza per segnare un passaggio: per la prima volta la sonda Hera dell'Agenzia spaziale europea distingue Dimorphos dal suo compagno Didymos, a circa 1280 chilometri di distanza. È un gesto minuscolo nella scala del cosmo, eppure racconta una storia più grande, quella di un'umanità che dopo aver colpito un asteroide per deviarne la rotta torna a osservarne le conseguenze con pazienza e precisione.
Un solo pixel: è tutto ciò che Dimorphos occupa nell'immagine scattata il 18 ottobre dalla sonda Hera dell'Agenzia spaziale europea. Da circa 1280 chilometri, il piccolo asteroide compare per la prima volta come punto luminoso separato dal suo compagno maggiore, Didymos.
Lo scatto arriva dopo una serie di manovre di frenata iniziate all'inizio del mese, che hanno portato la sonda a circa 20 metri al secondo rispetto alla coppia di asteroidi. Dimorphos misura 151 metri, più o meno come la Grande Piramide di Giza, mentre Didymos ne misura 780. I due corpi si trovano a circa 1,15 chilometri l'uno dall'altro.
Dimorphos ha una storia particolare: nel settembre 2022 la sonda DART della NASA lo ha colpito a 6,1 chilometri al secondo, rallentandone l'orbita di circa 33 minuti. È il primo corpo del Sistema solare la cui orbita sia stata cambiata in modo misurabile dall'uomo.
Hera nasce per studiare proprio quelle conseguenze, osservando il punto dell'impatto e i cambiamenti di forma e orbita. Con l'aiuto di due piccoli cubesat, le immagini diventeranno sempre più nitide. Il 25 novembre l'ESA mostrerà le prime immagini dettagliate di Dimorphos: una data da segnare.
Un solo pixel. È tutto ciò che Dimorphos occupa nell'immagine scattata dalla sonda Hera dell'Agenzia spaziale europea, ma basta: da circa 1280 chilometri di distanza, il piccolo asteroide appare per la prima volta come un punto luminoso separato dal suo compagno maggiore, Didymos.
Lo scatto è del 18 ottobre ed è stato diffuso un paio di giorni prima della pubblicazione dell'articolo di Media INAF. Arriva dopo una serie di manovre di frenata iniziate all'inizio del mese, che hanno permesso alla sonda di ridurre la velocità fino a circa 20 metri al secondo rispetto alla coppia di asteroidi.
Le proporzioni aiutano a capire cosa si sta guardando. Dimorphos misura 151 metri di diametro, più o meno come la Grande Piramide di Giza. Didymos, con i suoi 780 metri, è appena più piccolo del Burj Khalifa di Dubai, l'edificio più alto del mondo. I due corpi orbitano a una distanza media di 1,15 chilometri l'uno dall'altro, e Dimorphos gira attorno al corpo principale a una velocità di circa 18 centimetri al secondo.
Dimorphos è un oggetto speciale: è il primo corpo del Sistema solare la cui orbita sia stata modificata in modo misurabile dall'azione umana. Il 26 settembre 2022 la sonda DART della NASA lo ha colpito a 6,1 chilometri al secondo, in un esperimento su vasta scala di difesa planetaria. L'urto ha prodotto un pennacchio di detriti esteso per 10mila chilometri nello spazio e ha rallentato l'orbita dell'asteroide di circa 33 minuti.
Hera entra in scena a valle di quello scontro programmato. Il suo compito è analizzare da vicino le conseguenze: osservare il luogo dell'impatto e i cambiamenti, di forma e di orbita, che ne sono derivati. A darle una mano ci saranno due cubesat grandi all'incirca quanto una scatola da scarpe, destinati a osservazioni ancora più ravvicinate fino all'atterraggio.
L'articolo è accompagnato da un commento di Ernesto Palomba dell'Inaf di Roma. Da qui in avanti, via via che la sonda si avvicina, le immagini dei due asteroidi diventeranno sempre più nitide. Il 25 novembre l'Esa pubblicherà le prime immagini dettagliate di Dimorphos: sarà la data da segnare.